L’annuncio più atteso: tornano le Luminarie a Larino

Era, forse, l’annuncio più atteso dall’intera comunità larinese e non solo, visto il successo conseguito e consolidato negli anni. Mettendo da parte quello che è successo nel 2023 e 2024, con un’edizione arrivata per il rotto della cuffia e l’altra annullata, c’è la volontà di riproporre le Luminarie “Magia di Luci” a Larino. E’ questo l’intendimento dell’associazione “Larino nel Cuore”, che fa capo a Salvatore Faiella: Tornano le “Luminarie di Larino-Magia di Luci, e torna a brillare la città! Dopo un anno di pausa, le luci più amate del Molise faranno sfavillare di nuovo il centro frentano. Lo annuncia con entusiasmo rinnovato l’Associazione “Larino nel Cuore”, comunicando le date ufficiali del 6, 7, 8, 13, 14, 20, 21, 26, 27, 28 dicembre e del 1^, 3, 4, 6 gennaio.
Con lo stesso spirito di comunità che da sempre anima l’evento, il centro storico di Larino s’illuminerà d’immenso, regalando spettacoli nel più grande spettacolo di luci, con la casa di Babbo Natale che accoglierà i più piccoli. Oltre ai mercatini, che valorizzano l’artigianato locale e che regalano i sapori autentici del territorio e del periodo, tante saranno le novità che accoglieranno i visitatori, per un Natale luminoso e all’insegna della speranza. La stessa associazione sottolinea come presto sarà divulgato il programma con tutte le informazioni utili.

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Cercemaggiore in festa per San Vincenzo

Torna a settembre l’attesissima solennità in onore di San Vincenzo Martire e della Madonna della Pace, patroni di Cercemaggiore, che ogni anno richiama centinaia di fedeli e visitatori nel borgo molisano.
Il programma religioso si è aperto il 2 e terminerà il 10 settembre con la novena e le celebrazioni quotidiane presso la chiesa di Santa Maria della Croce. Momento centrale sarà giovedì 11 settembre, giorno dedicato al Santo Patrono: dopo la Santa Messa delle ore 8 nella chiesa di San Rocco, alle 10 si terrà la Messa solenne con processione per le vie del paese, accompagnata dalla benedizione dei bambini e degli alunni delle scuole. La giornata si concluderà alle 19 con la Messa di ringraziamento.
Accanto al programma liturgico, il cartellone civile propone tre serate di grande richiamo in piazza Carlo Alberto dalla Chiesa, tutte a ingresso gratuito. Si parte mercoledì 10 settembre con la voce inconfondibile di Ivana Spagna, icona della musica italiana ed internazionale, seguita dal dj set di Mountain. Giovedì 11 settembre sarà la volta dei Collage, storica band italiana, con a seguire il dj set di Garden. Gran finale venerdì 12 settembre con l’energia travolgente degli Après La Classe, preceduti dal dj set di Lorenzo Farina.
Nelle tre serate, oltre agli spettacoli musicali, saranno allestiti stand gastronomici e non mancherà la tradizionale lotteria di beneficenza, con estrazione prevista per il 15 settembre.
La comunità di Cercemaggiore si prepara così a vivere giornate intense tra spiritualità, socialità e intrattenimento, rinnovando una tradizione che unisce fede, identità e accoglienza.

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Termoli, Bonaccini invita Roberti a sospendere ogni relazione con Israele

Piazza Monumento gremita per la Festa dell’Unità del Partito Democratico, che venerdì sera ha ospitato un confronto pubblico con l’europarlamentare Stefano Bonaccini, già presidente della Regione Emilia-Romagna. L’incontro, moderato dalla collega giornalista Valentina Fauzia e introdotto dal segretario regionale Vittorino Facciolla, ha messo al centro i grandi temi della politica internazionale, dell’Europa e delle sfide interne al nostro Paese. Sin dalle prime battute, Bonaccini ha scelto di non usare giri di parole. Ha definito «criminali» sia Vladimir Putin per l’invasione dell’Ucraina, sia il governo israeliano per ciò che sta accadendo nella Striscia di Gaza. Due tragedie che – ha detto – stanno insanguinando il nostro tempo e che mettono in luce, ancora una volta, tutte le debolezze di un’Europa che resta «gigante economico e commerciale, ma non politico», incapace di avere una voce unitaria sul piano internazionale. Secondo l’europarlamentare, il problema nasce dal peso dei 22 governi sovranisti oggi presenti all’interno dell’Unione. Paesi che rifiutano ogni cessione di sovranità, rallentando le decisioni comuni e paralizzando l’Europa proprio quando servirebbe rapidità ed efficacia. «Non possiamo continuare a vivere – ha detto – con un’Unione in cui basta il veto di uno solo per bloccare gli altri ventisei». Bonaccini ha parlato anche di Italia, sottolineando come il nostro Paese conti poco nelle scelte decisive, nonostante le illusioni coltivate a destra sull’amicizia personale tra Giorgia Meloni e Donald Trump. Ha criticato la posizione ambigua sul conflitto in Medio Oriente, chiedendo uno stop agli aiuti militari a Israele, e ha rivolto un appello diretto al presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, perché interrompa ogni rapporto istituzionale con Tel Aviv. Il dialogo con il pubblico è stato anche l’occasione per riflettere sul rapporto tra politica e cittadini. Bonaccini ha ricordato i suoi dieci anni da governatore, trascorsi «più tra la gente che in ufficio», convinto che ascoltare le persone resti la condizione essenziale per ricostruire un legame di fiducia reciproca. «Chi ha paura dei fischi o del freddo è meglio che non faccia politica» ha detto, sottolineando che la credibilità nasce dalla capacità di essere presenti, anche quando si devono dire cose scomode. Sul piano internazionale, l’ex presidente dell’Emilia-Romagna ha insistito sulla necessità di una pace giusta e duratura in Ucraina, ma non a qualsiasi costo. «Se la pace significasse che l’aggredito deve cedere i territori all’aggressore, allora si aprirebbe un precedente devastante: chiunque, forte della sua potenza militare, potrebbe aggredire un Paese e, dopo anni di massacri, ottenere ciò che aveva chiesto con le armi». Ampio spazio anche al tema della tenuta democratica in Europa, con l’allarme lanciato sulla crescita dell’estrema destra in Germania, dove l’AfD viaggia oggi oltre il 20% dei consensi e rischia di governare regioni cruciali. «I regimi – ha ammonito Bonaccini – non arrivano mai con la forza, ma con il consenso plaudente delle piazze. E quando se ne vanno, lasciano solo macerie e lutti». Il messaggio finale è stato chiaro: l’Europa deve ritrovare unità, non solo nella moneta ma anche nella politica estera, nella difesa, nella fiscalità. Solo così potrà contare davvero nello scacchiere mondiale e contribuire a costruire un futuro di pace e stabilità.

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