Microcellulare trovato in carcere, chiuse le indagini su 10 detenuti

Centinaia di chiamate illegali verso l’esterno grazie all’introduzione nella casa circondariale di Campobasso di un dispositivo elettronico di piccole dimensioni.
Questo il quadro tracciato dalla Procura della Repubblica del capoluogo, che nelle scorse ore ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a carico di una decina di detenuti del carcere.
Un’inchiesta iniziata grazie all’intervento agli agenti della Polizia Penitenziaria, che durante un controllo hanno scovato e sequestrato il microcellulare che uno dei detenuti era riuscito a far entrare all’interno dell’istituto di pena. Per gli inquirenti il dispositivo veniva messo a disposizione anche di altri detenuti.
La norma del codice penale in materia prevede la reclusione fino quattro anni per chiunque procuri a un detenuto un apparecchio telefonico e, allo stesso modo, per il detenuto che lo riceve e se ne serve per comunicare con l’esterno.
Un reato introdotto con l’obiettivo di contrastare un fenomeno sempre più capillare e preoccupante, con i detenuti che riescono a violare l’isolamento previsto dalla pena e potenzialmente, nel migliore dei casi, a comunicare con i propri cari illegalmente o, nel peggiore, a proseguire con la gestione di attività criminali anche dall’interno del carcere.
Alcuni degli indagati hanno già nominato i propri legali, affidandosi a Giuseppe Fazio e Marco Casalini, che dovranno ora studiare le carte per preparare la strategia difensiva.
«Una condotta certamente illegale – ha affermato l’avvocato Giuseppe Fazio -, conseguenza però di un sistema farraginoso per quel che concerne modalità e tempistiche. Carenze strutturali che vanno a danneggiare da un lato il lavoro della Polizia Penitenziaria ma, dall’altro, anche la condizione dei detenuti», ha chiosato il legale.
Un episodio che riporta l’attenzione su quello che è il tema della sicurezza all’interno delle case circondariali.

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Batosta dolorosa, l’Arezzo ne fa cinque

Cosa salvare di un pomeriggio caldo di inizio novembre sul campo della capolista? I 500 tifosi al seguito, e pochissimo altro. Il Campobasso viene travolto dalla furia dell’Arezzo e torna a casa con la borsa piena di “pere” e di cattivi pensieri. La squadra torna a commettere errori in quantità industriale e va a sbattere. A metterci del suo il tecnico che sceglie una formazione spregiudicata non rinunciando a Gala più il tridente formato da Lombari, Leonetti e Magnaghi.
Partenza scrosciante. Primo brivido al 2’ su un cross disegnato col contagiri da De Col, i compagni al centro non ne approfittano per fortuna rossoblù. Ben più pericolosa la squadra aretina sessanta secondi dopo, ancora da destra Pattarello mette a sedere Martina, crossa arretrato per Tavernelli che si vede respingere il tiro a botta sicura dal muro ospite. Ma attenzione al Campobasso che riparte alla grande con Lombari, palla a Gala che tenta il tiro-cross di sinistro sul quale Leonetti non ci arriva per questione di pochi centimetri. Il tutto nei primi cinque minuti. Al quarto d’ora i toscani bucano Tantalocchi: Righetti dalla mancina scocca un traversone sul quale si avvita Cianci che tutto solo insacca di testa. Difesa rossoblù distratta e immobile, meccanismi ancora una volta da rivedere. La risposta massiccia porta il timbro di Magnaghi che controlla, prende posizione ed esplode un destro che non passa a molto dall’incrocio (20’). Al minuto 31 Guccione prova la specialità della casa, ovvero il tiro da fuori, sfera che passa a un metro dal palo sotto lo sguardo di Tantalocchi. Il Campobasso non dispiace, con un piacevole possesso e una manovra ordinata, ma non punge sotto porta. Al minuto 39 Lombari da sinistra scocca un pallone interessante per Leonetti che viene anticipato all’ultimo istante.
Che le cose non vadano bene in difesa lo conferma pure la dea bendata: al 52’ Cianci si allarga sulla destra, da posizione defilata prova il cross per Pattarello che si trasforma in tiro sotto all’incrocio sul quale Tantalocchi non può nulla. 2-0 e match virtualmente chiuso in una fase di stanca. Il Campobasso va in bambola, perde palloni incredibili come con Cristallo che la regala a Righetti, passaggio per Pattarello in posizione centrale, conclusione forte deviata a castigare per la terza volta Tantalocchi. La gara va su binari tranquilli per i toscani che però si distraggono un minuto e mezzo dopo con Gilli che perde palla sulla pressione di Magnaghi, da bomber gliela ruba e va a gonfiare l’angoletto lontano. Il match è bollente, Armini appena entrato perde palla a favore di Iaccarino che sfiora il palo dai diciotto metri. La goleada è confezionata al 76’ da Pattarello che fa fuori mezza difesa prima di colpire per il 4-1. E’ notte fonda. La classica grandinata sul bagnato al minuto 84’, quando dopo aver rivisto l’azione l’arbitro decide di espellere Bifulco reo di un fallo che non sembra cattivo pur veemente. Qualche istante e la Caporetto si consuma con il rigore concesso all’Arezzo per fallo di Martina: dagli undici metri cinquina di Ravasio.
Serve molto di più per una piazza appassionata e generosa come quella campobassana.        FRANCO DE SANTIS

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