Dimensionamento scolastico, Carovilli fa ricorso al Tar

Come era già stato di fatto anticipato illo tempore, la battaglia per il Piano di dimensionamento scolastico che nei mesi scorsi ha visto decretare la soppressione – tra le altre – della dirigenza dell’Istituto Molise Altissimo di Carovilli, si sposta ora dal piano politico a quello prettamente legale.
Il Comune di Carovilli ha infatti presentato ricorso al Tar Molise impugnando la decisione del Consiglio regionale del Molise di sopprimere la dirigenza scolastica dell’Istituto in provincia di Isernia, così come previsto appunto nel Piano di dimensionamento scolastico 2025-2026.
«Crediamo – ha dichiarato il sindaco Simone Nuosci – che un presidio come la scuola sul territorio sia imprescindibile e, proprio per questo, abbiamo presentato ricorso al Tar per l’annullamento del Piano di dimensionamento scolastico che ha visto smembrare il nostro eccellente istituto».
Nuosci aveva anticipato tale azione già in sede di discussione del Piano, presso la Provincia di Isernia, prima che arrivasse la decisione definitiva anche dal Consiglio regionale. Decisione che risale a gennaio, assunta a maggioranza.
La soppressione della presidenza, pur non comportando perdita di posti di lavoro, ha scatenato molte reazioni negative. In campo, oltre al sindaco Nuosci e gli amministratori di Carovilli, anche il presidente del Consiglio d’istituto della scuola in questione con una lettera-appello caduta, però, nel vuoto.
Si apre quindi ora la battaglia legale su un tema che in questi anni in Molise continua a far discutere e non poco vista la scomparsa di decine di dirigenze nell’arco di circa un quindicennio. In molti, infatti, si domandano quanto sia effettivamente sostenibile per una piccola regione come il Molise una politica dei tagli che sostanzialmente ricalca quanto accade in realtà ben più vaste e popolose.

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Castelpetroso. Schianto sulla statale 17: tre feriti in ospedale e quattro mezzi distrutti

Tre feriti in ospedale, quattro auto distrutte: è il bilancio del grave incidente che si è verificato ieri mattina sulla strada statale 17 in territorio di Castelpetroso. Il violento impatto poco dopo le 8.30 , sotto una pioggia battente che sicuramente avrà influito sulla dinamica del sinistro. Da una prima ricostruzione sembrerebbe che la Fiat Panda che procedeva in direzione Isernia si sia scontrata con la DR3 diretta verso Campobasso. Coinvolte nel sinistro altre due auto: una Fiat Freemont e un furgone che procedevano a poca distanza dalla Dr. Illeso il conducente della Freemont che sul posto ha fornito alla Polizia stradale i particolari di quanto accaduto. Gli altri tre conducenti sono stati trasportati dalle ambulanze del 118 in ospedale: una giovane donna di 28 anni al Veneziale Isernia – in codice giallo -, gli altri due – una donna di 49 anni e un giovane uomo di 25 anni – al Cardarelli di Campobasso, la prima in codice rosso, il secondo in codice giallo. Stando alle informazioni circolate fino al tardo pomeriggio di ieri, per fortuna pare che i tre feriti non siano però in pericolo di vita. La strada è rimasta chiusa per un’ora durante le operazioni di soccorso. Sul posto la Polizia stradale, i Carabinieri, i Vigili del Fuoco e il personale Anas. Inevitabili i disagi alla circolazione in entrambi i sensi di marcia con deviazioni per Carpinone e Guasto. L’ennesimo violento incidente della strada, quello di ieri mattina, avvenuto in un tratto di strada spesso teatro di sinistri anche tragici.

 

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Annessione all’Abruzzo: scattano le azioni legali per il referendum

Lo scontro tra la Provincia di Isernia e il comitato promotore del referendum per l’annessione all’Abruzzo si inasprisce.
Al centro della disputa vi è l’accusa, rivolta all’amministrazione provinciale, di rallentare l’iter burocratico avviato con la raccolta delle firme necessarie per la consultazione popolare.
Il presidente della Provincia, Daniele Saia, aveva pubblicamente dichiarato l’intenzione di portare la questione in Consiglio per le determinazioni di competenza. Tuttavia, ad oggi, l’argomento non è ancora stato inserito all’ordine del giorno, alimentando sospetti e malumori tra i promotori dell’iniziativa referendaria. Secondo il comitato, dietro il ritardo ci sarebbe una strategia dilatoria per evitare di affrontare una questione politicamente delicata.
Antonio Libero Bucci e Ottavio Balducci, tra i principali esponenti del comitato, non intendono cedere di fronte a quella che considerano un’inerzia amministrativa ingiustificata. A supporto della loro posizione, evidenziano le oltre 5mila firme raccolte e sottolineano che la volontà popolare non può essere ignorata.
Il comitato ha deciso quindi di intraprendere due iniziative legali significative.
La prima consiste in un ricorso alla Funzione Pubblica per verificare se vi sia stata omissione di atti d’ufficio. La seconda è un ricorso al Tribunale amministrativo regionale, già affidato al professor Celotto, uno dei massimi esperti di diritto amministrativo in Italia.
Insomma, i promotori del referendum non intendono arretrare di fronte a una richiesta di rispetto per un’iniziativa popolare che ha raccolto un ampio consenso tra i cittadini.

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