Serpente semina il panico alla farmacia del Veneziale

Un serpentello ha seminato il panico ieri mattina nella farmacia del Veneziale. Ed è anche comprensibile: tutto ci si aspetterebbe di trovare in un ospedale, meno che un rettile.
Si tratterebbe di un esemplare di Biacco (Hierophis viridiflavus): non velenoso per l’uomo, della famiglia dei Colubridi, frequente nelle campagne e nei giardini, sia in terreni rocciosi, secchi e soleggiati, sia in luoghi più umidi come le praterie e le rive dei fiumi.
Una brutta sorpresa, comunque, anche se pare non inaspettata. Pare che la presenza di serpenti nei pressi dell’ingresso della farmacia fosse stata già segnalata alla direzione sanitaria dell’ospedale di Isernia da qualche giorno.

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Il Molise fa scuola con Casearia, parla il patron: brand identitario

Tre giorni di profumi, sapori e incontri. Agnone diventa la capitale dei formaggi con Casearia, la fiera-mercato che cresce di anno in anno e che ormai fa parlare di sé ben oltre i confini regionali. Dietro questa macchina perfetta c’è lui, Giuseppe Di Pietro, presidente e anima dell’evento. Lo incontriamo per farci raccontare il dietro le quinte di un successo che, a quanto pare, è solo all’inizio.
Giuseppe, terzo anno consecutivo per Casearia e numeri in crescita. Quanto ha influito la nuova location sul successo dell’evento?
«Direi che è stata determinante. Non avremmo potuto aprire in queste condizioni senza un nuovo spazio. Ma non è solo una questione logistica: la nuova location ci ha permesso di offrire una disposizione più professionale, sia per gli espositori sia per i visitatori. Qui si possono apprezzare meglio i prodotti, assaggiarli, testarli, e vederli esposti come meritano. L’esperienza cambia completamente».
All’inaugurazione c’è stata la “benedizione”, del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Un segnale importante?
«Assolutamente sì. Il ministro ha promesso che il prossimo anno sarà con noi. Questo dimostra che c’è un sentimento positivo attorno alla manifestazione. Non solo: quest’anno è venuto anche Peppone Calabrese, il conduttore di Linea Verde e Camper, che ha voluto esserci perché considera Casearia ormai un brand. Se ne parla molto in Italia, tra gli appassionati e nel settore: è diventato un punto di riferimento».
Avete produttori da tutta Italia, isole comprese. E i locali? Come hanno risposto?
«I produttori del territorio ci sono, quelli che devono esserci non mancano. Naturalmente speriamo che sempre più aziende locali colgano questa opportunità. L’obiettivo di Casearia è chiaro: creare un movimento a favore del Molise, come è successo in Toscana con il Chianti. Quando in America dici “Chianti”, tutti capiscono di cosa parli. Ecco, noi vogliamo che quando si parla di formaggi del Molise si pensi a Casearia. Serve un marchio forte, una narrazione che diventi marketing indotto per valorizzare la regione».
Istituzioni e classe politica vi hanno supportano?
«L’assessorato all’Agricoltura e l’Arsarp (Agenzia Regionale per lo Sviluppo Agricolo, Rurale e della Pesca, ndr) sono partner dell’evento, grazie anche all’impegno dell’assessore Salvatore Micone che ha creduto a questa iniziativa già due anni fa. Oggi è al nostro fianco con azioni reali. Questo sicuramente fa la differenza».
A livello organizzativo, qual è stata la sfida più grande?
«Lo spazio, senza dubbio. Questa prima esperienza ci ha insegnato che ne serve ancora di più. Poi c’è il tema del marketing, curato da mio figlio Erasmo e da un team di ragazzi straordinari. Dietro le quinte c’è un gruppo di tecnici e professionisti che risolvono problemi in un lampo. Tutto si può affinare, ma il bilancio è positivo».
I giovani? Sono arrivati o la fiera resta “di nicchia”?
«Non ci lamentiamo: circa il 30-35% dei visitatori erano under 35. Considerando che il settore non è proprio mainstream, è un dato incoraggiante. E il dopofiera li incuriosisce parecchio».
In conclusione, l’agricoltura e la zootecnia possono essere ancora due motori per l’Italia e per il Molise?
«Assolutamente sì. Prendiamo il Parmigiano Reggiano: ha generato un indotto enorme, dando vita a un’economia intera attorno alla filiera. Oggi quel marchio fattura oltre 3 miliardi nel mondo. Perché non può accadere anche qui? Casearia è il primo passo».

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Programma operativo e reti assistenziali, il Pd scende in guerra

Il Partito Democratico del Molise alza il livello dello scontro sulla sanità regionale e annuncia battaglia «in ogni sede» contro le scelte operate dalla struttura commissariale e, soprattutto, contro l’atteggiamento della maggioranza di centrodestra guidata dal presidente Francesco Roberti. Dopo aver letto e analizzato i verbali dei tavoli tecnici, la segreteria regionale, l’assemblea e la direzione del Pd hanno diffuso una nota in cui ribadiscono «il forte dissenso e la grande preoccupazione» per le linee seguite fino ad oggi e per quelle che potrebbero concretizzarsi a breve con il nuovo Programma operativo sanitario 2025-2027. Secondo i democratici, il rischio è quello di «uno smantellamento della sanità pubblica» a favore dei privati convenzionati, con conseguenze pesantissime per i cittadini molisani. «Non è accettabile – si legge nella nota – che la Giunta e il Consiglio regionale restino all’oscuro dei contenuti del nuovo Pos, che dovrebbe essere il documento cardine per la programmazione sanitaria e condizione necessaria per l’erogazione di 90 milioni di euro di fondi statali». Nel mirino del Pd non ci sono solo i commissari, ma soprattutto il presidente Roberti, accusato di aver rinunciato volontariamente al ruolo di commissario straordinario, «delegando di fatto tutte le scelte strategiche alla struttura commissariale» e lasciando così la Regione priva di una guida politica in un settore che incide per l’80% sul bilancio regionale. «Una resa incondizionata – commentano i dem – che si traduce in ulteriori costi, disservizi e tagli». La critica si estende al comportamento della maggioranza di centrodestra, accusata di «supina accettazione» e di un «silenzio assordante» rispetto agli atti commissariali, nonostante questi vadano – secondo il Pd – in direzione opposta rispetto alle esigenze del territorio. Il partito chiede quindi l’immediata fine del commissariamento e sollecita Roberti ad assumersi «tutte le responsabilità politiche». Allo stesso tempo invoca trasparenza, pubblicità e partecipazione nella definizione del nuovo Programma operativo ricordando che il tavolo interministeriale Mef-Salute ha già evidenziato criticità nella gestione dei rapporti con i privati accreditati, in particolare riguardo all’«extrabudget sempre crescent». I dem rilanciano poi una serie di priorità: la riduzione del disavanzo sanitario attraverso una sua corretta quantificazione e l’analisi delle cause; la salvaguardia dei reparti fondamentali della rete ospedaliera pubblica; il potenziamento della sanità territoriale e della rete dell’emergenza-urgenza; l’abbattimento delle liste d’attesa; maggiori investimenti sul personale sanitario. «Occorre ristabilire un equilibrio tra pubblico e privato – sottolineano – riconoscendo il ruolo del privato d’eccellenza ma in un’ottica di complementarietà, non di sostituzione o sovrapposizione». Sul piano nazionale, il Pd molisano si allinea alla proposta di legge del partito che punta a fissare una soglia minima del 7,5% del Pil per il fondo sanitario nazionale e all’eliminazione del tetto di spesa sul personale. Una misura che, secondo i democratici, potrebbe garantire più risorse anche al Molise, restituendo attrattività e stabilità al sistema pubblico. Annunciato, inoltre, il sostegno alle iniziative contro i recenti provvedimenti commissariali. In particolare, il Pd esprime piena condivisione alla decisione del Comune di Campobasso (a guida Pd e 5s, ndr) di impugnare il decreto di riorganizzazione della “Rete Ictus”, così come alle azioni di altre amministrazioni intenzionate a opporsi al taglio di reparti cruciali, come quello di emodinamica. Il comunicato si chiude con un appello a una «operazione di verità e trasparenza» sulle criticità che da anni gravano sul sistema sanitario molisano: dal disavanzo alle carenze strutturali, passando per la gestione dei rapporti con i privati e l’assenza di programmazione. «Dopo sette anni di governo del centrodestra – afferma il Pd – non è più credibile lo scaricabarile. Ai cittadini servono risposte concrete, scelte coraggiose e un forte impegno nazionale per garantire al Molise una sanità pubblica degna di questo nome».

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