Albero di Natale negato ai giovani di Guglionesi

Un albero di Natale dell’altezza di 7 metri con cui rendere magico il largo Garibaldi a Guglionesi, contribuire all’atmosfera unica delle festività invernali, questo l’obiettivo dei ragazzi dell’Agng (Associazione giovanile nuova Guglionesi), respinta però al mittente dal Comune, dove la proposta non ha trovato terreno fertile per mettere a dimora il grande abete.
«Come ogni anno, noi di Agng avevamo voglia di fare qualcosa per la comunità di Guglionesi. Durante una delle nostre riunioni ci era venuto in mente un gesto semplice, un piccolo regalo per il paese: l’installazione di un albero di Natale in Largo Garibaldi. Come al solito ci siamo organizzati per il meglio: abbiamo trovato un bellissimo albero di 7 metri, abbiamo pensato a come decorarlo, a come coinvolgere i più piccoli per l’inaugurazione e ovviamente alle questioni logistiche di trasporto e montaggio. L’ostacolo che ci sembrava più semplice da superare si è rivelato invece insormontabile: l’ottenimento dell’autorizzazione da parte del Comune. Ebbene sì, nonostante le spese di acquisto dell’albero e degli addobbi (circa 2mila euro) fossero totalmente a carico di Agng, così come il montaggio e il trasporto, il Comune si è rifiutato di autorizzare l’installazione dell’albero in piazza. Le motivazioni del rifiuto sono a nostro giudizio quanto meno bizzarre: a quanto pare qualcuno in Comune non capisce il senso dell’albero di Natale, perché farlo e cosa rappresenti. Non ci dilunghiamo nel rispondere a tali quesiti sui massimi sistemi, in quanto pensiamo che qualsiasi persona che abbia soggiornato sul pianeta Terra per un sufficiente lasso temporale abbia una certa familiarità con la simbologia collegata all’albero di Natale. Vorremmo invece porre l’attenzione sul fatto che ci è parsa evidente la volontà di puntare i piedi, rifiutando un regalo disinteressato, al solo scopo di fare un qualche dispetto alla nostra comunità.
Dispetto che sfortunatamente ha ripercussioni soprattutto sui bambini, i quali per vedere un albero addobbato in piazza dovranno fare qualche chilometro in macchina con i genitori raggiungendo un comune limitrofo. Una volta tornati a casa, alla domanda “perché a Guglionesi non c’è un albero di Natale?”, consigliamo ai genitori di rispondere con la visione del film “Il Grinch”, con uno strepitoso Jim Carrey».

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Cattolica alla Regione, Romano vuole la carte

La Regione Molise sta trattando con l’Università Cattolica del Sacro Cuore l’acquisto di Campobasso, che ospita il Responsible Research Hospital. «Ma la proprietà dell’immobile di chi è?».
Il consigliere regionale di Costruire democrazia Massimo Romano riporta il caso in Aula a Palazzo D’Aimmo dopo una prima interrogazione proposta lo scorso anno quando su queste colonne pubblicammo le prime indiscrezioni sull’ipotesi di trasferire l’ospedale pubblico Cardarelli nell’ampia e nuova ala inutilizzata dell’ex Gemelli.
Nella mozione protocollata in seguito agli articoli di Primo Piano del 25 e del 26 novembre scorsi, il leader di Cd ripercorre innanzitutto i passaggi relativi all’accreditamento istituzionale. In particolare, nel 2011 (decreto del commissario Iorio) la Cattolica comunicava la costituzione della Fondazione Giovanni Paolo II per la gestione del centro di ricerche e formazione ad alta tecnologia nelle scienze Biomediche con sede a Campobasso, precisando che la Fondazione «dovrà promuovere tutte le attività necessarie per ottenere e mantenere nel tempo il riconoscimento al Centro di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, nonché la partecipazione diretta della Regione Molise alla vita del Centro». Il Cda, scriveva sempre Cattolica, è composto di cinque membri, quattro indicati dall’Università (Cattolica, ndr) e uno dal presidente della Regione Molise.
Nel 2019, commissario Giustini, venne formalizzata la voltura dei titoli della Fondazione a Gemelli Molise Spa. Infine, a marzo 2022 la maggioranza delle quote della Spa, detenute da Fondazione Policlinico Universitario Gemelli Irccs, è stata ceduta a Responsabile Capital, «non avendo il Consiglio dei ministri ritenuto di esercitare il “Golden power”, mentre la proprietà dell’immobile, secondo quanto si è appreso da notizie di stampa (Romano cita in questo caso Quotidianosanità, ndr)». Nell’estate 2023, infine, anche il restante 10% di Policlinico Gemelli sono state acquisite da Responsible. A settembre di un anno fa, inoltre, la nomina del rettore di Unimol Luca Brunese a presidente del Comitato scientifico di Responsible Hospital.
Chiesti gli atti alla Regione, e non avendone ottenuto che una parte, Romano si è rivolto al Tar che ha accolto la sua domanda ma «allo stato la suddetta sentenza resta inottemperata da parte della Regione, con conseguente impossibilità di prendere visione di fondamentali provvedimenti amministrativi dirimenti per comprendere, tra l’altro, la riconducibilità della proprietà della struttura ovvero l’adempimento di vincoli pubblicistici preordinati alla concessione del finanziamento».
Quindi, la “pulce” che Romano mette “nell’orecchio” dell’intera Assemblea legislativa: «La realizzazione della struttura immobiliare già sede dell’Università Cattolica è stata assistita da un finanziamento pubblico non inferiore a 70 miliardi di lire (Delibera Cipe 30 maggio 1991; 30 giugno1999); secondo quanto riferito, sembrerebbe che la stessa struttura sia di proprietà della Regione, fermo restando il vincolo di concederla in comodato all’Università Cattolica del Sacro Cuore».
A suo parere, sono poi «venuti meno gli obiettivi di pubblico interesse correlati alla realizzazione di un Irccs, nonché al collegamento con il Policlinico Universitario e finanche il coinvolgimento diretto della Regione nella gestione della struttura, un tempo rappresentata all’interno degli organi sociali e invece ad oggi del tutto estromessa», quindi «sembra desumibile il venire meno del fine pubblico per il quale i detti contributi pubblici erano stati erogati» e possibile, secondo l’avvocato bojanese, una «revoca totale o parziale del finanziamento pubblico a suo tempo erogato, ove mai destinatario dello stesso fosse un soggetto diverso dall’Ente pubblico Regione».
La mozione, in definitiva, impegna il governatore Roberti, «previa illustrazione dello stato dell’arte della trattativa circa la compravendita della struttura immobiliare già sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nonché previa acquisizione della documentazione amministrativa e contrattuale concernente l’elargizione del contributo pubblico statale e/o regionale per la realizzazione della stessa, a porre in essere, preliminarmente, ogni iniziativa utile a verificare e accertare la proprietà del suddetto immobile, nonché la sussistenza dei presupposti per l’eventuale revoca del suddetto contributo pubblico ove sia confermato il venir meno medio tempore dei vincoli pubblicistici sottesi al riconoscimento di Irccs ovvero del coinvolgimento della Regione nella governance».
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