Guardia medica di Bojano, a giugno sette notti senza il servizio

Alla fine, il problema della carenza di medici si abbatte anche sull’area matesina: il servizio di guardia medica di Bojano subirà significative interruzioni durante il mese di giugno. A comunicarlo, con un avviso pubblico, il distretto socio sanitario di Campobasso che ha evidenziato l’impossibilità di garantire la copertura di tutti i turni programmati presso il poliambulatorio del capoluogo del Matese, che serve una vasta area che richiama numerosi centri limitrofi per un bacino di utenza che supera le 10mila unità.
Sul tema, raggiunto telefonicamente, è intervenuto il sindaco Carmine Ruscetta: «C’è rammarico perché abbiamo ricevuto la comunicazione del disservizio il venerdì per il sabato. Anche in queste cose, purtroppo, si vede la trascuratezza che c’è sui problemi della sanità. Mi sarei aspettato una telefonata, o comunque una convocazione con anticipo per valutare insieme le possibili soluzioni. Onestamente sembra assurdo che una struttura non riesca a reperire medici per coprire i turni di guardia. Lo stesso problema si è verificato anche altrove, ma bisogna stare più attenti ai territori perché su quello di Bojano insistono molti comuni. Ritengo poco edificante una scelta di questo genere. La guardia medica serve situazioni di bisogno reale. Si potrebbe valutare di ricorrere ai medici in pensione ma sono cose che vanno discusse insieme perché anche a loro vanno garantite tutele e diritti indispensabili. Stiamo valutando il da farsi, i segnali che arrivano sulla sanità territoriale non sono affatto incoraggianti».
Le interruzioni del servizio interesseranno complessivamente sette notti nell’arco del mese – una già trascorsa, tra il primo e il 2 giugno – concentrandosi principalmente nei fine settimana e durante la settimana centrale di giugno. Nel dettaglio, il servizio di continuità assistenziale notturna non sarà disponibile nelle seguenti date: la notte tra il 6 e il 7 giugno, quella tra 13 e il 14, quella tra il 14 e il 15, la notte tra il 16 e il 17 giugno, ma anche quelle tra il 27 e 28 nonché tra il 28 e il 29 giugno.
Inutile evidenziare l’importanza del servizio di guardia medica per la comunità, un servizio che garantisce assistenza medica di base gratuita durante le ore notturne e nei giorni festivi, precisamente dalle 20:00 alle 08:00. Un servizio destinato quindi alle situazioni urgenti che non possono essere rinviate al giorno successivo, che aiuta spesso anche a sgravare i pronto soccorso da quelle situazioni non troppo gravi da richiedere un intervento specialistico.
I medici del servizio di continuità assistenziale possono prescrivere farmaci di prima necessità, richiedere esami e visite specialistiche urgenti, proporre ricoveri ospedalieri e rilasciare certificati di malattia per un massimo di tre giorni. Tuttavia, non possono sostituire completamente il medico di famiglia in attività come la ripetizione di ricette per terapie croniche, il rilascio di certificati sportivi o scolastici, l’esecuzione di punti di sutura o prestazioni infermieristiche come iniezioni e sostituzioni di cateteri.
La situazione di Bojano riflette le criticità che interessano molte aree interne del Molise, dove la carenza di personale medico rende sempre più difficile garantire la continuità dei servizi sanitari territoriali. L’interruzione del servizio in ben sette notti di un singolo mese rappresenta un disservizio significativo per una comunità che conta sulla guardia medica per le emergenze sanitarie notturne.
Il distretto socio sanitario ha precisato che eventuali cambiamenti verranno comunicati tempestivamente, lasciando aperta la possibilità di modifiche al calendario delle interruzioni. Nel frattempo, i cittadini di Bojano e dintorni dovranno fare affidamento sui servizi di emergenza ospedalieri nelle notti in cui la guardia medica non sarà operativa.
Una situazione che finora aveva interessato altre aree, ma non quella del Matese, e che evidenzia la recrudescenza di un problema sistemico che inevitabilmente riguarda tutti da vicino ma è più sentito nelle aree interne dove la distanza dagli ospedali rende ancora più prezioso il servizio di prossimità offerto dalla guardia medica.

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Pace, libertà e democrazia: tutti coesi nel ‘nome della Repubblica’

«Oggi ci sentiamo tutti uniti, cittadini ed istituzioni, intorno ai valori della nostra Repubblica e declinati nella nostra Costituzione, ci volgiamo sentire veramente coesi in questa giornata particolare seguendo anche il monito del Presidente Sergio Mattarella che rappresenta un punto di riferimento per tutti gli italiani. Pace, solidarietà, libertà e democrazia: oggi volgiamo sentirci uniti intorno a questi valori». Le parole del prefetto di Campobasso,Michela Lattraulo, hanno incorniciato le celebrazioni per la 79esima festa della Repubblica che, quest’anno, hanno coinvolto più che mai – per ben due giorni – cittadini e studenti. Accanto al prefetto le maggiori autorità civili e militari della regione: il presidente della Giunta regionale Francesco Roberti, il senatore Costanzo Della Porta, la sindaca Marialuisa Forte, il presidente della Provincia Pino Puchetti, i presidenti dei Consigli regionale e comunale, Quintino Pallante e Giovanni Varra, il vescovo Biagio Colaianni. Insieme hanno aperto la cerimonia in piazza della Vittoria con la deposizione della corona di alloro presso il Monumento dei caduti. Il corteo si è poi spostato in Piazza Pepe dove si è svolta la cerimonia solenne dell’Alzabandiera e la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica.
Tra i momenti più toccanti la Nove la consegna delle onorificenze dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” a nove cittadini che si sono distinti per impegno, professionalità e dedizione al bene comune.
A ricevere l’alto riconoscimento sono la professoressa Italia Martusciello e il ragioniere Michele Santelia, nominati Ufficiali; il luogotenente Ernesto Centonza, i dottori Daniele Antonio Falcone e Giuseppe Pierantonio Sterlicchio, il capitano Christian Cosma Damiano Petruzzella, la professoressa Giuliana Petta, la signora Rossana Presutti e il signor Giuseppe Ferrieri, insigniti del titolo di Cavaliere.
Ad arricchire il contesto cerimoniale e esibizioni del coro dell’istituto comprensivo “Leopoldo Montini” di Campobasso e della Fanfara Alpina del Molise, che hanno accompagnato i momenti ufficiali con intermezzi musicali evocativi e solenni.
«Una data fondamentale per la nostra democrazia – ha ricordato la sindaca Marialuisa Forte – nata il 2 giugno da un referendum nel quale votarono per la prima volta anche le donne. Quest’anno abbiamo voluto illuminare tutti i palazzi della città perché Campobasso si senta ancora di più comunità e per ricordare chi ha dato la vita perché noi potessimo avere una democrazia».
Infatti nelle serate di ieri 1° giugno e 2 giugno i Palazzi della Prefettura, del Municipio, della Banca d’Italia e del Convitto Nazionale “M. Pagano” sono stati illuminati con i colori della bandiera d’Italia.
«Il 2 giugno rappresenta molto più di una semplice ricorrenza nel calendario civico – ha detto il presidente della Provincia Pino Puchetti – è il giorno in cui l’Italia ha scelto di voltare pagina, di fondare la propria identità repubblicana sui valori della democrazia, della partecipazione e della coesione sociale.
Come presidente della Provincia di Campobasso, rivolgo un pensiero riconoscente a tutte le cittadine e i cittadini che ogni giorno danno forza e significato concreto alla nostra Costituzione. Penso in particolare ai giovani, che erediteranno il compito di difendere e rinnovare i valori repubblicani con coraggio e visione.
La nostra Provincia, nel cuore del Molise, è testimone di un’Italia autentica, fatta di solidarietà, impegno civico e rispetto delle istituzioni. È da qui, dai territori, che si costruisce una Repubblica più vicina ai bisogni reali delle persone, capace di affrontare le sfide dell’innovazione, della sostenibilità e dell’inclusione.
Celebriamo oggi l’unità nella diversità, l’orgoglio di essere cittadini italiani, la forza di una Repubblica che sa guardare avanti, forte delle sue radici».
Le celebrazioni sono proseguite in Piazza Pepe fino a sera con attività dimostrative ed informative a cura delle Forze Armate, delle Forze di Polizia, dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile Regionale e della Croce Rossa Italiana. Inoltre la Prefettura, insieme a Palazzo San Giorgio, il Salone pubblico della Banca d’Italia e il giardino del Convitto Nazionale “M. Pagano” sono rimasti aperti alla cittadinanza fino alle 22.00, con visite guidate.

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Montecilfone. Elude il controllo, una 49enne inseguita e arrestata dall’Arma

Un episodio movimentato ha avuto luogo tra Palata e Montecilfone, dove una 49enne residente in provincia di Campobasso è stata arrestata dopo un inseguimento lungo sei chilometri. La donna, già nota alle forze dell’ordine per precedenti di polizia, è accusata di violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio e danneggiamento. L’intervento è stato avviato quando la Polizia Locale di Palata ha intimato l’alt alla conducente della vettura, che, invece di fermarsi, ha accelerato e si è data alla fuga. Ne è nato un inseguimento che ha attraversato il territorio per diversi chilometri, fino al centro abitato di Montecilfone, dove gli agenti sono finalmente riusciti a bloccare la donna. Anziché arrendersi, la 49enne ha mostrato un atteggiamento aggressivo e ha danneggiato l’abitacolo del veicolo di servizio della Polizia Locale. A quel punto, la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Termoli è stata allertata e ha inviato una pattuglia sul posto per fornire supporto agli agenti già impegnati nella difficile operazione. L’arrivo dei Carabinieri della Stazione di Montecilfone si è rivelato decisivo. Grazie al loro intervento, la donna è stata immobilizzata, ma non senza difficoltà: all’interno della caserma ha continuato a opporre resistenza, danneggiando persino una stampante con violenti calci e proferendo minacce e insulti nei confronti degli operanti. Alla luce della gravità dei fatti, la 49enne è stata arrestata con accuse che comprendono la violenza e la resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio e danneggiamento. Dopo essere stata trasferita alla Casa Circondariale di Chieti, è comparsa davanti al Giudice per le Indagini Preliminari, che ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari. Questo episodio mette in evidenza il ruolo fondamentale dei Carabinieri e della Polizia Locale nel controllo del territorio e nella gestione delle situazioni critiche. Grazie alla prontezza e alla determinazione degli agenti, è stato possibile garantire la sicurezza pubblica ed evitare conseguenze peggiori. L’attività di pattugliamento e prevenzione da parte delle forze dell’ordine, sotto la guida del comando provinciale Carabinieri di Campobasso, proseguirà senza sosta, con l’obiettivo di offrire ai cittadini maggiore tranquillità e una più elevata percezione della sicurezza.

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