Il capoluogo rende omaggio alle vittime di violenza e transfobia

Si celebra domani, anche a Campobasso, il Transgender day of remembrance (Tdor) – Giornata della Memoria Transgender – istituita nel 1999 per commemorare le persone transgender e di genere non conforme vittime di violenza e transfobia.
Secondo i dati del Trans Murder Monitoring 2025, oltre 300 persone transgender hanno perso la vita nel mondo a causa dell’odio e della violenza transfobica: un numero drammatico che ci richiama all’urgenza di un impegno collettivo e costante contro ogni forma di discriminazione.
Per l’occasione, il centro contro le discriminazioni verso le persone Lgbt “Molise Lgbt” del Comune di Campobasso, con il supporto di Arcigay Molise e della cooperativa sociale Il Geco, promuove un momento pubblico di memoria, riflessione e impegno civile attraverso un corteo commemorativo.
Programma dell’evento.
Ore 10:00 – ritrovo presso l’atrio di Palazzo San Giorgio (sede del Comune di Campobasso) e saluti istituzionali; ore 10:30 – partenza del corteo commemorativo; ore 10:45 – arrivo in Piazza Pepe (antistante la Cattedrale) per un omaggio musicale a cura dell’Istituto Superiore “Galanti” di Campobasso; ore 11:30 – arrivo presso la sede del Centro Molise Lgbt in Viale del Castello 68, dove verrà affissa un’opera realizzata dagli studenti del Liceo Artistico “G. Manzù” di Campobasso, dedicata al tema della memoria e della lotta contro la transfobia; ore 12:30 – chiusura della manifestazione.
Durante il percorso sono previsti interventi e brevi momenti di riflessione curati da attivisti, rappresentanti delle istituzioni locali e delle realtà promotrici, per condividere parole di memoria, resistenza e consapevolezza sul significato della giornata e sulle sfide ancora aperte per la piena tutela dei diritti delle persone trans.
Alla manifestazione parteciperanno circa un centinaio di studenti delle scuole superiori di Campobasso, insieme a docenti e rappresentanti istituzionali.
Itinerario del corteo
Palazzo San Giorgio – Corso Vittorio Emanuele II – Piazza Pepe (Cattedrale) – Via Orefici – Viale del Castello.
Per garantire il regolare svolgimento della manifestazione e tutelare la pubblica incolumità, sarà istituito il divieto temporaneo di transito veicolare lungo le seguenti strade, a partire dalle ore 10:00 e fino al termine della manifestazione: Piazza Vittorio Emanuele II; Corso Vittorio Emanuele II; Piazza Pepe; via Marconi; via Isernia; via Orefici; viale del Castello (sede del Centro Molise Lgbt).
Info evento
Molise Lgbt – Centro contro le discriminazioni verso le persone Lgbt, viale del Castello 68, Campobasso – 334 7073204 – centrolgbt@molise.arcigay.it

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Inflazione, Campobasso città più virtuosa d’Italia

L’Istat ha reso noti i dati territoriali dell’inflazione di ottobre, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita, tra quelle con più di 150mila abitanti.
La città più virtuosa d’Italia è Campobasso, dove con +0,1%, l’inflazione più bassa del Paese, si ha un aumento su base annua di 24 euro. Al secondo posto sia per inflazione che per spesa, Trapani, +0,2% e +46 euro. Medaglia di bronzo per Vercelli (+0,3% e +71 euro). Al quarto posto della classifica delle città più risparmiose, Brindisi (+0,4%, + 79 euro), seguita da Sassari (0,5%, +100 euro), Benevento ex aequo con Caserta (+0,5% e +110 euro per entrambe), all’ottavo posto Messina (+0,5%, +116 euro), poi Palermo e Ancona (+0,6%, +142 euro).
In testa alla graduatoria, Siena dove l’inflazione tendenziale pari a +2,8%, la più alta d’Italia, si traduce nella maggior spesa aggiuntiva su base annua, equivalente a 757 euro per una famiglia media. Medaglia d’argento per Bolzano che, con +1,9% su ottobre 2024, ha un incremento di spesa annuo pari a 630 euro a famiglia. Sul gradino più basso del podio Pistoia, terza sia per inflazione, pari al 2,1%, che per spesa supplementare, pari a 568 euro annui per una famiglia tipo.
La regione più “risparmiosa” è il Molise: +0,2% (la più bassa d’Italia) e +47 euro. In seconda posizione la Sicilia (+0,7%, +157 euro), in terza la Sardegna (+1%, +192 euro).
In testa alle regioni più costose, con un’inflazione annua a +1,5%, il Trentino Alto Adige che registra a famiglia un aggravio medio pari a 464 euro su base annua. Segue il Friuli Venezia Giulia (+1,6%, +438 euro) e al terzo posto, con +403 euro, il Veneto (+1,5%).

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Acqua, a Campobasso ogni abitante ne consuma in media 149 litri al giorno

Il Molise è tradizionalmente considerato un territorio ricco di risorse idriche, ma da settimane la regione sta affrontando una crisi senza precedenti. In diversi comuni l’acqua viene sospesa per alcune ore della giornata, una misura necessaria per far fronte al calo delle disponibilità e all’aumento dei consumi. La situazione riporta al centro dell’attenzione problemi strutturali noti: sprechi, dispersione eccessiva e una gestione della rete che necessita di interventi urgenti.
A confermare criticità già emerse negli anni è l’ultimo report Ecosistema Urbano di Legambiente, realizzato in collaborazione con Il Sole 24 Ore. Secondo il dossier, a Campobasso ogni abitante consuma in media 149 litri di acqua potabile al giorno.
Ancora più significativo il dato sul fronte della dispersione. Il capoluogo regionale registra la quota più alta: il 63,6% dell’acqua immessa nelle reti non arriva agli utenti finali, dispersa tra perdite e inefficienze infrastrutturali.
Numeri che, alla luce della crisi idrica in corso, assumono un peso ancora maggiore. L’acqua c’è, ma non arriva o viene sprecata lungo il percorso: un paradosso che la regione non può più permettersi. Per amministrazioni e gestori si impone ora la necessità di accelerare sugli interventi di manutenzione e ammodernamento delle reti, mentre ai cittadini viene richiesto un uso più responsabile della risorsa.
La crisi attuale, avvertono le associazioni ambientaliste, deve essere un campanello d’allarme: il Molise non può continuare a contare solo sulla sua storica abbondanza d’acqua. Servono strategie, investimenti e scelte condivise per evitare che difficoltà come quelle di queste settimane diventino la norma.

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