Fanelli e l’alternativa alla destra: «Proviamo a scuotere l’albero»

«Un manifesto che nasce dal basso, dalle esigenze vere dei molisani. Attività di formazione per amministratori e giovani che vogliono fare politica. Azioni concrete, una per tutte: impugniamo l’aumento dell’Irpef. Una per tutte e, soprattutto, la prima di una serie di attività molto concrete per prepararci a diventare nei prossimi appuntamenti elettorali un’alternativa efficace e credibile alla destra».
Micaela Fanelli tiene lontano, quasi fuori dal suo ragionamento, il congresso del Pd. L’assemblea di venerdì prossimo si muove certo anche nel solco della ricostruzione di un rapporto fra il partito e il territorio che sarà poi valorizzata negli appuntamenti interni. «Ma non è questo il centro, il cuore dell’iniziativa».
L’obiettivo, ribadisce la consigliera dem di Palazzo D’Aimmo, è «muovere la scena in un periodo non elettorale per poi farci trovare pronti». E aggiunge: «Voglio scuotere l’albero». Immagine per nulla muscolare, quasi poetica. Stempera le tensioni quasi permanenti nel Partito democratico. Una Fanelli che non ti aspetti, che catalizza in maniera diversa la sua proverbiale assertività. «Torniamo all’azione in un periodo politicamente morto», chiude senza raccogliere le provocazioni della giornalista sui congressi del Pd Molise.

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Galleria Passo del Lupo, summit da Salvini: colpito dai disagi per gli utenti

Infrastruttura strategica per gli utenti della strada pugliesi ma anche molisani, la Galleria Passo del Lupo è stata al centro del confronto che si è svolto ieri mattina fra il consigliere regionale della Puglia Antonio Tutolo e il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.
A Salvini, ha riferito a margine dell’incontro lo stesso esponente del movimento “Per la Puglia”, Tutolo ha esposto direttamente i problemi creati dalle chiusure intermittenti di un’arteria di fondamentale importanza per il collegamento di tre regioni – Puglia, Campania e Molise – e di numerosi comuni.
«Sono stato ricevuto insieme al collega Joseph Splendido – ha detto – che ringrazio per il suo prezioso supporto e per aver mantenuto l’impegno di fissare un incontro con il ministro, a cui avevo già inviato una lettera su Passo del Lupo l’11 luglio scorso». Alla riunione era presente anche il sindaco di Lucera Giuseppe Pitta.
Diversi i temi affrontati, tra cui la riapertura del Tribunale di Lucera, la crisi idrica e la galleria della Statale 17. «Le richieste che ho esposto sono quelle che già da tempo avevo portato avanti nelle proteste dell’estate scorsa e nell’accampamento davanti alla galleria di ottobre: l’appalto unico dei lavori, certezza sui tempi di completamento dell’opera e lavori eseguiti 24 ore su 24 e non in triplo turno, come proposto da Anas. Ho manifestato al ministro Salvini – ancora Tutolo – la drammaticità della situazione che coinvolge da anni automobilisti, autotrasportatori, imprese, mezzi di soccorso e pendolari. Il ministro si è dimostrato particolarmente colpito dal disagio subito dalle popolazioni di più territori, specialmente dai bambini delle scuole. Ho fatto presente che, allo stato attuale, con i finanziamenti che arrivano a scaglioni, se ci sono voluti sei anni per operare su quasi 500 metri di galleria, per completare gli altri 900 metri ci vorranno forse più di dieci anni. Servono 9 milioni di euro per dare un vero slancio al progetto di messa in sicurezza di Passo del Lupo, una cifra che il governo può stanziare per il completamento di un’opera che sta incidendo pesantemente sulla qualità della vita di migliaia di cittadini. Partendo da queste premesse, ho anche proposto la costruzione di una nuova galleria, poiché quella attuale, nonostante i lavori già effettuati, potrebbe non resistere alle infiltrazioni d’acqua che in passato l’hanno resa precaria».

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Siccità e dissesto idrogeologico, ruolo cruciale dei Consorzi di Bonifica

La siccità è uno degli effetti più evidenti, e per l’agricoltura più impattanti, del cambiamento climatico. Insieme alla fragilità idrogeologica del territorio, che in regioni come il Molise raggiunge picchi massimi (il 100% dei comuni si trova in aree a rischio), è un fronte su cui il presidio dei Consorzi di Bonifica si rivela essenziale.
Del ruolo cruciale di questi enti nella mitigazione degli effetti del cambiamento in atto si è parlato nella conferenza stampa organizzata da Anbi Molise – presieduta da Raffaele Cotugno che è anche al vertice dell’ente della Piana di Venafro – e dai Consorzi della regione.
Con il coordinamento del direttore nazionale Gargano, ha evidenziato il commissario del Consorzio “Basso Molise” Fabio Talucci, «tutte le Anbi regionali hanno ben pensato di sensibilizzare e comunicare in maniera univoca il ruolo dei Consorzi soprattutto in questo periodo di cambiamenti climatici. I Consorzi sono i baluardi del territorio, basti pensare alla situazione in Molise dove sia il Consorzio del Basso Molise, che io rappresento, sia il Consorzio della Piana di Venafro sono i primi interlocutori».
Ha aggiunto il direttore di Anbi Molise Massimiliano Capezzuto: «Il modello di sviluppo economico e finanziario dell’Italia, soprattutto per quello che riguarda la valorizzazione dei beni più importanti del nostro Paese – e quindi in primis l’acqua, l’ambiente e il territorio – è tra i più avanzati del mondo. In questo contesto, i Consorzi di bonifica ma soprattutto le associazioni e quindi l’Anbi in particolare, seguendo la linea dettata dal nostro direttore e dal nostro presidente nazionale, assumono un ruolo centrale nel momento in cui rivestono il profilo dei cosiddetti corpi intermedi».
Enti pubblici economici di autogoverno, i Consorzi svolgono ogni giorno un’attività polifunzionale che ha come obiettivo quello di creare e mantenere un ambiente territoriale sicuro e idoneo al progresso sociale, economico e agricolo, tutelando e valorizzando le risorse naturali e il paesaggio.
Programmano, progettano, realizzano e gestiscono opere infrastrutturali per la sicurezza idrogeologica del territorio di loro competenza e per la fornitura efficiente e oculata di risorse idriche al sistema agricolo.
In Molise gli enti della Piana di Venafro e del Basso Molise gestiscono complessivamente: 100.509 ettari di estensione del territorio consortile, 279 chilometri di rete di canali di scolo, 25.699 ettari di superficie servita da opere di irrigazione collettiva, 17 impianti di sollevamento per la distribuzione di acqua irrigua, 2.237 chilometri di estensione della rete di distribuzione irrigua e 280 chilometri di reticolo stradale.
Queste, infine, le linee di intervento prioritario dei Consorzi: manutenzione, infrastrutturazione, innovazione, cultura, comunicazione/formazione.

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