Circondati da un branco di cani, attimi di terrore per due cercatori di castagne

Il bosco d’autunno, con i suoi colori caldi e il silenzio rotto soltanto dallo scricchiolio delle foglie secche, si è trasformato in teatro di paura, per alcuni istanti. È accaduto lungo la Strada Provinciale 106, nel tratto che collega San Massimo a Campitello, dove due uomini – entrambi frequentatori abituali di quei luoghi e ben avvezzi alle dinamiche della montagna – si erano recati alla ricerca di castagne.
L’escursione ha preso una piega drammatica quando, improvvisamente, un branco di sette cani – intenti a seguire un gregge di pecore, a quanto riferiscono i due in assenza del pastore – ha circondato gli escursionisti, mostrando atteggiamenti minacciosi e scatenando momenti di autentico terrore.
La situazione, raccontano i protagonisti, è stata critica. Solo l’istinto e l’esperienza hanno permesso ai due di gestire l’emergenza: con movimenti calcolati e senza cedere al panico, sono riusciti progressivamente ad allontanare gli animali. Un’operazione delicata, durata diversi minuti che sono sembrati interminabili, durante i quali hanno riportato alcune escoriazioni dovuti a qualche caduta inevitabile nelle fasi più concitate del confronto ravvicinato.
«Siamo stati fortunati – racconta uno dei due uomini, ancora scosso dall’accaduto -. Penso a cosa sarebbe potuto succedere se al nostro posto ci fosse stata una famiglia con dei bambini. Sarebbe stata una tragedia. Quei cani erano determinati, aggressivi. Non è un episodio da sottovalutare».
Le ferite riportate, per fortuna, non hanno richiesto interventi sanitari, ma l’episodio solleva interrogativi sulla sicurezza, visto che l’area tra San Massimo e Campitello è tradizionalmente molto frequentata, soprattutto in questo periodo dell’anno quando i boschi richiamano appassionati di trekking e di prodotti del sottobosco.

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Bojano nel programma europeo dei normanni 2027

Un ponte tra Molise e Normandia, tra passato e futuro, tra storia e identità europea. Bojano sarà infatti tra i protagonisti del Programma europeo dei Normanni 2027, che celebra il millenario della nascita di Guglielmo il Conquistatore, figura simbolo dell’epopea normanna e dell’espansione culturale e politica di un popolo destinato a lasciare un’impronta profonda in tutta Europa.
Grazie a un accordo di programma siglato dall’AAST Regionale del Molise con il Comune di Bojano, altri comuni del Matese e l’Associazione Rodolfo de Moulins, la città matesina punta a inserirsi ufficialmente nel novero delle località europee coinvolte nella grande rete di eventi che unirà, idealmente e concretamente, la Normandia ai territori che i normanni attraversarono, dal Nord Europa fino alla Sicilia.
L’iniziativa, che ha già ottenuto l’interesse della stessa Regione Normandia, assume per Bojano un significato speciale: è infatti qui che, secondo alcuni studi e pareri, affonda le radici il nome stesso di Molise, che deriverebbe proprio da Rodolfo de Moulins, capostipite normanno da cui trae origine l’antica contea. A confermare la solidità dei legami storici e culturali, tra i partner del progetto figura anche l’Associazione dei Vichinghi di Helsinki, riconosciuta in sede europea.
L’Ufficio scolastico regionale del Molise è partner ufficiale dell’iniziativa, promuovendo un importante coinvolgimento delle scuole: un modo per far conoscere alle nuove generazioni un capitolo fondamentale della storia locale in chiave europea.
Un primo passo concreto del percorso sarà l’incontro in programma oggi – giovedì 9 ottobre alle 10:30 – presso l’Aula Magna dell’Istituto di istruzione secondaria superiore di Bojano. L’appuntamento vedrà la partecipazione del Dirigente scolastico, degli studenti dell’istituto, del Sindaco di Bojano, del Sindaco di San Giuliano del Sannio, del responsabile dell’AAST Molise, oltre alle autorità regionali invitate per l’occasione.
Saranno illustrate le idee e le prospettive operative che prenderanno forma nel biennio 2026-2027, con l’obiettivo di costruire una rete stabile di cooperazione culturale e turistica. L’AAST ha già inviato alla Normandia un programma di massima e ha partecipato a numerosi incontri preparatori con partner italiani e francesi, segno che l’avventura – di fatto – è già cominciata.
Un progetto che, sotto il segno dei Normanni, promette di ridare luce a un’identità europea comune e di valorizzare il Molise in uno scenario internazionale di cultura, storia e memoria condivisa.

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Sepino, dopo 20 anni riprendono gli scavi: trovate monete in bronzo

Dopo oltre vent’anni al Parco Archeologico di Sepino sono ripresi gli scavi archeologici nell’area alle spalle dell’arco di Nerazio Prisco.
«In prossimità del foro, cuore pulsante della vita cittadina di 2000 anni fa, alle spalle dell’arco di Nerazio Prisco si sviluppa una struttura dalla pianta particolare. Un’imponente scalinata di accesso – fanno sapere dal parco – conduce ad un vano pavimentato a grandi lastre, simili a quelle del foro, ai lati di quest’area si aprono due ambienti simmetrici terminanti con due absidi, delimitati sui lati esterni da canali di deflusso delle acque costituiti da blocchi in pietra. Lo sviluppo planimetrico e la funzione di tale complesso è ancora di difficile definizione, ma attraverso le nuove indagini archeologiche che punteranno a ripulire aree già indagate e a riportare in luce un nuovo settore dell’area alle spalle dell’arco, si avranno ulteriori dati per poter avere un quadro più completo di questo quartiere cittadino, il quale data la posizione si può ipotizzare strettamente connesso con l’arco e la vita pubblica che animava il foro. In contemporanea con lo scavo si sta conducendo un importante lavoro di rilievo e studio dei blocchi di pietra depositati nella zona e appartenenti a vari monumenti, tra questi l’arco di Nerazio Prisco e il retrostante edificio oggetto di scavo. Le prime giornate di lavoro ci hanno già regalato indicazioni molto importanti. Tra gli oggetti riportati alla luce, che ci svelano la loro antica funzione, spiccano ben 20 monete in bronzo. Queste testimonianze non solo confermano la vita pulsante in quest’area, ma ci offrono anche una datazione puntuale delle diverse fasi di occupazione e abbandono. Alcune sono già state identificate e mostrano i volti di tre imperatori che hanno segnato epoche cruciali: l’illuminato Marco Aurelio (161-180 d.C.), Treboniano Gallo (251-253 d.C.) e Valente (364-378 d.C.). Un salto temporale incredibile in così pochi frammenti di bronzo».

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