Robert De Niro “torna” nella sua Ferrazzano, ma è una fake news

“Robert De Niro torna a Ferrazzano, il paese d’origine della sua famiglia”. È questa la frase che accompagna un video virale apparso nelle ultime ore sui social, ma la notizia è completamente falsa.
Il filmato, pubblicato sulla pagina Instagram IntrashTtenimento 2.0, ha già raccolto migliaia di visualizzazioni e like. Tuttavia, osservando con attenzione le immagini, si nota chiaramente un dettaglio rivelatore: uno degli addetti ai lavori indossa una pettorina con il logo di The Space Moderno, il cinema romano dove il premio Oscar è stato realmente ospite pochi giorni fa per “Fuori Sala”, la rassegna di Alice nella Città organizzata in occasione della proiezione del capolavoro da lui interpretato “C’era una volta in America”.
A smentire la notizia è stato anche il sindaco di Ferrazzano, Vincenzo Sforza, che a Primo Piano Molise ha dichiarato: «Purtroppo si tratta di una fake news. Il video l’ho visto già questa mattina: tra l’altro avevano scritto “Terrazzano” invece di Ferrazzano, quindi immaginiamo quanto possa essere attendibile!».
Il primo cittadino ha ricordato che il Comune ha più volte tentato di contattare De Niro per invitarlo nel borgo molisano, ma senza successo: «Abbiamo provato in diversi modi, anche tramite intermediari, ma non c’è mai stato alcun riscontro. Credo che sia lui stesso a non avere alcuna intenzione di venire qui. Gli abbiamo conferito la cittadinanza onoraria, le chiavi del paese e l’iscrizione all’Aire, ma nulla da fare».
Così, il sogno di vedere il celebre attore passeggiare tra le stradine di Ferrazzano resta, almeno per ora, un desiderio destinato a rimanere tale. E l’unico “ritorno” di De Niro nel paese dei suoi avi continua a vivere soltanto nei video manipolati e nelle fantasie del web.

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Pos, Romano: «Dai commissari solo fumo negli occhi»

«Tutto fumo negli occhi». Così il consigliere regionale di Costruire Democrazia, Massimo Romano, commenta l’invio del Programma operativo sanitario 2025-2027 da parte della struttura commissariale alla Regione Molise.
«Parliamo del documento più importante da cui dipende la possibilità di salvezza di ciò che resta dell’organizzazione sanitaria molisana e della stessa Regione – scrive Romano –. La sopravvivenza finanziaria del Molise, infatti, è aggrappata ai 90 milioni di euro che la legge di stabilità 2025 del Governo Meloni ci ha promesso “a patto e condizione” che i Ministeri approvino il Pos e senza i quali l’unica prospettiva è la bancarotta».
L’attesa, però, per il consigliere si è rivelata deludente: «Con una fumata nera, visto che la montagna non ha partorito nemmeno il classico topolino: il P.O. infatti non contiene né la rete ospedaliera né quella delle malattie tempo-dipendenti, ancora al vaglio dei Ministeri, sebbene la rete ictus, che di quest’ultima è parte integrante e sostanziale, sia già operativa, continuando invece a mancare ogni garanzia di cura per i malati politrauma. Ugualmente non pervenuti sia il piano dei fabbisogni assistenziali che quello di copertura finanziaria».
Per questi motivi, sintetizza Romano, «i commissari hanno trasmesso l’aria fritta». E lancia pesanti dubbi: «Che senso ha questa messinscena, autorizzandoci, a questo punto, a pensare che alle nostre spalle si stia allestendo qualcosa di ancora più “pesante” da tenere alla larga da ogni pubblicità?».
Romano ricostruisce la vicenda: «Ad aprile i commissari trasmettono a Roma la proposta di Programma operativo per acquisire il parere dei Ministeri, conditio sine qua non per ottenere i 90 milioni di euro. A luglio, insieme ad Andrea Greco, ne abbiamo chiesto copia ma i commissari ce l’hanno negata per ben due volte con la motivazione che senza parere dei Ministeri la proposta non avrebbe potuto essere diffusa. A settembre si scopre che quel documento, negato a consiglieri, assessori, sindaci e Asrem, era invece circolato tra soggetti privi di ruoli pubblici e in condizione di potenziale conflitto d’interessi».
«E così ora, magicamente, i commissari hanno inviato alla Regione la bozza di Programma, nonostante continuasse a mancare l’ok dei Ministeri. Perché, allora, stavolta l’hanno trasmesso, mentre a luglio l’hanno negato?».
La risposta, secondo Romano, è una sola: «Gettare fumo negli occhi che distogliesse l’attenzione dalla fuga di notizie e dal traffico di relazioni tra pubblici ufficiali e soggetti non titolati a metterci il naso».
E conclude: «Per quanto la Regione, da una parte, e il Governo, dall’altra, consentiranno ai commissari di prenderci per i fondelli, mettendo a repentaglio anche lo sblocco dei 90 milioni?».

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“Colonna mobile” in azione, 200 Vigili del fuoco simulano un sisma in Molise

Nella prima settimana del mese di novembre i Vigili del Fuoco della Direzione Regionale del Molise sono stati impegnati in una esercitazione nazionale caratterizzata dal tema “Terremoto di Civitacampomarano”.
Questo tipo di esercitazioni è mirato a testare la capacità operativa del sistema di “Colonna Mobile”, proprio del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco che, in caso di eventi rilevanti, permette di mettere in campo uomini e risorse strumentali provenienti anche, negli scenari più gravosi, dall’intero territorio nazionale in tempi relativamente brevi, di fatto limitato a quelli necessari per gli spostamenti.
In questa circostanza lo scenario ipotizzato è stato quello di un sisma di magnitudo Mw 5.3, con epicentro in prossimità del comune di Civitacampomarano che, secondo i protocolli stabiliti, prevedrebbe un allertamento a livello regionale con la regia del Centro Operativo Nazionale.
Nei 5 giorni di esercitazione sono state mobilitate circa 200 unità dei Vigili del fuoco dei Comandi di Campobasso e Isernia che hanno composto i cosiddetti “Moduli”, diversificati a seconda delle necessità e degli scenari di intervento simulati.
Come accade infatti nella realtà, in circostanze del genere l’approccio prevede l’invio nelle zone interessate dall’evento di personale tecnico specializzato nelle valutazioni del danno e nell’individuazione delle eventuali vittime coinvolte; tale attività permette di stabilire la tipologia e l’entità delle risorse da destinare in modo efficace alle operazioni di soccorso e agli interventi di salvaguardia della cittadinanza.
Simulando quanto previsto sin dalle prime fasi di gestione di un’emergenza locale, sul posto è stato inviato il furgone UCL (Unità di Comando Locale), che svolge le funzioni di PCA (Posto di Comando Avanzato) per la gestione delle squadre operanti nell’area colpita e di sala operativa per la ricezione diretta delle richieste di soccorso da parte della popolazione locale. Il PCA è stato ubicato in prossimità del COC (Centro Operativo Comunale) di Civitacampomarano che, oltre a costruire un supporto logistico, è stato anche un punto di riferimento operativo con la presenza del Sindaco Paolo Manuele con il relativo Ufficio Tecnico e dei Carabinieri del Comando Provinciale di Campobasso attraverso la stazione di Civitacampomarano.
Il personale intervenuto, in funzione delle varie professionalità possedute, ha effettuato manovre di estricazione di vittime dalle macerie (Urban Search and Rescue), soccorso su corda di feriti in luoghi confinati (tecniche Speleo Alpinistiche), recupero di sorgenti radioattive(NBCR) previa attivazione del relativo piano della Prefettura di Campobasso, soccorso in aree fluviali/lacustri, contenimento di movimenti franosi con macchine per la movimentazione del terreno, allestimento di presidi destinati alla logistica dei soccorritori ed un’azione di pianificazione e gestione su base cartografica digitale dell’area interessata.
L’ occasione si è rivelata utile a mettere alla prova il sistema di comunicazione e allertamento della Prefettura di Campobasso nonché ad affinare i protocolli di interoperabilità con il personale sanitario della medicina di emergenza, partner quotidiano negli interventi di soccorso.
Innovativo l’uso dell’intelligenza artificiale per la creazione degli scenari, sviluppando immagini realistiche dei crolli degli edifici, visibili tramite link con QR code apposto sugli edifici, ed utili per addestrare il personale impegnato nell’attività di Ricognizione Esperta e Caratterizzazione Strategica (RECS) e contestuale individuazione dei siti dove è possibile rinvenire vittime vive; in tale contesto è stata utilissima la partecipazione di figuranti appartenenti al gruppo di Volontariato dell’associazione nazionale della Polizia di Stato e dell’odv S.Antonio ets Guglionesi, che hanno interpretato la popolazione colpita e hanno permesso di addestrare il personale nel gestire il cosiddetto “effetto barriera” dovuto all’interazione con la popolazione e allo stesso tempo raccogliere le informazioni utili per individuare le vittime disperse.
Presenti nella giornata conclusiva il prefetto di Campobasso, dottoressa Michela Lattarulo con i propri collaboratori, oltre al sindaco di Civitacampomarano, testimoni diretti di una simulazione del recupero di opere d’arte, secondo gli specifici protocolli previsti per tale tipologia di attività. Lo storico e culturalmente rilevante centro abitato di Civitacampomarano con le proprie strutture e organizzazione di protezione civile si è rivelato particolarmente adatto per ospitare l’impegnativa esercitazione, utile per rendere sempre più efficiente e sinergico il modello di risposta dei Vigili del Fuoco e delle altre Istituzioni deputate alla gestione delle emergenze.

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