Pensionamenti e scarso ‘appeal’ della medicina generale, è allarme continuità assistenziale

La segreteria del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami) del Molise ha espresso nelle scorse ore preoccupazione per quanto riguarda la situazione della continuità assistenziale (la guardia medica) nei distretti sanitari di Termoli e Campobasso.
«Alla luce dei recenti pensionamenti e dello scarso appeal della medicina generale – osserva l’organizzazione di categoria presieduta in regione dal dottor Federico Di Renzo – diventa sempre più una consuetudine che le sedi di continuità assistenziale rimangano senza personale con il conseguente accorpamento. Per quanto la situazione sia imputabile alla carenza di organici, non è ammissibile che il medico di guardia debba coprire territori sempre più vasti senza avere le giuste tutele e indennità».
Raccolte le istanze degli iscritti, lo Snami annuncia la richiesta di un comitato regionale per affrontare i seguenti argomenti: indennità per i medici che si troveranno a coprire due sedi e superare temporalmente, in via del tutto eccezionale, l’incompatibilità per i medici di medicina generale che abbiamo superato i 1.120 assistiti di poter svolgere turni di Continuità assistenziale aggiuntivi.
«Siamo tenuti a fare tutto il possibile per salvaguardare la tutela della salute attraverso la copertura più ampia possibile di presidi territoriali consci del momento storico critico per il personale in servizio, ma – conclude il sindacato – abbiamo bisogno di lavorare in condizioni adeguate».

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Isernia. Palazzo San Francesco, si inasprisce lo scontro

Era stato convocato d’urgenza, il Consiglio comunale di ieri mattina, soprattutto per discutere della proroga della gestione dei residui in riscossione alla Rti Ica Creset per ulteriori sei mesi, ma anche per una variazione al bilancio di previsione finanziario necessaria per proseguire con l’iter che mira ad ampliare il cimitero cittadino, e invece si è trasformata in una seduta prettamente politica, in cui la minoranza è tornata ad alzare la voce sulle ultime vicende caratterizzate prima dalle dimissioni dell’ex vicesindaca Federica Vinci, poi dalle trattative in maggioranza che hanno portato alla nomina come nuovo vicesindaco di Angelo Iannone e infine al conferimento dell’incarico assessorile all’ex consigliera Gemma Laurelli.
Quella di ieri mattina, a Palazzo San Francesco, è stata infatti la seduta ufficiale di insediamento di Laurelli in Giunta, nonché della neo consigliera Marialuisa Angelone (Isernia Futura) tra i banchi della maggioranza, che ha preso proprio il posto dell’attuale delegata allo Sport e alla Polizia Municipale.
Il giro di auguri per Iannone, Laurelli e Angelone si è trasformato però in un terreno di scontro politico tra opposizione e maggioranza, subito dopo i discorsi della neo assessora che ha espresso parole di ringraziamento per il sindaco, per l’ex vicesindaca Federica Vinci e per tutti i componenti della quarta commissione, nonché della subentrata Angelone che non ha nascosto emozione e orgoglio alla prima uscita da consigliera, tracciando l’agenda degli obiettivi da raggiungere per lo sviluppo e il benessere della città, con lo spirito che l’ha contraddistinta in qualità di insegnante e di cittadina impegnata nel Terzo Settore.
A chiedere risposte politiche sugli ultimi cambi di scenario è stato Pietro Paolo Di Perna, capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha evidenziato come tutto sia avvenuto dopo le osservazioni della minoranza sull’assenza reiterata in Consiglio dell’ex vicesindaca. Lo stesso ha fatto, dopo di lui, il consigliere Eugenio Kniahynicki che ha sottolineato ancora una volta la necessità di un intervento da parte del sindaco sulle parole che tanto hanno fatto discutere con cui Vinci ha lasciato l’amministrazione. Così come ha successivamente ribadito anche il consigliere Cesare Pietrangelo.
Il consigliere del Partito Democratico, Marco Amendola, ha espresso di contro solidarietà all’ex vicesindaca, per gli attacchi verbali subiti. «Isernia perde una risorsa e una persona competente – ha affermato -. Il rispetto dovrebbe venire prima di ogni cosa» – ha aggiunto prima di passare al contrattacco politico. Amendola, infatti, in merito alle voci di un PD che starebbe «tirando per la giacchetta il sindaco sugli equilibri interni alla maggioranza» – ha affermato che i dem hanno a cuore l’amministrazione, che se anche è vero che c’è una discussione in atto su alcuni equilibri politici da ribilanciare, il Partito non metterebbe mai a rischio l’amministrazione.
Duro l’affondo della consigliera Linda Dall’Olio (Forza Italia), che anche stavolta non le ha mandate a dire: «Non ci scandalizziamo di nulla – ha affermato -. Il sindaco sta adottando una strategia di blindatura efficace, ma è di questo che stiamo parlando: una strategia politica che prevede l’esclusione di elementi scomodi per far posto a nuovi consiglieri della sua lista». Dall’Olio ha rivendicato il diritto della minoranza di sollevare tali questioni. «Se la città perde una risorsa – ha poi chiosato -, è per colpa della maggioranza. La verità è che sono state fatte delle scelte affrettate e immature, perché amministrare non è un gioco». Infine, l’appello di Dall’Olio ai consiglieri di Volt, a chiarire le parole di commiato di Vinci.
«Sono qui per metterci la faccia – ha detto in risposta la consigliera Rosanna Appugliese -. Il tempo sarà galantuomo e farà vedere i frutti del lavoro svolto dalla dottoressa Vinci» – ha affermato.
«Vinci è stata cacciata dai suoi ex compagni di lista, che l’hanno lasciata per creare un nuovo gruppo» – ha infine evidenziato il consigliere Domenico Chiacchiari, che ha respinto le accuse rivolte alla minoranza.
A chiudere la discussione, il sindaco Piero Castrataro: «Il centrodestra sta cercando di creare una frattura dove non esiste – ha detto, prima di passare al contrattacco politico -. La stessa destra che non sta difendendo il popolo, ma lo sta schiacciando, che ha lasciato il Comune in stato deficitario strutturale, che sta tagliando fondi alla città per circa 80mila euro l’anno» – ha affermato, rivendicando una differenza di fondo rispetto ai suoi avversari politici, quella tra «chi parla e critica, e chi invece fa» – ha concluso.
Insomma, differenze di visione politica tra maggioranza e minoranza che ancora una volta si sublimano a Palazzo San Francesco, in attesa che ulteriori novità arrivino dal previsto turn over in Giunta, su cui proseguono serrate le trattative, stando a quanto riferiscono i bene informati. Sul tema ha ironizzato il consigliere Chiacchiari: «Vi guardo e mi chiedo chi sarà il prossimo» – ha affermato, in riferimento alla possibilità che qualche altro assessore lasci presto la Giunta Castrataro.

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Vittime Covid, un ‘parco’ per non dimenticarle

«Sono stati dimenticati, negli ospedali e anche dopo. Ma noi non li abbiamo scordati, sono sempre al nostro fianco». A fissare, nel tempo e nello spazio, la memoria delle vittime Covid del Molise c’è adesso un’area verde in via Lazio a Campobasso, dove i loro familiari hanno messo ieri mattina a dimora degli alberi e scoperto un cippo commemorativo.
La zona è stata individuata dal Comune insieme a Legambiente. Alla cerimonia, insieme ai componenti del Comitato Verità e Dignità per le vittime Covid, i volontari di Legambiente e l’assessore di Palazzo San Giorgio Simone Cretella.
«Era giusto e doveroso non dimenticare i nostri cari perché purtroppo sono stati dimenticati negli ospedali e anche dopo. Noi non li abbiamo dimenticati. Ringraziamo soprattutto gli amici di Legambiente, Andrea Di Marco, l’assessore Cretella, che ci hanno dato questa possibilità», ha detto la presidente del Comitato Nadia Perrella.
In via Lazio, quartiere San Giovanni, adesso c’è un «luogo di memoria «per le persone morte in modo così atroce. Perché lo ribadiamo, senza voler fare l’ennesima polemica, sono state abbandonate», ha scandito Francesco Mancini, primo presidente del sodalizio.
Sono 800 i “pazienti positivi deceduti”, così li definisce l’Asrem nel bollettino che viene ancora elaborato e pubblicato sul sito dell’azienda di via Petrella. Sulla gestione delle fasi più cruente dell’emergenza pandemica iniziata quasi cinque anni fa (marzo 2020) il Comitato ha presentato esposti da cui sono nati fascicoli d’inchiesta poi per la maggior parte archiviati.
«Nell’indifferenza totale da parte delle istituzioni, sono passati quattro anni dalla pandemia durante la quale troppe vite sono state spezzate e, chissà, forse molte si sarebbero potute salvare. Vigliaccamente dimenticate da un sistema sanitario marcio, che le ha lasciate soffrire e morire senza un briciolo di dignità. Nessuna giustizia per loro, né un ricordo, né una commemorazione da parte di chi aveva il dovere legale e morale di salvaguardare la loro salute», così quindi l’associazione ha annunciato sui propri canali social la messa a dimora degli alberi.
E l’assessore comunale Cretella, a margine dell’appuntamento, l’ha così sintetizzato: «Una mattinata di impegno e volontariato, nonostante le condizioni meteo non proprio clementi, per mettere a dimora 23 nuovi alberi presso il Giardino della Rinascita di via Lazio. Un’iniziativa promossa dal comitato dei familiari delle vittime molisane del Covid 19, in partenariato con il Comune di Campobasso ed il locale Circolo Legambiente. Sono 10 prunus cerasifera e 13 lecci, forniti dai vivai forestali regionali, gli arbusti impiantati per ricordare chi ci ha lasciato durante la pandemia. Nella stessa mattinata, sempre a cura del Comitato, è stato anche scoperto un cippo con una significativa citazione che ben riassume il senso della giornata. Un progetto che assume ancora più valore in virtù del sito prescelto, il Giardino della Rinascita, area messa a disposizione dall’amministrazione comunale proprio per dare la possibilità a chiunque, attraverso la messa a dimora di uno o più alberi, di rendere vivo e perenne il ricordo di chi non c’è più».

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