Il turismo delle radici, Shellee torna in Molise

Si parla tanto di turismo delle radici, ma ci sono storie che lo raccontano davvero bene quel legame discendente che porta nipoti e pronipoti sulle orme dei loro avi, fino a volersene riappropriare. E’ il caso della 52enne Shellee Saltarelli, che ha mollato gli Stati Uniti e Seattle, insomma, una metropoli diremmo noi, per trasferirsi a Morrone del Sannio, che certo non lo è. Giorni fa c’è stata in comune, con la sindaca Stefania Pedrazzi, che ringraziamo per averci fatto da “gancio”, la cerimonia di consegna della cittadinanza italiana alla signora Shellee Saltarelli che con il marito Mike si è trasferita da Seattle a Morrone. Una bella storia di recupero dell’identità e delle radici italiane. Non hanno figli e ora si godranno la pensione, benché ancora nel pieno delle forze. «A metà del novecento il mio bisnonno, Ferdinando Saltarelli, partì da Morrone per l’America, in cerca di una nuova vita. Approdò ad Ellis Island, New York. Si stabilì a Seattle, nello stato di Washington, dove nacquero e crebbero i due figli, Lawrence e Jon. Lawrence si trasferì a Camano Island e Jon a Tacoma, Washington, dove si sposò e mise su famiglia. Ebbe tre figli, Lawrence, Fred e Michael (mio padre), i quali si stabilirono nella stessa zona. Negli anni ottanta mio zio Fred e la sua famiglia tornarono in visita a Morrone, per riprendere i contatti con la famiglia di origine. All’inizio degli anni 2000 anche io e la mia famiglia abbiamo iniziato a tornare a Morrone. Ormai adulti, discutevamo di come questo luogo costituisse un potente richiamo, era come fosse sempre stata la nostra casa. Il legame con il luogo era forte e profondo. Dopo una breve conversazione con mio marito Michael, decidemmo che avremmo voluto vivere qui. Con mia grande sorpresa mia cugina Leslie, figlia dello zio Fred, aveva avuto la stessa conversazione col marito. Avevamo tutti deciso di trasferirci a Morrone!
Nel 2019 mio marito ed io iniziammo a cercare casa in paese. In breve tempo trovammo una bella casetta in campagna, appena fuori dal paese. La acquistammo quello stesso anno e cominciammo i lavori di ristrutturazione. Dopo aver raccolto tutta la documentazione necessaria per la richiesta di cittadinanza italiana, tentai invano di ottenere un appuntamento al consolato italiano negli Stati Uniti per ben cinque anni, quindi decisi di procedere con la richiesta in Italia, dopo il trasferimento.
Una volta venduti i nostri beni negli Stati Uniti, io e mio marito ci siam finalmente trasferiti, a maggio scorso, ed io ho presentato la richiesta per la cittadinanza al comune. Il sindaco, Stefania Pedrazzi, ed il personale si sono occupati personalmente di provvedere alla richiesta, ed ho ottenuto la cittadinanza italiana il primo ottobre 2024. Di questo sarò sempre grata a tutti loro.
Sono orgogliosa di poter dire di essere la prima persona a Morrone del Sannio ad aver completato il processo di ritorno alle radici, ottenendo la cittadinanza italiana. Sono anche la prima Saltarelli ad essere rientrata. Il personale del comune ha lavorato diligentemente per assicurarsi che tutta la documentazione per la richiesta della cittadinanza fosse corretta, era la prima volta anche per loro! Hanno svolto un ruolo cruciale alla riuscita della richiesta, ed abbiamo lavorato insieme a questo scopo. Sono molto grata a tutti quanti a Morrone si sono adoperati affinché il nostro progetto si realizzasse.
Mia cugina Leslie, con la sua famiglia, ha comprato casa anche lei, ed anche lei farà richiesta di cittadinanza.
La nostra famiglia vuole tornare a Morrone, fare ritorno alle proprie radici. Questo è un paese bellissimo, dove godere di una vita semplice e piena di soddisfazioni!»

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Vrc, l’azienda molisana si impone in Europa nel settore della tecnologia e della realtà virtuale

Nonostante il Molise sia un terreno arido per le imprese e non sia all’avanguardia per la tecnologia e l’innovazione, un’azienda locale sta sfidando le aspettative e portando il nome della regione non solo in tutta la penisola, ma anche oltre i confini nazionali. VRC, fondata nel 2019 da Giuseppe Rocco, titolare del Quotidiano del Molise, e Valerio Di Bona, si è rapidamente affermata come leader nel settore dell’intrattenimento ad alta tecnologia, con una specializzazione in realtà virtuale e laser game. A loro si sono aggiunti successivamente i fratelli Colombo, Gianluigi e Vincenzo, contribuendo all’espansione del progetto.
VRC non è solo un’azienda di successo, ma un vero e proprio motore di innovazione. La creazione del franchising VR Club, leader europeo nel settore della realtà virtuale, ha trasformato l’azienda in un riferimento a livello internazionale. Attualmente, in Italia, VRC vanta 20 sedi operative distribuite su tutto il territorio, con piani per nuove aperture nei prossimi mesi anche all’estero. I poli logistici di Campobasso e Milano gestiscono installazioni itineranti per eventi, fiere e grandi società, con un format unico al mondo di realtà virtuale itinerante per il laser game.
Oltre al successo commerciale, l’azienda sta avendo un impatto significativo sull’occupazione. Numerosi molisani sono impiegati nella sede principale di Campobasso, contribuendo allo sviluppo tecnologico della regione. «Abbiamo già terminato l’installazione nelle più grandi città italiane – hanno affermato i fondatori Giuseppe Rocco e Valerio Di Bona – e siamo pronti per il lancio europeo, con aperture nelle principali città del continente».
VRC non è solo sinonimo di gaming. L’azienda ha ampliato il proprio raggio d’azione collaborando con il Ministero della Difesa per fornire sistemi di addestramento laser alle forze armate, confermando così il suo impegno anche nell’ambito della sicurezza e della formazione.
L’espansione dell’azienda, resa possibile anche grazie ad un prezioso staff di collaboratori, è culminata con l’inaugurazione della più grande sala d’Europa di realtà virtuale a Torino, un evento che ha suscitato grande entusiasmo. In un territorio povero di startup tecnologiche, VRC è la dimostrazione che anche dal Molise può fiorire un’impresa di successo internazionale, capace di combinare innovazione, tecnologia e occupazione.

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Unilever, ancora nessuna novità da Enea: giovedì l’incontro con la proprietà

La proprietà dell’Unilever ha comunicato ai sindacati che l’incontro che era previsto lo scorso 3 ottobre, è stato rinviato al 10 ottobre. E così, la vicenda Unilever, conosce l’ennesima fase di stallo. Ancora nessuna novità dall’Enea. Il 31 ottobre si avvicina e l’ansia tra i lavoratori cresce per la preoccupazione sul futuro occupazionale di 60 dipendenti e un indotto che aspetta il rilancio da oltre due anni. I vertici della Cisal sono molto preoccupati su questo stato delle cose, come spiega il dirigente Antonio Martone: «Abbiamo appreso, come sindacato, da Unilever di Roma che la non approvazione del Progetto da parte di Enea entro il mese di ottobre creerebbe una fase complessa difficilmente spiegabile ai vertici Unilever di Rotterdam. A quel punto, per quanto ci riguarda, l’analisi di tutto il percorso dovrà essere fatta per capire bene se le colpe sono da attribuire solo alla burocrazia e alla politica locale e nazionale. Troppi silenzi o interventi speculativi da parte dei politicanti locali dovranno essere approfonditi e capiti nella pienezza dei contenuti. Le responsabilità dell’impoverimento del territorio è un argomento che è nell’interesse dei Cittadini e dei lavoratori e non può rimanere nella strategia dei furbi». La storia dell’Unilever oramai è nota a tutti, con tanti punti d’ombra che non fanno altro che creare pessimismo tra i lavoratori anche perché si è perso, di fatto, un altro anno tra rinvii e riformulazioni del progetto di riconversione dello stabilimento di Pozzilli. La scorsa estate la P2P, la nuova proprietà della fabbrica, consegnava ai sindacati l’informativa con la quale si annunciava che i vertici dell’Azienda avevano presentato la nuova progettazione che modificava la parte riguardante la ricerca e l’innovazione secondo l’articolo 47 del Regolamento europeo, relativo all’economia circolare, sperimentale e innovativo. Le sorti future dello stabilimento di Pozzilli nelle mani dell’Enea. A fare il punto della situazione fu ancora una volta il Segretario regionale della Fialc-Cisal Antonio Martone: «Dopo tante discussioni sulla bocciatura da parte di Invitalia della parte riguardante la sperimentazione -spiega Antonio Martone-, P2P si è convinta, in accordo con i tecnici di Invitalia e dell’Enea, a riformulare questa parte del processo di riconversione: da investimento di sviluppo sperimentale a investimento innovativo per la tutela ambientale nel contesto dell’economia circolare plastiche miste. Questo è il risultato, ad oggi, del Progetto di Riconversione annunciato da Unilever tre anni fa.
Sono passati ormai tre anni dal fermo impianto produttivo di Pozzilli e il nuovo processo produttivo legato al progetto del riciclaggio della plastica non si avvia. L’impianto originario non cambia perché programmato già con le caratteristiche alternative per la selezione di Balle di Plastica Miste oppure Balle di Plastica Selezionate. Ricordiamo le caratteristiche dell’impianto originario e rimaniamo in attesa di nuovi sviluppi che riguardano l’approvazione del progetto, questa volta da parte dell’Enea». Tutti attendevano il decreto entro lo scorso mese di settembre. E’ passato pure settembre, e da Roma non arrivano notizie in tal senso. La cosa certa è che i lavoratori dovranno affrontare il quarto anno di cassa integrazione. Ma da più parti, vorrebbero conoscere la posizione della Regione Molise che è sempre stata pronta per finanziare al cassa integrazione in deroga, ma che non si è ancora pronunciata in maniera chiara ed inequivocabile sul Progetto di riconversione in atto. Sulla Cassa Integrazione, fanno sapere dalla Cisal, che non accetteranno riduzioni sull’integrazione prevista negli accordi iniziali. Unilever non vuole integrare più la quota stabilita con accordi sottoscritti.
Occorre rispettare l’accordo iniziale. Ma si attende l’intervento di Palazzo Vitale anche per analizzare il progetto che è in continua evoluzione. Se con l’approvvigionamento delle balle di plastiche miste si punta ad avere una resa del 30 per cento, come dice l’azienda, significa che è importante valutare il codice di plastica da riciclare.
La plastica da riciclare, con l’articolo 191204 è una cosa, un’altra cosa, invece, è riciclare plastica con il codice 191212. Su tutto questo dovrebbe pronunciarsi la Regione con gli uffici competenti. Intanto cresce l’attesa per l’annunciato incontro del prossimo 10 ottobre, con la proprietà che chiamerà intorno a un tavolo ancora una volta i sindacati.

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