Mese: Agosto 2025
Responsible, Roberti mette in fila i problemi. Il 6 un vertice decisivo
Il caso è pubblicamente esploso da qualche giorno, ma la situazione di difficoltà in cui versa il Responsible Research Hospital era già nota in Regione. Tanto che durante il dibattito sulla rete ictus, martedì in Consiglio, il governatore Francesco Roberti ha accennato alla cardiochirurgia che sarebbe «in crisi».
Contattato da Primo Piano, il presidente spiega che qualche settimana fa c’è stata una riunione su questa vicenda. Certo, i debiti vanno onorati, conferma Roberti. La Regione deve saldare il costo delle prestazioni salvavita erogate da Responsible, allora Gemelli Molise, come ha stabilito la Corte d’Appello. «Però è anche vero che è necessario, oltre a reperire le risorse in bilancio, circa 4 milioni, anche formalizzare tutti i passaggi necessari quando si tratta di una pubblica amministrazione», aggiunge il numero uno di via Genova.
In una nota successiva, il presidente cambia leggermente tono ed entra in numerosi dettagli. «Nessun silenzio da parte della Regione Molise, che sta dedicando attenzione alla questione, e sulla contrapposizione tra la struttura commissariale e Responsible, nata dal fatto che la struttura commissariale non riconosce l’erogazione delle prestazioni di bassa complessità, come da normativa vigente e, quindi, mai richieste
perché sono svolte dal servizio pubblico». Un primo incontro si è tenuto dieci giorni fa «tra i legali di Responsible Research Hospital, l’Avvocatura della Regione Molise, la struttura commissariale, il Dg Salute e le rappresentanze delle maestranze, alla luce dell’attuale situazione. In primis, non è assolutamente emersa la volontà della Regione di non voler dare seguito alla sentenza, ma è doveroso rimarcare come l’ente abbia 120 giorni prima di provvedere, ovvero il tempo necessario per poter effettuare tutti quei movimenti necessari dal punto di vista finanziario, in quanto le somme non erano in bilancio. In primo grado, infatti, il giudizio, aveva dato ragione alla Regione Molise, prima che in appello venisse ribaltato. È evidente come, in simili situazioni, occorra procedere ad effettuare variazioni di bilancio prima di poter effettuare il pagamento».
Quindi, Roberti aggiunge un dato. «C’è da sottolineare che la sentenza 212/2025 della Corte d’Appello di Campobasso, pubblicata il 25 giugno 2025, non è ancora passata in giudicato, essendo tutt’ora pendenti i termini per proporre ricorso per Cassazione. Secondo i legali della struttura commissariale, la sentenza presenta gravi lacune giuridiche e motivazionali ed e, quindi, preciso dovere della gestione commissariale attivare avverso la sentenza tutte le iniziative giurisdizionali percorribili, anche nell’ottica della massima tutela dell’interesse pubblico alla corretta gestione delle risorse disponibili e al contenimento della spesa pubblica. C’è da aggiungere ancora che, avverso la detta sentenza, per i motivi addotti, l’Avvocatura dello Stato sta elaborando apposito ricorso per Cassazione e la correlata istanza per la sospensione dell’esecuzione della stessa sentenza».
Ed entra nel merito della situazione di difficoltà dell’ospedale. «A questo punto, ci sarebbe da fare una riflessione, presumendo come la proprietà di Responsible conosca l’iter giudiziario in corso: se Responsible ha difficoltà a pagare gli stipendi, ci si deve domandare se l’azienda sia ancora in grado di offrire quelle prestazioni in convenzione demandate dalla Regione Molise attraverso l’accreditamento, anche alla luce del fatto che a Responsible sono state regolarmente pagate le prestazioni nei limiti di spesa del budget degli anni 2020, 2021, 2022, 2023 e 2024, eccezion fatta per la somma relativa alla mobilità che viene saldata in sede di compensazione. Inoltre, si sta regolarmente pagando più di 500mila euro per la radioterapia ed è stato pagato interamente quanto previsto nei contratti, compresa la ritenuta a garanzia del 5%. Responsible, in più, ha ceduto i crediti alle banche, alle quali la Regione Molise effettuerà il pagamento».
Il 6 agosto, fa sapere infine il governatore, è in programma una call conference con Joe Mansueto (azionista del fondo Responsible e fondatore di Morningstar) per fare il punto sulla reale situazione di Responsible Research Hospital e focalizzare «le attenzioni al futuro dell’azienda, a tutela dei dipendenti della struttura».
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Epidemia, si riapre il caso. Nuova richiesta in Procura
L’epidemia colposa può essere provocata anche da comportamenti omissivi, quali la mancata distribuzione di dispositivi di protezione al personale ospedaliero o la mancata formazione del personale che deve trattare il contenimento della diffusione dei germi.
Lo hanno stabilito le Sezioni unite penali della Cassazione, intervenendo su un tema assai delicato.
Davanti alla Suprema Corte il caso è stato portato dal procuratore di Sassari che ha proposto ricorso contro l’assoluzione del delegato alla sicurezza dell’ospedale di Alghero, dove nelle prime settimane dell’emergenza Covid – tra marzo e aprile del 2020 – si era diffusa
un’epidemia da Covid provocata, secondo l’accusa, dalla mancata distribuzione di dispositivi di protezione per i lavoratori e dalla totale inconsapevolezza («mancanza di formazione») delle misure di prevenzione e di contrasto del virus.
«Avevamo ragione e agiremo di conseguenza – ha commentato l’avvocato Vincenzo Iacovino che ha difeso insieme ad altri colleghi il Comitato molisano vittime Covid – Ora chiederemo alla Procura la riapertura del fascicolo penale perché si rivaluti il caso anche alla luce della decisione delle Sezioni unite a cui le Procure e i giudici si dovranno conformare».
Iacovino ricorda poi che il Comitato ha denunciato diverse condotte, Fra queste, il mancato adeguamento dell’impianto di ossigeno; il mancato adeguamento dei posti letto e del personale ai reparti di terapia intensiva e di malattie infettive nonostante il ricovero esponenziale di persone infette da Covid; la mancata formazione e dotazione del personale; la mancata realizzazione del centro Covid a tutt’oggi; il mancato rispetto, da parte di alcuni dirigenti Asrem, dei protocolli sanitari di prevenzione Covid peraltro accertato e verbalizzato da apposita commissione.
Inoltre, anche numerosi medici all’epoca hanno segnalato violazioni di protocolli e mancanza di provvedimenti organizzativi, «al punto da contagiarsi, salvo poi rifugiarsi nel silenzio. Addirittura, i pazienti sospetti Covid, che accedevano al Pronto soccorso del Cardarelli (diventato inopportunamente ospedale Covid) – riassume l’avvocato – venivano dirottati ai reparti con il semplice tampone rapido. Anziché attendere l’esito del tampone molecolare in zona grigia, i pazienti entravano in reparto dove si scopriva, all’esito del tampone, che i pazienti erano positivi al Covid. Alcuni pazienti, ignari della loro positività, dopo aver avuto accesso al reparto, hanno addirittura abbandonato, tranquillamente, l’ospedale per poi infettare familiari e tante altre persone.
Grazie a queste condotte irresponsabili vi è stata una conclamata diffusione colposa del Covid al Cardarelli e negli ambienti esterni – rileva ancora una volta Iacovino – Peccato che la Procura e il Gip del Tribunale di Campobasso abbiano aderito all’orientamento oggi superato dalle Sezioni unite della Cassazione che puniscono, per un caso praticamente sovrapponibile, la pandemia colposa anche se provocata da condotte omissive».
Il Comitato dunque chiederà di riaprire il fascicolo d’indagine. «E saremo sempre presenti come parte civile affinché la verità sia accettata con le dovute responsabilità di chi non ha fatto il proprio dovere. Andremo avanti penalmente e civilmente – conclude il legale – Lo dobbiamo alle tante vittime (in Molise 800, ndr)».
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