Schiacciato sotto una bisarca, 35enne in terapia intensiva

Un incidente sul lavoro è accaduto, nella serata di lunedì, presso la sede di una attività alle porte di Agnone. Per cause in fase di accertamento da parte dei Carabinieri della locale compagnia e del Nucleo ispettorato del lavoro di Isernia, un operaio è finito sotto un componente di una bisarca, mentre stava eseguendo delle operazioni.
L’uomo è stato prontamente soccorso dagli altri lavoratori presenti, ma è rimasto incastrato sotto un pesante pezzo metallico. Per riuscire ad estrarlo in sicurezza si è reso necessario l’intervento dei Vigili del fuoco del distaccamento di Agnone, intervenuti in pochi minuti.
Coordinati dal caporeparto Angelo Di Pietro, i Vigili del fuoco, operando con professionalità, perizia e competenza, hanno rapidamente disincastrato il ferito consegnandolo poi alle cure del personale del 118 intervenuto. In quel momento la postazione 118 dell’ospedale “Caracciolo” di Agnone era già fuori per servizio su un’altra emergenza a Pescolanciano e dunque si è reso necessario l’invio sul posto di un secondo equipaggio medicalizzato proveniente da Trivento.
L’ambulanza ha impiegato almeno tre quarti d’ora prima di arrivare ad Agnone, dalla sede triventina, sul luogo dell’incidente.
Stabilizzato e preso in carico il paziente, l’equipaggio del 118 è ripartito alla volta dell’ospedale “Cardarelli” di Campobasso dove quindi è arrivato almeno dopo due ore e mezza dalla richiesta di primo soccorso, ben oltre il termine massimo ipotizzato e previsto dalla legge in materia. Una tempistica che ha rischiato di compromettere l’esito dell’operazione, atteso che si trattava appunto di un codice rosso, con la concreta possibilità di perdere il paziente.
L’invio sul posto di un’eliambulanza avrebbe sicuramente accelerato i tempi, ma in Molise non si comprende se quel servizio esiste oppure no, come anche una sinergia operativa con il confinante Abruzzo.
Dall’ospedale di Castel di Sangro o meglio ancora dal distretto sanitario di base di Castiglione Messer Marino, l’ambulanza medicalizzata avrebbe raggiunto il paziente, lo avrebbe stabilizzato e successivamente trasferito presso il primo pronto soccorso utile in almeno metà del tempo impiegato dal 118 di Trivento. Ipotesi operativa che non si è potuta concretizzare perché non sono in essere i famosi “accordi di confine” in materia sanitaria tra l’Abruzzo e il Molise e dunque in caso di emergenza urgenza, anche se di codice rosso, quindi con il paziente a rischio decesso, equipaggi e professionisti a portata di mano, appena al di là del confine amministrativo, non possono intervenire neanche per salvare vite umane.
Tornando all’incidente di Agnone, il ferito ha riportato traumi da schiacciamento all’addome e le sue condizioni, secondo quanto trapelato, sarebbero state giudicate piuttosto critiche, anche se non dovrebbe essere in pericolo di vita. L’uomo, un 35enne, di nazionalità egiziana, è tuttora ricoverato in Rianimazione presso l’ospedale di Campobasso. Dovrà essere sottoposto ad un intervento chirurgico e comunque la prognosi resta riservata.
Intanto i Carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, insieme ai colleghi della compagnia di Agnone, hanno avviato le indagini e gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
Gli altri lavoratori presenti al momento dell’incidente sono stati sentiti a sommarie informazioni testimoniali presso la locale caserma.

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Il “Gran Premio della Gentilezza 2025” tocca Abruzzo, Calabria, Molise e Sicilia

AGNONE. Come ogni anno dal 2009, l’Università delle Generazioni di Agnone del Molise celebra a modo suo la “Giornata internazionale della Gentilezza” (che ricorre ogni 13 novembre) assegnando il “Gran Premio della Gentilezza” a persone, personaggi e personalità che si distinguono nell’attuare quotidianamente questo grande valore etico, oggi ancora più importante in presenza di ampi e devastanti rigurgiti di ogni tipo di violenza, dallo sgarbo quotidiano al femminicidio, dalle ingiustizie spesso istituzionalizzate alle guerre più devastanti e atroci.
E ne dà notizia adesso, nell’imminenza della giornata del 2 novembre dedicata ai nostri cari defunti, proprio per ribadire pure il fecondo e profondo legame intergenerazionale che dovrebbe legare i singoli e le famiglie anche nel rendere il dovuto e riconoscente omaggio a coloro i quali non ci sono più ma sono stati essenziali per la nostra migliore crescita umana e sociale.
Per l’anno 2025 il “Gran Premio della Gentilezza” è stato assegnato a dieci persone: ai calabresi Rita Barone di Catanzaro, Franco Pòlito di Squillace (Cz), Antonio Tassone di Siderno (Rc), Luciana De Luca di Rovito (Cs), Gaetano Drosi di Davoli (Cz); ai molisani Raffaele Bassani di Termoli (Cz) e ai coniugi Antonio Litterio e Anna Di Tullio di Pescopennataro (Is); all’abruzzese Enzo Presutti di Corfinio (Aq); a Tito Agazio Lanciano di Messina. «Con il Gran Premio della Gentilezza – afferma il promotore Domenico Lanciano, fondatore nel 1993 dell’Università delle Generazioni – si intendono riconoscere pure le doti di generosità e di altruismo che caratterizzano le persone premiate, le quali solitamente fanno spesso anche più del loro dovere sia nel lavoro che nella vita, non risparmiandosi per il bene del territorio e della comunità di appartenenza, riuscendo ad essere di buon esempio in particolare per le giovani leve».

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Risoluzione pro “Caracciolo”, fumata bianca dall’Abruzzo

«La battaglia per una sanità di prossimità è una battaglia di civiltà, che richiede impegno istituzionale e unità politica. Ieri il Consiglio regionale d’Abruzzo ha dato un segnale chiaro».
Lo dichiara il consigliere regionale e capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Alessio Monaco, tra l’altro sindaco di Rosello, il paese del Chietino che confina con Agnone, primo firmatario della risoluzione pro “Caracciolo”, insieme al collega Vincenzo Menna, sottoscritta ieri in sede di Commissione anche dal consigliere di maggioranza Francesco Prospero, a conferma della condivisione dell’intero centrodestra e del Patto per l’Abruzzo.
Fumata bianca, dunque, dal Consiglio regionale dell’Abruzzo in merito alla necessità di coordinare forze e interventi finalizzati alla salvaguardia del presidio ospedaliero “San Francesco Caracciolo” di Agnone.
Nella mattinata di ieri, a L’Aquila, si è tenuta la seduta straordinaria della Commissione Sanità del Consiglio regionale dell’Abruzzo, che ha approvato all’unanimità la risoluzione Monaco-Menna per la salvaguardia dell’ospedale “Caracciolo” di Agnone. «Un segnale forte, bipartisan, che riafferma un principio fondamentale: il diritto alla salute non può conoscere confini», sottolinea, con comprensibile entusiasmo, il consigliere regionale Alessio Monaco.
La notizia, dunque, è che la maggioranza di centrodestra che amministra la Regione Abruzzo ha votato la risoluzione, una convergenza di intenti che è un chiaro segnale politico inviato sia a Roma, al Ministero competente, sia alla struttura commissariale che gestisce la sanità in Molise.
«Il presidio ospedaliero di Agnone svolge da sempre una funzione essenziale per i territori montani e di confine, garantendo cure e assistenza anche a numerosi cittadini abruzzesi, in particolare dell’Alto Vastese e del Sangro – ha sottolineato Alessio Monaco –. È proprio nei territori più fragili e periferici che si misura la tenuta del nostro sistema sanitario. Per questo è indispensabile rafforzare la cooperazione tra Abruzzo e Molise attraverso accordi interregionali efficaci e duraturi».
I famosi “accordi di confine” di cui si parla da decenni senza arrivare a nulla di concreto. «Un ringraziamento particolare è rivolto al sindaco di Agnone e Presidente della Provincia di Isernia, Daniele Saia, e alla sindaca di Castiglione Messer Marino, Silvana Di Palma, per gli interventi precisi e concreti durante l’audizione in Commissione – aggiunge Monaco –. Le loro parole hanno confermato quanto il “Caracciolo” sia centrale per la tenuta sociale e sanitaria di un’intera area montana».
«Ora è il momento di andare avanti: attuare gli impegni, aprire un tavolo stabile con la Regione Molise, coinvolgere il Commissario ad acta e gli assessorati regionali competenti, per dare piena attuazione agli indirizzi contenuti nella risoluzione – chiude il consigliere regionale d’Abruzzo –. È necessario garantire per il “Caracciolo” lo status di ospedale in area particolarmente disagiata. Uno status che va rispettato e rafforzato, non depotenziato».
«Abbiamo voluto attenzionare la Regione Abruzzo sulla situazione dell’ospedale di Agnone – ha commentato al termine dell’audizione in Commissione la sindaca di Castiglione, Silvana Di Palma – un ospedale fondamentale per noi residenti nell’Alto Vastese. Si parla di declassamento e addirittura di chiusura di questo ospedale, mentre noi abbiamo ribadito che si tratta di un ospedale fondamentale per le aree interne, per almeno quindici Comuni del Chietino e del Sangro. L’ospedale di Agnone, il più vicino all’Alto Vastese, è l’unica struttura che può salvare la vita dei residenti nei centri limitrofi dell’Abruzzo».
«La sanità è importante ovunque, ma lo è in particolare nelle aree interne e la nostra è sicuramente un’area interna – le ha fatto eco il sindaco di Agnone, Daniele Saia -. Il diritto alla salute, tutelato dalla Costituzione, non deve essere solo scritto su quella carta, ma deve essere rispettato nei fatti. Il decreto ministeriale 70 prevede gli ospedali di area particolarmente disagiata e per le strutture di confine, come il “Caracciolo”, prevede anche gli accordi interregionali, che però non sono mai stati fatti in Italia. Speriamo che le Regioni Abruzzo e Molise vogliano accettare questa sfida e dare un segnale ai cittadini delle aree interne».

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