Le previsioni Svimez gelano le università del Sud: meno 30% di iscritti tra 15 anni

Calo delle nascite – l’Istat calcola che saremo 48 milioni fra 16 anni – e concorrenza sleale degli atenei telematici – che negli anni del Covid hanno registrato un + 410 percento delle immatricolazioni – pesano come macigni sul futuro delle università italiane, soprattutto di quelle meridionali. Le previsioni, decisamente poco rosee, in uno studio della Svimez secondo il quale nel 2040 gli atenei del sud perderanno il 30% degli iscritti, il 20% quelli del nord. Senza interventi mirati, il futuro è segnato, dice l’associazione che studia l’economia del mezzogiorno.
L’impatto sarà maggiore per le università medio-piccole delle regioni periferiche, dove il calo demografico colpirà più duramente, mentre le università del centro-nord saranno colpite meno e in una fase successiva. O riusciamo a compensare lo spopolamento, o per alcune università diventerà difficile restare aperte, dicono gli esperti.
Luca Brunese, rettore dell’Unimol, spiega che è pure un problema economico. «Non riusciamo a convincere il 45% dei diplomati a iscriversi all’università. Molti non hanno la possibilità economica di andare via dal territorio in cui vivono, anche solo per raggiungere Campobasso. La qualità dell’offerta deve crescere e dobbiamo far capire che laurearsi è un investimento su se stessi» dice il ‘magnifico’ dell’Università del Molise su cui puntavano tutti i colleghi del centrosud per la presidenza della Crui, la Conferenza che riunisce i rettori d’Italia, arrivato secondo, alle spalle della vincitrice, la prof Giovanna Iannantuono, rettrice dell’Università di Milano Bicocca.
Il professore Gaetano Vecchio, associato di economia alla Federico II di Napoli e consigliere scientifico Svimez sostiene che l’università sia «l’ambito maggiormente penalizzato dalla grande crisi del 2008-09» con tagli che hanno portato il contributo pubblico ad essere oggi inferiore rispetto a 15 anni fa.
La crisi del 2008 ha anche provocato una migrazione a senso unico verso le università del centro-nord: circa 1 studente del sud su 4 oggi lascia la propria regione per la laurea triennale, e più di 1 su 3 lo fa per la magistrale. Naturalmente studiare fuori sede costa sacrifici per i bilanci familiari, ma molti genitori sono disposti a fare salti mortali pur di garantire maggiori opportunità di lavoro ai propri figli dopo gli studi.

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Unimol promossa e pronta alle sfide, «habitat naturale per gli studenti»

Sei milioni di euro stanziati dalla Regione per risolvere il problema di copertura finanziaria delle borse Esu (nell’ultimo bando, su 1.145 idonei 524 non ne hanno potuto beneficiare per mancanza di fondi). Un giudizio “molto positivo” dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario (valido per la conferma dell’accreditamento e che racconta progressi). L’imminente attivazione della scuola di specializzazione di Ortopedia e i lavori in corso per l’apertura di quella di Anestesiologia. Un obiettivo su tutti: diventare il posto in cui ciascuno studente possa costruire la propria storia, un’istituzione che attrae giovani in una regione colpita dallo spopolamento.
Numeri, risultati raggiunti, novità in arrivo, sinergie rafforzate. Unimol ha presentato ieri il piano strategico e la campagna di comunicazione per le immatricolazioni che partiranno il prossimo 1 luglio. “La tua storia, la nostra università”, lo slogan del video curato dal prof Maddalena e disponibile da ieri sui social e sui canali telematici dell’ateneo.
Il rettore Luca Brunese ha aperto l’incontro con gli organi di informazione annunciando l’esito dell’ispezione dell’Anvur. Dal 12 al 15 dicembre scorsi, cinque giorni di colloqui serrati con tutte le componenti dell’Università. Il giudizio anticipato dall’Agenzia all’ateneo è “molto positivo”, segno – ha rilevato il rettore – «che il percorso seguito in questi anni ha funzionato». E che lui lascia un ateneo più in salute.
Buona la prova dei corsi attivati nell’anno 2023-2024, fra cui psicologia, informatica, management dello sport. Saranno mantenuti tutti e consolidati. La magistrale di fisioterapia e l’avvio della specializzazione in Ortopedia rappresentano invece le novità più rilevanti dell’anno 2024-2025.
Il piano strategico di Unimol, ha proseguito Brunese, punta a realizzare un ateneo «più internazionale, più presente sul territorio e che rafforza la sua joint venture con gli studenti». Entro maggio è prevista l’approvazione della Carta dello studente. Gli interventi in cantiere per gli iscritti (nella sala del rettorato era presente anche la presidente del Consiglio degli studenti Nicoletta Mottola) riguardano essenzialmente il miglioramento dei servizi offerti: da quelli bibliotecari e museali alla mensa (saranno potenziati i punti ristoro presenti in tutte le sedi a partire dal secondo polifunzionale di via de Sanctis). Confermato il piano trasporti, con la riproposizione dell’annosa questione – rilevata anche dal governatore Francesco Roberti dopo l’incontro con gli studenti – dell’aumento delle corse per contrada Tappino, sede della facoltà di Medicina. Aumento chiesto più volte al Comune capoluogo ma finora senza risultati.
L’implementazione dei servizi per gli iscritti sarà possibile anche grazie ai progetti finanziati dalla Regione nell’ambito dell’accordo firmato col governo nazionale per la spesa dei fondi Fsc. E mentre Brunese ribadiva l’efficace sinergia con il presidente della giunta lo stesso Roberti ha comunicato al rettore la variazione al bilancio per garantire sei milioni a copertura delle borse di studio.
Partner strategiche l’una per l’altra, Unimol e Regione. Anche nella affannosa lotta allo spopolamento. «Il trend demografico negativo ormai non riguarda più solo il Molise, ma per esempio l’Umbria e alcune zone delle Marche. Riteniamo quindi fondamentale – ha concluso Brunese – che Unimol diventi l’habitat naturale per gli studenti di tutta Italia. Il posto nel qualche costruire la propria storia».

r.i.

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Il rettore Brunese nel Cda dell’Iss, lo ha voluto il ministro Schillaci

Il rettore dell’Università degli studi del Molise Luca Brunese è stato designato nel Cda dell’Istituto superiore di sanità in rappresentanza del ministero della Salute.
Ordinario di Diagnostica per immagini e Radioterapia , Brunese è uno dei tre esperti, si legge nel decreto di nomina del ministro Schillaci, «di alta, riconosciuta e documentata professionalità nelle materie che rientrano nell’ambito delle attribuzioni dell’Istituto»
Il Consiglio di amministrazione dell’Iss – organo con compiti di indirizzo in materia amministrativa e finanziaria – è nominato dal ministro della Salute ed è composto da cinque membri: il presidente dell’Iss, un rappresentante eletto tra i ricercatori e tecnologi dell’Istituto e tre esperti di alta e riconosciuta professionalità nelle materie tecnico-scientifiche e giuridiche designati rispettivamente dal ministro della Salute, dal ministro dell’Università e della Ricerca e dalla Conferenza Unificata. Tra loro, per i prossimi quattro anni, il professor Brunese.
«Essere componente del Consiglio di amministrazione dell’Istituto Superiore di Sanità, in rappresentanza del Ministro, il professor Orazio Schillaci, che ringrazio molto per la fiducia, è per me motivo di grande soddisfazione», il commento del rettore di Unimol. «L’Istituto Superiore di Sanità – ha proseguito – è centro di riferimento per il Servizio sanitario nazionale e per quelli regionali; attraverso le attività che mette in campo indirizza tutte le politiche in materia di salute pubblica. Esserne parte significa avere l’opportunità di collaborare, assieme agli altri autorevoli componenti, a questa missione così importante».

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