De Socio confermato alla guida della Cgil: lavoro, cittadinanza e salute diritti sacrosanti

Paolo De Socio è stato confermato alla guida della Cgil Molise. L’elezione, a larghissima maggioranza, al termine del congresso che si è svolto il 21 e 22 dicembre.
Durante i lavori congressuali sono stati trattati i temi della precarietà, della pace, della tutela dell’ambiente e della contrattazione territoriale. Il sindacato, attraverso la sua assemblea, ha ribadito l’importanza del valore della laicità, della piena affermazione di una cultura della diversità condannando con forza ogni forma di violenza in particolar modo quella perpetrata nei confronti delle donne. È stata anche riaffermata la necessaria esigibilità dei diritti costituzionali quali lavoro, cittadinanza, salute, istruzione, formazione, sicurezza e legalità nei luoghi di lavoro nonché il bisogno di una programmazione condivisa sia per lo sviluppo territoriale sia per la declinazione delle risorse della nuova programmazione dei fondi europei e del Pnrr.

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La Regione si sostituisce ad Atm e liquida 94mila euro di stipendi

Settanta autisti di Atm riceveranno direttamente dalla Regione lo stipendio di ottobre. Palazzo Vitale, infatti, applicando le disposizioni del Codice degli Appalti ha esercitato per la prima volta il potere sostitutivo nei confronti dell’azienda.
La determina del 19 dicembre, firmata dalla dirigente del Servizio Mobilità Dina Verrecchia, arriva a valle di un procedimento che ha coinvolto anche la Prefettura di Campobasso. La ditta ha dovuto consegnare i cedolini a via Genova entro il 6 dicembre scorso, quindi la liquidazione di 93.417 euro e l’invio alla Ragioneria per i mandati di pagamento.
«Un provvedimento epocale che fino ad oggi nessun politico aveva mai avuto il coraggio di intraprendere e adottare», danno atto la Filt Cgil e la Fit Cisl all’assessore ai Trasporti Quintino Pallante. Eppure si tratta di una norma di legge, in particolare è il d.lgs. 50/2016 a prevedere che la stazione appaltante del servizio possa sostituirsi all’affidatario del contratto nel pagamento delle retribuzioni dovute al personale in caso di ritardi nella corresponsione delle stesse. Al momento, dunque, sono 70 i beneficiari, «quelli che per primi hanno avanzato la richiesta di intervento sostitutivo alla Regione e tra i quali figurano anche dipendenti che non hanno mai intrapreso procedimenti ingiuntivi, ma siamo certi – aggiungono i due sindacati – che se ne aggiungeranno altri nei prossimi giorni, essendo ormai caduto il muro di omertà. Ora non c’è più timore a rivelare stipendi non percepiti e risalenti anche al 2019. Oltre all’assessore Pallante, ci sentiamo di esprimere riconoscenza anche ai dirigenti e ai dipendenti della Regione che si stanno sicuramente prodigando oltre il dovuto affinché i dipendenti Atm vengano retribuiti prima di Natale.
Più tiepida la Faisa Cisal. «Un timido parziale intervento, ma è pur sempre un inizio, anche perché non ci sono strumenti alternativi al pagamento di quanto dovuto per lo stipendio mensile. Quindi, ben venga l’azione intrapresa dalla Regione – sottolinea il segretario – Però facciamo notare alla Regione stessa, unica in Italia che onora mensilmente i contratti di servizio con le imprese, che il pagamento dello stipendio, pur essendo di fondamentale importanza per la sopravvivenza del lavoratore, non è l’unico aspetto
negativo, è solo uno degli effetti di un quadro deprimente del trasporto pubblico regionale. Il semplice ritardo del pagamento mensile alle imprese, manda in tilt le stesse, che non sono più in grado di pagare le retribuzioni, non possono versare ai fondi previdenziali e chissà cos’altro. L’unico contratto aziendale esistente è quello territoriale del 22/3/89, eppure le risorse impegnate dalla Regione e versate al settore comprendono anche un importate contributo (dal 2011) proprio per il contratto aziendale, oltre al ripianamento dei costi derivanti dall’ammortamento degli autobus». Dal bando di gara, conclude la Faisa, ci si aspetta quindi «un cambio in grado di porre rimedio alla desolante condizione del trasporto pubblico locale».

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Uil contro la manovra: «Autonomia pietra tombale sul Molise»

Taglio del cuneo fiscale, detassazione delle tredicesime e degli aumenti contrattuali, promozione di occupazione stabile, misure per la ripresa del Paese. Sono le proposte della Uil avanzate in sede di audizione sulla legge di bilancio 2023 e, al contempo, le basi della critica forte del sindacato alla stessa manovra, che è la prima del governo Meloni, perché va in tutt’altra direzione.
Ieri in piazza a Campobasso, tappa della mobilitazione avviata su tutto il territorio nazionale, le ragioni del no alla finanziaria con importanti declinazioni territoriali. Non è sfuggita, ad esempio, la presenza di dipendenti della sanità privata dietro gli striscioni “Difendiamo il diritto alla salute” e “La sanità non deve morire”. Comparto in sofferenza in Molise, ha evidenziato la segretaria regionale Tecla Boccardo, come quello pubblico. C’erano comunque tutte le categorie: dalla scuola alle prese con la battaglia contro l’autonomia differenziata e contro una manovra che in dieci anni taglierà 21 autonomie in Molise alla Uiltemp contraria alla cancellazione dei navigator e alle forme di esternalizzazione della Pa che penalizzano i lavoratori coinvolti senza dimenticare la Uilm, la Uilpa, la Uiltucs e i pensionati.
Durante il presidio, una delegazione è stata ricevuta dal prefetto vicario Elvira Nuzzolo.
«Questa legge di bilancio è lontana dalle esigenze dei lavoratori e del Paese. Abbiamo chiesto il taglio del cuneo, la detassazione degli aumenti contrattuali, misure che non ci sono. Come pure non possiamo che essere in disaccordo – ha ribadito Boccardo – con l’estensione della flat tax fino a 85mila euro per le partite Iva, mentre tutto questo non c’è per i dipendenti. A conferma, ancora una volta, che a pagare le tasse in Italia sono solo i lavoratori dipendenti e i pensionati». E, ancora, secondo la leader della Uil Molise, «in questa manovra mancano risorse per la sanità, lo sviluppo, la transizione ecologica, la piena occupazione all’interno della pubblica amministrazione, fondamentale anche per il Pnrr».
C’è invece il via libera all’autonomia differenziata che «distrugge il Molise. I fabbisogni vengono definiti in base allo storico dell’ultimo triennio, in cui i costi sono stati ‘drogati’ dalla pandemia. Quindi – ha concluso Boccardo – la nostra regione è destinata alla morte».
Rita Iacobucci

 

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