Cruscotti evoluti di monitoraggio e AI: piattaforma regionale per le liste d’attesa

I commissari della sanità molisana, Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo, hanno approvato con decreto il progetto “Piattaforma Molise liste attesa” e il Piano operativo regionale per la realizzazione dell’interoperabilità con quella nazionale.
Il progetto prevede la realizzazione di una piattaforma regionale per il governo delle liste di attesa conforme ai requisiti indicati dal decreto ministeriale del 17 febbraio 2025 e dalle relative linee guida tecniche. Consente, inoltre, l’utilizzo di uno strumento volto a supportare l’amministrazione regionale nelle decisioni strategiche finalizzate al miglioramento dell’accesso da parte dei cittadini al Sistema sanitario regionale mediante la riduzione dei tempi di attesa. La Piattaforma regionale dovrà ricevere i flussi informativi provenienti da tutti i soggetti erogatori di prestazioni sanitarie, pubblici e privati accreditati, e assicurare la piena trasmissione dei dati alla Piattaforma nazionale delle liste di attesa.
«La piattaforma regionale del Molise si inserisce come tassello fondamentale per l’attuazione di un sistema integrato, digitale e trasparente per la gestione delle liste di attesa. Essa rappresenta – si legge nel piano operativo allegato al decreto – la risposta concreta alle direttive normative nazionali e agli obiettivi strategici del Pnrr, assicurando l’interoperabilità con la Piattaforma nazionale, la raccolta strutturata dei dati da fonti eterogenee (Cup regionale e sistemi dei privati accreditati) e la produzione di cruscotti evoluti di monitoraggio e supporto decisionale. La piattaforma, grazie anche all’impiego di strumenti di business intelligence e intelligenza artificiale, consentirà di ottimizzare la gestione delle agende, governare in modo proattivo i flussi di domanda e offerta, e migliorare la performance del sistema sanitario regionale, garantendo nel contempo trasparenza e accountability verso i cittadini. La Regione Molise, per il tramite di Molise Dati Spa, intende quindi avviare la progettazione e realizzazione di una piattaforma regionale per il governo delle liste di attesa (di seguito “Piattaforma LA” o “PMLA”). La piattaforma è volta a migliorare l’accesso alle prestazioni sanitarie, ridurre i tempi di attesa, ottimizzare l’uso delle agende degli erogatori pubblici e privati accreditati, e favorire la piena interoperabilità con la Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (PNLA), istituita presso Agenas».
Il decreto dà mandato a Molise Dati di attuare il progetto e, conseguentemente, ad Asrem e alle strutture private di adeguare il sistema Cup (l’azienda sanitaria regionale) e i propri sistemi informativi (i privati convenzionati) alla nuova Piattaforma che sarà realizzata per la gestione delle liste d’attesa.

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Responsible, la Regione deve pagare ma serve una garanzia

Una vittoria a metà che mette però nelle condizioni la struttura commissariale della sanità del Molise di pagare al Responsible i 3,8 milioni di cui da mesi si discute. L’ospedale di Petracca dovrà fornire una cauzione, una fidejussione, a garanzia del fatto che – in caso la Regione avesse ragione in Cassazione, dove è pendente il giudizio definitivo su una vicenda che va avanti dal 2019 – potrebbe agevolmente accedere alla restituzione dei soldi. Soldi pubblici, sottolinea il commissario Marco Bonamico, «e quindi noi abbiamo il dovere di rispettare e far rispettare tutte le norme a tutela delle risorse pubbliche e delle pubbliche amministrazioni».
Ci sono, quindi, novità nella vertenza che coinvolge circa 400 dipendenti, numerosi fornitori (da piccole ditte a colossi dei dispositivi medici) e utenti della sanità regionale. Il Responsible è infatti il centro di riferimento in Molise (e attrattivo per le regioni limitrofe) per la radioterapia, l’oncologia ginecologica, la cardiochirurgia.
La Corte d’Appello di Campobasso ha rigettato l’istanza di sospensiva proposta dalla Regione (nello specifico dai commissari difesi dall’Avvocatura distrettuale dello Stato) della sentenza emessa a giugno che stabilisce che il Responsible ha diritto ai 3,8 milioni per le prestazioni salvavita effettuate nel 2019 per il Servizio sanitario regionale ma al contempo ha anche fissato un termine, il 13 gennaio 2026, entro cui l’ospedale di Petracca deve fornire una idonea cauzione, una garanzia fideiussoria rilasciata da primario istituto bancario o assicurativo, di rilevanza eurounitaria o, almeno, nazionale. Lo aveva chiesto, in subordine rispetto alla sospensiva del verdetto di giugno, la stessa Regione.
In primo grado Responsible ha perso la causa, ma la soccombenza della struttura privata convenzionata è stata ribaltata in secondo grado. I commissari e l’Avvocatura dello Stato – lo ha reso noto anche il presidente Roberti a margine di un summit da lui stesso convocato sul tema – sono convinti di avere ragione e quindi confidano che la Cassazione accoglierà il ricorso. Per questo non hanno ritenuto si dovesse pagare il debito nonostante la provvisoria esecutività della sentenza di secondo grado.
Ora, con l’obbligo fissato in capo a Responsible di prestare una cauzione, «sono rispettati i parametri di legge. Quindi abbiamo già individuato – ha spiegato Bonamico a Primo Piano – un capitolo nel bilancio da cui la Regione potrà attingere per saldare i 3,8 milioni». Sempre a patto che arrivi la fidejussione. Adesso c’è un decreto della Corte d’Appello a formalizzare iter e percorso, quindi diritti e doveri.
«Sappiamo di aver in qualche modo esposto il governatore in queste settimane, costringendolo in qualche modo a non pagare, costringendolo lo dico in riferimento al suo intento, espresso e ribadito in queste ore, di dar corso al saldo dei 3,8 milioni. Ma il nostro ruolo è diverso da quello dei rappresentanti politici, noi dobbiamo rigorosamente far rispettare le norme», ha concluso Bonamico.
La riunione, voluta da Roberti dopo che i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil lo hanno chiamato in causa sollecitando il rispetto delle promesse fatte e degli impegni espressi anche in Prefettura perché i dipendenti continuano a non ricevere gli stipendi (l’ultimo acconto riguarda una parte della mensilità di settembre), ha visto la partecipazione dei commissari Bonamico e Di Giacomo, della dg Salute Gallo, dell’assessore Cefaratti e del dirigente del Bilancio Ferocino. Il governatore ha chiesto una relazione sullo stato dell’arte e sui motivi del mancato pagamento al Responsible, utile probabilmente anche per rendere più chiara la situazione ai sindacati, informarli compiutamente e, per il loro tramite, informare il personale dell’ospedale.
Ora, però, con il decreto della Corte d’Appello c’è un ulteriore elemento di chiarezza. Se l’ospedale fornirà la garanzia fideiussoria, la Regione potrà (dovrà) pagare la struttura che, nel frattempo, ha chiesto e ottenuto nei giorni scorsi un pignoramento di sei milioni sui conti di Palazzo Vitale.
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90 milioni al Molise, pressing per portare a casa il correttivo

Delegazione parlamentare al lavoro perché la correzione alla Finanziaria dello scorso anno vada in porto e quindi il Molise possa accedere più facilmente al contributo di 90 milioni (45 per il 2025 e altrettanti per il 2026) stanziato per ridurre il disavanzo sanitario. Il pressing è in corso in particolare in Senato dove ha iniziato da qualche giorno il percorso verso l’approvazione la legge di Bilancio per il 2026.
Manovra sommersa di emendamenti e non estranea a polemiche anche interne alla maggioranza, come si conviene in questi casi quasi per consuetudine istituzionale ormai, e che vede tra le migliaia di emendamenti anche quello a firma del senatore Claudio Lotito promosso su input del governatore Francesco Roberti che ieri ne ha parlato a margine dell’incontro, a Palazzo Vitale, con il Comitato italiano paralimpico.
Con i giornalisti il presidente della giunta ha affrontato anche un altro “tema caldo” del dibattito che riguarda la sanità regionale, vale a dire la vertenza Responsible. L’ospedale di Stefano Petracca continua a vivere una situazione di grave difficoltà economica e finanziaria (gli stipendi sono fermi all’acconto del mese di settembre) e ha pignorato sei milioni sui conti della Regione a garanzia e tutela del credito vantato nei confronti della direzione Salute per quanto riguarda le prestazioni salvavita erogate nel 2019. Sul punto Roberti, chiamato di nuovo in causa in questi giorni dai sindacati, ha chiesto una relazione ai commissari e all’Avvocatura dello Stato. Lui aveva dato, infatti, la disponibilità a saldare il debito ma la struttura commissariale e l’Avvocatura sono di parere opposto: vogliono aspettare la sentenza della Cassazione a cui si sono rivolti impugnando il verdetto della Corte d’Appello (che ha visto soccombente la Regione) anche perché invece in primo grado a perdere la causa era stato il Responsible. Intanto, però, la tensione in largo Gemelli è tornata a farsi palpabile fra i dipendenti. I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno scritto al governatore chiedendo che si smetta con il rimpallo di responsabilità perché il personale non può pagare cattive scelte aziendali e controversie con la Regione.
Ma, con ordine, sull’emendamento che propone di liquidare i 90 milioni al Molise anche in assenza dell’approvazione e dell’attuazione del Po 2025-2027, il presidente ha spiegato: «I nostri parlamentari stanno lavorando per far sì che sia segnalato (i “segnalati” vengono poi approvati), perché ha un senso ben preciso: cioè di stabilire che i fondi che ci sono stati destinati non possono essere collegati al Programma operativo per il semplice motivo che, se domani un sindaco decide di impugnare il piano, non possiamo non avere accesso a quelle risorse perché si dovrà aspettare le sentenze del Tar o del Consiglio di Stato». I due percorsi, ha ribadito Roberti, devono essere svincolati.
Per quanto riguarda invece la situazione di Responsible, il governatore ha riferito di aver riunito mercoledì pomeriggio i commissari Bonamico e Di Giacomo, la dg Salute Gallo, l’Avvocatura distrettuale dello Stato, l’assessore al Bilancio Cefaratti e il dirigente Ferocino per esaminare la situazione. «Io personalmente ho dato, come già avevo fatto in passato, la disponibilità a pagare il Responsible. Loro – ha dichiarato il capo di Palazzo Vitale – non mi lasciano questa possibilità perché sono convinti delle loro tesi, la stessa Avvocatura dello Stato lo è. Ho chiesto quindi una relazione, ho chiesto che tutto questo mi sia messo nero su bianco affinché la situazione poi non ricada sulle spalle della Regione».

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