L’impegno della Regione Molise è rivolto ai giovani

Per il presidente del Consiglio regionale, Quintino Pallante, dopo 60 anni di autonomia, il percorso che è iniziato con una conquista, che forse oggi è rivalutata, si traduce in una sfida più importante. «E’ quella di consentire in un momento di difficoltà che attraversa tutto il mondo occidentale, e anche la nostra regione ai nostri giovani, dandogli gli stimoli con un’occasione di confronto dalla quale nasceranno le idee che la politica deve assolutamente recepire». Questo lo spirito con cui è stata realizzata la seconda tappa del percorso di celebrazione sui 60 anni del Molise, proprio titolato la conquista e le sfide. «Roberti è riuscito a tenere unita la maggioranza nel migliore dei modi, adesso dobbiamo affrontare quelle che sono le dolenti note del bilancio. chiuse le quali possiamo ripartire con slancio, utilizzando le risorse guardando soprattutto ai giovani». Il sindaco Nico Balice, primo a comparire sul palco, assieme alla conduttrice, Michaela Marcaccio. Balice ha aperto i lavori del secondo focus voluto per sottolineare l’autonomia che per la regione Molise arrivò proprio sessant’anni fa. Dopo l’evento al teatro Savoia di Campobasso nel giugno scorso é stata la volta di Piazza Duomo a Termoli dove sono state proposte ai presenti le importanti testimonianze di chi ha messo in campo vere e proprie sfide per cercare di emergere in un mercato saturo e che presenta sempre mille incognite. Opportunità, innovazione e sostenibilità, parole chiave per raggiungere gli obiettivi che il futuro prospetta. Con il sindaco Nicola Balice era presente l’intera giunta comunale, il presidente del consiglio comunale unitamente al presidente della Regione Molise Francesco Roberti, il Presidente del Consiglio Regionale Quintino Pallante, il senatore Costanzo Della Porta, l’Eurodeputato Aldo Patriciello e altri esponenti del consiglio regionale ed imprenditori. «Ricominciamo da qui – ha detto il Sindaco Nicola Balice – siamo onorati in quanto Termoli non è solo la perla del Molise in Adriatico ma é anche la porta d’Oriente del Molise. Come tale deve essere un luogo pronto per ripartire affrontando la sfida che porterà a raggiungere quel futuro che tutti vogliamo. Sono felice di vedere qui amici che stanno investendo in questa regione e come istituzioni dobbiamo lavorare in modo sinergico con loro per raggiungere quei traguardi che tutti auspichiamo». Per il Governatore Francesco Roberti, l’obiettivo è «Fare per questa regione quello che è importante. Oggi abbiamo una serie di fondi europei che dobbiamo assolutissimamente utilizzare e l’esempio è l’ultimo bando che abbiamo presentato, a cui oltre 1500 imprese hanno partecipato, quindi oltre 1500 imprese vuol dire che fanno un volume di circa 80 milioni di euro di richieste per poter riavviare l’economia di questa regione, che cerca di difendersi e di fare la sua parte».

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Braglia: squadra in crescita. Ma va trovata la via del gol

Soddisfazione per i progressi nel gioco, ottimismo per il prosieguo del campionato ma anche rammarico perché la partita poteva e doveva essere infiocchettata e portata a casa. Piero Braglia ha imbastito un vestito su misura per la sfida al Gubbio, imbrigliato per tutti i novanta minuti. Merito evidente dell’allenatore che ha costruito una fase difensiva solida e quasi inattaccabile venerdì sera. In fase di impostazione miglioramenti ci sono stati ma è in quella della finalizzazione che si pecca ancora. Tre occasioni davanti al portiere e un palo sono tante in trasferta: un pallone almeno bisognava buttarlo dentro. Detto questo, i rossoblù salgono a quota quattro punti in classifica e puntano senza mezzi termini alla vittoria casalinga giovedì prossimo, quando al Molinari alle 20.45 arriverà la Vis Pesaro. Queste le parole dell’allenatore al termine del match in terra umbra.
Mister, un buon Campobasso che però non riesce a piazzare il colpo: è così?
«Siamo un po’ dei polli perché creiamo anche delle occasioni abbastanza buone ma puntualmente facciamo fatica a concretizzare e poi rischi di perderle le partite, come accaduto quando siamo rimasti per esempio in dieci. È un peccato perché la squadra adesso sta iniziando a esprimersi bene. Dalla pessima prestazione di Piancastagnaio siamo cresciuti sicuramente, le altre le abbiamo ben interpretate».
Ha cambiato subito Bigonzoni, poi anche Mancini: come mai?
«Avevamo il problema di due ragazzi, il 2005 e il 2004. Uno non si sentiva bene, Mancini, ha avuto la febbre un paio di giorni fa, l’altro che è Bizonzoni non so cosa avesse ma non stava bene, e allora li ho tolti».
I suoi hanno dominato la ripresa: se l’aspettava così il Gubbio?
«Io so che il Gubbio più o meno gioca sempre così. Ripartono bene, ho visto anche a Perugia, soprattutto con Corsinelli. Forse siamo stati noi bravi a non farli ripartire facilmente. Gestivamo bene noi la palla, li mandavamo fuori giri».
Come giudica per ora questo girone B?
«C’è un grandissimo equilibrio e tutti possono battere tutti. Noi con la Torres per esempio abbiamo perso 1-0 rimanendo in dieci ma abbiamo rischiato di pareggiarla nell’ultimo quarto d’ora. L’anno scorso non era così, correvano molto di più ed erano più aggressivi. Hanno molti più giocatori ma forse quelli in più diventano dei problemi».
Nel complesso è contento della squadra?
«La squadra con la Torres e a Gubbio ha giocato uguale, ha tenuto un buon livello, palleggia bene, esce fuori bene. Poi se non segni le partite rischi di perderle, come successo contro la Torres. Inizio a essere contento della squadra. Forse ci siamo tirati addosso le critiche perché noi abbiamo giocato le amichevoli con le squadre di serie C che hanno fatto tutte i playoff mentre noi eravamo in assemblaggio, lavoravamo mattina e pomeriggio mentre le altre venivano a giocare riposando anche».
Parlando degli obiettivi, è giusto pensare che prima bisogna centrare la salvezza e poi quel che viene sarà di guadagnato?
«Per noi sono tutte partite fondamentali. Dobbiamo dimostrare di meritare la categoria, abbiamo una società ambiziosa, che parla sempre di voler vincere. Ci vuole un po’ di pazienza, bisogna costruire bene le cose, nessuno gli vuole far buttare via i soldi inutilmente. Io ho detto che questa squadra se lavora bene può arrivare tra le prime dieci, non di più. se uno vuole vincere il campionato deve chiamare un altro, tutto qui».
fds

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Campobasso. Torna l’acqua ma il livello dei serbatoi è minino, l’emergenza continua

Il disastro sembra momentaneamente superato. Ma le polemiche dopo il venerdì nero di Campobasso non accennano a placarsi. Tutt’altro. Ieri mattina l’acqua è tornata a scorrere dai rubinetti dei cittadini, dopo 15 ore di stop imposte dalla Grim che si è ritrovata con tutti e quattro i serbatoi del capoluogo praticamente vuoti. Un’emergenza – per altro ampiamente prevista – gestita in maniera a dir poco approssimativa dall’azienda guidata dal direttore Massimo Saluppo. La popolazione è stata informata dell’interruzione del flusso idrico con solo due ore di preavviso e questo ha comportato danni ingenti per famiglie, anziani e soprattutto per le attività commerciali che sono state costrette a chiudere. Ma i problemi per i ristoratori sono iniziati già dalla serata di giovedì. In molti casi, infatti, l’acqua è mancata intorno alle 21.30, nonostante la Grim avesse programmato la chiusura dei serbatoi all’una di notte. Tant’è che alcuni ristoratori hanno dovuto interrompere il servizio ed invitare i clienti già seduti al tavolo ad andare via. Enormi disagi anche per bar, pasticcerie, centri estetici e parrucchieri che hanno dovuto disdire gli appuntamenti. Insomma, danni ingenti a gran parte del tessuto economico cittadino che ora sta valutando una sorta di class action. L’emergenza è comunque destinata a continuare: ieri mattina il flusso idrico è stato ripristinato – non in tutte le zone alle 6, come annunciato in precedenza – ma la Grim, a stretto giro, ha comunicato una possibile ulteriore chiusura notturna, sempre «a causa della riduzione dell’apporto idrico fornito da ASR Molise Acque conseguente al calo dell’erogazione dalle sorgenti». Dunque, recita la nota: «potrebbero essere adoperate chiusure che si sta cercando di scongiurare presso il serbatoio di Cese Alto che serve le utenze di Conte rosso e Vazzieri, e che alle 6 di ieri aveva un livello idrico di 170 cm (24% riempimento), dalle ore 03:00 del 22/09/2024 fino alle 6:00 del 22/09/2024». Stesso orari di chiusura (dalle tre di notte di ieri alle 6 di stamane) per il serbatoio Monforte che «serve parte del centro stoico – scrive genericamente Grim, ancora una volta senza specificare le strade – e che alle 6 di ieri aveva un livello idrico di 190 cm (42% riempimento)».
Inoltre «la ASR Molise Acque ci ha altresì comunicato di aver messo in campo tutte le risorse possibili utilizzando momentaneamente il serbatoio di Monteverde così da aumentare immediatamente il flusso idrico ai serbatoi della città di Campobasso così da poter scongiurare le suddette chiusure e garantire il normale flusso per tutta la giornata di domenica. Sarà cura della GRIM Scarl provvedere ad aggiornare il presente comunicato nell’ipotesi sopra riportata». Dunque una nota che di fatto parla di una ipotesi e che almeno fino alle 20 di ieri non è stata aggiornata con ulteriori comunicazioni. Grim infine ha assicurato che «gli orari ed i giorni di chiusura necessari a gestire la risorsa idrica saranno aggiornati giornalmente, compatibilmente con le verifiche tecniche sui serbatoi, mediante pubblicazione su sito istituzionale della GRIM Scarl, del Comune di Campobasso e a mezzo stampa.
In ogni caso, per ogni tipo di dubbio o necessità, si invita a contattarci al numero 0874 1919702 (h24 – 7 giorni su 7).GRIM Scarl è a disposizione dell’utenza per qualsiasi tipo di informazione o chiarimento».
È facilmente pronosticabile, dunque, che con i livelli idrici dei serbatoi così bassi – 24% e 42% – si continuerà con le chiusure notturne anche per un po’.

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