Ict e imprese culturali, il bilancio di BL Studio

In vista della pausa estiva, BL Studio di Luca Basilico traccia un bilancio sintetico in relazione alle attività svolte nel periodo di ripresa post Covid.
Le iniziative intersettoriali dello studio di consulenza sono andate progressivamente sempre meglio, grazie anche al nuovo andamento in positivo dei mercati e
soprattutto con l’impatto diretto, sul territorio regionale, delle progettualità finanziate dall’Unione europea.
Oltre alle relazioni attivate sul territorio regionale, alcune delle quali si indirizzano verso una condivisione di strategie per il raggiungimento degli obiettivi preposti, ci sono state attività svolte con soggetti di natura privata operativi in diverse regioni italiane e a Bruxelles.
Interessanti anche i risultati di posizionamento dei progetti culturali
gestiti in sinergia con le imprese locali che si occupano di informazione e comunicazione.
«Le attività nel campo delle Ict, nella filiera della comunicazione e il coordinamento con il settore del corporate – spiega Basilico – hanno prodotto interessanti
risultati e sinergie strategiche. In termini di sostenibilità finanziaria, il mercato pubblico-privato ha potuto
beneficiare di servizi caratterizzati da un ciclo produttivo totalmente gestito internamente senza costi aggiuntivi ottenendo un ritorno d’investimento decisamente elevato. Bene – conclude – le attività nell’ultimo periodo di assistenza tecnica nel mercato dei fondi comunitari.
Per maggiori informazioni sullo studio si può chiamare il numero 338 6571359.

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Eventi culturali, c’è già il cartellone per il 2023

Finanziato dalla Regione attraverso il bando Turismo è Cultura, è stato già presentato – ieri all’Auditorium di Palazzo Gil – il cartellone degli eventi 2023.
I progetti sostenuti sono 77, oltre 300 manifestazioni che si svolgeranno su tutto il territorio regionale. Si va dalla Ndocciata e le Carresi al Carnevale di Tufara e quello di Castelnuovo, dai tanti presepi viventi ai festival musicali.
Il bando biennale, che quindi copre già pure l’anno che sta arrivando, è stata una precisa scelta dell’amministrazione Toma, ha spiegato l’assessore Vincenzo Cotugno, «visto che l’anno prossimo come è noto ci sono le elezioni» in questo modo si dà continuità agli investimenti.
Come ha fatto anche il governatore, Cotugno ha rivendicato ancora una volta i grandi investimenti che la giunta ha destinato alla cultura e al turismo, pari a oltre 7 milioni in quattro anni: «Nel 2016 il Corriere del Molise parlava del Molise come della “regione che non esiste”. Nel 2020, dopo il grande lavoro svolto da tutto il governo regionale dagli stakeholder, titolava “La rivincita del Molise”. Credo sia un bel risultato di cui possiamo essere tutti soddisfatti».
«Quando ci siamo insediati nel 2018 – ha detto Toma – abbiamo ereditato il poco e posso dire che siamo arrivati al tantissimo per puntare al qualitativamente elevato. A noi interessa offrire un cartellone di eventi principalmente culturali. Il resto viene da sé. In Molise abbiamo le tradizioni, gli eventi di elevato tenore culturale che sono immediatamente fruibili, per fare le strade ci vuole una programmazione di medio-lungo termine».
Un cambio di passo notevole, ha aggiunto, che «accompagna l’azione strategica della Regione a sostegno degli operatori che promuovono e tutelano il patrimonio culturale locale. Turismo e cultura rappresentano un asset che riteniamo evidentemente fondamentale per l’economia regionale. Il Covid avrebbe potuto fermare i nostri sforzi, ma non è andata così. Gli straordinari numeri che abbiamo fatto registrare negli ultimi tempi ci danno ragione: il Molise è vivo, il Molise piace».
Certo, ha proseguito il capo di Palazzo Vitale, «si può e si deve migliorare nei servizi, naturalmente. L’offerta va potenziata e destagionalizzata. Questo cartellone così pieno di cultura e occasioni di incontro dimostra che stiamo lavorando anche in tale direzione. Non più solo luglio, agosto e i giorni delle festività di Natale. Gli eventi coprono tutti i mesi per quasi 300 iniziative in totale».
Ha poi ricordato che nel suo discorso programmatico, il 28 maggio 2018, parlò di «un Molise isolatissimo, limitato, in ultima posizione tra le regioni italiane per appeal turistico e offerta culturale», ma poi «da una programmazione che prevedeva un intermittente, modesto e generico sostegno, siamo passati a una programmazione mirata che, attraverso l’asse tematico specifico, valorizza il nostro patrimonio culturale con sensibile conseguente implementazione del mercato turistico».
In sala anche i rappresentanti delle associazioni vincitrici del bando (che finanzia al 50% le iniziative) e numerosi sindaci, fra cui Saia (Agnone), Di Matteo (San Martino in Pensilis), Greco (Ururi) e Antenucci (Pesche). «Ringrazio voi – ha concluso Toma – che siete vivaci operatori dell’associazionismo regionale. Nei mesi duri della pandemia avete buttato il cuore oltre l’ostacolo. La Regione vi apprezza e vi sostiene. Insieme, cresceremo ancora».

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L’addio a Paola Cerimele: «Per te il sipario non calerà mai»

Gli artisti non muoiono mai, perché la loro arte rimarrà in eterno. È questa la consolante frase che risuona nella mente e nel cuore di ogni agnonese e di ogni molisano. Un luogo comune, certo, forse solo consolatorio, ma è la sola cosa, insieme alla fede per chi ce l’ha, che riesce a dare un senso a quanto accaduto. Da ogni parte Molise, ma anche dal resto d’Italia, nel pomeriggio di ieri, ad affollare la pur capiente chiesa di Maria Santissima di Costantinopoli e gli spazi al suo esterno, migliaia di persone hanno voluto rendere omaggio e salutare, per l’ultima volta, l’attrice Paola Cerimele. Un lungo applauso, strabordante di affetto misto ancora all’incredulità e forse anche alla rabbia, ha accompagnato l’uscita del feretro dall’edificio sacro, portato a spalla dagli amici d’infanzia, quelli di sempre, coperto da bianchissimi fiori, degni di una diva. Le esequie, concelebrate dal parroco, don Onofrio Di Lazzaro, insieme a don Francesco Martino e altri due sacerdoti, per rendere ancor più solenne il rito, hanno chiuso la lunga e straziante settimana che ha preso il via in quel maledetto pomeriggio, quando le sirene dei Vigili del fuoco, proprio del distaccamento di Agnone, hanno raggiunto il luogo del terribile impatto in territorio abruzzese, appena al di là del confine. Quasi che una regia più alta e invisibile abbia voluto che a prestare i primi soccorsi, purtroppo vani, a Paola Cerimele, fossero le braccia, le menti e i cuori dei Vigili del fuoco della “sua” Agnone. Tra quegli uomini in divisa, in lacrime, anche amici di infanzia di Paola. Per i credenti il funerale è il momento del passaggio, del distacco, anche del dolore, ma attutito dalla speranza della resurrezione e di una vita che va oltre la morte, come lo stesso Cristo ha dimostrato spostando l’enorme masso e uscendo dal sepolcro il terzo giorno dopo il Calvario. Quel Calvario sul quale invece l’intera comunità di Agnone è ancora inchiodata, sofferente, insieme al resto del Molise e al mondo della cultura e dell’arte di tutta Italia. Il parroco, don Onofrio Di Lazzaro, con la voce rotta dall’emozione, ha ripercorso la vita di Paola Cerimele e la sua sfolgorante carriera artistica, dai suoi primi passi nel mondo della recitazione mossi proprio in parrocchia. Dalle piccole recite provate e riprovate in sagrestia, tra risate e qualche bicchiere di aranciata, ai più prestigiosi palcoscenici nazionali e al cinema, al grande e al piccolo schermo. «Tanti sipari si sono chiusi dopo le tue recitazioni, – ha detto nel corso dell’omelia il parroco – ora sei salita in Cielo, su un palcoscenico dove il sipario non calerà mai, perché è diretto da un regista e un artista divino, il solo in grado di darci la forza per andare avanti».
Al termine del rito funebre ha avuto la forza di prendere la parola, in un stremo atto d’amore viscerale, la sorella di Paola, Giovanna Marinelli. «Ti ho vista nascere, ti ho tenuta in braccio, ti ho cambiato i pannolini quando ero dodicenne. A soli tredici anni decidesti di andare in America con il gruppo folkloristico, il primo di tanti viaggi. Al liceo sono stata tua docente di matematica e fisica, poi la scelta universitaria, fatta senza alcun dubbio o esitazione: volevi fare recitazione. E dopo il diploma è iniziata la tua carriera di attrice. Non hai mai perso l’entusiasmo e la fiducia, neanche nei momenti difficili che tutti hanno, fino a quando con il tuo amato Lello avete aperto la scuola di recitazione, il vostro sogno realizzato. Portare in scena tutti, dai cinque ai novanta anni, questo è stato sempre il vostro obiettivo primario. Ed ecco che il destino si accanisce contro una coppia che condivideva tutto, come due adolescenti innamorati fino a qualche sera fa. Adesso la tua sorellona è qui a parlare di quello che è accaduto. No, non è possibile! Non è vero, è tutto un incubo. Purtroppo non è così. Dobbiamo tutti quanti imparare a camminare, da ora in avanti, senza di te, ma tu da lassù, dove ora sei insieme a mamma e papà, devi aiutare il tuo amato Lello ad affrontare la vita senza di te. Per lui non sarà affatto facile, dagli tu la forza e dalla anche a tutti noi. Ciao sorellina, ti ho voluto e sempre ti vorrò un mondo di bene». L’emozione e le lacrime coperte da un lungo interminabile applauso, come di quelli che venivano tributati a teatro fino a pochi giorni fa proprio a Paola.
«Ci ha sempre regalato enormi sorrisi, – ha ricordato in chiusura la nipote Denise Marinelli – ma ci hai anche rimproverato quando facevamo qualche stupidaggine. Noi ci fidavamo di te e tu eri fiera di noi, come noi lo siamo sempre stati di te. Adesso sei volata via, custode dei nostri segreti, ciao zia meravigliosa, possa il tuo illuminante sorriso guidarci ogni giorno. Con immenso amore, i tuoi nipoti».

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