Un grande Lupo inchioda la Ternana

Con una condotta di gara quasi perfetta, il Campobasso torna a casa con un punto pesante inchiodando la Ternana sullo 0-0. E se bisogna dirla tutta, è stata la squadra di Braglia a sfiorare di più la vittoria, soprattutto nel primo tempo. Fase difensiva accorta e ordinata, ripartenze veloci, se si fosse stati più cinici in avanti si parlerebbe di colpaccio. Ma va bene così, esame superato a pieni voti contro una delle formazioni più attrezzate per il salto di categoria.
Il tecnico di Grosseto non porta neanche in panchina gli acciaccati Di Stefano (infortunio muscolare) e D’Angelo (influenza) e ne cambia cinque. Due assenze pesanti rimpiazzate da Bigonzoni e Prezioso che tornano titolari. Abate conferma gli undici che hanno espugnato Arezzo qualche giorno fa. La prima conclusione è di marca locale: Corradini calcia centrale, para Forte. Risposta corposa dei rossoblù sulla ripartenza: Antonio Di Nardo avanza palla al piede, resiste ad Aloi ma davanti alla porta svirgola di destro da ottima posizione. Il Campobasso parte bene e al 10’ costruisce un’altra palla gol: Di Nardo calcia una punizione dai 25 metri, il rimpallo favorisce Mondonico che di sinistro non è preciso. E ancora, altra chance per Di Nardo che incorna in pallonetto chiamando al colpo di reni Vannucchi. Un ottimo Lupo che non solo regge l’urto contro un’avversaria di qualità ma meriterebbe anche il vantaggio per quanto confezionato nella prima parte del match. Gli umbri aumentano un po’ i giri del proprio motore facendo soprattutto possesso palla ma senza dare chissà quale impressione di poter andare a bersaglio. Il brivido solo nel finale di frazione per Francesco Forte sul tentativo di Cianci che trova l’opposizione in angolo.
Ripresa. Le “fere” provano a mettere paura subito ai rossoblù: Tito sfonda a sinistra, va di testa Cianci trovando l’opposizione a un metro dalla linea di porta di Celesia che esulta come se avesse segnato. La partita è meno intensa rispetto al primo tempo, le squadre provano ad accorciare i tempi per fare la giocata giusta. Ci va vicino la Ternana che si accende con Cicerelli, palla a Curcio che non passa di molto dal palo (55’). Braglia cambia Bigonzoni, Forte e Prezioso con Lombari, Haveri e Baldassin. Si passa al 4-4-2. I padroni di casa fanno gioco e pressano, i campobassani fanno più fatica a ripartire pur non subendo tiri in porta.
Al 67’ Pierno si intestardisce, e fa bene, a destra, palla dentro per Di Nardo che difende col corpo, si gira e calcia di sinistro, il portiere si distende e allontana la minaccia. Lo stesso attaccante si ritrova quasi davanti al portiere ma opta per il tiro ravvicinato trovando la parata. Ultimi dieci minuti di sofferenza, Capuano calcia alto al minuto 84, poi Patanè all’ultimo respiro non impatta bene di testa, sfera sul fondo.

FdS

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Braglia: squadra in crescita. Ma va trovata la via del gol

Soddisfazione per i progressi nel gioco, ottimismo per il prosieguo del campionato ma anche rammarico perché la partita poteva e doveva essere infiocchettata e portata a casa. Piero Braglia ha imbastito un vestito su misura per la sfida al Gubbio, imbrigliato per tutti i novanta minuti. Merito evidente dell’allenatore che ha costruito una fase difensiva solida e quasi inattaccabile venerdì sera. In fase di impostazione miglioramenti ci sono stati ma è in quella della finalizzazione che si pecca ancora. Tre occasioni davanti al portiere e un palo sono tante in trasferta: un pallone almeno bisognava buttarlo dentro. Detto questo, i rossoblù salgono a quota quattro punti in classifica e puntano senza mezzi termini alla vittoria casalinga giovedì prossimo, quando al Molinari alle 20.45 arriverà la Vis Pesaro. Queste le parole dell’allenatore al termine del match in terra umbra.
Mister, un buon Campobasso che però non riesce a piazzare il colpo: è così?
«Siamo un po’ dei polli perché creiamo anche delle occasioni abbastanza buone ma puntualmente facciamo fatica a concretizzare e poi rischi di perderle le partite, come accaduto quando siamo rimasti per esempio in dieci. È un peccato perché la squadra adesso sta iniziando a esprimersi bene. Dalla pessima prestazione di Piancastagnaio siamo cresciuti sicuramente, le altre le abbiamo ben interpretate».
Ha cambiato subito Bigonzoni, poi anche Mancini: come mai?
«Avevamo il problema di due ragazzi, il 2005 e il 2004. Uno non si sentiva bene, Mancini, ha avuto la febbre un paio di giorni fa, l’altro che è Bizonzoni non so cosa avesse ma non stava bene, e allora li ho tolti».
I suoi hanno dominato la ripresa: se l’aspettava così il Gubbio?
«Io so che il Gubbio più o meno gioca sempre così. Ripartono bene, ho visto anche a Perugia, soprattutto con Corsinelli. Forse siamo stati noi bravi a non farli ripartire facilmente. Gestivamo bene noi la palla, li mandavamo fuori giri».
Come giudica per ora questo girone B?
«C’è un grandissimo equilibrio e tutti possono battere tutti. Noi con la Torres per esempio abbiamo perso 1-0 rimanendo in dieci ma abbiamo rischiato di pareggiarla nell’ultimo quarto d’ora. L’anno scorso non era così, correvano molto di più ed erano più aggressivi. Hanno molti più giocatori ma forse quelli in più diventano dei problemi».
Nel complesso è contento della squadra?
«La squadra con la Torres e a Gubbio ha giocato uguale, ha tenuto un buon livello, palleggia bene, esce fuori bene. Poi se non segni le partite rischi di perderle, come successo contro la Torres. Inizio a essere contento della squadra. Forse ci siamo tirati addosso le critiche perché noi abbiamo giocato le amichevoli con le squadre di serie C che hanno fatto tutte i playoff mentre noi eravamo in assemblaggio, lavoravamo mattina e pomeriggio mentre le altre venivano a giocare riposando anche».
Parlando degli obiettivi, è giusto pensare che prima bisogna centrare la salvezza e poi quel che viene sarà di guadagnato?
«Per noi sono tutte partite fondamentali. Dobbiamo dimostrare di meritare la categoria, abbiamo una società ambiziosa, che parla sempre di voler vincere. Ci vuole un po’ di pazienza, bisogna costruire bene le cose, nessuno gli vuole far buttare via i soldi inutilmente. Io ho detto che questa squadra se lavora bene può arrivare tra le prime dieci, non di più. se uno vuole vincere il campionato deve chiamare un altro, tutto qui».
fds

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Braglia: «A Gubbio per giocarcela. È ora che tutti diano più del massimo»

Non le manda a dire mister Braglia ai suoi in vista di un appuntamento delicato: l’anticipo di questa sera alle 20.45 sul campo del Gubbio. Il tecnico pretende molto di più e soprattutto non vuole rivedere quanto di brutto c’è stato contro la Pianese anche alla luce della discreta prova anti-Torres. Una sfida non facile che arriva dopo la sconfitta bruciante casalinga contro i sardi, in cui si sono visti pregi ma anche difetti di una squadra alla ricerca di un’identità precisa. Il Gubbio è partito bene ma Braglia crede molto nei suoi che «possono fare una grossa prestazione». Out solo lo squalificato Baldassin, in forse Lombari che ha un po’ di febbre mentre resta fuori lista Maldonado.
Mister, l’impressione è che la fase offensiva sia poco incisiva e che serva maggiore qualità negli ultimi 25 metri: è d’accordo?
«Ci stiamo lavorando, sperando di ottenere risultati immediati. Abbiamo fatto errori, come nel caso dell’espulsione: hai fatto fallo, ti ha ammonito, vai via. Dalla televisione il giallo a Baldassin era giusto, dal campo sembrava che avesse preso la palla. Dispiace perché la partita l’avevamo fatta bene, stavamo bene in campo, i ragazzi correvano, si davano da fare. Purtroppo al minimo errore paghiamo, ma io credo in questo gruppo, vedo come lavorano. Per me è solo questione di tempo, poi bisogna vedere quanto ne abbiamo, nel calcio basta vedere quanto succede nelle grandi società dove c’è poca pazienza. La cosa più importante è che la squadra cresca».
Come se la giocherà a Gubbio?
«Ci giocheremo la partita come stiamo facendo da tutte le parti, dobbiamo aumentare il nostro livello anche rispetto alla partita contro la Torres e fare qualcosa in più in fase offensiva. Penso che pian piano portiamo tutti a un certo livello per potersi esprimere meglio. Sto vedendo per esempio che Di Stefano regge meglio gli allenamenti, qualcun altro verrà messo a casa sua, c’è da continuare la strada intrapresa, indietro non si può tornare altrimenti vorrebbe dire consegnarsi alle giuste critiche. Con la Torres abbiamo dato anche una prova di forza, quindi non voglio tornare indietro nelle prestazioni. I risultati arriveranno, sono convinto».
Affronta la sua ex squadra con cui ha fatto molto bene: serve qualità nell’uno contro uno, è così?
«Vero, stiamo cercando di supplire con l’inserimento di altri calciatori. Facciamo fatica nell’uno contro uno, dobbiamo iniziare a lavorarci sul serio. Uno che lo ha nelle corde è Lombari, che ha un po’ di febbre ma speriamo di recuperarlo. C’è anche qualità in questa squadra, per esempio Pellitteri e Prezioso hanno qualità così come D’Angelo, lo stesso Scorza. Dobbiamo solo cercare di diventare quello che vogliamo. Gubbio è stato importante, sono stato bene, rivedrò tutti con piacere ma loro vogliono farci la festa e noi vogliamo fare altrettanto. Hanno mantenuto la base inserendo giocatori bravi, stanno facendo bene ma io me la vado a giocare».
Entrando nel dettaglio, Di Stefano come lo vede? Che ruolo ha di preciso?
«Lui ha bisogno di un centravanti per potersi esprimere, arrivando da dietro è più pericoloso. Inizia a stare bene fisicamente, ha un gran tiro, lotta tanto e ha tecnica. Nessuno gli chiede di star fisso, la cosa fondamentale è che si copra bene il campo. Ci darà una grande mano».
In generale quanto è soddisfatto di quello che stanno facendo i suoi?
«Ci sono dei calciatori che stanno raggiungendo le condizioni, l’ultima partita per esempio ha giocato Bigonzoni che ha fatto un tempo, Morelli sta salendo così come Pierno. Haveri se si incazzasse un po’ di più farebbe una cortesia a tutti perché purtroppo ci sono dei ragazzi che non capiscono che noi diamo possibilità ma non le regaliamo, c’è bisogno delle prestazioni. Lui viene da annate non buone, l’anno scorso non ha mai giocato, deve chiedersi anche lui delle cose. Noi gli diamo una mano, ma deve essere lui che deve capire che deve tornare a un certo livello. Arrivi a un certo punto in cui dici: ora devi capirlo tu cosa vuoi fare. Con la Torres hanno giocato cinque ragazzi, tutti devono pedalare, le chiacchiere se le porta via il vento. La prestazione ti fa giocare la settimana dopo, se non la fai resti fuori. Come quelli che hanno giocato a Piancastagnaio, quando ho sbagliato io a non levarli subito un paio di persone, così forse capivano che andazzo tirava. Non è concepibile quanto successo, mi gioco tutto, non fa niente. Le partite vanno giocate, la maturità l’ha fatta vedere la curva e il resto dello stadio che hanno applaudito, cosa si vuole di più. Bisogna dare tutto tutti quanti. Non siamo qui in vacanza, perciò bisogna pedalare, altrimenti vanno fuori, senza guardare in faccia a nessuno. Qui quello che conta è il Campobasso, del resto non importa niente a nessuno. Basta alternare le prestazioni, bisogna trovare la continuità. Giocherà chi sta meglio in base anche a quello che ho visto in settimana».

Franco de Santis

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