Ecosistema, male il Molise. «Sempre più passi indietro»

Ecosistema urbano, nel rapporto di Legambiente vanno male i due capoluoghi di provincia del Molise. «Il Molise fa sempre più passi indietro, mai un passo avanti», commenta la segretaria della Uil Molise Tecla Boccardo.
«La nostra regione è un malato terminale con una politica incapace di curarlo! Pessimi i risultati praticamente in tutti i settori: è in fondo alle classifiche a livello nazionale per reddito e ricchezza, Campobasso passa dalla posizione 78 all’81esima, mentre va meglio a Isernia che si piazza al 75esimo posto. Ma è soprattutto per l’offerta sanitaria pubblica che crollano i dati – sostiene Boccardo – e che a causa delle vergognose decisioni contenute nella nuova proposta del Pos, continueranno a peggiorare a danno dei molisani, dei malati, dei lavoratori e delle strutture sanitarie, sia pubbliche che private».
Il Molise, prosegue Boccardo, soffre per tantissime problematiche: dalle infrastrutture vetuste, al lavoro povero, piuttosto che i servizi pubblici inesistenti come sanità, trasporto pubblico, formazione. Parliamo di un territorio con delle potenzialità immense ma che invece viene relegato dalla cattiva amministrazione agli ultimi posti di qualsiasi graduatoria. Cosa fanno altrove per scalare addirittura la classifica? La politica del fare, almeno provarci, sarebbe già un segnale forte. Qui i nostri giovani sono costretti ad emigrare, lo stato economico, sociale e produttivo è in grande difficoltà e nessuna soluzione si vede all’orizzonte. Io e la nostra organizzazione continueremo a batterci per denunciare, manifestare e cercare soluzioni concrete affinché si riescano ad eliminare le diseguaglianze che per incapacità politica i molisani sono costretti a sopportare e pagare sulla propria pelle».

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130 infermieri a fine corsa, l’Ugl: il benservito agli eroi del Covid

Non sono stabilizzabili perché non hanno maturato 18 mesi alle dipendenze dell’Asrem (con rapporto a tempo determinato) al 30 giugno scorso. I loro contratti terminano il 31 dicembre prossimo e non ci sono all’orizzonte proroghe o rinnovi. Nulla. «Li chiamavano eroi del Covid, ora gli danno il benservito».
Giovanni Colacci, segretario provinciale di Campobasso dell’Ugl Salute, lancia l’allarme: «Il Molise rischia di perdere oltre 130 infermieri prossimi alla scadenza del contratto a termine il prossimo 31 dicembre. È una situazione che rischia di mettere in ginocchio il servizio sanitario regionale già alle prese con la mancanza di medici specialisti, creando altri disservizi e con ripercussioni gravi sull’assistenza dei cittadini».
Colacci, quindi, prosegue: «Li abbiamo ringraziati chiamandoli eroi – prosegue il sindacalista – e ora che hanno svolto generosamente e con professionalità il loro compito li facciamo diventare dei dimenticati mandandoli a casa con il benservito? Tutto questo non è più sostenibile e accettabile». Il sindacato dunque auspica che «le promesse fatte dal presidente Toma, che aveva assicurato di perseguire ogni strada per migliorare il nostro servizio sanitario pubblico si possano realmente concretizzare. Purtroppo, ad oggi, constatiamo che nulla è accaduto. Chiediamo quindi di provvedere con urgenza quantomeno a dei rinnovi contrattuali in attesa di una legge sulla stabilizzazione per il personale assunto durante la pandemia».
Per questi motivi, l’Ugl Salute prosegue lo stato di agitazione e si dice pronta alla mobilitazione con l’obiettivo di «tutelare i diritti degli operatori sanitari».

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Stop al commissariamento, Boccardo: un fallimento costoso

La leader molisana della Uil, Tacla Boccardo, chiede a voce sostenuta che il Molise esca dal commissariamento sanitario: «Un fallimento costosissimo – afferma – che dura da 14 anni e che nessun risultato ha prodotto. O meglio, qualcosa lo lascia: debiti e tagli ai servizi ai Lea, e di conseguenza ai Lep, con danni a cittadini e imprese che conseguentemente sono costretti a pagare le tasse più alte d’Italia, senza ricevere servizi».
La segretaria parte dai premi Covid agli infermieri che, «dopo mesi e mesi di attesa», saranno erogati «a migliaia di operatori che hanno prestato servizio ai tempi della pandemia e che riceveranno il giusto e meritato compenso. Insomma – aggiunge Boccardo –, agli applausi e alla gratitudine di tutto il Paese e dei cittadini, segue anche qualcosa di concreto».
La numero uno della Uil regionale spiega come «il confronto, che ha visto i sindacati pungolare le varie parti coinvolte, non sia stato semplice, ma alla fine il via libera del ministero dell’Economia è arrivato sulla pre-intesa sottoscritta a giugno. Dunque, resta soltanto l’approvazione in Consiglio dei ministri per rendere a quasi 550mila lavoratrici e lavoratori aumenti tabellari, indennità per le varie figure professionali, fondi per i nuovi ordinamenti e il salario accessorio che messi insieme portano a una rivalutazione dei salari del 7,22%».
Per Boccardo «un grande obiettivo raggiunto è l’indennità di specificità infermieristica, pensata per riconoscere il ruolo svolto dagli infermieri in tempo di pandemia che prevede un aumento stabile in busta paga che va dai 62,81 euro ai 72,79 euro, a decorrere dal 1° gennaio 2021, e che aggiunta agli aumenti del tabellare alimenta anche la mole degli arretrati una tantum, che potrebbero arrivare a dicembre».
Poi la stoccata al governo per il commissariamento: «Se su base nazionale siamo comunque soddisfatti di questo epilogo, la stessa cosa non possiamo esprimerla per quanto accade in regione. Ribadiamo ancora e con fermezza che servono nuove assunzioni di medici e infermieri, stabilizzando innanzitutto i precari Covid. Siamo sempre più convinti che sia urgente eliminare il commissariamento. La sanità pubblica locale – conclude Boccardo – va riorganizzata e adeguatamente e intelligentemente integrata con il privato accreditato per offrire servizi di qualità attraverso un nuovo modello sanitario regionale, non al servizio della politica ma della collettività».

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