Roberti rispolvera Renzi: stai serena, nuovo termine

Fanelli «deve stare serena». Prima stoccata del governatore in risposta a quelle che la capogruppo dem gli ha riservato. Poi Francesco Roberti prosegue: «Evidentemente prima di dare sfogo alla penna, non si informa presso gli uffici competenti. E, talmente accecata dal livore e dalla voglia di dare uno scoop, anziché controllare i documenti regolarmente protocollati e lavorati dagli uffici della Regione Molise, su impulso di questo governo regionale, come Diogene, continua ad andare alla ricerca di se stessa».
E ancora: «Comprendiamo, inoltre, la voglia di apparire di chi ancora non ha modo di governare né in Provincia, dove dopo aver perso le elezioni alla carica di presidente ha svolto il ruolo di consigliere di minoranza, né in Regione, alla seconda legislatura tra i banchi dell’opposizione. Pertanto, in Molise non c’è una sola opera meritoria attribuibile all’attività politica della consigliera Fanelli».
Rivendica quindi il capo dell’esecutivo di Palazzo Vitale che il governo regionale attuale invece sta lavorando «in sinergia con i Ministeri competenti e con tutti coloro con cui stiamo portando avanti da un anno e mezzo, ovvero dall’inizio della legislatura, l’opera di risanamento dei conti della Regione Molise e della sanità molisana. Riguardo allo stanziamento dei 90 milioni – spiega poi – in favore della sanità molisana, al presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, e al ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, abbiamo inviato una nota (regolarmente protocollata) con cui abbiamo concordato la definizione dell’adempimento previsto dalla Legge di Bilancio, comunicando che il previsto piano di copertura del pregresso disavanzo del Servizio Sanitario regionale sarà inviato entro il 20 febbraio 2025. Questo termine, concordato con lo stesso Ministero, si è reso necessario, in quanto, così come avevamo già annunciato, abbiamo provveduto a incaricare una società specializzata in materia, la ‘RSM Società di Revisione e Organizzazione Contabile Spa’, chiamata ad asseverare e certificare il disavanzo, al fine di sviluppare il piano di rientro. Questa nota, evidentemente, integra la missiva della consigliera Fanelli (che ci meravigliamo non controlli gli atti protocollati), alla quale noi abbiamo aggiunto un’appendice riguardante tutte le accuse della stessa consigliera al governo nazionale, in modo che anche nei Ministeri possono valutare il peso delle comunicazioni in arrivo».
Quanto agli adempimenti previsti dalla Finanziaria dello scorso anno, «con nota protocollata il 18 dicembre 2024, questo governo regionale ha trasmesso la proposta di Accordo tra lo Stato e la Regione Molise per il ripiano del disavanzo, con i relativi allegati: il Cronoprogramma delle azioni 2024 – 2026 e il Cronoprogramma delle misure di quantificazione Regione Molise 2024 – 2026, concordate dalla struttura regionale con i referenti del Ministero Economia e Finanze e condivise con l’assessore regionale al Bilancio. Il governo regionale, nonostante la carenza di organico (anche su questo lavoreremo durante la legislatura), sta svolgendo tutte queste attività di concerto con le strutture competenti dei Ministeri e con una interlocuzione costante con gli stessi Ministri, perché l’obiettivo comune, con il lavoro di squadra, è quello di ripianare i debiti della Regione Molise e della sanità molisana, per dare un futuro al nostro territorio.
In conclusione, nessun buco e nessuna toppa. Possiamo rassicurare i molisani e la stessa consigliera Fanelli che il governo Roberti ha svolto tutti gli adempimenti previsti e, soprattutto, concordati con il governo nazionale. Per il futuro, un consiglio: auspichiamo che, prima di inutili allarmismi, la consigliera Fanelli si informi meglio, procurandosi la documentazione che viene regolarmente lavorata e protocollata».

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Camera iperbarica di Larino: una eccellenza al servizio del Centro-Sud

Un punto di riferimento ma soprattutto una certezza nell’arco di centinaia di chilometri: si tratta della camera iperbarica di Larino che da quando è stata riattivata, poco più di un anno, sta registrando numeri importanti in termini di prestazioni e di offerta al territorio.
Sotto la guida della dottoressa Adele Molinaro il servizio, a chiusura del 2024, ha contato 1.716 trattamenti di Ossigenoterapia Iperbarica, di cui 733 destinati a pazienti di fuori regione.
Nel 40% dei casi sono state trattate ipoacusie improvvise, per il 21% ulcere cutanee croniche vascolari-diabetiche, oltre osteomieliti croniche refrattarie e infezioni a tessuti molli in soggetti a rischio. Ma sono state affrontate anche osteonecrosi asettiche e algodistrofie (circa il 20%), parodontopatie, lesioni tissutali post radioterapia e intossicazioni da monossido di carbonio.
«Il Centro iperbarico – ha spiegato la dottoressa Molinaro – prosegue l’attività con un afflusso di pazienti in costante aumento e una percentuale di accessi extraregionali significativa. L’affetto di coloro che si sono sentiti accolti e presi in carico a livello globale e il riconoscimento dei miglioramenti clinici è sicuramente ciò che ci rende maggiormente soddisfatti. Abbiamo iniziato a svolgere visite di idoneità subacquea e speriamo che la collaborazione multidisciplinare che stiamo costruendo, tra tutte le branche specialistiche afferenti al nostro centro, possa proseguire nel modo ottimale per offrire ai pazienti un servizio sempre più completo».
«La camera iperbarica di Larino ha una funzione strategica per la nostra regione e risponde alle necessità terapeutiche non solo del nostro territorio ma anche delle regioni limitrofe – ha aggiunto il direttore del Distretto di Termoli, Giovanni Giorgetta – Grazie alla condivisione tra il direttore generale dell’Asrem, Giovanni Di Santo e il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, dopo lungo tempo, il servizio si è rivitalizzato portando da subito ad ottimi risultati. Gran parte dei pazienti proviene da fuori regione e capita che spesso rimangano nelle nostre strutture per la riabilitazione. Dunque, una mobilità attiva, che inverte la rotta in Molise».
Ed è proprio sulla garanzia di cure e sulla mobilità attiva che ha da subito puntato il vertice dell’Asrem, Di Santo.
«La nostra camera iperbarica rappresenta una vera e propria eccellenza, un fiore all’occhiello della sanità molisana – ha spiegato il direttore generale – Il servizio è unico da Bari ad Ancora, fino ad Avellino. Ciò vuol dire che rappresentiamo un punto di riferimento importante, anche per le urgenze. Quello dell’ossigenoterapia iperbarica, inoltre, è un settore in continua evoluzione, usato non solo per salvare intossicati da monossido di carbonio o subacquei, ma pure per i pazienti affetti da malattie dell’osso degenerative e post traumatiche, piede diabetico, ustioni ed esiti di problemi circolatori (vascolari). È raccomandato nei pazienti pre e post chirurgici, poiché accelera i periodi di recupero, diminuisce la possibilità di infezioni, dolore ed edema. Grazie, poi, ai professionisti in forze la nostra è ancor di più una offerta di qualità».

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L’acqua del Molise alla Puglia, Emiliano tenta l’assalto finale

Un parlamentare di FdI ha ottenuto via libera dal governo a un odg che chiede di finanziare il bypass da Liscione a Finocchito per portare l’acqua direttamente dal Molise alla provincia di Foggia. il governatore dem della Puglia ha scritto qualche giorno fa tra gli altri alla premier Meloni per sollecitare interventi urgenti contro la crisi idrica che sta interessando drammaticamente la regione. In sostanza per essere autorizzato a utilizzare le risorse idriche «dell’invaso del Liscione, le cui disponibilità eccedenti l’utilizzo attuale non sono utilizzate, ma finiscono inutilmente in mare».
Non è questione di destra o sinistra, quindi. La Puglia vuole l’oro blu del Molise. La proposta di Emiliano, avanzata nella nota indirizzata alla presidente del Consiglio e ai ministri competenti, è di costruire «opere di collegamento all’invaso del Liscione, con l’obiettivo di ottimizzare la distribuzione dell’acqua tra Molise e Puglia». E va nel dettaglio: servono «due determinanti opere di collegamento» a valle dell’invaso di Guardialfiera. «La prima riguarda un percorso di circa 18 chilometri verso sud, che consentirebbe di ampliare le aree molisane che possono beneficiare della disponibilità idrica dell’invaso. Un ulteriore collegamento di circa cinque chilometri consentirebbe di convogliare le risorse idriche, eccedenti le esigenze del Molise, verso il nodo di Finocchito, incrementando così la disponibilità dell’intera Capitanata». Il bypass “di cui sopra”. «La Regione Puglia – conclude poi Emiliano – è disponibile a contribuire, anche in termini finanziari, alla realizzazione delle opere, nonché in termini di competenze progettuali. La collaborazione tra governo, Regione Molise e Regione Puglia può rappresentare un modello innovativo ed efficace di sinergia tra soggetti istituzionali».
Il dibattito (e la polemica) al di qua del Fortore si è riaperto subito. «In Molise, mentre durante l’ennesima crisi idrica si urlava la necessità di interrompere l’erogazione dell’acqua a Benevento (forse qualcuno voleva assetare quel territorio), leggevo di un emendamento di Fitto in aiuto alla Puglia che dichiarava l’Acquedotto pugliese opera di interesse strategico del Paese. Non ho seguito l’iter dell’emendamento – è un passaggio del contributo della ex consigliera regionale 5s Patrizia Manzo per la rivista La Fonte, contributo che lei stessa ha rilanciato sui social a commento dell’iniziativa di Emiliano – ma la cosa mi ha suscitato molto interesse per diverse ragioni. Una fra tutte è legata al fatto che la situazione gestionale del servizio idrico in Puglia è sovrapponibile a quella del Molise ma con delle differenze sostanziali: la maggior parte del totale dell’acqua scambiata all’interno dell’autorità del distretto meridionale è molisana; il Molise ha inseguito la necessità di una gestione unitaria del servizio idrico integrato attraverso una società interamente pubblica e partecipata dai Comuni (la Grim), la Puglia ha blindato la società Acquedotto pugliese (simile a Molise Acque per intenderci) evitando una gara d’appalto e impegnandosi a conferire le azioni della società ai Comuni». Manzo focalizza l’attenzione sulla società Acque del Sud Spa, «partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e che assolve principalmente i compiti della gestione, esercizio e manutenzione delle grandi opere idrauliche ed agisce quale fornitore all’ingrosso di acqua non trattata per usi potabili agli acquedotti Pugliese, Lucano ed al Consorzio Jonico Cosentino in Calabria; per usi irrigui a nove consorzi di bonifica nelle regioni Basilicata, Campania e Puglia e per usi industriali all’Ilva di Taranto». Chissà se la Puglia, conclude la sua riflessione Manzo, «realizzerà in futuro il sogno di diventare il gestore unico delle acque del meridione!?».
«Giù le mani dal Liscione. Se il papocchio di Emiliano, presidente della Regione Puglia, risultasse vero sul prelievo della nostra acqua del Liscione alla Puglia, mi schiererò da subito con i cittadini e con i sindaci – così la ex consigliera regionale Aida Romagnuolo, prima di non eletta di FdI alle elezioni del 2023 – per fare le barricate come già facemmo oltre 20 anni fa. Difenderemo quindi con ogni mezzo la nostra acqua».

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