Distretto di Campobasso, il dg Di Santo ha scelto Tiziana Scellini

È Tiziana Scellini la nuova direttrice del distretto sanitario di Campobasso.
Titolare della medicina di base specialistica, riabilitativa e territoriale del distretto, è stata scelta dalla direzione strategica guidata da Giovanni Di Santo in un elenco di cinque professionisti idonei alla nomina (a valle dell’avviso bandito nell’estate 2022). Scellini succede a Giuseppe De Marco, andato in pensione, e prende il posto di Giovanni Giorgetta (direttore del distretto di Termoli) a cui i vertici dell’azienda di via Petrella avevano affidato la reggenza anche della struttura del capoluogo nelle more del completamento delle procedure di rinnovo dell’incarico.
In particolare, la scelta de dg Di Santo (coadiuvato dai direttori sanitario e amministrativo Bruno Carabellese e Grazia Matarante) si è orientata sulla dottoressa per le «specifiche e qualificate esperienze dirigenziali nei servizi distrettuali e territoriali svolte» per la «considerevole attività formativa inerente alle materie dell’ambito distrettuale e l’organizzazione dei relativi servizi».
Scellini ha vinto la concorrenza di Angelo Marcheggiani (ginecologo e responsabile degli screening oncologici Asrem) e dei medici Pasquale Corallo, Felice Di Donato e Gianfranco Piano.

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In Aula battaglia sui treni, «monitoriamo, correzioni se saranno necessarie»

Il rendiconto 2021, da riapprovare per riallineare la successione di documenti corretti in base alle indicazioni della Consulta (che lo ha dichiarato illegittimo qualche mese fa) e della Corte dei conti regionale che lo aveva impugnato, non ha visto ieri il varo definitivo dell’Aula. Dopo il parere favorevole della I commissione, infatti, l’assessore al Bilancio Gianluca Cefaratti ha chiesto al Consiglio di sospenderne l’esame in attesa della notifica della delibera della Sezione di Controllo di via Garibaldi per seguirne le indicazioni in maniera esatta ed evitare di dover poi, eventualmente, rettificare ancora il documento.
Dalla seduta di ieri pomeriggio a Palazzo D’Aimmo – che è stata aperta dal presidente Quintino Pallante con il ricordo e il minuto di silenzio in onore dell’ex consigliere regionale termolese Eduardo Sassi scomparso due settimane fa – è venuta fuori una buona notizia. Rispondendo all’interpellanza degli eletti del Pd Alessandra Salvatore, Vittorino Facciolla e Micaela Fanelli sulla carenza di pediatri, il governatore Francesco Roberti ha fra le altre cose reso noto l’avvio del cosiddetto “pronto soccorso pediatrico”, in realtà un servizio ambulatoriale svolto negli ospedali pubblici nel fine settimana da parte dei pediatri di libera scelta che hanno dato l’adesione al progetto autorizzato con decreto dei commissari della sanità. L’Asrem, ha spiegato Roberti, ha concluso le operazioni formali: sono 20 i professionisti che garantiranno il servizio nei weekend (il costo dell’iniziativa è pari a 300mila euro per un anno). Soddisfazione è stata espressa da Salvatore (che ha rimarcato tuttavia l’urgenza di risolvere la carenza dei neuropsichiatri infantili) ma pure dal collega 5s Angelo Primiani che da tempo chiedeva la riattivazione di un servizio sperimentato già nel 2018: «Stavo monitorando con attenzione l’attivazione di questi ambulatori: oggi il presidente Roberti ha comunicato in Aula che sono 20 i pediatri che hanno aderito al progetto, e che i quattro presidi saranno aperti il sabato, dalle 14 alle 20, e la domenica dalle 8 alle 20. Su questi temi non deve esistere colore politico: parliamo di soluzioni e risultati che rispondono semplicemente alle esigenze della collettività. Ora lavoriamo per rendere il servizio strutturale».
Tra gli altri argomenti oggetto di mozioni e interrogazioni, ampio spazio ha preso – prima e durante i lavori – il tema del taglio di alcune corse sulle tratte Isernia-Roma e Isernia-Caserta (in vigore a partire dal 1 luglio). All’interrogazione dei 5 stelle ha risposto, domanda per domanda, il presidente Roberti che ha trattenuto per sé la delega ai Trasporti. Il debito della Regione nei confronti di Trenitalia, ha riferito, è pari a 40 milioni di euro, in sede di sottoscrizione del nuovo contratto di servizio si è posta la necessità di rendere il servizio sostenibile per i conti di Palazzo Vitale. Si è scelto, queste a grandi linee le spiegazioni del governatore all’Aula, di intervenire su corse con orari ravvicinati. Roberti ha anche sottolineato un numero non troppo elevato di pendolari che le utilizzavano (40). Una «razionalizzazione necessaria» ma oggetto, ha detto, di «un attento monitoraggio» per cui «se fossero rilevate inefficienze ci saranno correzioni, sempre evitando costi aggiuntivi». Correzioni che, per ipotesi, Roberti ha anche indicato.
Dalle opposizioni, in questo caso, netta insoddisfazione. Bisognava consultare le associazioni degli utenti prima di scegliere quali corse tagliare, hanno fatto rilevare Gravina, Greco e Salvatore. «Pur comprendendo le difficoltà economiche di cui l’amministrazione deve tener conto – ha sottolineato Gravina – è inaccettabile che solo ora si parli di monitoraggio per valutare l’impatto dei tagli delle corse sulle reali esigenze di tutti coloro che quotidianamente usufruiscono di un servizio cruciale per il proprio lavoro, per il proprio studio e per la propria vita». Altro punto critico per l’ex sindaco di Campobasso il costo chilometrico che la Regione Molise paga a Trenitalia per il servizio sostitutivo su gomma (è compreso nel valore complessivo del contratto di servizio ma Roberti ha specificato che l’azienda del Gruppo Fs riconosce alle ditte che effettuano il sostitutivo 2,50 euro a chilometro, ndr), è decisamente più alto rispetto a quello del trasporto pubblico urbano e locale. Questo è un ulteriore punto sul quale riflettere nell’ottimizzazione futura di risorse che vanno gestite in modo attento ed oculato, ma senza per questo svilire le necessità e le esigenze dei cittadini».
Iscritta all’ordine del giorno la mozione a prima firma Salvatore (e sottoscritta da esponenti dem e pentastellati) che chiede di rivedere la rimodulazione degli orari (e prende spunto anche dalla mobilitazione dei pendolari che sta prendendo forma in questi giorni). Ma all’immediata discussione il centrodestra ha detto no.

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“Il Molise esiste. Anche io!” Cresce l’attesa per il Pride a Isernia

Il Molise esiste. Anche io! È questo lo slogan scelto per la quarta edizione del Molise Pride, che quest’anno approda per la prima volta nel capoluogo pentro.
Non solo il giorno – il prossimo 13 luglio – ma ora sono noti anche il luogo e l’ora dell’appuntamento: lo start dell’evento è fissato alle ore 17:00 presso Piazza della Repubblica (Stazione di Isernia). A divulgare i dettagli dell’iniziativa, nelle scorse ore, la presidente di Arcigay Molise, Luce Visco, che ha spiegato anche le motivazioni alla base dello slogan: «Una testimonianza del doppio isolamento subito da chi vive in una regione bellissima, ma talvolta dimenticata, e chi lotta ogni giorno per le discriminazioni subite per il proprio orientamento sessuale o identità di genere – ha spiegato -. In questo momento è però per noi di fondamentale importanza sostenere la raccolta fondi del Molise Pride, per permettere la buona riuscita della manifestazione tramite i canali ufficiali (quindi sul sito buonacasa.org). Nei prossimi giorni – ha concluso Visco – annunceremo percords, patrocini ospiti e ulteriori dettagli della manifestazione».
Intanto, dopo le polemiche dei giorni scorsi e il botta e risposta tra l’assessore comunale di Napoli, Luca Trapanese e il presidente della Giunta regionale del Molise, Francesco Roberti, non è voluto entrare nel merito il sindaco Piero Castrataro che all’Ansa ha annunciato la sua partecipazione alla manifestazione, insieme a tanti altri esponenti della politica locale.
«Sarà un momento importante per la nostra città – ha detto il primo cittadino – che, ancora una volta, ci vede dalla parte di tutti e in campo per sostenere i diritti inalienabili, ma troppo spesso calpestati».
Castrataro ha preferito rimanere fuori, quindi, al turbinio delle polemiche, invitando tutti a vivere il Pride «con serenità, diversamente rischieremo di tradire il senso della stessa manifestazione» – ha detto.
Clima politicamente caldissimo, dunque, attorno l’iniziativa molto attesa dalla comunità Lgbtqia+, che per la prima volta approda a Isernia.
«Il Pride non è una pagliacciata, non ci sono persone che si vestono da pagliacci ma è una manifestazione importantissima per i diritti delle persone – aveva affermato l’assessore di Napoli, Trapanese, invitando il governatore Roberti a partecipare alla manifestazione di Isernia -. Perché in Italia non esiste ancora una legge che faccia riferimento ai crimini d’odio contro la comunità Lgbt, in Italia non è legale il matrimonio tra persone dello stesso sesso, l’Italia è al 35esimo posto su 49 in Europa per i diritti Lgbt. In Italia il 40% degli episodi omobitransfobici si sono verificati per strada e il 6% sul luogo di lavoro. La trascrizione degli atti di nascita dei figli di coppie Lgbtq è sempre più ostacolata. Il Pride è una manifestazione importantissima per i diritti delle persone. Le Istituzioni siano presenti e vicine a tutte le diversità» – ha detto infine.
Invito a cui Roberti ha risposto – in sintesi – invitando a sua volta Trapanese a portare a Isernia il 13 luglio il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e a «chiedere scusa per il turpiloquio rivolto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni».

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