Dal Sol levante all’alto Molise: Castel del Giudice protagonista sulla tv giapponese

Dalla televisione pubblica giapponese al National Geographic olandese, la storia di rinascita di Castel del Giudice nelle ultime settimane è stata protagonista di diverse ed importanti pubblicazioni internazionali. Gli inviati della tv giapponese NHK Educational, Saori Watanabe e Matteo Inzeo, hanno dedicato una puntata del programma “Viaggio all’insegna della felicità” alle iniziative che animano la realtà di Castel del Giudice, in particolare quelle legate alla sostenibilità ambientale e alla realizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.
L’attrice Saori Watanabe, accompagnata dall’insegnante madrelingua Matteo Inzeo e dalla troupe della NHK Educational, dopo aver fatto tappa a Milano, hanno visitato l’albergo diffuso Borgotufi, per scoprire come da stalle e fienili le case siano state trasformate in camere e suite con i servizi di un hotel di livello; hanno intervistato il sindaco di Castel del Giudice Lino Gentile, che ha spiegato come la comunità del paese sia coinvolta nella riqualificazione ambientale, sociale ed economica del paese; hanno passeggiato nel Giardino delle Mele Antiche dell’azienda agricola Melise per incontrare Emanuele Scocchera e conoscere come i terreni abbandonati siano coltivati con meleti biologici; hanno fatto visita all’allevamento di capre del poeta contadino Carmine Valentino Mosesso, ascoltando le sue poesie tra i meravigliosi panorami innevati dell’Appennino molisano-abruzzese. Un viaggio a ritroso nel tempo a passo lento, che ha ripercorso tutte le tappe che hanno riportato a nuova vita il paese. Castel del Giudice, con altre località ed attrazioni turistiche del Molise, come la Transiberiana d’Italia, ed Agnone con la fonderia delle campane Marinelli, è stata al centro, inoltre, di un ampio reportage del National Geographic Traveller olandese. La giornalista Liza Karsemeijer ha raccontato la storia della Melise e del micro birrificio agricolo Malto Lento, che utilizza l’orzo prodotto proprio a Castel del Giudice per le sue creazioni. «Non dirlo a nessuno – titola il National Geographic – nella parte meridionale dello Stivale si trova un pezzo d’Italia”, che ha incuriosito la prestigiosa rivista ad “indagare” e scoprire che il Molise è una terra che custodisce tesori meravigliosi. Un reportage di taglio turistico sul Molise, che cita tra i punti di interesse Castel del Giudice e Borgotufi, è stato di recente pubblicato anche sul Telegraph. Il celebre giornale inglese racconta la regione che “cattura l’Italia di un’altra epoca».

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A Frosolone 118 senza medico a bordo, i sindaci scrivono a Schillaci

La battaglia per la salute si combatte, ancora una volta, nelle aree interne, in quei comuni piccoli e troppe volte mal collegati dove è davvero tutto più complicato. E demedicalizzare la postazione del 118 di Frosolone non è accettabile. Dodicimila circa i cittadini coinvolti (loro malgrado) da questo provvedimento, in vigore da ieri. E così i sindaci, la voce delle comunità, sono pronti alle maniere forti. Al lavoro su un documento condiviso che sarà inoltrato al ministro Schillaci, ai prefetti di Isernia e Campobasso, al commissario ad acta e al dg Asrem con il quale si chiede la revoca del provvedimento.
Sì, perché i territori sui quali si abbatte questa decisione attraversano le aree interne, da una provincia all’altra. E così i sindaci di Frosolone, Macchiagodena, Bagnoli del Trigno, Sant’Elena Sannita, Civitanova del Sannio (per quanto attiene la provincia di Isernia), Duronia, Torella del Sannio e Molise (per quella di Campobasso) hanno fatto fronte comune per per contrastare l’ultima decisione in ordine di tempo che riguarda la sanità. Da ieri, come ormai noto, la postazione del 118 di Frosolone è in assetto “India”: autista, soccorritore e infermiere. Quindi, senza medico a bordo.
«Una scelta – rimarca il primo cittadino di Frosolone, Felice Ianiro, ai microfoni di Teleregione – che avrebbe gravi pregiudizi sulla intera area che è servita dalla postazione del 118 di Frosolone. Una scelta che non passerà in silenzio» avverte. Nella sede del Comune di Frosolone c’è anche il collega Gianni Meffe, sindaco di Torella.
«Una decisione che penalizza i cittadini non solo nel momento dell’urgenza ma anche come percezione di sicurezza – spiega -. Avere un presidio del 118, anche se Torella fa parte di altra provincia, è un aspetto importante anche nelle scelte di vita, quando si decide se restare a vivere nei nostri piccoli centri oppure trasferirsi altrove».
Sull’ambulanza, quindi, saliranno l’autista, il soccorritore e un infermiere. E se dovesse servire un medico, questo interverrà da Bojano o da Trivento, a bordo di un’auto medica.
«Togliere il medico al servizio 118 – sbotta Felice Ciccone, sindaco di Macchiagodena, interpretando di certo il pensiero dei colleghi e delle comunità coinvolte – rappresenta un vero e proprio attentato alla salute dei nostri cittadini. È inaccettabile!
I nostri territori sono già fortemente penalizzati e, per questo, fa ancora più rabbia vedere smantellare servizi importanti come quelli socio-sanitari e, addirittura, quelli emergenziali.
È assurdo anche perché il servizio 118, quello vero con il medico, è il miglior modo per decongestionare il pronto soccorso dei nostri ospedali che tanto stanno soffrendo in questo periodo – rimarca, alla luce delle criticità quotidiane che ormai affliggono l’accesso al Veneziale -. È assurdo perché mentre noi lavoriamo ogni giorno per rendere i nostri territori più attrattivi, c’è chi va in direzione contraria rendendoli più fragili e più vulnerabili. Unitamente ai sindici dell’area, chiederemo con forza la revoca dell’assurdo provvedimento» annuncia Ciccone che è al lavoro con i colleghi primi cittadini.
Come riportato ieri sulle colonne di Primo Piano, dopo il no del tavolo tecnico alla bozza di decreto che formalizzava un accordo decentrato con i medici del trasporto sanitario d’emergenza (del valore di 300mila euro l’anno), i poco più di 40 camici bianchi in servizio non effettueranno più i turni aggiuntivi che permettevano di coprire 12 delle 16 sedi dislocate sul territorio mentre Sant’Elia, Cerro al Volturno, Castelmauro e Campobasso Monte Grappa sono giù da tempo senza medico.
«Siamo in balia delle onde» sintetizza un cittadino di Frosolone.
Parla di passo indietro un anziano che non si sottrae ai microfoni. «Che si pensa per il futuro, quale meccanismo alla base di questa scelta, perché tagliare un servizio essenziale? Se togliamo anche questo, dobbiamo sloggiare dal Molise» la sintesi di un ragionamento che non fa una piega.

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Il Sente chiuso da 5 anni, Greco: problema cancellato dall’agenda del centrodestra

Formalizzare il passaggio del viadotto ‘Sente-Longo’ ad Anas e assicurare la riapertura, anche parziale, dell’infrastruttura, anello di congiunzione tra l’alto Molise e numerosi centri dell’Abruzzo. È quanto chiede con vigorita fiducia il Movimento 5 Stelle, che da tempi non sospetti si è occupato della vicenda. L’ultima azione, in ordine di tempo, è l’approvazione di una mozione promossa dal capogruppo in Consiglio regionale, Andrea Greco.
«Abbiamo impegnato il presidente Donato Toma e l’intera assise regionale affinché possa trovarsi una risoluzione all’annosa problematica – sottolinea Greco -. Finora si è perso fin troppo tempo: bisogna sbloccare al più presto la più importante vertenza viaria del territorio molisano» aggiunge. Dal settembre 2018, la questione vede coinvolte le popolazioni delle aree interne che continuano a subire pesanti danni socio-economici a causa dell’interdizione al traffico dell’arteria. «Ad oggi, malgrado l’impegno preso al Tavolo tecnico da Regione Molise e Provincia di Isernia – rimarca il consigliere regionale di Agnone – tutto è fermo con la maggioranza di centrodestra che ha cancellato dall’agenda il problema. Le soluzioni esistono, ma tardano inspiegabilmente ad arrivare, e ciò non fa altro che acuire l’isolamento dell’area periferica già alle prese con tagli ai servizi e spopolamento. Con ogni sforzo possibile, bisogna fare in modo che le opere di ripristino vengano quindi realizzate nel più breve tempo possibile». A riguardo i portavoce del M5s spronano l’esecutivo Toma «a fornire risposte rapide ed efficaci a migliaia di cittadini stanchi di attendere». A loro dire in cinque anni di legislatura il “governo regionale non si è mai interessato concretamente della vicenda se non in qualche comparsata dell’ex assessore Vincenzo Niro che poi, però, nulla ha fatto per statalizzare l’arteria che resta il vero nocciolo della questione». A questo punto il M5s rivendica il suo operato. «Lo abbiamo dimostrato in passato con il reperimento di 2 milioni di euro (Decreto Genova), fondi che non sono stati utilizzati nei modi e nei tempi giusti, oltre ai numerosi Tavoli tecnici organizzati presso il Mit e l’Anas, senza contare gli incontri con residenti e amministrazioni locali».
In seguito Greco tira in ballo il ministro Matteo Salvini e Michele Marone, già assessore in quota Lega con Toma. «Sono loro – avverte – che potrebbero risolvere il problema proseguendo il lavoro iniziato da noi. Tuttavia, se si esclude qualche sporadica dichiarazione, sembra evidente, che entrambi siano totalmente disinteressati all’area di mezzo tra Molise e Abruzzo. Eppure, la viabilità rappresenta un asset vitale per la sopravvivenza e lo sviluppo del Molise. Circostanza, dunque, che merita la massima attenzione da parte di tutti per disincagliare le pratiche pendenti e reperire i fondi necessari. Non farlo significherà sancire la condanna a morte per un territorio che continua a vedersi negati diritti sacrosanti sanciti dalla Costituzione. Dal canto nostro conclude Greco – abbiamo rilanciato il tema durante gli ultimi lavori. Ma ora chi ha gli strumenti per risolvere la controversia, deve farlo senza perdere un minuto di tempo».

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