Cardarelli, neoplasia del fegato ‘distrutta’ con tecnica mini invasiva

Al Cardarelli di Campobasso l’équipe di Chirurgia epato-biliare e pancreatica, coordinata dal professore Aldo Rocca, ha portato a termine con successo la cura di un tumore del fegato per via mini-invasiva, distruggendo la malattia con le microonde attraverso la cute sotto guida ecografica.
Il paziente, molisano, sta bene ed è tornato alla sua vita normale il giorno successivo alla procedura.
«Questo risultato – si legge in una nota dell’Università degli Studi del Molise – è stato reso possibile grazie alla collaborazione che l’ateneo sta attuando con i centri di riferimento italiani per la cura dei tumori, tra cui l’Istituto pancreas di Verona e l’Università di Milano, che ha permesso al professore Carrafiello, ordinario di Radiologia e primario della Radiologia interventistica del Policlinico, di essere in Molise per “tutorare” i colleghi nello svolgere la procedura. Negli ultimi mesi, lavorando in collaborazione con l’Azienda sanitaria regionale del Molise – proseguono dal Rettorato di via de Sanctis – siamo riusciti a curare con successo numerosi pazienti affetti da tali neoplasie e per questo vanno ringraziati tutti i colleghi coinvolti nel processo diagnostico e terapeutico, tra cui il responsabile del servizio di Recovery room, il dottor Cuzzone, i colleghi radiologi, di cui sono responsabili il dottor Barrassi per la diagnostica e il dottor Apollonio per l’interventistica, gli oncologi Franco Calista, Gianfranco Giglio, Monica Specchia, Adele Piscopo, i patologi Loredana di Filippo e Loredana Nugnes, e ovviamente tutti gli operatori socio-sanitari e del comparto infermieristico senza i quali tali risultati sarebbero impensabili».

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Termoli. La centrale termica è troppo rumorosa, i cittadini protestano

Lamentele per l’inquinamento acustico causato dagli impianti tecnologici (centrale termica) del presidio ospedaliero San Timoteo di Termoli. Ebbene, accade anche questo, tanto che il sindaco Nico Balice, con propria ordinanza, ha imposto l’adozione delle misure di contenimento della rumorosità entro i limiti previsti dal piano comunale di zonizzazione acustica, esercitando le funzioni amministrative relative al controllo sull’osservanza alle prescrizioni attinenti al contenimento dell’inquinamento acustico prodotto da varie fonti fisse o mobili. A seguito dell’accertamento del superamento dei valori limite delle emissioni di diffusione acustica, il Comune ordina la regolarizzazione di tali rumori, con la richiesta al proprietario della sorgente fissa o mobile, di presentare una relazione a firma di un tecnico competente in acustica ambientale che riporti la tipologia degli interventi di bonifica da adottare e che ne dimostri il rispetto dei limiti vigenti per le sorgenti sonore. In caso di comprovata impossibilità ad attuare il risanamento acustico entro tale termine di 30 giorni dovrà essere presentato, sempre entro tale termine, apposito piano di risanamento indicando le caratteristiche e l’entità dei rumori generati in relazione alle attività svolte e alle sorgenti sonore utilizzate, gli effetti acustici provocati nelle aree circostanti, l’individuazione e la descrizione dei ricettori presenti in tali aree, gli obiettivi, le modalità e le priorità del risanamento. Inoltre, devono specificare la scansione temporale dei singoli interventi di bonifica, indicando i termini certi per l’adeguamento complessivo, e precisando indicatori oggettivi, da utilizzare per la verifica del raggiungimento degli obiettivi, nonché la stima degli oneri finanziari occorrenti e l’incidenza della spesa sull’impresa proponente. Lo scorso 12 settembre l’Arpa Molise, in risposta alla nota Asrem circa un esposto scritto a firma di cittadini residenti in via Lissa di Termoli, ha inviato l’esito delle misure relative alla indagine fonometrica e ispettiva. L’Asrem dovrà predisporre un piano di risanamento acustico, indicante il cronoprogramma degli interventi di bonifica che si andranno ad effettuare, corredata di una relazione finale a firma di un tecnico competente in acustica ambientale che dimostri il rispetto dei limiti previsti per la sorgente sonora. Nell’ordinanza del sindaco si chiede che il direttore sanitario invii entro 30 giorni (termine prorogabile su richiesta motivata) la relazione a firma del tecnico competente in acustica ambientale (ex L.447/95 art.2) che riporti la tipologia degli interventi di bonifica adottati e che dimostri il rispetto dei limiti vigenti per la suddetta sorgente sonora. In caso di comprovata impossibilità ad attuare il risanamento acustico entro il termine di 30 giorni dovrà essere presentato, apposito Piano di risanamento, indicando le caratteristiche e l’entità dei rumori generati in relazione alle attività svolte ed alle sorgenti sonore utilizzate, gli effetti acustici provocati nelle aree circostanti, l’individuazione e la descrizione dei ricettori presenti in tali aree, gli obiettivi, le modalità e le priorità del risanamento. Inoltre, si dovrà specificare la scansione temporale dei singoli interventi di bonifica, indicando i termini certi per l’adeguamento complessivo, precisando indicatori oggettivi, da utilizzare per la verifica del raggiungimento degli obiettivi, nonché la stima degli oneri finanziari occorrenti e l’incidenza della spesa sull’impresa proponente.

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Strisce blu a Isernia, tra decreti ingiuntivi e ricorsi al Tar ora si apre un altro capitolo dell’annosa vicenda

La questione degli stalli a pagamento, nonostante l’approvazione del nuovo Piano del traffico, resta parecchio ingarbugliata. Proprio sulla modifica del Pgtu, strumento atteso da oltre 20 anni nel capoluogo pentro, l’Aj Mobilità – ditta che gestisce i parcheggi a pagamento – aveva presentato ricorso al Tar impugnando l’avvio del procedimento, ma ad oggi non risulta ancora fissata l’udienza.
Come è noto, tra decreti ingiuntivi e ricorsi alla magistratura amministrativa, il Comune ha inteso affidarsi ad un legale esterno per una verifica delle modalità con le quali affrontare il caso, oggetto di un affidamento che però non risulta suffragato da alcun contratto firmato: a ribadirlo durante l’ultima seduta di Consiglio è stato lo stesso assessore Bontempo, che a distanza di tempo dalla prima interrogazione presentata sul tema da parte del consigliere Raimondo Fabrizio, ha nuovamente evidenziato come il parere del legale non sia accessibile, al momento, perché parte di una strategia difensiva che non può essere rivelata a tutela dell’Ente e dei cittadini.
Ora, con l’approvazione del nuovo Pgtu, si apre quindi un nuovo capitolo dell’annosa vicenda che riguarda le strisce blu, iniziata nel 2000 con l’istituzione delle soste a pagamento (all’epoca 399 stalli), poi diventati 827 nel 2018, aggiudicati nel 2019 all’impresa con sede a Spoleto. A marzo di 5 anni fa, avvenne la consegna del servizio in via d’urgenza ma nel frattempo emersero alcune divergenze tra i parametri fissati da un’apposita delibera nel 2018 e il numero degli stalli indicati negli atti di gara e approvati con la successiva determinazione dirigenziale. Per evitare di annullare l’intera procedura, Comune e società sottoscrissero un atto di transazione, ma da allora ad oggi non si è mai arrivati alla sottoscrizione del contratto di affidamento della concessione. Gli stalli a pagamento lievitarono a 867 per porre rimedio alla “difformità” tra la previsione consiliare e quella del disciplinare di gara (972 stalli messi a base di gara), con lo stravolgimento del Piano urbano del traffico senza procedere alla sua preventiva modifica.
Poi il botta e risposta a colpi di note, diffide, ricorso e decreti ingiuntivi, fino ad arrivare alla modifica del Piano di giovedì sera approvata in Consiglio comunale dopo la consultazione aperta ai cittadini per un mese. Da qui, dunque, le perplessità sollevate dalla minoranza in Aula. Con la maggioranza che, contestualmente, ha dichiarato di non aver mai chiuso le porte – né tantomeno di volerlo fare ora e in futuro – alla ditta concessionaria per affrontare l’argomento sulla base dei dati oggettivi emersi dall’analisi condotta dai tecnici esperti in materia.

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