Venafro. Il Papa convoca i vescovi, slitta l’orario del pontificale

Una decisione senza precedenti, dettata da una circostanza eccezionale. Il tradizionale pontificale di San Nicandro, uno dei momenti più solenni e partecipati delle festività patronali di Venafro, non sarà celebrato alle 11, come da antica consuetudine, ma alle ore 19.
Un cambiamento che ha radici in un evento straordinario: Papa Leone XIV ha convocato tutti i vescovi della Conferenza Episcopale Italiana a Roma per la mattinata del 17 giugno, proprio nel giorno in cui si celebra il pontificale in onore del patrono San Nicandro. Un incontro dal carattere nazionale e irrinunciabile, che coinvolgerà anche sua eccellenza monsignor Camillo Cibotti, vescovo della Diocesi di Isernia-Venafro e Trivento.
Il comitato feste, insieme al sindaco di Venafro e allo stesso monsignor Cibotti, ha fatto tutto il possibile per rispettare la tradizione. Ma l’assenza forzata del vescovo nella fascia oraria mattutina ha reso inevitabile il cambio di programma. Il pontificale, infatti, non può essere celebrato senza la presenza del presule e non è possibile nemmeno una sua sostituzione da parte di altri prelati, poiché la convocazione del Papa è rivolta a tutti i vescovi d’Italia, senza eccezioni.
Il gesto simbolico della consegna delle chiavi della città al vescovo da parte del sindaco – atto con cui Venafro affida idealmente la propria protezione a San Nicandro – avverrà dunque in serata, alle ore 19, nella suggestiva cornice della basilica dei Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria.
Una modifica che, pur nella sua eccezionalità, non scalfisce il senso profondo della devozione popolare, che da secoli lega il popolo venafrano ai suoi santi patroni.
L’invito, da parte del comitato feste, è quello di partecipare comunque numerosi e con rinnovata fede, a una celebrazione che resta il cuore spirituale della festa, anche se a un orario inconsueto.

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Eseguita ieri l’autopsia sulla salma di Luca Regoli

È stata eseguita nel pomeriggio di ieri, dalle 13 alle 16, l’autopsia sulla salma di Luca Regoli, il giovane di 26 anni rimasto vittima del tragico incidente stradale avvenuto nella notte tra domenica e lunedì scorsi lungo la Statale 16 Adriatica, in territorio di Montenero di Bisaccia. L’incarico è stato affidato al medico legale Giovanni Pollice, dell’istituto di Medicina legale di Foggia, nominato ufficialmente ieri mattina alle 11.30 dal pubblico ministero Ilaria Toncini, titolare dell’inchiesta. L’esame si è svolto all’obitorio dell’ospedale San Timoteo di Termoli, dove il corpo del ragazzo si trova ancora sotto sequestro su disposizione dell’autorità giudiziaria. Durante l’accertamento autoptico è stato prelevato un campione di DNA per procedere al riconoscimento formale della salma. La comparazione verrà effettuata con il profilo genetico del padre. Solo al termine di questo delicato passaggio, sarà possibile autorizzare la restituzione del corpo alla famiglia e procedere con l’organizzazione dei funerali. Al momento, non è stata fissata una data per le esequie: tutto dipenderà dagli esiti degli esami e dai tempi tecnici legati alla procedura di identificazione. La famiglia, già provata dal dolore, è costretta ad attendere ancora prima di poter dare a Luca l’ultimo saluto. L’incidente si è verificato intorno all’1.30 di lunedì 2 giugno, al chilometro 525 della Statale 16, corsia sud. Secondo quanto ricostruito finora dai Carabinieri di Montenero di Bisaccia, incaricati delle indagini, il giovane era alla guida di una Dacia Sandero ibrida quando, per cause ancora da chiarire, ha perso il controllo del mezzo, che è andato a schiantarsi contro un ponticello in cemento ai margini della carreggiata. Luca Regoli, descritto da amici e conoscenti come un ragazzo gentile, riservato e appassionato di motori, era molto conosciuto e stimato. Il suo improvviso e drammatico addio ha lasciato un vuoto profondo. Fino a quando non verranno completati tutti gli accertamenti medico-legali e giuridici, la salma resterà sotto sequestro. La speranza, ora, è che si possa presto procedere alla liberazione del corpo per permettere ai familiari e agli amici di onorare il giovane con il rito dell’addio e accompagnarlo nel suo ultimo viaggio con il rispetto e l’amore che merita.

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