Librissimi, il Toronto Italian Book Festival dedicato a Giose Rimanelli

Il Toronto Italian Book Festival, “Librissimi” è dedicato quest’anno, in occasione del centenario della sua nascita, a Giose Rimanelli. Poeta, scrittore, saggista nato a Casacalenda nel 1925 e trasferitosi in Canada e poi negli Stati Uniti, dove ha dove ha insegnato Italiano e Letteratura comparata in varie università (New York University, Sarah Lawrence University, Yale University, British Columbia, University of California-Los Angeles e State University of New York at Albany). Numerosi gli eventi in programma nel 2025 per ricordarlo.
Fra questi, appunto, la dedica di “Librissimi”, festival letterario nato con gli auspici dell’Istituto italiano di Cultura, del Comites e di altre realtà culturali e accademiche quali il Dipartimento di italianistica dell’Università di Toronto, che si svolgerà nella città canadese dal 2 al 4 maggio.
All’edizione di quest’anno del Festival ha collaborato anche l’Azienda autonoma di Soggiorno e Turismo del Molise su auspicio della presidenza del Consiglio regionale.
L’iniziativa è stata presentata ieri mattina nella Biblioteca “Lello Lombardi” di Palazzo D’Aimmo dal presidente dell’Assemblea legislativa Quintino Pallante e dal commissario dell’azienda regionale di promozione del turismo Remo Di Giandomenico.
Pallante ha evidenziato come l’iniziativa dell’Azienda di Soggiorno e Turismo sia stata sostenuta con entusiasmo e convinzione dalla presidenza del Consiglio regionale e che essa bene può e deve inserirsi nelle attività messe in campo dall’istituzione regionale per i molisani nel mondo.
Di Giandomenico, illustrando i vari appuntamenti della VII edizione di “Librissimi”, ha evidenziato come tra le altre cose si sia riusciti a fondere la musica con la poesia musicando i versi di Rimanelli e realizzando un concerto dal titolo “Canzonette e ballatelle molisane” che avrà due tappe canadesi: il 2 maggio a Toronto e il 9 maggio a Montreal. È previsto un concerto anche in Molise in una data che si sta ancora definendo.

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Conclave, nei ‘palazzi’ molisani la parola d’ordine è continuità

«Non può essere, questo, il tempo di equilibrismi, tattiche, prudenze, il tempo che asseconda l’istinto di tornare indietro, o peggio, di rivalse e di alleanze di potere, ma serve una disposizione radicale a entrare nel sogno di Dio affidato alle nostre povere mani».
Hanno tutto il sapore di un monito, comunque di un viatico, le parole del cardinale Reina, vicario di Roma, pronunciate ieri nel corso dell’omelia del terzo giorno dei Novendiali.
Un viatico per il conclave che comincerà mercoledì prossimo, 7 maggio. La prima votazione per scegliere il nuovo pontefice, e quindi la prima fumata, nel pomeriggio. La mattina i cardinali parteciperanno alla messa ‘Pro eligendo Pontefice’, quindi nel pomeriggio l’ingresso in Cappella Sistina, ha riferito in un briefing il direttore della Sala stampa vaticana, Matteo Bruni.
Le operazioni saranno presiedute dal cardinale Pietro Parolin, ha confermato il direttore della Sala stampa vaticana rispondendo ai giornalisti. Il cardinale Re presiederà invece la messa ‘Pro eligendo Pontefice’. La Sistina è già chiusa al pubblico, ieri sono partiti i lavori per predisporre la sala, il capo della Sala stampa nel darne notizia ha fatto riferimento fra le altre cose all’alloggiamento di stufe.
Alla riunione della Congregazione dei cardinali di ieri, durata circa tre ore e mezza erano presenti 180 cardinali, 110 quelli elettori. Una ventina gli interventi, «il tema principale la Chiesa, il rapporto con il mondo, le sfide che si presentano e anche le qualità che dovrà avere il nuovo Papa per rispondere a queste sfide», ha sottolineato Bruni.
Che qualità dovrà avere il successore di Francesco, scomparso il 21 aprile a 88 anni dopo un pontificato lungo 12 e che ha «toccato le menti e i cuori di tutti» (come ha detto nell’omelia delle esequie il cardinale Re)?
Primo Piano ha chiesto anche ad alcuni esponenti politici molisani cosa si aspettano. «Mi auguro che il successore di papa Francesco sia una guida giovane, capace di garantire un cammino lungo e coraggioso di rinnovamento. Servirà un pontefice – è la riflessione del consigliere regionale 5s Roberto Gravina – in grado di adottare scelte forti su questioni profonde, come la lotta alla piaga della pedofilia, l’ascolto autentico delle minoranze e l’apertura di nuove strade, anche su temi delicati come il celibato sacerdotale. Allo stesso tempo, sarà fondamentale che continui il dialogo con chi crede, con chi è in ricerca e con chi si è allontanato dalla fede, custodendo quello spirito di accoglienza e verità che papa Francesco ha saputo incarnare. In un tempo segnato sempre più da divisioni ed estremismi, il prossimo Papa dovrà incarnare una voce riconciliatrice, capace di parlare chiaro sulla pace, sui diritti e di rimanere accanto agli ultimi, senza distanze e senza filtri».
Auspica innanzitutto continuità nell’approccio e nel linguaggio il rappresentante del Pd a Palazzo D’Aimmo, Vittorino Facciolla. «Un Papa che continui l’opera di attualizzazione della presenza della Chiesa nella vita di ognuno di noi. Francesco – l’analisi di Facciolla – è stato su moltissimi temi all’avanguardia, ha detto cose poderose. Leggevo stamattina un editoriale critico: ha detto ma poi non ha fatto, questo il senso. Io però dico: ci rendiamo conto delle cose imponenti che ha detto per esempio sugli omosessuali? Su alcuni temi, il valore della vita e della morte per esempio, si dovrà riflettere ancora e molto. Un conclave serve anche a questo, non solo a scegliere il nuovo Papa. Ma mi auguro, ripeto, che ci sia continuità».
Continuità è la parola chiave utilizzata anche dall’assessore regionale Salvatore Micone, esponente di FdI. Continuità, in particolare, in quella che ritiene la priorità del futuro pontificato: la ricerca della pace, la mediazione e gli sforzi per arrivare al cessate il fuoco in Medio Oriente e in Ucraina. Un capo della Chiesa che agisca nel solco di Francesco. «Un pontefice che lavori per ristabilire gli equilibri e riportare la pace, prioritariamente questo – la parole di Micone – E poi che sappia parlare ai giovani come Bergoglio ha fatto anche nel video diffuso nel giorno del Giubileo degli adolescenti e diventato virale. Mi auguro una Chiesa che riesca a riavvicinare i ragazzi ai valori: la famiglia, l’ascolto e la partecipazione».
r.i.

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Isernia. Cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, infiamma la polemica

Il 20 maggio del 1924 il Consiglio Comunale di Isernia conferì la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini: la delibera che è custodita nell’archivio storico comunale presso la biblioteca Michele Romano è la numero 24. Il sindaco Giovanni Buccigrossi e 20 consiglieri comunali assistiti dal segretario Bartolomeo Serafini, plaudirono la proposta del primo cittadino e alla motivazione data dallo stesso, conferendo all’unanimità la cittadinanza onoraria per l’allora capo del governo Mussolini. A distanza di alcuni giorni, precisamente il 31 maggio del 1924, arrivò un telegramma a firma del sottosegretario alla presidenza del Consiglio che ringraziava il Consiglio comunale di Isernia del conferimento, formulando i più fermi auguri per l’avvenire della città.
A distanza di oltre un secolo, la questione torna prepotentemente al centro del dibattito cittadino,m alla luce della mozione presentata dalla maggioranza per la revoca della cittadinanza onoraria conferita a Mussolini. Un atto fortemente simbolico – così l’ha definito il capogruppo del Partito Democratico, Stefano Di Lollo – scritto da Alex Paniccia e sottoscritto da tutti i membri di maggioranza, che ha suscitato un certo dibattito nel capoluogo pentro.
Dopo l’intervento del consigliere di minoranza, nonché vicepresidente del Consiglio comunale, Giovancarmine Mancini, anche CasaPound ha mosso una dura critica all’amministrazione.
«Antifascismo e lotte di potere. Questa è la sinistra isernina». È il testo dello striscione di CasaPound Italia in risposta alla decisione da parte del Comune di revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini.
«La giunta di sinistra che amministra Isernia, sulla scia di quanto avviene a livello nazionale, si mostra sempre più lontana dai problemi reali della città, e non riesce a trovare altri argomenti che il fascismo per dare l’impressione che sia viva, che respiri ancora e che faccia qualcosa» – afferma CasaPound Italia in una nota.
«Isernia è ormai una città allo sbando, tra spaccio, atti vandalici, tentativi di furto all’ordine del giorno e degrado di zone centrali come la Stazione ferroviaria. I cittadini si aspettano la risoluzione di questi problemi, ma per l’amministrazione comunale qual è il rimedio a ogni male? Revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini – proseguono -. D’altronde il solo argomento sul quale l’amministrazione comunale riesce a fare quadrato, quando non è dilaniata da lotte intestine per la spartizione di poltrone, come dimostrano i vari rimpasti di giunta per arrivare a fine mandato, è l’antifascismo, unico collante per una maggioranza comunale senza progetti e senza idee. Sarebbe ora, – conclude la nota – che l’amministrazione Castrataro, a cui sembrano stare tanto a cuore le questioni legate alla cittadinanza, si impegnasse concretamente affinché si possano risolvere le vere criticità e arginare lo spopolamento della città, sempre che non si vogliano rimpiazzare i giovani costretti ad abbandonarla con i “nuovi cittadini” che bivaccano in Stazione».
Sulla vicenda della revoca della cittadinanza onoraria di Mussolini, ad ogni modo, la palla rimbalza ora in Consiglio comunale.

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