L’Asrem rafforza la sinergia con la Lilt per la prevenzione, all’associazione un camper aziendale con mammografo

Promuovere la prevenzione oncologica e delle malattie croniche in Molise attraverso gli screening. Una priorità per l’Asrem che ieri ha sancito formalmente il rafforzamento della sinergia con la Lilt.
Alla Lega Italiana per la Lotta contro i tumori l’Azienda sanitaria regionale ha destinato, attraverso un comodato d’uso gratuito, un camper con all’interno un mammografo. La strumentazione sarà utilizzata per effettuare controlli su donne con età inferiore ai 50 anni.
Ieri mattina nella sede di via Petrella – alla presenza delle presidenti provinciali Franchella e Di Pardo, del presidente onorario della Lega di campobasso Fabrizio – il dg Giovanni Di Santo ha consegnato al coordinatore regionale dell’associazione Mario Oietracupa le chiavi del mezzo.
«Dobbiamo essere all’avanguardia anche nelle modalità di screening e ringrazio la Lilt per la sua disponibilità – ha sottolineato Di Santo – È necessario spingere la popolazione ai controlli e immaginare di allargare le fasce di età coinvolte nella prevenzione prevista dal sistema sanitario. A tal proposito abbiamo acquistato sette mammografi per rispondere alle esigenze del territorio. Sei sono stati già installati».
«L’Asrem – ha aggiunto il coordinatore Lilt Pietracupa – ha sempre mostrato sensibilità verso le nostre attività di prevenzione. Un rapporto che si consolida sempre di più. Già lo scorso anno abbiamo effettuato oltre 1200 visite che sono servite per individuare alcune patologie e per indirizzare anche persone giovani verso cure specifiche e per rinnovare questa esigenza di prevenzione. La Lilt è costantemente presente sul territorio, così a Larino in locali forniti sempre dall’Asrem. Inoltre, siamo stati vincitori di due bandi per psico-oncologi, figure destinate, in accordo con il direttore, agli ospedali di Termoli, Campobasso e Isernia. Tutto questo significa collaborare quotidianamente».
Accanto alle attività di prevenzione dell’azienda sanitaria pubblica, la Lilt sarà impegnata a breve anche in iniziative che vedranno la collaborazione delle strutture Responsible Research Hospital e Neuromed: a ottobre saranno dedicate alle donne, a novembre agli uomini.
Il ‘camper della prevenzione’ sarà collocato inizialmente presso la sede Lilt di Campobasso, successivamente potrebbe spostarsi nella provincia di Isernia.

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Al lavoro le Centrali operative, «nuova pagina per la sanità»

Il timing previsto dal Pnrr Salute è stato rispettato: da, ieri, 30 settembre in Molise sono in attività tre centrali operative territoriali.
Insieme al potenziamento dei macchinari destinati alla prevenzione del cancro, di cui pure ieri mattina si è parlato in Asrem, quello sulle Cot è il primo investimento a valere sulla Missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza a tagliare il traguardo in regione.
La centrale operativa territoriale, ha ricordato la direttrice del distretto di Campobasso Tiziana Scellini aprendo la conferenza stampa in via Petrella, «è uno dei cardini del decreto ministeriale 77 (il regolamento dei servizi territoriali così come il dm 70 lo è per quelli ospedalieri, ndr) che vede il territorio al centro dell’attività assistenziale». Realizza, ha aggiunto, «il coordinamento di tutto il percorso dall’ospedale o verso l’ospedale. Il ruolo della Cot è supervisionare da un tempo zero la concreta presa in carico e anche i tempi entro cui si realizza».
Termoli (vecchio ospedale in via del Molinello), Bojano (nel poliambulatorio) e Venafro (ospedale di comunità Ss Rosario): queste le sedi delle tre Cot attive da ieri. Per ogni centrale la dotazione organica è di quattro infermieri, di cui un coordinatore. A supporto, una piattaforma informatica «che gestisce la transizione di setting assistenziale, dall’ospedale a una Rsa o viceversa dal domicilio o da una struttura territoriale in un reparto. Abbiamo iniziato da oggi con le dimissioni protette e ai medici di base abbiamo comunicato che le Cot sono a loro disposizione».
Le Centrali vengono dunque attivate dagli ospedali, dai medici di famiglia, dalle strutture territoriali. Ogni volta che una persona, già in carico al Ssn perché ad esempio ricoverato in una Chirurgia o che deve essere presa in carico, entra in gioco la Cot. Il cui personale non monitora solo da computer quel che accade ed emette un alert se non sono rispettati i tempi. Ma, ha spiegato in parole povere il dg Asrem Giovanni Di Santo, chiama le strutture accreditate per la riabilitazione quando dal Cardarelli sia stata formalizzata la scheda per la dimissione protetta di un paziente che ne ha bisogno. O, al contrario, chiama l’ospedale se un medico di base segnala la necessità di ricovero per un proprio assistito.
Si tratta, dunque, di una cabina di regia, utile di sicuro ad alleggerire la pressione sui reparti ospedalieri – ha sottolineato la direttrice amministrativa Grazia Matarante – e che funzionerà in base a un modello organizzativo costantemente verificato e sottoposto a revisione. Tra i compiti degli operatori Cot anche la presa in carico nei servizi socio-sanitari.
Una nova pagina per la sanità molisana, l’ha definita senza mezzi termini il dg Di Santo. «Una nuova pagina per la quale ringrazio tutta la squadra che ci ha lavorato. Le Cot sono essenziali per la giusta collocazione del paziente, per individuate il setting giusto nei tempi e nei modi giusti. Per attivarle sono stati utilizzati fondi dedicati dal Pnrr e probabilmente siamo tra le prime regioni d’Italia ad aver raggiunto l’obiettivo ministeriale, Abbiamo individuato e adeguato degli spazi idonei ad accogliere le Centrali operative ed attivato le infrastrutture per consentire le attività di telemedicina. Un lavoro frenetico, reso possibile grazie alla piena e sinergica collaborazione dei nostri professionisti, volto a garantire, sempre e comunque, certezza e sicurezza delle cure».
Ieri mattina, mentre in Asrem si svolgeva la conferenza stampa, a Termoli il taglio del nastro formale (alla presenza del direttore sanitario di via Petrella Bruno Carabellese). A Bojano e Venafro i vertici dell’azienda si recheranno in visita nei prossimi giorni.

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Dalle sorgenti «dati allarmanti», nuovo giro di vite al flusso idrico

«Le sorgenti del Matese non hanno mai fatto registrare un dato così allarmante». Stefano Sabatini commenta così l’ultimo dato sul livello delle falde: 1.050 litri al secondo rispetto ai 3mila di media degli anni passati. «Due settimane fa eravamo a 1.800… Serve pioggia, servono diversi giorni di pioggia». Gli effetti dei cambiamenti climatici si stanno riversando in pieno sull’autunno 2024 del Molise, dove l’estate è stata fra le più siccitose di sempre.
Il presidente di Molise Acque commenta a Primo Piano l’ultima nota inviata dall’azienda speciale a 67 Comuni, 41 molisani e il resto divisi fra la Campania e la Puglia. «Per compensare il continuo, progressivo e significativo decremento dell’erogazione di acqua dalle sorgenti del Matese – scrive il dirigente dei servizi tencici Carlo Tatti – è obbligatorio, per i comuni in indirizzo, effettuare chiusure notturne delle reti di distribuzione già dalla notte di oggi, 30 settembre, per evitare lo svuotamento di condotte e serbatoi e, se necessario, anche nelle ore diurne in relazione alle esigenze degli utenti finali serviti dalle reti di distribuzione». Molise Acque evidenzia poi che «in considerazione di quanto si sta registrando, la comunicazione riveste carattere di urgenza».
Sarà cura di Grim, Gestione Risorse Idriche Molisane, ed Egam, Ente di governo dell’ambito del Molise per il servizio idrico integrato, «assicurare e vigilare affinché, per tutti i comuni in indirizzo dell’Ato Molise, sia posto in essere quanto disposto. Sarà cura dei relativi gestori assicurare e vigilare affinché, per tutti i comuni extraregionali in indirizzo, sia posto in essere quanto disposto». La lettera è stata inviata, oltre che ai Comuni, anche, tra gli altri, alle Regioni Molise e Campania, alle Prefetture di Campobasso, Benevento, Foggia, Avellino e Caserta e all’ente Acquedotto Pugliese, alle prefetture interessate (Campobasso, Benevento, Caserta, Avellino e Foggia).
Questo l’elenco dei Comuni a cui è stata inviata la nota: Casacalenda, Provvidenti, Bonefro, Santa Croce di Magliano, San Giuliano di Puglia, Colletorto, Montorio nei Frentani, Montelongo, Rotello, Larino, Baranello, Boiano, Busso, Campodipietra, Campolieto, Castellino sul Biferno, Cercemaggiore, Cercepiccola, Ferrazzano, Gildone, Ielsi, Macchia, Valfortore, Matrice, Mirabello Sannitico, Monacilioni, Montagano, Morrone del Sannio, Oratino, Petrella Tifernina, Pietracatella, Riccia, Ripabottoni, Ripalimosani, Sant’Elia a Pianisi, San Giovanni in Galdo, San Giuliano del Sannio, Sepino, Toro, Vinchiaturo, Gambatesa, Tufara, Santa Croce del Sannio, Castelpagano, Castelvetere, Circello, Colle Sannita, San Marco dei Cavoti, Reino, Molinara, San Giorgio la Molara Pago Veiano, Baselice, San Bartolomeo in Galdo, Foiano di Valfortore, Montefalcone Valfortore, Ginestra degli Schiavoni, Castelfranco in Miscano, San Marco la Catola, Faeto, Celle San Vito, Castelluccio Valmaggiore, Biccari, Alberona, Monteleone di Puglia, Anzano di Puglia, Savignano Irpino, Montaguto.
Sempre ieri mattina Molise Acque ha avvisato altri 11 Comuni (Guardialfiera, Guglionesi, San Giacomo degli Schiavoni, Larino, Ururi, San Martino in Pensilis, Portocannone, Campomarino, Termoli, Montenero di Bisaccia e Petacciato che – a causa del decremento di erogazione di acqua dalle sorgenti del Matese – nel Molisano Centrale saranno immessi 40 litri al secondo in meno. Perciò, anche in questo caso, sono obbligatorie chiusure notturne e, se necessario, anche diurne per evitare di svuotare i serbatoi.

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