Estate a pieno ritmo col mitico Joe Bavota

Una pioggia di concerti ed eventi estivi per Joe Bavota che prosegue ed arricchisce la tour primaverile iniziata ad aprile che già aveva delle date fisse per l’estate alla quale adesso si sono aggiunte altre città che vogliono Joe in concerto. Tra le nuove tappe si va nello splendido scenario della Versilia con un doppio concerto a Camaione marina ed il giorno seguente a Marina di Pietrasanta. Gli spettacoli, presentati da Claudio Sottili avranno luogo il 10 e 11 luglio. In seguito, il 3 agosto, si tornerà a Roma per il Trinità Days proprio dove fu girato il film “Lo chiamavano Trinità” con Bud Spencer e Terence Hill. Ci saranno tanti ospiti come personaggi della galassia western. Il tutto ideato e realizzato da Tiziano Carnevale, direttore artistico dell’evento con la collaborazione della Pro Loco di Camerata Nuova. Dalla terraferma alle isole con il concerto presso l’isola di San Domino, alle isole Tremiti, per l’anniversario della morte del Re del Rock Elvis Presley di cui Joe Bavota porta in giro la memoria che si tiene il 16 agosto nell’incantevole piazza belvedere dove si esibì anche il compianto Lucio Dalla e tanti altri grandi artisti. Non mancherà il live del cuore con un unico appuntamento in Molise, a Petacciato, il 2 agosto. Effetti scenici ed ingresso trionfale con moto, auto come la Cadillac, la limousine, l’ultima Camaro ZL1 apparsa nel film Fast&Furious10 e tanto altro ancora. Nel corso della serata ci saranno stand con gadgets e cimeli americani, cibo e bevande americane oltre ai motociclisti di Petacciato che si sono resi subito disponibili insieme a Sindaco e amministrazione comunale che hanno voluto ospitare l’evento. E ancora Ungheria nella città di Gyor; poi si ritorna in Italia, in Piemonte dove Joa Bavota organizzerà un spettacolo per far rivivere due dei più grandi interpreti della musica rock/pop a livello mondiale come Michael Jackson ed Elvis Presley con brani, racconti, immagini rare e tanto altro…Lo show s’intitolerà “la Notte dei Re” e avrà luogo il 16 novembre presso il teatro alessandrino ad Alessandria dove è già possibile acquistare i biglietti online su TicketOne oppure sul sito ufficiale di Joe Bavota www.joebavotaelvis.com
Nel mezzo ci saranno anche tappe a Cattolica, Bologna, Parma, Pescara, Perugia ed altre città in continuo aggiornamento perché man mano che i concerti fanno tappa in qualche città, altre se ne aggiungono dato il success di pubblico. Per questa nuova tournée, una delle più impegnative degli ultimi anni, per stessa ammissione di Joe Bavota, scenderà in campo una vera e propria troupe artistico-ammnistrativa sempre più coordinata a partire dai musicisti: Salvatore Langiano al pianoforte, Dieg Zampacorta al basso, il batterista e docente Giuseppe Candela, il docente Angelo Iatesta al sax, i docenti Maurizio Santamaria e Luigi Micucci alle chitarre elettrica ed acustica; francesco Russi alla tromba, gli Autisti Road Manager per i mezzi usati da Joe per la tur vi sono gli amici Umberto Rssi e Franco Chighine; nel ruolo di Priscilla Presley c’è Monica Declame che cura altresì la direzione artistica come coordinatrice dello show; novità assoluta è il maestro di ballo Luca D’Ottavio nei panni di Michael Jackson, gli amici rockabilly nel ruolo dei musicisti anni 60; l’attrice nel ruolo di Lisemarie Presley affidato a Giorgia d’Acunto che ha già collaborato con Joe nelle riprese del remake Elvis and Me!
Una vera e propria macchina artistica in movimento con la JOE BAVOTA MANAGEMENT GROUP che, con l direzione di Monica Declame da oltre sei anni a fianco di Joe, porta nelle varie piazze d’Italia e del mondo, ma anche con eventi televisivi, radiofonici, teatrali, il ricordo del grande di Elvis Presley, grazie alle canzoni, i movimenti, la presenza scenica di Joe Bavota, rendendolo immortale!

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I due assassini di Sonia sconteranno ‘solo’ 25 anni

Al termine del processo tenutosi un mese fa in Lussemburgo, la signora Antonietta Aiello, madre di Sonia Di Pinto, aveva dichiarato di non essere soddisfatta della richiesta della Pubblica accusa, che aveva scagionato uno dei tre soggetti arrestati dopo la rapina sfociata nell’omicidio della figlia, chiedendo 30 anni di reclusione per i principali indiziati dell’efferato delitto, commesso nella notte di Pasqua del 2022.
Ieri è arrivata la sentenza della Corte del Granducato e, se possibile, ha generato ulteriore indignazione: la pena è stata confermata a 30 anni, ma con cinque anni di sospensione condizionale, che di fatto la ridurrebbe a 25. Una decisione che, per alcuni, grida vendetta.
Non si fermerà di certo mamma Antonietta, perché il dolore è troppo forte – soprattutto dopo aver perso, pochi mesi fa, anche l’adorato marito. Così la donna: «La sentenza non la accetto. Ora ho bisogno di silenzio e di un po’ di tempo per riflettere, non me la sento di parlare. Quando me la sentirò, deciderò come andare avanti. Di certo non mi fermo».
Oggi Antonietta rientra a Petacciato e inizierà a preparare le mosse per appellarsi alla decisione della magistratura lussemburghese, soprattutto per l’assoluzione del terzo indagato.
Dopo tre anni di attesa, dolore e battaglie legali, è arrivata dunque la sentenza che chiude uno dei casi più sconvolgenti per la comunità italiana in Lussemburgo. La Corte Penale del Granducato ha condannato a 30 anni di reclusione, con 5 anni sospesi, Lamine M. e Abdou S., ritenuti colpevoli dell’omicidio di Sonia Di Pinto, 46 anni, originaria di Petacciato, brutalmente uccisa nella notte di Pasqua del 2022 all’interno del ristorante Vapiano di Kirchberg, dove lavorava.
Secondo la ricostruzione processuale, i due imputati avevano pianificato una rapina approfittando della conoscenza interna di Lamine, dipendente del locale sotto falsa identità. L’obiettivo era la cassaforte del ristorante, ma non avevano previsto la presenza di Sonia, che si trovava nel seminterrato per chiudere i conti della giornata. Quando l’hanno sorpresa, la situazione è degenerata in un atto di violenza inaudita: Sonia è stata colpita almeno otto volte con una pinza e poi strangolata fino alla morte.
I due sono fuggiti con 3.000 euro in contanti e 17 buoni pasto, per poi trascorrere la serata in una discoteca. Il corpo di Sonia è stato ritrovato poche ore dopo da una collega.
Le indagini, supportate da immagini di videosorveglianza e testimonianze, hanno portato rapidamente all’arresto dei due aggressori, che hanno confessato. Un terzo uomo, Edu M., collega della vittima, era stato inizialmente sospettato di complicità per aver aperto la porta ai due, ma è stato assolto per insufficienza di prove.
Durante il processo, il pubblico ministero ha parlato di un «omicidio volontario con l’intenzione di causare la morte», sottolineando che la tragedia era evitabile e che i due imputati avevano agito con la volontà di non lasciare testimoni.
La madre di Sonia, Antonietta Aiello, ha seguito ogni fase del processo, anche se non era presente in aula al momento della sentenza. Informata dal suo legale, ha commentato con amarezza: «Mi aspettavo l’ergastolo. Mia figlia è stata ammazzata, non c’è nulla che possa riparare a questo dolore».
Per onorare la memoria di Sonia, la comunità italiana in Lussemburgo ha inaugurato una panchina rossa presso l’Ambasciata italiana: un simbolo contro la violenza sulle donne e un tributo a una vita spezzata ingiustamente.
Ora ci sono 40 giorni di tempo per presentare ricorso.

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I due assassini di Sonia sconteranno ‘solo’ 25 anni

Al termine del processo tenutosi un mese fa in Lussemburgo, la signora Antonietta Aiello, madre di Sonia Di Pinto, aveva dichiarato di non essere soddisfatta della richiesta della Pubblica accusa, che aveva scagionato uno dei tre soggetti arrestati dopo la rapina sfociata nell’omicidio della figlia, chiedendo 30 anni di reclusione per i principali indiziati dell’efferato delitto, commesso nella notte di Pasqua del 2022.
Ieri è arrivata la sentenza della Corte del Granducato e, se possibile, ha generato ulteriore indignazione: la pena è stata confermata a 30 anni, ma con cinque anni di sospensione condizionale, che di fatto la ridurrebbe a 25. Una decisione che, per alcuni, grida vendetta.
Non si fermerà di certo mamma Antonietta, perché il dolore è troppo forte – soprattutto dopo aver perso, pochi mesi fa, anche l’adorato marito. Così la donna: «La sentenza non la accetto. Ora ho bisogno di silenzio e di un po’ di tempo per riflettere, non me la sento di parlare. Quando me la sentirò, deciderò come andare avanti. Di certo non mi fermo».
Oggi Antonietta rientra a Petacciato e inizierà a preparare le mosse per appellarsi alla decisione della magistratura lussemburghese, soprattutto per l’assoluzione del terzo indagato.
Dopo tre anni di attesa, dolore e battaglie legali, è arrivata dunque la sentenza che chiude uno dei casi più sconvolgenti per la comunità italiana in Lussemburgo. La Corte Penale del Granducato ha condannato a 30 anni di reclusione, con 5 anni sospesi, Lamine M. e Abdou S., ritenuti colpevoli dell’omicidio di Sonia Di Pinto, 46 anni, originaria di Petacciato, brutalmente uccisa nella notte di Pasqua del 2022 all’interno del ristorante Vapiano di Kirchberg, dove lavorava.
Secondo la ricostruzione processuale, i due imputati avevano pianificato una rapina approfittando della conoscenza interna di Lamine, dipendente del locale sotto falsa identità. L’obiettivo era la cassaforte del ristorante, ma non avevano previsto la presenza di Sonia, che si trovava nel seminterrato per chiudere i conti della giornata. Quando l’hanno sorpresa, la situazione è degenerata in un atto di violenza inaudita: Sonia è stata colpita almeno otto volte con una pinza e poi strangolata fino alla morte.
I due sono fuggiti con 3.000 euro in contanti e 17 buoni pasto, per poi trascorrere la serata in una discoteca. Il corpo di Sonia è stato ritrovato poche ore dopo da una collega.
Le indagini, supportate da immagini di videosorveglianza e testimonianze, hanno portato rapidamente all’arresto dei due aggressori, che hanno confessato. Un terzo uomo, Edu M., collega della vittima, era stato inizialmente sospettato di complicità per aver aperto la porta ai due, ma è stato assolto per insufficienza di prove.
Durante il processo, il pubblico ministero ha parlato di un «omicidio volontario con l’intenzione di causare la morte», sottolineando che la tragedia era evitabile e che i due imputati avevano agito con la volontà di non lasciare testimoni.
La madre di Sonia, Antonietta Aiello, ha seguito ogni fase del processo, anche se non era presente in aula al momento della sentenza. Informata dal suo legale, ha commentato con amarezza: «Mi aspettavo l’ergastolo. Mia figlia è stata ammazzata, non c’è nulla che possa riparare a questo dolore».
Per onorare la memoria di Sonia, la comunità italiana in Lussemburgo ha inaugurato una panchina rossa presso l’Ambasciata italiana: un simbolo contro la violenza sulle donne e un tributo a una vita spezzata ingiustamente.
Ora ci sono 40 giorni di tempo per presentare ricorso.

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