Via Berlinguer, la sindaca sospende le attività didattiche fino al 22 settembre

Nervi tesi e clima incandescente ieri mattina nel parcheggio dell’istituto di via Berlinguer dove la sindaca Marialuisa Forte ha incontrato i genitori dei piccoli alunni per illustrare le nuove disposizioni riguardanti il plesso finito nell’occhio del ciclone dopo le segnalazioni delle famiglie e il sopralluogo del consigliere di opposizione Domenico Esposito.
Al centro della protesta, le condizioni degli spazi che da inizio anno ospitano le classi della Guerrizio e della D’Ovidio, trasferite nell’immobile di nuova destinazione provvisoria. Tra le criticità riscontrate, nello specifico, aule troppo strette, prive di luce naturale, rampa impraticabile, fili scoperti, bagni angusti e, in alcuni casi, privi di porte.
La prima cittadina si è presentata accompagnata dall’assessore Lello Bucci e dal consigliere Antonio Madonna, con l’obiettivo di chiarire i passaggi che hanno portato alla scelta della struttura. Presente anche il capogruppo di Forza Italia Esposito, che nei giorni scorsi si era fatto portavoce del malcontento. Assente, invece, la dirigente scolastica Rita Massaro che, per motivi ignoti, non ha preso parte al confronto tra genitori e amministrazione.
Secondo quanto spiegato dall’amministrazione, l’opzione di via Berlinguer è maturata dopo due bocciature da parte del consiglio scolastico: prima il rifiuto dei locali di Selvapiana, poi quello degli spazi dell’Avvocatura in via Garibaldi. «Le amministrazioni che mi hanno preceduto – ha ricostruito la sindaca Forte – avevano pensato a una scuola ponte a Selvapiana, ma il consiglio di istituto, composto da docenti, personale Ata e genitori, si è espresso contro. Lo stesso è accaduto con l’ex Avvocatura di via Garibaldi. Abbiamo continuato a cercare altre soluzioni, provando anche a chiedere aule ad altri istituti, ma senza esito. Alla fine la scelta è ricaduta su questo edificio. I primi ritardi, quindi, sono stati determinati da questo percorso complesso. L’impresa ci aveva garantito che entro il 15 settembre tutto sarebbe stato pronto, ma non è stato così. Non so perché la dirigente abbia deciso di anticipare l’apertura al sabato né perché oggi non sia presente. Noi, come potete vedere, ci siamo e ci mettiamo la faccia».
Forte ha rivendicato la volontà di conciliare le esigenze delle famiglie con quelle della scuola: «Come donna di scuola, come qualcuno mi ha definito, so quanto siano importanti non solo gli spazi, ma anche i tempi. Comprendo le difficoltà dei genitori, che non possono lasciare i figli a casa per motivi di lavoro, per questo abbiamo cercato di garantire comunque la didattica. Ma i ritardi sono imputabili soltanto all’impresa. I sopralluoghi ci sono stati, l’assessore Bucci è venuto ogni giorno e ci era stato assicurato che tutto sarebbe stato completato. Avevamo pensato, insieme alla dirigente, di far entrare i bambini mentre i lavori proseguivano ai piani superiori. Ora, se voi siete d’accordo, disporremo la chiusura per alcuni giorni, così da consentire all’impresa di completare gli interventi».
Parole che non hanno convinto i genitori, scettici sulle tempistiche: «Ci dovevate pensare prima» hanno gridato in coro. «Ora i bambini li portiamo in Comune, ce li tenete voi», le parole di una delle mamme che ha aggiunto: «Chi chiede scusa ai nostri figli per questo stop forzato? Sono bambini, vanno rispettati: così li state discriminando rispetto ai coetanei che frequentano altri istituti».
A tentare di calmare gli animi è stato anche l’assessore Bucci, che ha difeso la scelta della giunta: «A Campobasso non è stato semplice trovare un edificio da destinare a scuola. In accordo con la dirigente, questa ci è sembrata l’unica soluzione praticabile per ospitare i bambini per qualche anno. L’immobile ci era parso idoneo, anche perché già lo scorso anno aveva accolto una sezione della scuola dell’infanzia; quest’anno è stato necessario trasferire anche le classi della primaria. Una volta scelta la struttura, si è proceduto all’affidamento dei lavori, che non potevano iniziare prima di luglio perché l’edificio era occupato. L’impresa ci aveva garantito la consegna per l’inizio delle lezioni, ma in agosto si sono verificati ulteriori ritardi, anche per via della chiusura delle aziende. Al primo giorno di scuola sono emerse alcune criticità, come i bagni, che l’impresa aveva programmato di sistemare nei weekend. Inizialmente si pensava che fosse possibile lavorare ai piani superiori con i bambini al piano terra, ma ci siamo resi conto che non era praticabile. Martedì scorso, appurata la situazione dopo un sopralluogo, ho consigliato alla sindaca di disporre la chiusura per consentire i lavori senza alunni all’interno. A inizio anno – ha ribadito l’assessore – abbiamo deciso di aprire, privilegiando la didattica anche in spazi non del tutto adeguati. L’altro ieri i lavori avrebbero dovuto essere ultimati, ma non è stato così. Ora l’impresa ci ha garantito che entro sabato sera il plesso sarà completato».
Sulla questione della rampa ostruita dall’apertura della porta d’ingresso, Bucci ha inoltre assicurato: «Sarà una delle prime cose su cui interverremo».
Come annunciato, nel pomeriggio di ieri, la sindaca ha emanato l’ordinanza che sospende temporaneamente le attività didattiche nei giorni 19, 20 e 22 settembre. Già martedì mattina – almeno in teoria – i bambini potrebbero rientrare a scuola in spazi più sicuri e funzionali. Ma i genitori appaiono ormai sfiduciati: «E se neanche stavolta la ditta non riuscisse a terminare i lavori?», hanno incalzato. «A quel punto cercheremo di trovare una nuova soluzione» ha spiegato l’assessore Bucci, cercando di sedare gli animi ormai infuocati dei presenti.
Mentre fuori infuriava la protesta, all’interno della struttura la garante dei diritti della persona, Maria Spadafora, ha effettuato un sopralluogo, confermando poi davanti ai giornalisti le criticità denunciate da famiglie e opposizione. Ha infine ribadito la necessità di non scaricare sui più piccoli il clima di tensione che si respira attorno alla vicenda: «La priorità resta tutelare i bambini, che non devono pagare il prezzo di una questione che spetta agli adulti risolvere». sl

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Elezioni, De Benedittis non si arrende e presenta ricorso al Consiglio di Stato

Non si dà per vinto Aldo De Benedittis, ex candidato sindaco del centrodestra sconfitto al ballottaggio nel corso delle ultime elezioni amministrative. Ieri, con una nota ufficiale, l’avvocato ha annunciato di aver presentato ricorso al Consiglio di Stato: «Da questa mattina, il mio legale di fiducia, avvocato Pasquale Ripabelli, sta procedendo – unitamente ai colleghi che mi hanno difeso in primo grado, Enrica Verrusio e Stefano De Benedittis – alla notifica del ricorso davanti al Consiglio di Stato, con il quale ho deciso di appellare la sentenza del Tar Molise che non ha accolto le doglianze in primo grado. Una sentenza che ritengo viziata, illogica e contraddittoria sotto molteplici profili. Ora, attraverso l’esame della questione da parte di un altro giudice, conto di ribaltare la pronuncia di primo grado e trovare definitivamente ragione sul fatto che le operazioni elettorali dello scorso anno sono state condotte in violazione delle norme che le disciplinano».
Dopo la vittoria di Marialuisa Forte, candidata della coalizione progressista, il centrodestra guidato da Aldo De Benedittis ha scelto la via giudiziaria per contestare l’esito. Ne è nata una lunga battaglia legale che ha attraversato oltre un anno di verifiche, udienze e tensioni politiche, fino alla sentenza del Tar Molise dell’estate 2025.
Alle elezioni di giugno 2024, la coalizione di centrosinistra ha conquistato Palazzo San Giorgio con Forte, sostenuta da una larga alleanza civica e progressista. Il centrodestra, con De Benedittis, si è fermato alle sue spalle in un confronto serrato che ha lasciato subito strascichi.
Il candidato sconfitto ha parlato di irregolarità in diverse sezioni, denunciando errori nei verbali e schede controverse. Da qui la decisione di presentare un ricorso al Tar insieme ad una elettrice.
Il ricorso depositato davanti al Tribunale amministrativo regionale puntava a mettere in discussione: presunte schede nulle o attribuite irregolarmente; verbali e tabelle di scrutinio con errori o incongruenze; vizi nell’attività dell’Ufficio elettorale centrale.
Gli avvocati di De Benedittis hanno chiesto in via principale la proclamazione della vittoria al primo turno del candidato di centrodestra, oppure, in subordine, l’annullamento di parte delle votazioni e la ripetizione in alcune sezioni.
La vicenda si è trascinata a lungo. Durante l’inverno 2024-2025, il Tar ha disposto verifiche in Prefettura e ha analizzato la documentazione di diversi seggi. Alcune delle contestazioni più gravi sono state già respinte in fase istruttoria.
Il 16 luglio scorso si è celebrata l’udienza di merito e il giorno successivo è stato depositato il dispositivo della sentenza: ricorso respinto.
La Prima sezione del Tar Molise, presieduta da Nicola Gaviano (estensore Luigi Lalla, referendario Sergio Occhionero), ha infatti stabilito che: le prove fornite non dimostravano irregolarità tali da alterare l’esito complessivo; gli errori riscontrati in alcuni verbali non incidevano in modo sostanziale sul risultato finale; non vi erano elementi per accogliere la richiesta di proclamare vincitore De Benedittis né per annullare le elezioni.
Il 28 luglio 2025 sono state pubblicate le motivazioni, che hanno ribadito la regolarità complessiva della tornata.
La vicenda, dunque, non si chiude con il Tar. Con questa mossa, la disputa approda a Roma e sarà il supremo giudice amministrativo a dire l’ultima parola.
Il caso ha segnato il dibattito politico cittadino per oltre un anno, tra accuse incrociate, udienze e attese per la decisione finale. La vicenda dimostra quanto una competizione elettorale equilibrata possa protrarsi ben oltre il voto alle urne, trasformandosi in una contesa giudiziaria che tiene col fiato sospeso istituzioni e cittadini.
Ora tutta l’attenzione è sul Consiglio di Stato, che sarà chiamato a mettere il punto definitivo sulla tormentata partita elettorale di Campobasso.

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“C’è posto per te”, boom di adesioni: oggi il recruiting day con le 32 aziende

Grande partecipazione ieri mattina in Piazza della Vittoria per l’arrivo del truck di “C’è posto per te”, l’iniziativa itinerante di Sviluppo Lavoro Italia che mira a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Un progetto che unisce colloqui con le aziende, laboratori di orientamento e attività di formazione, con un’attenzione particolare ai giovani e alle donne, categorie che spesso incontrano maggiori difficoltà nell’accesso al mercato del lavoro.
Dopo l’apertura ufficiale, alla presenza della sindaca Marialuisa Forte, dell’assessore regionale al Lavoro Gianluca Cefaratti e della presidente e amministratrice delegata di Sviluppo Lavoro Italia Paola Nicastro, l’evento entra oggi nel vivo con il Recruiting Day: dalle 10.00 alle 17.00 presso il Distretto Militare, 32 imprese del territorio incontreranno candidati per oltre 1.000 posizioni lavorative disponibili. Sono previsti circa 750 colloqui, prenotati tramite l’apposito portale.
«La nostra iniziativa si rivolge non solo a chi cerca il primo impiego, ma anche a chi desidera cambiare lavoro o orientarsi verso nuove competenze – ha spiegato Paola Nicastro -. Il mercato evolve rapidamente e serve accompagnare i cambiamenti. Qui a Campobasso abbiamo coinvolto un gran numero di persone, inclusi disoccupati e lavoratori in cassa integrazione».
Nicastro ha sottolineato inoltre l’importanza di fornire strumenti concreti: orientamento al colloquio, cura del curriculum, conoscenza delle misure attive nazionali e regionali. «I primi dati sono incoraggianti, con riscontri positivi sia in termini di partecipazione sia di occupazioni già avviate. Qualcuno nel corso delle precedenti tappe ha addirittura sottoscritto il contratto lavorativo al termine del colloquio».
Secondo le rilevazioni, nel primo trimestre 2025 gli occupati in Molise sono 103mila, stabili rispetto all’anno precedente. Cresce il tasso di occupazione (56,7%, +0,5 punti) mentre cala quello di disoccupazione (7,9%, -1,7 punti). Le previsioni indicano che tra il 2025 e il 2029 ci sarà un fabbisogno complessivo di circa 18mila nuove unità, il 37% delle quali con formazione terziaria e il 50% con diploma o qualifica professionale.
Anche l’assessore Cefaratti ha evidenziato il valore dell’iniziativa: «È un’occasione importante per coinvolgere chi è in crisi aziendale, chi cerca il primo impiego e gli studenti. Il numero dei colloqui previsti dimostra la risposta del territorio. Stiamo lavorando al potenziamento dei Centri per l’impiego, con nuove assunzioni e un piano che sta iniziando a dare i suoi frutti. Speriamo che questo incontro tra aziende e candidati possa davvero colmare il divario che ancora esiste».
La sindaca Forte ha posto l’accento sul contesto demografico difficile: «Il Molise ha perso oltre 31mila residenti dal 2000 a oggi, con un calo del 10% della popolazione. La fascia giovanile si è ridotta di oltre il 16% in dieci anni. Per contrastare questo declino servono politiche condivise: come Comune investiamo in housing sociale, collaboriamo con l’Università e sosteniamo i cittadini più fragili. Ma occorre un impegno collettivo di istituzioni, imprese e associazioni. C’è posto per te è un’iniziativa strategica perché porta il lavoro nei territori e crea fiducia».
Accanto ai colloqui, il programma prevede laboratori di orientamento, seminari e attività di formazione digitale grazie al Progetto Edo – Educazione digitale per l’occupazione, promosso dal Ministero del Lavoro e dalle Regioni. Gli studenti di Campobasso parteciperanno anche a corsi online sull’intelligenza artificiale organizzati da una multinazionale del settore.
L’iniziativa, realizzata in sinergia con Regione Molise e istituzioni locali, rappresenta una tappa di un viaggio nazionale: dopo Campobasso, il truck proseguirà con altre sette città italiane, per far conoscere le opportunità di lavoro e formazione ancora poco sfruttate.

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