Bimbi intossicati dal monossido di carbonio, messaggio insieme alla mamma: grazie a tutti

«Grazie a tutti gli amici di Riccia, Jelsi, Campobasso, Cercemaggiore, Milano, Trivento, Gildone, Napoli, Ferrazzano. Grazie a tutti». Un lieto fine che fa tirare un sospiro di sollievo non solo alla comunità di Jelsi ma ad un’intera regione.
Questo il messaggio che arriva dalla bambina di sette anni e dal bimbo di appena due che, in compagnia della mamma, hanno voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla raccolta fondi lanciata per aiutarli. Mercoledì scorso i due bambini erano rimasti intossicati dal monossido di carbonio a Jelsi. Trovati privi di sensi, erano stati soccorsi dai sanitari del 118 e trasportati in codice rosso all’ospedale Cardarelli di Campobasso. Dopo un primo ricovero al Pronto soccorso, contattata la responsabile dell’iperbarica di Larino, la dottoressa Molinaro, era stato deciso di trasferire entrambi i bambini in una struttura pediatrica specializzata. Destinazione l’ospedale Santobono di Napoli, centro di riferimento per i casi di intossicazione da monossido in età infantile. Nei giorni scorsi l’ultimo trattamento nella camera iperbarica e le dimissioni. Immediata nel frattempo la mobilitazione della comunità di Jelsi a sostegno della madre, 32enne di origini nigeriane, che vive con i figli in una casa priva di riscaldamento. La parrocchia guidata da don Lorenzo Piazzola aveva avviato una raccolta fondi che in poche ore aveva superato 1.500 euro, destinati a coprire le prime necessità della famiglia. Tra le ipotesi più accreditate tra le cause dell’incidente, una fuga di gas da una stufetta utilizzata per riscaldare l’abitazione. La prontezza dei soccorsi e la solidarietà dei vicini hanno evitato quella che si sarebbe potuta trasformare in una vera e propria tragedia.

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Paupisi, ottimismo dal Neuromed: «Antonia riconosce i familiari»

Deboli segnali di miglioramento e speranza quelli che arrivano dal Neuromed di Pozzilli.
«Antonia apre gli occhi, in certi momenti riesce a riconoscere i componenti della famiglia che la vengono a trovare». Queste le parole di Valeria Marino’, primaria del reparto di Terapia Intensiva. «Non è ancora cognitivamente ben valutabile perché non è in grado di parlare, dunque non possiamo avere ancora un quadro completo. Si muove, è in grado di girasi nel letto, a testimonianza di una capacità di movimento conservata. Un percorso riabilitativo che sarà lungo sia da un punto di vista motorio che psicologico, ma credo che si potranno avere dei segnali positivi sul lungo periodo».
Antonia Ocone è ricoverata al Neuromed dalla sera del 30 settembre, quando è stata trovata gravemente ferita accanto al corpo senza vita del fratello più piccolo Cosimo, ucciso da Salvatore Ocone nella villetta di Paupisi insieme alla madre Elisa Polcino, prima che l’uomo caricasse i corpi dei due figli sulla sua Opel Mokka e tentasse la fuga, conclusasi nelle campagne di Ferrazzano.
Intanto Salvatore Ocone rimane detenuto nel carcere di Benevento, nel quale è stato trasferito lo scorso 18 ottobre.
Martedì scorso l’interrogatorio di garanzia, nel corso del quale il 58enne accusato della strage di Paupisi si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Il legale difensore Gianni Santoro non ha escluso la possibilità della perizia psichiatrica, un’ipotesi che «potrebbe essere richiesta dalla difesa nella fase delle indagini preliminari».

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Mette a segno un furto e prova il bis, denunciato dalla Polizia

Un furto andato a segno e uno sventato dalla pronta segnalazione di un cittadino e dall’intervento tempestivo delle forze dell’ordine. Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Campobasso hanno denunciato un uomo, ritenuto responsabile dei colpi.
L’intervento è scaturito da una segnalazione di un cittadino che avrebbe visto un uomo aggirarsi con fare sospettoso, in pieno giorno, nei pressi di un’abitazione in una contrada di capoluogo.
I poliziotti, arrivati subito sul posto, hanno trovato un’ascia nei pressi della villetta, probabilmente utilizzata dall’uomo per rompere il vetro di una delle finestre. Il responsabile, tuttavia, si era già allontanato prima di essere riuscito ad introdursi all’interno, probabilmente perché disturbato.
Grazie anche alla descrizione dell’uomo fornita nella segnalazione, gli agenti sono riusciti a risalire al principale sospettato e, dopo aver perlustrato i luoghi da lui solitamente frequentati, lo hanno rintracciato a casa della compagna.
A seguito degli approfondimenti svolti ed al sopralluogo della Polizia Scientifica, è stato inoltre accertato che, sempre nella stessa giornata, l’uomo era stato protagonista di un furto all’interno di un appartamento in un’altra zona della città, da cui avrebbe sottratto oggetti preziosi dopo essersi introdotto all’interno forzando una porta finestra.
L’uomo è stato dunque denunciato sia per il tentativo di furto che per il furto effettivamente andato a segno.
La posizione dell’indagato è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria per la definizione delle sue responsabilità.

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