Isernia svela il suo passato: scoperti mosaici e reperti nel cuore del centro storico

La città racconta la sua storia a chi ha occhi per guardare sotto la superficie. Dopo la rimozione delle macerie derivanti dalla demolizione dell’ex scuola San Pietro Celestino, nel centro storico di Isernia, sono affiorate importanti evidenze archeologiche che hanno spinto le autorità a modificare i piani originari dell’intervento.
A circa 50-60 centimetri sotto il piano di calpestio, gli operai si sono imbattuti in un pavimento mosaicato di pregevole fattura, probabilmente appartenente a una domus o a una bottega della città antica. Accanto ai mosaici, sono emerse murature perimetrali, frammenti di anfore, piatti, tegole in coccio pesto: testimonianze materiali che raccontano di una vita quotidiana fiorente, databile intorno al III o II secolo avanti Cristo, stando alle prime impressioni. Ma solo le analisi più accurate sapranno dire di più, con maggior precisione.
La presenza in zona di numerose colonne in pietra lascia inoltre ipotizzare la vicinanza di edifici pubblici o cultuali, forse un tempio dedicato a qualche divinità. A conferma del fatto che l’area urbana in questione sia di notevole rilievo storico e culturale, e che possa restituire alla città nuove chiavi di lettura sulla sua origine e sul suo ruolo strategico nell’antichità.
Per ora gli scavi proseguono con estrema cautela: «Abbiamo abbassato il livello di scavo di circa 60 centimetri ed è venuto alla luce tutto questo – racconta con emozione uno degli operai presenti sul posto –. È davvero una scoperta eccezionale: maioliche, pareti, pavimentazioni. Una bellezza nascosta sotto i nostri piedi, che merita rispetto e attenzione».
Un sopralluogo della Soprintendenza – intanto – è atteso già per lunedì prossimo, per valutare il valore dei reperti e stabilire se i lavori edilizi potranno riprendere o se, al contrario, si dovrà procedere con una campagna di scavi più ampia. Quel che è certo è che il sottosuolo di Isernia continua a rivelare la grandezza della sua storia, spesso celata sotto strati di cemento e abbandono. Una scoperta che, al di là del valore archeologico, riaccende anche una riflessione sul rapporto tra città e memoria, tra sviluppo urbano e tutela del patrimonio.

The post Isernia svela il suo passato: scoperti mosaici e reperti nel cuore del centro storico appeared first on PrimoPiano Molise.

Il “Perosi” protagonista a Philadelphia, musicisti premiati in via IV Novembre

Il presidente del Consiglio regionale del Molise, Quintino Pallante, ha ricevuto ieri mattina a Palazzo D’Aimmo una delegazione, guidata dalla presidente Rita D’Addona, dei musicisti – allievi e docenti – del Conservatorio “Lorenzo Perosi” di Campobasso che hanno partecipato ad una serie di appuntamenti, svoltisi a Philadelphia dal 10 al 15 aprile scorso, nell’ambito dell’iniziativa dal titolo “L’Opera Italiana come Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco”.
L’evento, che si inserisce nel progetto al Voices of Heritage, è stato realizzato dallo stesso Conservatorio Perosi in sinergia con il Conservatorio di Benevento “Nicola Sala” (che ha svolto il ruolo di capofila) e con l’Università Pegaso.
Nel corso dell’incontro gli artisti hanno eseguito alcuni brani delle arie più famose del grande patrimonio operistico italiano.
Il presidente Pallante ha consegnato attestati e pergamene ai musicisti Nicoletta Toccariello, , Michele Raiola, Lucio Rubino, Michael Loffreda, Pasqualino Di Cerbo, Alisia Campagiorni, Miriam Baranello e alla maestra Eleonora Turtur e al maestro Paolo Fantino. Un riconoscimento speciale è andato anche al Conservatorio ed è stato ritirato dalla presidente D’Addona, che ha donato a sua volta al presidente Pallante il volume “Nascita di una istituzione”, scritto da Vincenzo Lombardi in occasione dei 50 anni del Conservatorio. Il Perosi, ha sottolineato Pallante, «si è distinto con giovani talenti e maestri, e le istituzioni devono riconoscere questo valore. Da tempo il Consiglio regionale si impegna a rivalutare l’arte, prima con le esposizioni di artisti molisani e oggi con la musica. Grazie alla presidente D’Addona per la passione e l’impegno: finalmente possiamo dire che il Molise si distingue e tiene il passo delle grandi nazioni».
Dal canto suo, D’Addona ha espresso profonda emozione. «È stato un onore portare i nostri migliori talenti su un palcoscenico così prestigioso come il Kimmel Center, un sogno che si è trasformato in realtà. Il maestro Paolo Fantino, nostro docente, ha guidato l’intera performance». Ha poi annunciato i prossimi appuntamenti del progetto Voices of Heritage: dal 30 giugno al 2 luglio a Montreal, con una performance jazz, e il gran finale previsto il 22 dicembre al Teatro San Carlo.

The post Il “Perosi” protagonista a Philadelphia, musicisti premiati in via IV Novembre appeared first on PrimoPiano Molise.

«Venga, suo padre è morto»: corre in ospedale ma l’uomo è vivo e vegeto

Certe telefonate non si dimenticano mai. Soprattutto se, alle 7 del mattino, ti chiamano dall’ospedale per dirti che tuo padre è morto. Ma che succede se, pochi minuti dopo, è proprio lui a telefonarti? No, non è un film di Tarantino. È accaduto davvero, a Campobasso, e a raccontarlo è stato un servizio andato in onda ieri su Telemolise.
Teatro della scena: il reparto di Medicina Interna dell’ospedale “Cardarelli”. Registi (involontari?): i sanitari. Protagonista, suo malgrado: un pensionato di Ripalimosani, 67 anni, ricoverato lì da qualche giorno per accertamenti. Una delle figlie, quella che riceve la chiamata dall’ospedale con la notizia più temuta – «Signora, suo padre è deceduto per arresto cardiaco» – sviene quasi sul colpo. L’altra chiama l’agenzia di pompe funebri. Entrambe si precipitano in via Tappino, occhi gonfi, cuori spezzati.
Ma ecco il colpo di scena: mentre le figlie sono con una dottoressa del reparto, nel momento del massimo sconforto… squillo di cellulare. Sul display compare una scritta surreale: Papà. Forse un automatismo del telefono, pensano, un errore, un’illusione. Ma no. Rispondono. E dall’altro capo… la voce serena e un po’ infastidita di papà: «Ma dove siete? Vi vedo qui fuori dalla finestra e non entrate…»
Un secondo infarto, ma stavolta per emozione. Altro che miracolo: il padre era vivo, parlava e – pare – aveva anche fame. La scena degna di una commedia nera si chiude con un abbraccio e lacrime di gioia, mentre i medici – colti alla sprovvista – cercano di giustificare l’accaduto con un classicissimo: «C’è stato uno scambio di cartelle…»
Uno scambio di cartelle, sì. Ma pure di identità, destini e funerali. Fortunatamente il protagonista della gaffe è stato dimesso il giorno stesso, in ottima salute e, a quanto pare, con una gran voglia di raccontarla a chiunque.
E mentre la famiglia, tra sollievo e incredulità, ha deciso di non sporgere denuncia, resta l’imbarazzo tra i corridoi di Medicina Interna. Dove il primario prof Gianluca Testa, docente all’Università del Molise, tace per ora con eleganza accademica, mentre il suo vice, Pasquale Moio – che Primo Piano Molise ha descritto in passato come «sceriffo della sanità molisana», tanto spavaldo quanto inflessibile – avrà ora un bel caso di identità clinica da chiarire.
Forse sarà l’occasione buona per aggiornare qualche protocollo. O per installare una videochiamata di cortesia prima di ogni comunicazione di decesso. D’altra parte, la sanità molisana non smette mai di stupire: tra miracoli, equivoci e cartelle ballerine, ogni giorno è buono per una nuova puntata.
Nel frattempo, un consiglio ai cittadini: prima di piangere, provate a chiamare. Magari rispondono.

ppm

The post «Venga, suo padre è morto»: corre in ospedale ma l’uomo è vivo e vegeto appeared first on PrimoPiano Molise.