Compito con troppi errori, la Fonderia Marinelli invita l’alunno di Treviso

Parlava della Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone, nel suo compito, l’alunno della scuola primaria paritaria della provincia di Treviso la cui storia è finita su tutti i giornali dopo che la maestra, sul foglio del suo lavoro, ha scritto un appunto dicendosi «stufa» di correggere «verifiche scritte con i piedi, piene zeppe di errori ortografici gravi».
Nella vicenda ora interviene anche la stessa millenaria Fonderia molisana, la più antica azienda che costruisce campane e che detiene anche il primato come azienda artigiana a conduzione familiare più antica del mondo (27 generazioni di fonditori della dinastia Marinelli). Le loro campane sono in tutto il mondo.
«Sono in molti a sostenere – affermano i titolari – che si sia trattato di un vero e proprio atto di bullismo da parte dell’insegnante ed è un fatto che ci ha visti indirettamente coinvolti, perché la nostra azienda è citata dal bambino nel compito “incriminato”. Abbiamo così deciso di fare un piccolo gesto simbolico di vicinanza e supporto: invitiamo lui e tutta la sua classe da noi in fonderia, saranno nostri ospiti, e potranno vedere con i loro occhi la nostra fabbrica di campane».

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Agnone. Ragazzina aggredita da un lupo, scatta l’allarme sicurezza

Non è una favola dei boschi, né una leggenda metropolitana. È la realtà cruda e preoccupante che si sta vivendo in queste settimane nell’Alto Molise, ad Agnone. Lupi e cinghiali non solo popolano le campagne circostanti, ma si spingono sempre più spesso fino al cuore del centro abitato, suscitando paura e sconcerto tra i residenti. L’episodio più allarmante, a tarda notte di domenica: una ragazza minorenne è stata aggredita – con ogni probabilità da un lupo – mentre si trovava, insieme a degli amici, nei pressi della chiesa di Sant’Emidio. Ha riportato fortunatamente solo lievi escoriazioni curate al Pronto soccorso dell’ospedale Caracciolo. L’accaduto è stato denunciato ai Carabinieri della compagnia altomolisana, che hanno avviato accertamenti. La presenza di lupi in paese viene confermata da diversi video pubblicati sui social, che mostrano un lupo – non è chiaro se sempre lo stesso – aggirarsi indisturbato tra le vie del paese. In un filmato lo si vede camminare a pochi metri dalla chiesa dell’Annunziata, in pieno centro storico. In un altro, il predatore si spinge fino a via Gualterio, nei pressi del pub ‘Ciaccus’, noto punto di ritrovo giovanile. Un terzo video, girato qualche mese fa, documenta un quadrupede (forse lo stesso lupo) correre verso Piazza Plebiscito. Questi non sono episodi isolati. Si inseriscono in un quadro più ampio e ormai fuori controllo: l’emergenza cinghiali e fauna selvatica che sta infestando le campagne dell’Alto Molise. I cinghiali devastano le coltivazioni, attraversano le strade provocando incidenti e si avvicinano sempre più alle abitazioni in cerca di cibo. I lupi, predatori per natura, seguono le loro prede e finiscono anch’essi per avvicinarsi troppo ai centri abitati. Il confine tra natura e insediamento umano è sempre più labile. I cittadini sono allarmati, specialmente dopo l’aggressione alla giovane. «Non ci sentiamo più sicuri nemmeno per una passeggiata serale», raccontano in molti sui social, dove i video continuano a circolare e a raccogliere commenti indignati e preoccupati.
Nel tentativo di contenere il fenomeno, nei giorni scorsi il sindaco di Agnone, Daniele Saia, ha firmato un’ordinanza che vieta su tutto il territorio comunale la somministrazione di alimenti, scarti o rifiuti che possano attrarre animali selvatici. Il provvedimento riguarda anche il conferimento improprio dei rifiuti nei pressi di cassonetti, punti di raccolta e aree di ristorazione all’aperto. Nel frattempo, i Carabinieri forestali sono al lavoro per monitorare l’area e individuare eventuali animali pericolosi. Ma la sensazione diffusa tra la popolazione è che queste misure non siano più sufficienti. Quello che accade ad Agnone è solo la punta dell’iceberg. L’Alto Molise – come molte altre aree interne dell’Appennino – sta vivendo una vera e propria crisi di coabitazione tra uomo e fauna selvatica. Il proliferare incontrollato dei cinghiali e l’inevitabile presenza dei lupi rappresentano un rischio concreto per l’incolumità pubblica, oltre che un danno per l’agricoltura locale. Serve un piano d’azione organico, su scala regionale, che coinvolga istituzioni, ambientalisti, agricoltori e forze dell’ordine. È il momento di agire prima che episodi come quello di domenica notte non si trasformino in tragedie.

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De Magistris-Greco, intesa politica possibile

«Raccolgo l’appello dal Molise: se vogliamo costruire un avamposto costituzionalmente orientato, trasversale, come lo volete fare voi, per fare ad esempio una battaglia sulla sanità pubblica. Io sono un combattente per la giustizia e se si tratta di lottare per cause giuste io ci sono, mi troverete sempre».
Così Luigi De Magistris, ex magistrato scomodo “rimosso” e messo in condizione di non nuocere perché da «cigno nero» stava andando «in direzione ostinata e contraria» rispetto ai poteri forti e collusi, indagando troppo in alto, fino ai massimi vertici delle istituzioni repubblicane, fin dentro il Palazzo, che nella serata di sabato ha riempito il teatro italo argentino di Agnone con la presentazione del libro “Poteri Occulti”. Un evento culturale e politico, nel senso nobile di quest’ultimo termine, organizzato dall’associazione Centro Studi Alto Molise “Luigi Gamberale” in collaborazione con gli Amici del Teatro Italo Argentino e il patrocinio del Comune di Agnone e dell’Ordine dei giornalisti del Molise.
L’ex parlamentare europeo, già sindaco di Napoli per 11 anni, ha dialogato di logge massoniche, diritti negati, servizi deviati, malavita organizzata e collusioni con pezzi dello Stato ai più alti livelli, con i giornalisti Francesco Bottone, Maria Carosella, Maurizio D’Ottavio e Vittorio Labanca e con la moderatrice dell’incontro, Ida Cimmino, presidente del Centro Studi Alto Molise.
Al cronista politico, attento a cogliere la notizia anche nel corso della presentazione di un libro, non è sfuggita la replica del dottore De Magistris ad un appello lanciato dal consigliere regionale e capogruppo del Movimento 5 stelle, Andrea Greco, presente tra il numeroso pubblico dell’Italo Argentino.
«Uomini come lei sono un grosso patrimonio per la Repubblica – ha detto Greco –. Il mio appello è di non smettere di fare politica attiva, perché abbiamo bisogno di fare politica attiva, perché anche il Movimento di cui io faccio parte su molte cose ha smesso di schierarsi e di difendere chi si schiera».
«Non bisogna avere paura delle persone scomode, il Paese ha bisogno di persone scomode, ha bisogno di eretici, ha bisogno di persone libere. Io mi domando perché tutti coloro che dovrebbero stare da un’altra parte, fanno invece una fotocopia dell’originale».
Evidente, tra le righe, la critica aspra e diretta contro il centrosinistra, area culturale dalla quale lo stesso ex magistrato proviene.
«Tra qualche giorno andremo a votare per i referendum – ha continuato l’ex pm –. Ma chi li ha cancellati quei diritti sui quali siamo chiamati a votare, la Meloni? No! Li ha cancellati il centrosinistra. Se combatte solo il consigliere Greco, lo riempiono di azioni civili, querele, sono i proiettili istituzionali. E allora o ci mettiamo insieme a lottare e allora possiamo vincere, ma se rimaniamo fermi siamo fottuti. Oggi è il momento storico in cui dobbiamo attaccare – ha aggiunto De Magistris usando una metafora calcistica – con il contropiede. Raccolgo l’appello dal Molise».
E ancora: «Tutto ciò che viene dal basso mi dà ossigeno, quello che vedo dall’alto mi sembra un teatrino. Non mi sfugge che ci siano anche parlamentari onesti, ma è un gioco che non porta da nessuna parte. Oggi è il momento di ricominciare dai territori, con le lotte per i diritti costituzionali, per rianimare sul piano sociale e politico anche i grandi movimenti. Solo in quel modo si può ribaltare, solo se si creano movimenti di massa si può cambiare. Se riusciamo a creare una connessione popolare forte e ci affidiamo a persone che quando si siedono su una poltrona non cominciano a tentennare, ad avere paura, o a tradire che è la cosa peggiore, possiamo creare le condizioni per attuare la Costituzione. Dobbiamo esporci tutti quanti. Un movimento popolare di massa con il quale rivendichiamo non la rivoluzione armata, ma la Costituzione, la pace , i diritti, la giustizia sociale. Su questo vi posso dare una mano, anche se non ho nulla da consigliare, ma una storia da testimoniare. Se mi chiamate in Alto Molise, a Campobasso o in Molise a contribuire ad una lotta, perché no? Ci possiamo unire per lottare contro i soprusi e contro i finti alleati e finti amici».
Un messa a disposizione, dunque, quella del dottore De Magistris, di schierarsi, perché no anche politicamente o addirittura elettoralmente, con il popolo molisano stanco e deluso dal centrodestra e dal centrosinistra, l’uno fotocopia dell’altro.
Al termine dell’incontro De Magistris e Greco si sono intrattenuti a lungo e chissà che da qui a poco non possa nascere qualcosa di concreto.
Le battaglie storiche e irrisolte dell’Alto Molise, dall’ospedale, al ponte Sente, all’accorpamento dei servizi sociali, tanto per citarne alcune, si inseriscono perfettamente nel solco programmatico di tutto l’impegno politico e sociale di De Magistris, che deriva dall’«applicazione pedissequa della Costituzione», in particolare del secondo comma dell’articolo tre che recita testualmente: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
La Repubblica non è Mattarella, né la Meloni, né i ministri in carica o i Prefetti, ormai retaggio napoleonico, ma i cittadini, quei cittadini altomolisani e molisani che sono stanchi di elemosinare diritti costituzionalmente garantiti oggi elargiti e concessi dal potere politico come se fossero gentili concessioni.

ppm

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