Criticità nei progetti Pnrr, confronto in cabina di regia per le soluzioni

Si registrano ancora criticità ma c’è la ferma intenzione delle istituzioni coinvolte di risolverle per portare a compimento gli investimenti finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Questa la sintesi del confronto che si è svolto in Prefettura a Campobasso, durante la riunione della Cabina di coordinamento, organismo istituito per favorire la realizzazione, da parte degli enti territoriali, degli interventi nell’ambito del Pnrr.
All’incontro coordinato dal prefetto Michela Lattarulo hanno partecipato, in videoconferenza, rappresentanti della struttura di missione Pnrr della Presidenza del Consiglio dei ministri, del ministero dell’Economia e finanze – Ragioneria Generale dello Stato, del ministero dell’Interno, del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del ministero della Cultura.
Altrettanto significativa è stata la presenza delle istituzioni del territorio, tra le quali, il presidente della Provincia Giuseppe Puchetti, i sindaci di Campobasso e di Civitacampomarano, Marialuisa Forte e Paolo Manuele, il presidente di Anci Molise Gianfranco Paolucci, il direttore della Ragioneria territoriale dello Stato, la Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio, nonché rappresentanti della Regione, del comune di Termoli, e dell’Ufficio scolastico regionale.
La riunione, si legge nella nota istituzionale rilasciata a margine, ha rappresentato un’importante occasione per mettere a confronto le istituzioni del territorio con le amministrazioni centrali che si occupano del Piano, le quali hanno potuto offrire rilevanti indicazioni sulle azioni da intraprendere per risolvere le criticità che ancora oggi non consentono la piena e puntuale realizzazione dei progetti finanziati.
È stata condivisa la necessità di proseguire sulla strada già intrapresa, favorendo la comunicazione e il confronto tra le istituzioni a diverso titolo interessate dal Piano e rivolgendo una particolare attenzione all’azione di monitoraggio dei progetti Pnrr dei comuni della provincia e di supporto nei confronti delle relative amministrazioni.

The post Criticità nei progetti Pnrr, confronto in cabina di regia per le soluzioni appeared first on PrimoPiano Molise.

Il Governo Meloni si farà carico delle risorse del post sisma 2018

C’erano molte aspettative, dopo l’incontro col ministro Musumeci dello scorso 17 luglio, a Roma, promosso dal governatore Francesco Roberti, nella sua funzione di commissario straordinario post sisma sulla ricostruzione per il terremoto 2018. Di ieri, interventi ai vari livelli, in vista dell’incontro che istituzionalmente, segnerà la svolta sul percorso di ristrutturazione degli immobili danneggiati, calendarizzato al 5 agosto prossimo.
Una convenzione attesa, su cui si è espresso il sindaco del Comune considerato capofila del cratere, Giorgio Manes, visto che l’epicentro fu registrato nel territorio di Montecilfone. «È un grande passo in avanti per il Molise, grazie all’impegno del Governatore Roberti e del senatore della Porta nel garantire il completamento della ricostruzione dopo il terremoto del 2018. Montecilfone, che sta affrontando sfide significative, necessita di attenzione per le abitazioni e le strutture pubbliche ancora da completare. La nuova allocazione di fondi rappresenta un’importante opportunità per accelerare il processo di ricostruzione, sotto la guida della struttura commissariale presieduta dal presidente Francesco Roberti. La presenza alla firma del protocollo evidenzia l’impegno verso un futuro migliore per la regione».
Insomma, nuove risorse dal governo Meloni alla Regione Molise per consentire di completare la ricostruzione, dopo il terremoto del 2018, e adeguare le infrastrutture alle norme antisismiche. Questo, in sintesi, il contenuto del Protocollo d’intesa che sarà sottoscritto tra il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci e il Presidente della Giunta Regionale del Molise, Francesco Roberti. La cerimonia per la firma si terrà martedì 5 agosto 2025, alle ore 11, a Campobasso, a Palazzo Vitale nella Sala Parlamentino.
«A sette anni dal sisma – dichiara il ministro Musumeci – la volontà del governo Meloni è quella di mettere il Molise nelle condizioni di completare l’opera di ricostruzione e di avviare una prevenzione strutturale adeguata. Con il Presidente della Regione è in corso un confronto per determinare la risorsa finanziaria necessaria. Dopo la firma del Protocollo si passerà alla fase operativa».
«La visita del Ministro Nello Musumeci in Molise segue l’incontro dello scorso 17 luglio a Roma, quando ho relazionato sull’attività svolta fino a questo momento e sulla necessità di completare gli interventi entro il 2028, trovando da parte del Ministro e della struttura la più ampia disponibilità a sostenere la Regione Molise per la ricostruzione e la messa in sicurezza delle infrastrutture e degli edifici danneggiati dal sisma del 2018», ha commentato il presidente Francesco Roberti, che conclude, evidenziando come «Questa immediata visita con la sottoscrizione del protocollo d’intesa – conclude Roberti – dimostra la piena sinergia della Regione Molise col Governo Meloni». Arriva anche il plauso del senatore di Fratelli d’Italia, Costanzo Della Porta: «Plaudo con convinzione alla firma del Protocollo d’intesa tra il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci e il presidente della Regione Molise Francesco Roberti: un passaggio atteso e necessario che restituisce dignità e prospettiva ai territori colpiti dal sisma del 2018. Ringrazio di cuore il ministro Nello Musumeci, al quale mi lega una solida e datata amicizia, per la disponibilità e la vicinanza al nostro Molise, a conferma di quanto la cosiddetta filiera istituzionale funzioni e porti risultati sui territori. Con questo atto – prosegue Della Porta – il governo Meloni dimostra, ancora una volta, attenzione concreta e senso di responsabilità verso le comunità molisane. Parliamo di ulteriori risorse che serviranno a completare la ricostruzione ed adeguare le infrastrutture alle norme antisismiche». «Il Molise, a sette anni dal sisma, meritava un cambio di passo. Ora, grazie alla determinazione del ministro Musumeci e alla collaborazione istituzionale con il presidente Roberti, che ringrazio per il lavoro di coordinamento con il governo nazionale, si apre finalmente la fase operativa. Prevenzione, resilienza e qualità degli interventi saranno le parole chiave. Fratelli d’Italia continuerà a vigilare affinché ogni euro stanziato venga tradotto in cantieri, sicurezza e sviluppo». «Questa è la politica che ci piace: meno promesse, più fatti. Il Molise c’è, e con il governo Meloni torna al centro dell’agenda nazionale», conclude il senatore Della Porta, che come sindaco di San Giacomo degli Schiavoni, rientra nei 21 Comuni del Cratere 2018.

The post Il Governo Meloni si farà carico delle risorse del post sisma 2018 appeared first on PrimoPiano Molise.

Isernia. Straordinari, il paradosso di una sanità che resiste

Nell’occhio del ciclone ci è finita l’ASReM. Di nuovo. Stavolta per le prestazioni aggiuntive liquidate ai medici della Radiodiagnostica dell’ospedale Veneziale nei primi tre mesi dell’anno. Oltre 360 ore in un solo mese per un singolo professionista, 12 ore al giorno senza pause. In totale, più di 105mila euro per garantire il servizio. Una cifra che ha fatto gridare allo scandalo, alimentando insinuazioni e richieste di commissariamento.
Ma davvero ha senso puntare il dito contro chi – tra mille difficoltà – cerca di mantenere in piedi i reparti e tenere aperti gli ospedali molisani?
Perché è questo, in fondo, il punto: in un sistema commissariato da anni, in cui le decisioni arrivano da Roma e dove il piano di rientro impone tagli, risparmi, razionalizzazioni, l’azienda sanitaria regionale si ritrova con un paradosso quotidiano da gestire. Da una parte, lo Stato impone di contenere la spesa. Dall’altra, la politica locale e il sentire comune chiedono di non chiudere nessun presidio, di non accorpare reparti, di garantire tutto a tutti. Agnone, Isernia, Termoli: ognuno ha il suo ospedale da difendere, il proprio “campanile sanitario” a cui non è disposto a rinunciare.
Eppure, per tenere aperta una struttura ospedaliera servono risorse. Non solo economiche, ma soprattutto umane. Medici, infermieri, tecnici, personale amministrativo. E il Molise, per numero di abitanti, avrebbe bisogno – per logica (e secondo le norme in vigore) – di un solo ospedale. Ma per orografia, viabilità e isolamento, ne servono almeno tre o quattro. Con buona pace della matematica e dei vincoli di bilancio.
E allora? Allora si fa quello che si può. Si cercano specialisti con bandi che spesso vanno deserti, si offrono contratti a tempo che non reggono il confronto con quelli di altre regioni o del privato, si spera che qualcuno accetti e, nel frattempo, si chiede ai pochi medici in servizio di coprire i turni scoperti con le prestazioni aggiuntive. Non si tratta di un sistema ideale, né sostenibile nel lungo periodo. Ma è l’unico modo – oggi – per non spegnere del tutto la sanità pubblica molisana.
E le cifre? Le tariffe delle prestazioni aggiuntive non le ha decise il direttore amministrativo, né il commissario. Sono stabilite a livello nazionale. Chi lavora in regime di aggiuntive ha diritto a essere retribuito, e anche bene: parliamo di medici che spesso rinunciano al tempo libero, alla vita privata, che affrontano turni massacranti per garantire un servizio pubblico essenziale. Un sacrificio, più che una strategia.
Demonizzare le prestazioni aggiuntive significa ignorare il contesto. Significa non capire che senza il servizio di Radiodiagnostica, i reparti chiuderebbero. Il pronto soccorso si paralizzerebbe. Gli interventi si sospenderebbero. E i pazienti, quelli veri, non quelli delle polemiche, resterebbero senza cure.
Il Veneziale – come il San Timoteo, il Caracciolo, il Cardarelli – sopravvive grazie a chi, ogni giorno, tiene insieme i pezzi. È un equilibrio fragile, ma necessario. L’ASReM non ha colpe. Ha solo responsabilità. E l’unica colpa che le si può imputare è quella di provare a resistere, di voler tenere aperti gli ospedali a ogni costo. Anche quando il sistema, più grande e più forte, sembra volerli chiudere.
Per questo, piuttosto che scandalizzarsi per un compenso, dovremmo ringraziare chi lavora oltre il proprio dovere. E chiedere – alla politica, ai ministeri, ai decisori – di creare le condizioni perché il Molise possa avere una sanità degna, sostenibile, accessibile. Perché continuare a tappare i buchi non è una strategia. È solo la prova disperata che questa terra, almeno per qualcuno, merita ancora di essere curata.
Lu.Co.

The post Isernia. Straordinari, il paradosso di una sanità che resiste appeared first on PrimoPiano Molise.