Don Peppino Di Iorio nuovo parroco a Riccia

Don Peppino Di Iorio è il nuovo parroco della Chiesa dell’Immacolata Concezione a Riccia. Ieri l’abbraccio, a nome di tutta la cittadinanza, da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pietro Testa. Don Peppino arriva da Cercemaggiore, la cui comunità fino all’ultimo ha cercato di evitare la sua partenza o quantomeno di ritardarla. Ma è stato tutto inutile. Monsignor Giancarlo Bregantini, che ha deciso il trasferimento, si è mostrato irremovibile anche di fronte all’appello sottoscritto da centinaia di cittadini con in testa il sindaco Gino Mascia. Nulla da fare. Don Peppino, che come ogni sacerdote ha fatto voto di obbedienza, ha dovuto lasciare il paese e, sia pure a malincuore, i fedeli di Cercemaggiore hanno dovuto accettare la scelta della Curia.
Nel suo saluto di benvenuto al nuovo parroco, il sindaco di Riccia si dice certo che sarà per i riccesi «una guida importante, e che ci porterà a mettere insieme le nostre sensibilità e diversità e a fare esperienza concreta della misericordia di Dio. Siamo certi, caro don Peppino, che trovi una comunità pronta a riprendere il cammino con una nuova guida, un nuovo Padre e Maestro, che condividerà insieme a Te sforzi ed iniziative affinché la Parrocchia diventi sempre più un luogo di dialogo, di scambio e di crescita cristiana per i parrocchiani di tutte le età ed in particolare per i nostri ragazzi e giovani».
Don Peppino prende il posto di don Elio che l’amministrazione saluta e ringrazia per l’impegno profuso, per il cammino fatto insieme, «per i valori umani, cristiani e sociali che hai incarnato e indicato a tutti noi. Non possiamo non dirti un grazie sincero e carico di affetto!»

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Eolico e biogas a Riccia, tracciata la strada per il vincolo ambientale

La maggioranza del presidente Toma va sotto in aula sulla mozione della capogruppo dem che chiede alla Regione di porre un vincolo ambientale e paesaggistico su quella porzione di territorio, tra Riccia e Cercemaggiore, così da bloccare sia la centrale a biomasse sia il parco eolico.
Per il momento l’ex sindaca di Riccia Micaela Fanelli porta a casa il risultato politico. Il documento approvato ieri con dieci voti a favore (con Pd e 5 stelle hanno votato anche l’ex governatore Iorio e la consigliera Aida Romagnuolo, entrambi di Fratelli d’Italia) impegna il presidente Toma ad attivare, di concerto con la Soprintendenza dei Beni Ambientali ed Archeologici in Molise, l’iter per dichiarare l’area interessata dai due progetti “di notevole interesse pubblico”, ai sensi dell’art 136 comma 1 lettere a) e d) del Decreto legislativo n. 42/2004.
«L’atto approvato – il commento della capogruppo Pd Micaela Fanelli – pone in capo alla Regione e al governatore Toma impegni precisi che devono essere rispettati ed attuati, per proteggere gli interessi del Molise e dei molisani».
Ora la Regione, di concerto con il Ministero e interessando la Regione Campania, dovrà esprimersi in favore del vincolo ambientale e paesaggistico che, se posto, scongiurerebbe la realizzazione non solo della centrale a biogas nella zona ricompresa fra la strada vicinale Mazzocco ad est e la strada vicinale Cerignano ad ovest, ma di tutti quei progetti che impattano negativamente su un’area di alto pregio naturalistico e ambientale mettendo a rischio le esigenze delle imprese, le produzioni agroalimentari di qualità nonché gli interessi delle strutture ricettive e turistiche.
La mozione discussa e approvata ieri va inoltre nella direzione di accelerare anche l’iter del Piano Paessaggistico regionale impegnando la Regione a convocare un tavolo di coordinamento che coinvolga anche la Commissione consiliare competente, le amministrazioni comunali, l’amministrazione provinciale di Campobasso e tutti gli stakeholders.
Inoltre, per dare certezza dell’affidabilità dei proponenti e della solidità di imprese, il documento impegna la Regione Molise a integrare le disposizioni in materia di autorizzazioni per gli impianti da fonti rinnovabili, prevedendo importi più elevati, rispetto agli attuali, per la richiesta di fideiussioni bancarie o assicurative che, per aree di particolare pregio ambientale e naturalistico, deve essere non meno di 30 milioni di euro per l’impianto eolico e di 15 milioni di euro per l’impianto di biometano. Cifre commisurate agli investimenti previsti, che scoraggiando le imprese poco affidabili, si pongono come ulteriore tutela della trasparenza e della legalità, salvaguardando in questo modo gli interessi di cittadini e territori.
La consigliera Fanelli ringrazia i colleghi, anche quelli di maggioranza che hanno votato favorevolmente la mozione «nonostante i beceri tentativi del presidente – denuncia – il quale ha provato a mettere in atto un patetico rimpallo di responsabilità pur di evitare di prendere un impegno preciso con l’Aula e con tutti i cittadini della Regione. Un tentativo mal riuscito che mette in evidenza esclusivamente la pochezza politica di chi vuole sfuggire a qualsiasi presa di responsabilità. Politicamente, oggi è andato in scena il nuovo ‘Titanic’ del centrodestra regionale che, con questo voto, ha di fatto affondato la “nave” capeggiata da Toma. Ora perciò alla Regione non resta che attuare il vincolo e mettere al riparo la nostra terra da qualsiasi impianto che possa danneggiare gli interessi del Molise che, in un momento storico delicatissimo come quello attuale, ha sì bisogno di energie alternative e di investimenti privati, purché essi siano seri, trasparenti, legittimi e non mettano in alcun modo a rischio il futuro di questa terra e dei suoi cittadini».

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L’Italia che resiste offre i suoi muri agli artisti di tutto il mondo: torna il “Cvtà Street Fest”

È tutto pronto a Civitacampomarano per la settima edizione del “CVTà Street Fest”. Il popolare festival dedicato all’arte di strada, ideato e diretto dall’artista Alice Pasquini, si terrà dal 23 al 26 giugno. Confermata anche quest’anno la presenza di artisti provenienti da tutto il mondo, ovvero: Cinta Vidal (Spagna), Daku (India), Icy and Sot (Iran), Akut (Germania), Ememem (Francia) e Keya Tama (Sud Africa). Il borgo – spiegano gli organizzatori – come comunità, fulcro propulsivo di arte, creatività e cultura. Cuore pulsante di processi sociali, economici e culturali; il posto dove tornare o restare, non più soltanto il luogo da cui andare via. Sono questi i temi fondanti di Cvtà Street Fest, il più grande festival italiano di street art che torna a Civitacampomarano da giovedì 23 a domenica 26 giugno per firmare la sua settima edizione con sette artisti internazionali oltre a un programma di eventi tra musica dal vivo, dj set e live set, proiezioni di cinema nel castello Angioino, e un’attenzione particolare alle tradizioni locali cui il festival rende omaggio offrendo cucina casereccia e passeggiate alla scoperta del paesaggio a perdita d’occhio.
Ideato e diretto da Alice Pasquini, Cvtà Street Fest in questi anni ha fatto del piccolo borgo molisano un museo a cielo aperto libero e gratuito, entrato nelle mete internazionali degli amanti dell’arte urbana, di turisti e viaggiatori, facendo registrare oltre 23 mila presenze nei giorni del festival, e un aumento costante dei visitatori in paese, tanto da diventare una case history di come la street art può far rinascere un borgo da appena 300 abitanti. Un paese che non solo esiste, ma vuole anche resistere. Quest’anno il festival accoglierà artisti provenienti da Europa, Asia e Africa. Cinta Vidal, artista spagnola conosciuta in tutto il mondo per le sue illustrazioni e murales, punterà sulla ricchezza della diversità; i fratelli iraniani Icy e Sot, di base a New York, con le loro opere provocatorie realizzate con fil di ferro stimoleranno una riflessione su immigrazione e frontiere. Poi l’indiano Daku, con le sue riflessioni sul flusso del tempo attraverso opere testuali realizzate con reticolati in ferro in cui inserisce il testo, leggibile solo grazie all’intervento del sole che genera l’ombra proiettata delle parole; il francese Ememem con i suoi coloratissimi tappeti musivi che si sovrappongono come layer al tessuto urbano. Akut, dalla Germania irrompe con il suo fotorealismo underground e infine Keya Tama, sudafricano, maestro di contrasti che mettono a confronto presente e passato. I giorni di Cvtà Street Fest saranno una festa in cui le strade del borgo si riempiranno di musica e di luci, con l’obiettivo di dare nuova vita al borgo e ripopolarlo. Strade e piazze cambieranno volto creando un ponte di bellezza tra passato e futuro, grazie anche al coinvolgimento e alla partecipazione di tutta la comunità e all’impegno sinergico dello staff tecnico e artistico dei professionisti del festival, l’associazione culturale CivitArt e la Pro Loco “Vincenzo Cuoco”. Insieme alla street art torneranno anche le proiezioni di cinema e le ormai tradizionali visite guidate gratuite alla ricerca delle opere d’arte sui muri del borgo – ormai oltre 50 – realizzate negli anni. Infine non mancheranno passeggiate alla scoperta del paese dove ammirare monumenti come il castello Angioino, la Casa del Mercante e la chiesa di San Giorgio Martire. Headquarted della manifestazione, è Casa Cuoco, la dimora storica in cui visse il celebre illuminista italiano Vincenzo Cuoco. Casa Cuoco, grazie a un accordo tra Airbnb, Anci e Ministero dei Beni Culturali è stata ristrutturata e affidata all’associazione CivitArt per ospitare nei giorni del festival gli artisti arrivati da tutto il mondo: un altro luogo simbolo di un’iniziativa capace di superare i confini nazionali.

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