Bojano. Vittima dell’amore tossico, salvata dal suo aguzzino

Un amore finito, forse trascinato troppo a lungo, che sfocia – purtroppo e ancora una volta – nella violenza e nella persecuzione ai danni di una donna.
Un altro femminicidio mancato, fortuntatamente. Un’altra storia di profondo degrado sociale, di abuso di droghe, che riapre una ferita dolorante nell’area matesina e che vede protagonista ancora una giovane, succube di un amore tossico e scampata per fortuna a chissà quale tragico epilogo.
Dopo il drammatico episodio di qualche mese fa, in via Turno a Bojano, quando un uomo appiccò le fiamme nell’appartamento della sua ex perché proprio non voleva rassegnarsi alla fine del loro amore, sono ancora una volta i Carabinieri a sventare l’ennesimo potenziale femminicidio in una storia tragicamente analoga. Come spiega infatti direttamente la Procura di Campobasso, nel pomeriggio del 25 maggio i Carabinieri di Bojano hanno dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare per un giovane del posto, disposta dal giudice per le indagini preliminari di Campobasso su richiesta della stessa Procura.
Un’ordinanza di divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla sua ex e dai suoi prossimi congiunti. Una relazione sentimentale durata anni, poi interrotta per volere della donna che non accettava il fatto che il suo compagno fosse dedito all’uso di sostanze stupefacenti. Un intervento chirurgico a cui si è recentemente sottoposto il ragazzo ha però mosso a compassione la ex, che ha deciso così di tornare da lui per prestargli assistenza il tempo strettamente necessario alla guarigione.
Un gesto di solidarietà della donna che deve aver riacceso una speranza per il giovane, incapace evidentemente di ricambiare con amore, ma di farlo anzi solo con l’ennesima escalation di violenza.
Negli ultimi giorni l’uomo aveva raggiunto infatti livelli elevati di pericolosità per l’incolumità della vittima. Inizialmente, per impedirle di lasciare l’appartamento, in una tarda serata di maggio si è impossessato delle chiavi dell’autovettura e del cellulare della donna. E solo la mattina successiva, a seguito di una violenta discussione in cui la giovane ha riportato una ferita al labbro, la vittima è riuscita a sfuggire al suo carnefice e a chiedere aiuto.
Non pago, a distanza di una settimana lui però l’ha ricontatta per chiederle un passaggio in auto per andare a fare la spesa e, in quella circostanza, ancora un episodio brutale: in pieno centro cittadino l’ha aggredita, prendendola per il collo e costringendola a restare in auto.
La donna è riuscita ancora una volta a fuggire, prima per il tempestivo intervento di un agente libero dal servizio e immediatamente, poi, di una gazzella dei Carabinieri.
La donna, che fino a quel momento aveva desistito, ha deciso quindi di sporgere denuncia ai Carabinieri e la successiva attività investigativa, corroborata dalle dichiarazioni di testimoni e persone che erano a conoscenza della situazione, ha consentito di consolidare un quadro gravemente indiziario a carico dell’uomo al quale è stato dunque contestato il reato di violenza privata, lesioni personali e minacce, ma lo specifico contesto nel quale è maturata questa vicenda dimostra, ancora una volta, come le aggressioni e le intimidazioni che avvengono al riparo di occhi indiscreti, in quello che dovrebbe essere un luogo sicuro come lo è una casa, costituiscono un fenomeno in forte espansione, nei confronti del quale la magistratura e le Forze dell’ordine intraprendono tutte le iniziative possibili con in fine di prevenirlo e contrastarlo.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari nel corso delle quali l’uomo potrà esperire, nell’ottica difensiva, tutti i rimedi processuali previsti dal codice di rito, aggiunge infine il procuratore della Repubblica, Nicola D’Angelo.

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