Incendi divampano in diverse zone costiere

Incendi estivi: sabato di fuoco tra Campomarino, Petacciato e Portocannone. L’ultimo sabato di giugno si è trasformato in una giornata ad alta tensione per il Basso Molise, complice il caldo torrido e il vento che ha alimentato diversi incendi in tutta l’area. I Vigili del Fuoco del comando provinciale di Campobasso, insieme ai distaccamenti di Santa Croce di Magliano e Termoli, sono stati impegnati in una corsa contro il tempo per contenere le fiamme e proteggere le aree boschive e le abitazioni. Il primo allarme è scattato in mattinata nelle campagne di Portocannone, dove un incendio ha richiesto l’intervento immediato dei soccorsi. Poco dopo, un altro rogo è divampato in contrada Arcora, a Campomarino. Qui, la situazione ha destato particolare preoccupazione: il fumo denso si è diretto verso le abitazioni, spingendo diversi residenti a uscire in strada per monitorare da vicino l’evolversi dell’incendio. Sempre nella mattinata, un altro fronte critico si è aperto alla foce del torrente Mergolo, con il rischio concreto che le fiamme potessero propagarsi verso la preziosa pineta di Petacciato. L’area, particolarmente impervia, ha reso difficile l’accesso ai mezzi di soccorso. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e i Carabinieri Forestali, impegnati in un’operazione complessa per contenere l’avanzata del fuoco. La gravità della situazione ha richiesto anche la presenza dei sindaci di Montenero di Bisaccia, Simona Contucci, e di Petacciato, Antonio Di Pardo, che hanno raggiunto le zone colpite per seguire da vicino le operazioni di spegnimento. La colonna di fumo era ben visibile anche dalla spiaggia, a testimonianza della portata dell’incendio, che si è sviluppato a ridosso del confine con Montenero di Bisaccia. Con l’arrivo dell’estate e l’aumento delle temperature, il rischio incendi resta elevato. Le autorità invitano i cittadini alla massima prudenza, evitando comportamenti che possano innescare nuovi focolai. L’attenzione resta alta, soprattutto nelle aree boschive e rurali, dove anche una piccola scintilla può trasformarsi in un disastro ambientale.

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Ha ragione Responsible: le cure salvavita del 2019 vanno pagate

Il Responsibile Research Hospital e i suoi legali ne sono stati sempre convinti: la Regione deve corrispondere all’ospedale il valore delle prestazioni di radioterapia e in genere di quelle salvavita erogate nel 2019 per pazienti molisani. Ma è servita una sentenza, anzi numerose sentenze ed è di qualche giorno fa quella che mette la parola fine alla querelle giudiziaria con Palazzo Vitale sul punto, per attestarlo in maniera ufficiale e inoppugnabile.
La società guidata da Stefano Petracca, assistita dagli avvocati Salvatore Di Pardo e Fabio Verile, ha vinto in Corte d’Appello la causa civile che ha visto la Spa contrapposta in particolare alla struttura commissariale della sanità e alla Regione. Che dovranno quindi saldare un debito di 3,8 milioni di euro.
La vicenda, assai complessa, trae origine dalla modifica delle “regole di ingaggio” per le prestazioni salvavita decisa dalla ex struttura commissariale per il 2019. Il contratto 2016-2018 stabiliva che quel tipo di assistenza, offerta in Molise solo dall’ex Gemelli (in particolare la radioterapia ma anche la cardiochirurgia d’urgenza per esempio), «ospedale di eccellenza» lo definiscono anche i giudici dell’Appello civile di Campobasso, non era sottoposta al tetto di budget e veniva quindi remunerata anche oltre la soglia. Nel 2020, invece, l’allora commissario Giustini modificò con decreto la regolamentazione contrattuale, in via retroattiva peraltro quindi a valere sul 2019, introducendo il limite di spesa anche per le salvavita. Il provvedimento fu impugnato e annullato dalla magistratura amministrativa per quanto riguarda le prestazioni extrabudget per i pazienti extraregionali. Sulle salvavita, invece, il Consiglio di Stato aveva rimesso la questione alla valutazione della Regione. Valutazione, sottolinea l’avvocato Di Pardo, che non è stata mai formalizzata. Di fatto, però, sulla scorta di questo elemento giuridico Responsible non ha ancora ricevuto il pagamento delle sedute di radioterapia erogate ai molisani ormai sei anni fa. Quasi quattro milioni che rappresentano una cifra non marginale per l’ospedale di contrada Tappino rilevato dalla compagine di Petracca.
Il presidente e la governance dell’ospedale non si sono però arresi, fino al verdetto depositato in cancelleria qualche giorno fa. «Per noi era pacifico – il commento di Di Pardo – che le prestazioni salvavita dovessero essere saldate., si tratta di terapie che il sistema pubblico non offre in Molise. La Regione invece riteneva che non fosse così. La sentenza, che arriva a conclusione di un lungo percorso che ha coinvolto la magistratura amministrativa, contabile e ora civile, dà ragione all’operato di Responsible e contezza di una condotta, fuori e dentro le aule di giustizia, sempre lineare. Dimostra – conclude il legale – che eravamo nel giusto».

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Una donna al vertice di Molise Dati. Scuncio presidente, Tondi nel Cda

La giunta regionale ha rinnovato il vertice della società in house Molise Dati. A capo della Spa, braccio operativo di Palazzo Vitale per l’information technology, adesso c’è Eleonora Scuncio.
Giovane avvocatessa isernina, è stata per un breve periodo consigliere regionale nel 2018 (sostituì in Assise Michele Iorio, nella cui lista si era candidata e a cui politicamente è rimasta sempre vicina, incappato in una sospensione ai sensi della Severino, poi assolto per il caso Zuccherificio e quindi rientrato a Palazzo D’Aimmo pochi mesi dopo). Il presidente uscente Giuseppe Tondi, indicato al vertice dall’amministrazione Toma, è rimasto nel board, è infatti componente del nuovo Consiglio di amministrazione insieme a Vito Di Maria, commercialista di Larino.
Nella delibera 203 dell’esecutivo Roberti anche l’indicazione del compenso per i tre membri del Cda: 18mila euro l’anno per la presidente, 15mila per i due componenti. Resteranno in carica per il triennio 2015-2018.
Il bilancio 2024 di Molise Dati, si legge nel documento istruttorio, presenta un utile di 174.934 euro. La relazione dell’ex presidente Tondi rileva tra le altre cose che «negli ultimi tre esercizi nessuna delle condizioni d’allarme previste dalle vigenti normative in tema di crisi d’impresa risultano presenti nella società», che «gli indici di bilancio indicano un sostanziale equilibrio patrimoniale e finanziario; il margine operativo netto degli ultimi tre anni risulta positivo». infine, che «con riferimento alla valutazione del rischio di insolvenza, il modello Financial Report “Calcolo MORE” classifica la società in classe “BB”, in netto miglioramento rispetto all’anno precedente, nella diatesi strutturale dei conti di sintesi che lo hanno generato».
Ieri l’assemblea dei soci, in agenda l’ok al bilancio e la nomina del Cda. Quella del collegio sindacale è stata rinviata perché non è ancora giunta l’indicazione del Consiglio regionale, a cui tocca in base allo Statuto per la società.

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