Isernia, le parole fanno più male delle botte: la Polizia incontra gli studenti per dire stop al bullismo

Proseguono gli incontri della Polizia di Stato con gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado della provincia sui temi del bullismo e del cyberbullismo, per riflettere insieme ai ragazzi, ai docenti ed ai genitori sul sempre più attuale e delicato rapporto tra internet ed i giovani.
Personale specializzato della locale Sezione Operativa Sicurezza Cibernetica ha incontrato circa 320 studenti dell’I.S.I.S. “Cuoco – Manuppella” e dell’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII” di Isernia.
La continua evoluzione delle tecnologie informatiche e il rapido aumento del numero di utenti hanno portato la società civile a misurarsi con temi e problematiche di incredibile dinamismo e complessità: il cyberbullismo, l’adescamento online, la pedopornografia sono solo alcuni esempi di livelli di criticità che possono assumere le interazioni tra giovani e internet.
L’obiettivo degli incontri è stato quello di evidenziare le problematiche connesse all’utilizzo di internet, al fine di stimolare una maggiore consapevolezza dei comportamenti a rischio, delle conseguenze legali e sociali che ne derivano, esortando i ragazzi a spezzare l’isolamento in cui vivono loro stessi o i loro compagni, con il supporto qualificato delle istituzioni.
Attraverso interventi di taglio pratico e interattivo, con momenti di confronto diretto, sono stati mostrati agli studenti video di storie realmente accadute che hanno dato lo spunto per affrontare e conoscere meglio il tema del bullismo e cyberbullismo. Gli studenti hanno partecipato attivamente al dibattito, con domande, curiosità e racconti di esperienze personali che hanno contribuito a rendere particolarmente proficuo ciascun incontro.
Il personale della Polizia di Stato ha ricordato l’importanza di segnalare immediatamente eventuali situazioni di abusi e di prestare sempre molta attenzione al comportamento, alle parole ed ai messaggi che si utilizzano a scuola e nella sfera virtuale.

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Vertenza 3g, il Consiglio regionale si mobilita

I capigruppo e i vertici consiliari (componenti dell’Ufficio di Presidenza e presidenti delle Commissioni Consiliari), nell’ambito degli “Incontri del Lunedì” che tengono regolarmente con il territorio e le sue evidenze socio-economiche, hanno ricevuto nella mattinata di ieri, nella sala Lello Lombardi della Biblioteca del Consiglio regionale a Palazzo d’Aimmo, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle RSU dei lavoratori della 3G SpA di Campobasso in procinto di essere assunti dai nuovi vincitori della recente gara di appalto per l’assegnazione del servizio di Back-Office e Quality da parte dell’Enel.
Ha convocato e coordinato l’incontro il presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante, per l’Assemblea erano presenti per i consiglieri e capogruppo Roberto Gravina, Andrea Greco, Vittorino Facciolla (Vicepresidente del Consiglio regionale), Micaela Fanelli, Angelo Primiani (Segretario del Consiglio regionale), Alessandra Salvatore.
La società Enel Energia – hanno ricordato con diverse sfaccettature Gianni Andreola della Uilcom e rappresentante RSU, Stefano Sardella della Ugl telecomunicazioni, Gabriella Battista della Cisl e rappresentante RSU, Antonella Tosto della Cgil Slc – ha terminato le fasi di aggiudicazione dei 12 lotti complessivi delle attività di Back-Office e Quality che interessano 1.500 unità lavorative su tutto il territorio nazionale, con cambi di appalto che coinvolgono direttamente anche i lavoratori molisani che potrebbero essere spostati in sedi di lavoro diverse da quella attualmente presente nella città di Campobasso.
Il lotto che riguarda il Molise – è stato ancora rilevato – coinvolge circa 156 lavoratori e prevede il passaggio dall’azienda 3g SpA (uscente) all’ATI Accenture Outsourcing Srl / Datacontact Srl (Subentrante), ma dal mese di luglio 2025, data di aggiudicazione dei vari lotti, i lavoratori di Campobasso sono ancora in attesa di conoscere quale sarà il loro futuro. Ancora i rappresentanti dei lavoratori hanno ricordato che le società entranti che applicano il contratto nazionale CCNL TLC devono riassorbire tutto il personale sopra indicato, secondo quanto previsto dall’art. 53 bis, comma 4, lett. b) del CCNL TLC, ma, ad oggi, nessuna procedura è stata ancora avviata.
In ultimo è stato sottolineato come le aziende aggiudicatrici al momento non hanno ancora comunicato che per i lotti vinti l’applicazione del principio di territorialità per dare concretezza alla clausola sociale. La mancanza di tale principio renderebbe, evidentemente, le assunzioni del personale non vincolate all’area geografica di appartenenza. Ciò comporterebbe una grossa perdita, sia per l’indotto che per il mantenimento dei posti di lavoro locali, generando, allo stesso tempo, un danno importante per tutto il territorio molisano.
Tutti i consiglieri presenti hanno svolto delle considerazioni in merito a quanto ascoltato dai rappresentanti dei lavoratori, rivolgendo loro delle domande per focalizzare meglio alcuni punti della questione.
Il presidente Pallante, facendo sintesi delle richieste pervenute dai lavoratori e di quanto espresso negli interventi dei diversi consiglieri e capigruppo, si è detto disponibile a predisporre una proposta di atto di indirizzo alla Giunta, da sottoporre all’Assemblea legislativa regionale, che la impegni a portare la problematica in un tavolo nazionale nel quale vengano coinvolte, per ciascuna delle problematiche ascoltate, tutte le parti istituzionali e private competenti: le altre regioni interessate per i differenti lotti, il Governo nazionale e, ovviamente, sia Enel Energia che le società assegnatarie degli appalti da parte della stessa Azienda elettrica.

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Sparisce da Parma, si cerca un 45enne

Cresce l’angoscia per Federico, scomparso da Parma: l’appello della famiglia arriva anche in Molise. Sono trascorse due settimane da quando di Federico Biancuzzi, 45 anni, si sono perse le tracce. È scomparso da Parma domenica 19 ottobre 2025 e da allora i genitori, Clara e Giorgio, vivono sospesi tra la paura e la speranza. Non è la prima volta che l’uomo si allontana volontariamente, ma questa volta la famiglia teme che la situazione possa essere molto più grave. Federico, spiegano i genitori, è una persona fragile, con una sensibilità che lo rende vulnerabile, soprattutto in questo periodo dell’anno in cui le temperature si abbassano e le giornate si fanno più difficili per chi si trova da solo. L’appello lanciato dai Biancuzzi ha ormai superato i confini dell’Emilia-Romagna. Dopo aver sporto denuncia di scomparsa e aver diffuso le immagini del figlio tramite la trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”, i genitori hanno chiesto di estendere la ricerca anche al centro-sud. «Potrebbe trovarsi lungo la costa adriatica, forse diretto verso San Giovanni Rotondo», racconta il padre Giorgio, che si è rivolto anche alla stampa locale per raggiungere la zona di Termoli e il basso Molise, luoghi che Federico potrebbe aver attraversato nel suo precedente viaggio verso il Gargano. Alto 1,85, corporatura magra, carnagione chiara, capelli corti castano-grigi, barba corta e occhiali da vista con montatura in metallo: così viene descritto. Quando è stato visto l’ultima volta indossava pantaloni sportivi grigio scuro, maglietta scura a maniche lunghe, gilet multitasche, giubbino con cappuccio e scarpe da ginnastica grigie Decathlon. Forse anche un cappellino con il simbolo “NY”. Con sé aveva soltanto la Carta d’Identità Elettronica, senza telefono né carte di pagamento. Elementi che fanno temere per la sua incolumità, dato che, con il passare dei giorni, il denaro a disposizione potrebbe essere terminato. La famiglia ritiene possibile che Federico si tenga lontano dai luoghi affollati o da chi potrebbe riconoscerlo, scegliendo di spostarsi a piedi o con mezzi pubblici, dormendo all’aperto o cercando riparo temporaneo. Per questo l’appello è rivolto anche a chi lavora o frequenta comunità di accoglienza, mense, parrocchie, stazioni e aree di sosta: «Ogni segnalazione può essere preziosa – ribadisce il padre – anche un semplice avvistamento può ridarci una speranza concreta». L’invito delle autorità è quello di non tentare approcci diretti ma di contattare subito il numero di emergenza 112 o le forze dell’ordine locali, fornendo il maggior numero possibile di dettagli. «Speriamo che questo non diventi un allontanamento definitivo – ha detto con voce rotta Giorgio Biancuzzi –. Federico ha bisogno di essere ritrovato e di ricevere aiuto, prima che la sua fragilità lo porti troppo lontano». Da Parma a Termoli, da Foggia fino alle comunità religiose del centro-sud, la rete della solidarietà si sta mobilitando. In queste ore, l’immagine di Federico continua a circolare sui social e nelle chat di cittadini e volontari, in un tentativo collettivo di riportarlo a casa. La speranza, per Clara e Giorgio, è che presto possa arrivare quella telefonata capace di trasformare l’angoscia in sollievo.

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