Macchiagodena, ecco gli incentivi contro lo spopolamento

Sul sito istituzionale del Comune di Macchiagodena sono stati pubblicati due avvisi pubblici legati al Fondo di sostegno ai Comuni marginali, iniziativa nazionale che mira a contrastare il fenomeno dello spopolamento e a sostenere i piccoli centri interni come quello della provincia pentra. A darne comunicazione è stato il sindaco Felice Ciccone, sottolineando l’importanza di queste opportunità per favorire nuove residenze e attività economiche sul territorio.
Il primo avviso prevede la concessione di contributi fino a 5mila euro a favore di chi trasferisce la propria residenza e dimora abituale a Macchiagodena. Il sostegno economico è finalizzato a coprire spese di acquisto o ristrutturazione di immobili da destinare ad abitazione principale, con l’obiettivo di incentivare nuove presenze stabili nel centro molisano.
Il secondo bando, invece, è rivolto a chi intende avviare attività commerciali, artigianali o agricole, anche attraverso l’apertura di nuovi codici Ateco. In questo caso, il contributo è a fondo perduto fino a 10mila euro.
È prevista inoltre una premialità per imprese giovanili e femminili, al fine di incoraggiare nuove progettualità imprenditoriali e garantire ricadute positive in termini di occupazione e sviluppo locale.
Le domande dovranno essere presentate entro il prossimo venerdì 3 ottobre 2025. I due avvisi rappresentano un’occasione concreta per coloro che desiderano investire su Macchiagodena, dal punto di vista abitativo ma anche economico. L’obiettivo è creare un tessuto sociale ed economico più vivo e attrattivo, offrendo strumenti concreti a chi vuole costruire qui il proprio futuro.
I bandi completi, con requisiti e modalità di partecipazione, sono disponibili sul sito istituzionale del Comune.

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Superate le verifiche: nasce il Centro federale per lo sci di fondo e skiroll

Le strutture sportive sciistiche di Capracotta hanno superato la verifica dei requisiti tecnici per il rilascio della qualifica di Centro federale per lo sci di fondo e skiroll. La notizia, ora ufficiale, viene comunicata, con intuibile soddisfazione, dal sindaco di Capracotta, Candido Paglione.
La conferenza stampa prevista per lunedì 29 settembre è stata rinviata per sopraggiunti impegni da parte del presidente nazionale della FISI, Flavio Roda, che avrebbe voluto essere presente a Capracotta per l’ufficializzazione della qualifica di centro federale. Si tratta solo di un rinvio, evidentemente, ma intanto il sindaco Paglione non riesce a trattenere la soddisfazione e l’emozione: «Questo riconoscimento rende Prato Gentile il Centro federale più a sud d’Italia e l’unico dell’Appennino centro-meridionale, un risultato che riempie di orgoglio l’amministrazione comunale».
Un riconoscimento importante che avrà delle ricadute in termini di presenze di atleti che praticano non solo lo sci di fondo, ma anche lo skirol, pratica sportiva che non lega le strutture alle precipitazioni nevose sempre più scarse.
«Abbiamo superato con responsabilità e rigore istituzionale tutti gli ostacoli, dalla pandemia ai rincari energetici, e il traguardo raggiunto ci ripaga di ogni sforzo – continua il primo cittadino di Capracotta –. Il successo è anche un tributo al lavoro dello Sci Club Capracotta, attivo dal 1914, che continua a formare atleti di talento. L’ultima promessa è la giovane Claudia Di Tanna, neo-campionessa italiana di Ski Roll e ora parte della squadra nazionale».
«Questo nuovo status – va avanti Candido Paglione – apre Capracotta a un futuro ricco di opportunità. La nostra località si prepara, infatti, a diventare un polo sportivo di riferimento, con progetti ambiziosi per l’organizzazione di eventi sportivi nazionali e internazionali. L’attenzione sarà rivolta adesso al miglioramento dei servizi e delle infrastrutture di supporto, in primis la viabilità per raggiungere Prato Gentile, per accogliere al meglio atleti e appassionati. Insieme a tutta l’amministrazione comunale – chiude il sindaco –, ringrazio la Regione Molise, la Fisi e tutti coloro che hanno sostenuto e creduto in questo progetto, guardando al futuro con fiducia e speranza per la crescita della montagna molisana».

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Lutto cittadino in paese per l’ultimo saluto a Ilaria e alla bimba

Montenero piange Ilaria Forgione e la bambina che portava in grembo. Un compleanno trasformato in tragedia, un destino crudele che ha spezzato due vite nel fiore degli anni. Ilaria aveva appena compiuto 25 anni ed era incinta all’ottavo mese: il drammatico incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di domenica 28 settembre, in contrada San Biase, lungo la provinciale 55 che collega il Trigno alla Mare-Collina.
La giovane mamma non ha avuto scampo: è morta sul colpo, lasciando sgomenta la comunità. Con lei viaggiavano il compagno, 30 anni, e un ragazzo di 16, entrambi rimasti feriti. Nessuno dei due è in pericolo di vita, ma alle ferite fisiche si aggiunge il peso di un dolore che non conosce parole.
Secondo la prima ricostruzione dei Carabinieri della Compagnia di Termoli e della stazione locale, l’auto – una Volkswagen Golf – stava percorrendo la provinciale in direzione dell’incrocio con la Mare-Collina quando, per cause ancora da accertare, ha perso aderenza ed è finita contro la base in cemento di un bocchettone d’irrigazione. L’impatto è stato devastante: la vettura è stata sbalzata per alcuni metri, la struttura in cemento si è spezzata, la condotta idrica è esplosa e ha sollevato in aria una colonna d’acqua alta diversi metri. Una scena impressionante, che ha reso ancora più difficili i soccorsi.
Il Consorzio di bonifica è stato allertato per interrompere il flusso idrico e mettere in sicurezza l’area. Sul posto i Vigili del fuoco di Termoli, i sanitari del 118 e i Carabinieri. Per Ilaria, purtroppo, non c’è stato nulla da fare: i soccorritori hanno potuto solo constatarne il decesso.
Lunedì 29 settembre la Procura di Larino ha disposto l’ispezione cadaverica sulla salma, eseguita dal medico legale dell’Istituto di Medicina legale di Foggia presso l’obitorio del San Timoteo di Termoli. Dopo il nulla osta, previsto in serata, la salma è stata restituita ai familiari per i funerali.
Intanto proseguono gli accertamenti sulla dinamica dell’incidente. Gli inquirenti stanno raccogliendo testimonianze e ricostruendo i minuti precedenti allo schianto. Il compagno di Ilaria, che era alla guida, è stato trasferito alla Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo per complicazioni maxillo-facciali dovute ai traumi riportati. Resta sotto osservazione in un reparto specialistico. Il 16enne, invece, ha riportato lesioni più lievi e la sua prognosi non desta preoccupazioni.
La notizia della morte di Ilaria si è diffusa in poche ore, trasformando Montenero in una comunità sgomenta. Una giovane donna, nel pieno della vita, strappata via nel giorno stesso del suo compleanno insieme alla bambina che stava per nascere. Una crudeltà che nessuno riesce ad accettare.
La sindaca Simona Contucci, a nome dell’amministrazione, ha espresso il più profondo cordoglio e annunciato il lutto cittadino: «La nostra comunità ha vissuto con incredulità e turbamento la notizia del grave incidente occorso a Ilaria; sono stati momenti difficili, carichi di dolore e di umana difficoltà di accettazione. Una vita che si spegne, nel giorno in cui dovrebbe essere festeggiata, è davvero difficile da comprendere. In accordo con la famiglia Forgione, abbiamo deciso di proclamare il lutto cittadino nel giorno delle esequie».
Parole cariche di commozione anche dal consigliere comunale Nicola Palombo: «Quando a spezzarsi è il filo della vita nel suo momento più pieno, il dolore diventa silenzioso, immenso, inspiegabile. Che la terra le sia lieve. E che il vuoto che lascia trovi conforto in un abbraccio corale, umano, rispettoso».
Il dolore è presto diventato collettivo. Le bacheche dei social si sono riempite di cuori, angeli, croci, mani giunte. Frasi brevi, ripetute, diventate un coro: “Che tragedia”, “Non ci sono parole”, “Due stelle in cielo”. Anche un semplice punto o un’emoji hanno assunto il valore di una carezza virtuale. Se spesso i social vengono accusati di superficialità, questa volta si sono trasformati in uno spazio di raccoglimento, un luogo in cui anche chi era lontano ha potuto sentirsi vicino.
Non solo Montenero, ma l’intero Molise ha reagito con sgomento. Ilaria Forgione e la sua bambina mai nata sono diventate, loro malgrado, simbolo di quella fragilità della vita che colpisce chiunque venga a conoscenza di storie simili. Dai messaggi di cordoglio emerge un’umanità autentica: c’è chi invoca la fede, chi prega in silenzio, chi si aggrappa al ricordo, chi si interroga con rabbia sul perché di una fine tanto ingiusta. Molti chiedono maggiore sicurezza sulle strade, come se prevenire l’imprevedibile potesse dare un senso alla tragedia.
Il lutto cittadino non sarà solo un atto formale, ma il segno tangibile di una ferita che resterà incisa a lungo nella memoria collettiva. Una giovane madre, un compleanno spezzato, un futuro che non vedrà mai la luce. E un intero paese che, con dignità e dolore, prova a farsi forza nel ricordo.

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