Mense ospedali. Anche la Uiltucs denuncia: situazione vergognosa, ci rivolgeremo alla Procura

«Per l’ennesima volta ci troviamo dinanzi ad una situazione paradossale che coinvolge i servizi di ristorazione presso gli ospedali molisani, ma che soprattutto potrà essere fonte di disservizi per i degenti. Non si contano più le volta che la Uiltucs ha denunciato pubblicamente lo stato del servizio di mensa presso gli ospedali molisani: di ieri la notizia dell’ennesimo paradosso, ovvero l’assegnazione del servizio di trasporto pasti dall’ospedale di Isernia ai presidi di Agnone e Venafro ad una ditta esterna». È quanto dichiara in una nota il segretario generale del sindaco Uiltucs Molise, Pasquale Guarracino.
«Quest’ultima “astuzia” messa in atto dalla Asrem – aggiunge Guarracino – pone diversi interrogativi. Il primo: come mai un dipendente della Asrem, che tutti noi molisani ringraziamo per il servizio svolto, si trovava a svolgere ad Agnone mansioni di cuoco? Tutti i cuochi ed il personale impiegato presso i servizi di mensa della Asrem possono chiedere di diventarne dipendenti? Ed ancora: cosa succederà quando la ditta esterna dovrà raggiungere Agnone con la neve? I degenti rimarranno senza pasti? E chi se ne assumerà la responsabilità?»
«Il paradosso è che si impiegano soldi dei contribuenti (circa 35.000 euro per 4 mesi di servizio) quando ormai da tempo si sono svolte le procedure di affidamento del servizio mensa presso gli ospedali molisani, ma nonostante le fasi avanzate della gara, il servizio ancora non si assegna e non si fa nulla per accelerare l’aggiudicazione e per sanare le innumerevoli situazioni di disservizio che vive da anni il settore. La Uiltucs Molise aveva recentemente chiesto un incontro con i nuovi vertici della Asrem proprio per discutere delle problematiche del settore e non arrivare ad evidenziarle alla autorità, richiesta incontro che si reitera pubblicamente dato che sino ad oggi è rimasta priva di qualsivoglia riscontro. Tutto ciò è vergognoso e saremo, nostro malgrado, costretti a segnalare le situazioni, per i dovuti accertamenti ed interventi, sia alla Procura della Repubblica competente, che alla Corte dei Conti», conclude il sindacalista.

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2024 in arrivo, la Uiltucs incalza: «Non c’è più tempo: ora le soluzioni»

Buoni propositi per l’anno nuovo? Se la domanda la rivolgete a Pasquale Guarracino, vulcanico segretario regionale della Uiltucs, la risposta è sicuramente: restare la spina nel fianco della politica molisana.
In questa chiacchierata con Primo Piano, il sindacalista rilancia l’urgente necessità di concretizzare un’inversione di tendenza perché il Molise, dice, è sul baratro e continuando a declinare i verbi al futuro finirà che un futuro la regione non ce l’avrà più.
Guarracino, allora, i buoni auspici per il 2024?
«Uno solo: un cambio di passo. Finora, tutti i governi che si sono avvicendati e lo hanno promesso non sono riusciti in questo intento. O meglio, il cambio di passo c’è stato. Ma purtroppo all’indietro. Invece adesso un’inversione vera è improcrastinabile, il Molise è in agonia. Non c’è più il tempo di analizzare. Anche perché alla fine – lo dico in maniera un po’ semplicistica, dialettale – sono sempre loro. L’attuale squadra di governo in gran parte è la “solita squadra di governo”. Chi siede nella massima istituzione regionale da 15, 20 anni oggi non può dire ai molisani che ha bisogno di capire i problemi di questa terra. Li conosce fin troppo. Aggiungo che con i verbi al futuro, “faremo” per esempio, non siamo andati da nessuna parte. Con il “faremo” abbiamo visto costruire l’autostrada, la doppia corsia e tante altre belle cose. In realtà invece sappiamo solo che la società Autostrada del Molise grava ancora sul bilancio della Regione e che la prima pietra per costruire l’opera non c’è. Come sindacato ci aspettiamo soluzioni concrete a problemi storici. Le cose devono cambiare concretamente, non a chiacchiere. Solo così si possono sistemare le cose in settori nevralgici e ripartire».
La prospettiva deve essere il rilancio però.
«Certamente! Una volta realizzate le azioni che rimettono in sesto il Molise bisogna promuovere investimenti che permettano ai nostri giovani di immaginare il loro futuro in Molise. Sediamoci intorno a un tavolo per decidere cosa vogliamo fare in termini di rilancio per una terra. Una terra a cui non manca nulla, salvo probabilmente una classe politica adeguata alle sfide, ad ogni livello: dai Comuni più importanti alle Province e alla Regione. Io chiedo a ognuno di coloro che oggi ricopre un ruolo istituzionale di portare un contributo fattivo, a ognuno sollecito un’azione concreta. Così, ormai lo sapete come la penso, dimostreranno di guadagnarsi lo stipendio».
Tre priorità per la Uiltucs Molise. Tre cose concrete, come le piace dire, da mettere in campo presto nei settori di cui il sindacato si occupa.
«Innanzitutto mi piacerebbe che si portassero a termine le gare d’appalto. Non è possibile che rimangano bloccate due, tre anni come nel caso di quella per le mense ospedaliere. Pare che le ditte abbiano avanzato offerte e quant’altro, ma l’iter è fermo per via delle dimissioni che si registrano in commissione. Intanto continuiamo a vedere negli ospedali disservizi enormi. Un’impresa diversa per ogni ospedale e ci sono contratti che vanno avanti da 25 anni. È paradossale, non succede in nessuna altra parte d’Italia. una situazione del genere non può funzionare. Lancio una provocazione: se vi serve una mano a lavorare e sbloccare questa situazione io vengo ad aiutarvi anche domani, 1 gennaio… Ma almeno si individua il problema e si risolve».
Altro comparto nevralgico è il commercio.
«Chiediamo di rivitalizzarlo non soltanto attraverso l’associazionismo o quello di nicchia che prova a fare qualcosa. Bisogna investire risorse per dare la possibilità a tutte le botteghe chiuse di riaprire, un gesto concreto per rendere le nostre città appetibili perché altrimenti i molisani vanno a spendere fuori regione. E poi, terza cosa, il turismo. Si deve iniziare adesso a pianificare la prossima stagione estiva, con impegni culturali importanti. Se leggete i dati, parlano di un Molise precipitato dal punto di vista turistico. Poi, ovviamente come in tutte le cose della vita, dipende dalla prospettiva di chi li legge quei dati. Ma sono catastrofici. Qualche anno fa sono stati organizzati gli stati generali del turismo, come un evento di Hollywood. Poi in quel contenitore non è stato messo nulla, nessuna legge a supporto. Niente. Il turismo regge in Molise solo perché ci sono imprenditori locali che investono e stanno facendo funzionare alcune cose. Bisogna invece dare la possibilità ai giovani di investire un euro con la tranquillità di avere la Regione alle spalle, pronta ad aiutarli».
ppm

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Contratto scaduto da tre anni, il ‘commercio’ è sceso in piazza

Lavoratori del commercio e del turismo in sciopero ieri per chiedere il rinnovo del contratto collettivo nazionale, scaduto ormai da tre anni.
A proclamare l’agitazione i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil (Filcams, Fisascat e Uiltucs. A Napoli la manifestazione interregionale unitaria del Sud. Il corteo, partito da piazza Mancini, nei pressi della stazione centrale, è arrivato a piazza Matteotti dove si sono svolti i comizi finali. Massiccia l’adesione della Uiltucs Molise con una folta delegazione guidata dal segretario regionale Pasquale Guarracino. «Contratto subito», è il messaggio che arriva dalla piazza partenopea. A chiudere, per la Uiltucs nazionale, il segretario Rino Strazzullo che ha ribadito i motivi per cui il Ccnl del terziario va rinnovato con urgenza.
Cinque le manifestazioni organizzate per la giornata di ieri: a Roma, Milano, Napoli, Cagliari e Palermo. Le delegate e dei delegati intervenuti dai palchi hanno espresso dissenso verso «l’atteggiamento dilatorio delle associazioni imprenditoriali di settore che, pur dichiarandosi disponibili al confronto, disconoscono le attese e le necessità delle lavoratrici e dei lavoratori e gli accordi interconfederali a suo tempo sottoscritti, mentre le imprese registrano un progressivo aumento dei fatturati, terminata la lunga scia della fase pandemica», ha sintetizzato la Uiltucs.
Riflettori accesi anche sulle condizioni di lavoro: le retribuzioni non allineate al costo della vita fanno il paio con la estrema flessibilità presente nei settori interessati, ad occupazione prevalentemente femminile, con un’alta incidenza di part time involontario, part time ciclico verticale, contratti a termine e stagionalità. Netto il rifiuto dei sindacati alle pregiudiziali poste dalle associazioni imprenditoriali ai tavoli di trattativa su istituti contrattuali a contenuto economico «che aggraverebbero ulteriormente la capacità di acquisto dei salari falcidiati dall’inflazione che, come una scure, ancora si abbatte sul carrello della spesa, nonostante la flessione degli ultimi mesi».

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