Il verdetto di Goletta Verde: inquinate le foci di Biferno e Saccione

Non sono buone le notizie che arrivano dalla Goletta Verde, che ieri mattina ha svelato l’esito delle analisi svolte sui campionamenti effettuati nelle foci dei fiumi.

Ospitata al porto turistico “Marina di San Pietro, i prelievi dello scorso 15 luglio, lungo le foci dei fiumi molisani Saccione, Trigno e Biferno, hanno evidenziato come ben due sono risultati fortemente inquinati e uno entro i limiti di legge. I prelievi sono stati effettuati alla foce del fiume Saccione, punto campionato per la prima volta nel comune di Campomarino, risultato Fortemente Inquinato; alla foce del fiume Biferno, risultato Fortemente Inquinato e alla foce del fiume Trigno, nel comune di Montenero di Bisaccia, risultato entro i limiti. Quest’ultimo migliora rispetto allo scorso anno quando era risultato fortemente inquinato. Il Fiume Biferno, per le sue criticità, è anche l’osservato speciale di quest’anno di Goletta Verde. I dati sono stati resi noti questa mattina nel corso della conferenza stampa organizzata a Termoli e che ha visto la partecipazione di Andrea De Marco, presidente Legambiente Molise, Alice De Marco, portavoce di Goletta Verde, Valeria Papili, comitato scientifico Legambiente Molise, Giuseppe Panico, Comandante Capitaneria di Porto Termoli, Fiorenza Del Borrello, assessore all’ambiente Comune di Montenero e Marco Paolilli Treonze, responsabile Coordinamento dell’Area 3 – CONOU. La conferenza stampa è stata anche l’occasione per consegnare a all’assessore Fiorenza Del Borrello, in rappresentanza del comune di Montenero di Bisaccia, la bandiera di “Comune amico delle tartarughe”, che sancisce l’impegno dell’amministrazione nell’aderire all’omonimo protocollo. «Siamo contenti del miglioramento delle analisi alla foce del Trigno – dichiara Andrea De Marco, presidente Legambiente Molise – punto che negli anni ha riportato risultati altalenanti. Resta invece critica la situazione alla foce del fiume Biferno, sito storicamente risultato sempre inquinato, e questo ci fa capire che serve intervenire sulle cause di questa mala depurazione. Il Biferno, tra l’altro, è stato oggetto di un contratto di fiume realizzato nell’ambito del Life Nat.Sal.Mo., documento rimasto chiuso nei cassetti della Regione Molise che potrebbe invece aiutare ad affrontare tali problematiche. Ci preoccupa anche la foce del Saccione la cui situazione, affiancata a quella del Biferno, ci fa capire che la costa sud della regione ha grosse problematiche di depurazione. Da qui, infatti, provengono molte delle segnalazioni che abbiamo ricevuto da cittadini e cittadine preoccupati per situazioni visibilmente critiche. Auspichiamo un intervento delle istituzioni». «Nel nostro viaggio lungo le coste italiane abbiamo potuto constatare come le foci dei fiumi siano quasi sempre i punti da attenzionare per quanto riguarda la depurazione delle acque reflue – dichiara Alice De Marco, portavoce di Goletta Verde. Per non incorrere in nuove sanzioni dalla Comunità Europea dobbiamo efficientare il sistema di depurazione italiano, e non possiamo aspettare ancora. Sono 142 i milioni che tutti noi abbiamo già pagato in bolletta per la mancata conformità alla Direttiva Acque Reflue, e, se non corriamo ai ripari, questo numerò aumenterà».

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“Plenipotenziario” in Regione, Micone lascia l’Assise di Bojano

L’assessore regionale Salvatore Micone non siederà più in Consiglio comunale, a Bojano, almeno nell’arco di questa consiliatura: sono giunte lo scorso 24 luglio, infatti, le dimissioni irrevocabili da consigliere comunale, comunicate al presidente del Consiglio Nicola Malatesta e rese note nel corso dell’ultima seduta dell’assise civica di martedì 30 luglio.

Alla base delle dimissioni, la necessità di fronteggiare i tanti impegni in Regione. L’amministrazione comunale, nel corso del Consiglio comunale, ne ha preso formalmente atto, dando immediatamente il via libera alla surroga nei confronti del primo dei non eletti della lista ‘Bojano civica’, Saverio Scinocca, che ha così preso parte all’assemblea per la prima volta, esprimendo già il proprio voto in merito a una serie di riconoscimenti di debiti fuori bilancio iscritti all’ordine del giorno e adottati dalla maggioranza.

In Aula, per l’occasione, il ringraziamento al consigliere Micone da parte della capogruppo di minoranza, Mariacristina Spina, per il contributo dato fino ad oggi nell’interesse della città, con l’augurio che possa contribuire sempre al meglio al benessere dell’intera regione e in particolare dell’area matesina che malgrado le problematiche, resta un’area volano di proposte, di cultura, imprenditoria, attività sociali, un’area che ha la fortuna di aver espresso ben quattro consiglieri regionali, ha detto Spina. Poi, il benvenuto al subentrato consigliere Saverio Scinocca. Al saluto al consigliere Micone e al benvenuto per Scinocca si è associato anche il sindaco Carmine Ruscetta, e Remo Perrella che ha portato la voce del capogruppo di ‘Benvenuta Bojano’, Antonio Petrarca.
Il Consiglio è poi proseguito con l’applicazione dell’avanzo di amministrazione accertato sulla base del rendiconto dell’esercizio 2023, nell’ambito della discussione sul bilancio di previsione 2024-2026, oltre che – come accennato in precedenza – con il riconoscimento di una serie di debiti fuori bilancio.
Non sono mancate, in Aula, le richieste di chiarimenti da parte della minoranza su uno dei temi più caldi del momento, ovvero le modifiche alla viabilità adottate in zona Parco Collodi. La consigliera Spina, in particolare, ha chiesto se dopo l’avvio delle modifiche è prevista una fase di verifica degli effetti delle scelte operate, e se in quella fase è previsto il coinvolgimento dei vari portatori di interesse della zona. Altri due i nodi toccati da Spina: una richiesta di aggiornamenti in merito all’annosa questione delle acque, alla luce delle recenti audizioni del sindaco in Regione; un chiarimento in ordine al circolo Varazi, e in particolare per conoscere se sono state adottate delle linee guida per quanto riguarda il bando per la gestione delle strutture.
A rispondere, l’assessore Gianni Marro e lo stesso primo cittadino. Marro ha spiegato che le modifiche alla viabilità sono nate per via di una serie di criticità ravvisate nella zona, motivi di sicurezza ma anche di immagine e funzionalità in quello che è un importante punto di accesso al paese: oltre 20 i posti auto ricavati grazie alle modifiche, con variazioni adottate dopo alcune interlocuzioni con i commercianti. Intanto, si sta lavorando anche per aumentare la sicurezza nei pressi delle scuole medie. Per quanto riguarda il Varazi, è stato emanato un atto di indirizzo all’ufficio tecnico, affinché si dia in gestione il centro sportivo dando priorità anche alla rigenerazione e all’ammodernamento delle strutture. Il responsabile starebbe preparando un avviso pubblico in tal senso, mentre si stanno valutando tempi e durata della convenzione.
Per quanto riguarda l’annosa questione delle acque, il sindaco Ruscetta ha invece spiegato che per via dell’emergenza idrica in corso in tutta la regione, sono stati interrotti per il momento gli incontri specifici tra Comune e Molise Acque, ma è in programma la ripresa di tali contatti. «Il nostro obiettivo è arrivare a una soluzione del problema, visto che potrebbe portarci ad un alleggerimento di quella che è la situazione di bilancio dell’Ente» – ha spiegato Ruscetta.

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Liste d’attesa, pollice verso della Uil Molise: solo proclami

La Uil Molise boccia la legge nazionale sul taglio delle liste di attesa in sanità. «Misure totalmente inadeguate a risolvere l’annoso problema e non tengono in adeguato conto il diritto, costituzionalmente garantito, di ogni cittadino alla salute e a ricevere, con efficacia e in tempi brevissimi, le cure di cui ha bisogno», sintetizza in premessa la segretaria Tecla Boccardo.
«L’attivazione della Piattaforma nazionale di monitoraggio Agenas delle liste d’attesa risulta un copia-incolla del passato, è infatti una soluzione già proposta nel 2006/2008 nel Piano nazionale per il contenimento dei tempi di attesa che non ha prodotto nessun risultato. Ci si chiede, pertanto, perché riproporla senza alcun aggiustamento/adeguamento», prosegue.
E scende poi nel dettaglio della situazione in Molise. Dove, rileva, «a tutt’oggi manca una “rete unica integrata tra pubblico e privato accreditato”, realmente fruibile. Inoltre, come spesso accade in Molise, quello che c’è iscritto negli atti è solo teoria lontana da quella realtà con cui quotidianamente si scontrano i malati molisani nel momento in cui interagiscono con il sistema sanitario. Non sarà di certo il Cup unico a superare i problemi strutturali presenti e a rendere funzionale il sistema sanitario di tutela della salute».
E, ancora, «la “ricetta magica”, tirata fuori dal cilindro dal Governo, prevede visite ed esami anche di sabato e domenica, ma senza risorse sufficienti, senza nuovo personale, senza una riorganizzazione strutturale e senza investire seriamente in prevenzione, non sarà sufficiente ad abbattere definitivamente le lunghe liste d’attesa».
In definitiva, per Boccardo, «sono vent’anni che esiste il problema delle liste d’attesa e che non viene risolto! Ma, ancor peggio, sono quarant’anni che si continua a fare sempre lo stesso errore: inseguire la domanda piuttosto che rispondere adeguatamente ai bisogni, senza di fatto risollevare il sistema sanitario. La situazione, così facendo (anzi, così non facendo) è destinata a peggiorare e il problema è destinato piuttosto ad amplificarsi proprio perché la popolazione anziana, nei prossimi anni, crescerà nei numeri e in percentuale sugli abitanti. Invitiamo, una volta di più, a fare meno proclami e ad agire con determinazione e maggior concretezza».
In regione, inoltre, il piano di rientro dal debito ha portato il sistema sanitario «al limite, tagliando fino all’inverosimile servizi e prestazioni. In Molise abbiamo, oggi più di ieri, un sistema sanitario che ha difficoltà a rispondere ai bisogni primari e ordinari, alle richieste delle persone; tanto più va in tilt quando deve rispondere alle emergenze (qualcuno ricorda i mesi del Covid?). Tutto questo, di fatto, genera malasanità e disincanto se non delusione nei cittadini, proprio nel momento del bisogno personale e familiare».
Quindi, la leader della Uil rilancia la proposta: «Ci sarebbe, invece, bisogno di avere un’offerta di sanità non ridotta ma sovrabbondante, con reparti funzionanti al 100%,. Serve una rete unica integrata tra pubblico e privato accreditato, E questo deve essere davvero fruibile accessibile e funzionale al sistema pubblico e non restare solo sulla carta, l’assistenza e la cura dei malati non può avere colore politico. È indispensabile passare dalla “logica delle prestazioni” alla “logica della presa in carico” rispondendo ai bisogni dei molisani con un’offerta sanitaria immediata e di qualità.
Ai molisani non basta più che si continui a ragionare in termini di “efficienza” o “efficientamento” per i sistemi sanitari, come se la tutela della salute fosse uno qualsiasi dei sistemi produttivi, che ha le sue regole economiche. Si cambi rotta, si guardi alla risposta ai bisogni delle persone e alla funzionalità del sistema sanitario regionale. Ma occorre farlo subito, laddove il tema della riorganizzazione strutturale ancora una volta non è stato seriamente affrontato, continuando ad seguire solo la logica del contenimento della spesa che però da 14 anni vede paradossalmente un solo risultato: l’aumento del debito e della mobilità passiva».
Poi Boccardo conclude: «Lo scenario che abbiamo davanti è ancora più preoccupante, con l’autonomia differenziata le cose potranno solo peggiorare in sanità. Tutti devono sottoscrivere il referendum contro l’autonomia differenziata per rivendicare il diritto anche dei molisani di vedersi garantiti gli stessi Livelli di prestazione delle altre Regioni e una sanità pubblica di qualità».

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