Lupo bello di notte, cinquina e finale scudetto vicina

Un Campobasso scintillante mette la museruola a una squadra forte come la Cavese oltre che una seria ipoteca sulla finalissima di Poule scudetto. E visto il successo del Trapani sul Caldiero Terme (rete decisiva di Samake al 15’, ndr), l’ultimo atto della competizione vedrà opposti probabilmente molisani e siciliani. Ma prima ci sono da giocare le gare di ritorno di giovedì 6 giugno. Doppio Maldonado, Di Nardo, Lombari e Parisi per un 5-2 che resterà in ogni caso negli annali, considerando la forza dell’avversaria e una rivalità che affonda le radici negli anni passati. Bravo Giovanni Piccirilli a dare una carica e una fisionomia riconoscibili: d’altronde, è stato per l’intero campionato sul campo a dare manforte in maniera massiccia a mister Pergolizzi. In queste uscite ha dato grandi fiducia – ripagata – a Rasi, titolare fisso con il tecnico campobassano. Le note più liete arrivano dallo spirito di abnegazione e dall’attaccamento di un gruppo che sta dimostrando professionalità fino all’ultimo secondo della stagione.
Già nei primissimi minuti l’atteggiamento è parso arrembante, quasi garibaldino. Bella l’iniziativa avviata da Rasi, rifinita da Di Nardo e conclusa da Lombari col mancino che per poco non si infila nell’angoletto. Preludio al gol, abbastanza rocambolesco: Di Nardo è bravo a eludere il fuorigioco e l’avversario diretto sul lancio di Maldonado, tiro non irresistibile ma che passa sotto le gambe del portiere. Il Lupo batte il ferro finché è caldo e trova il raddoppio con un break che porta alla ripartenza fulminea orchestrata da Grandis e Lombari, il molisano calcia appena entrato in area di sinistro e trafigge l’estremo di casa. La reazione non tarda ad arrivare: Di Piazza mostre le proprie qualità e trova il palo con un bel tiro a giro. Ma il Campobasso continua a giocare e a creare, come nel caso di Di Nardo che è scatenato ma mette dentro un pallone poco preciso per Lombari solo in area. L’erroraccio difensivo di fine primo tempo permette alla Cavese di rientrare in partita: Parisi serve in pratica Di Piazza che sigla l’1-2. La ripresa si apre con la rete del pareggio trovata da Zenelaj che dalla distanza punisce Esposito non convincente nella circostanza. Rimonta completata? Macché. I Lupi non subiscono il contraccolpo, anzi tornano subito in vantaggio: dai diciassette metri Luis Maldonado è una sentenza, portiere immobile e palla in rete. E non finisce qua: Di Nardo vola a destra, fornisce un assist al bacio a Parisi che insacca il poker. Ancora non pago, Maldonado realizza la doppietta con un’altra punizione al bacio. Appuntamento a giovedì 6 giugno, quando a Selvapiana ci sarà il return match contro la Cavese.

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Stadio, «un grande lavoro per ottenere la licenza»

«E’ stato fatto un grande lavoro di squadra per ottenere la licenza d’uso dello stadio». L’assessore allo sport Luca Praitano non usa giri di parole per spiegare la questione relativa al “Molinari” che era molto più complessa di quanto sembrava. Solo dieci giorni fa addirittura si paventava di non poter disputare le partite casalinghe nel capoluogo: «Sono lavori che riguardano la sicurezza dei cittadini, erano da farsi, li avevamo programmati entro l’estate ma la promozione ha accelerato le cose. Il requisito necessario per l’iscrizione era poter avere l’agibilità per almeno un anno e la scadenza precedente era a ottobre. Per questo, con urgenza si è riunita la Commissione di vigilanza che ha prescritto lavori sugli accessi e sulla copertura della tribuna, c’erano rischi per la sicurezza e sono stati fatti dei rinforzi».
Dunque, lo stadio come noto ha incassato l’ok per l’agibilità in relazione ai 7.500 spettatori. La notizia è arrivata lunedì, quando la Commissione provinciale di vigilanza dei pubblici spettacoli si è riunita allo stadio di contrada Selvapiana dando parere favorevole al termine della visita. Per essere precisi, lo stesso organo competente ha rilasciato il parere favorevole per la licenza di agibilità dello stadio Molinari in relazione alla capienza di, per essere precisi, 7.496 spettatori con validità fino al 30 giugno 2025. L’assessore ha aggiunto che ora la priorità spetta «all’impianto di illuminazione, e questo sorprende anche me perché abbiamo pagato per averne uno a norma per la Lega Pro e oggi si scopre che da ulteriore perizia questo risultato non è raggiunto. Si dovrà intervenire il prima possibile perché la deroga per le società neopromosse scade il 1 febbraio. Motivi di bilancio potrebbero mettere in difficoltà la prossima amministrazione comunale, dunque bisogna fare subito».
Per quanto riguarda gli ulteriori lavori da fare per aumentare la capienza, Praitano sottolinea che «lo stadio ha quarant’anni, è ovvio che ha bisogno di continua manutenzione. Bisogna intervenire sulle priorità, dall’illuminazione alle prescrizioni che sono nel certificato di idoneità statica che è stato rilasciato l’anno scorso dalla ditta incaricata ai sopralluoghi. Successivamente si lavorerà anche sull’ampliamento per il quale bisognerà stanziare altre risorse». Non sono bastati i soldi stanziati per riportare la capienza a 14mila posti perché «sono intervenuti fattori che hanno spiazzato il sottoscritto, al quale erano state date delle garanzie ma un po’ l’aumento dei prezzi, un po’ il fatto che le imprese che hanno iniziato a lavorare sul cemento hanno trovato una situazione diversa da quella che era stata prospettata, le spese sono state maggiori e hanno rosicchiato risorse che erano destinate ad altri interventi».

fds

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«C raggiunta grazie all’unione di tifo, società, squadra e staff tecnico»

Prima parte di stagione da titolare inamovibile, una specie di sentenza sui calci d’angolo in un particolare momento del campionato in cui ha deciso diverse partite grazie alla sua prestanza fisica in area. Manuel Gonzalez è stato certamente uno degli elementi su cui è stata costruita la promozione in serie C del Campobasso. Nel girone di ritorno ha ritrovato più spazio a seguito dell’infortunio di Leonardo Nonni, risultando decisivo tra l’altro a Chieti, nel match che ha di fatto confezionato il salto di categoria. Il difensore argentino non si scompone, come nel suo stile, parlando di «un anno tutto da ricordare, ci sono stati tantissimi episodi che sono stati bellissimi e penso che abbiamo raggiunto tutti insieme l’obiettivo, gruppo, società, staff, collaboratori e soprattutto i tifosi».
Quando vi siete resi conto che eravate davvero forti e si poteva provare a vincere questa serie D?
«Già tra dicembre e gennaio ci siamo resi conto che arrivavamo alle partite e ci sentivamo più forti degli altri. È stato un anno intenso, con una partenza difficile, cambi di giocatori, anche di staff, ci siamo adattati bene e siamo riusciti a centrare l’impresa».
Cosa le rimane di questa esperienza nel capoluogo?
«Un’esperienza stupenda. Personalmente, l’ho detto prima di iniziare, l’obiettivo era dare il massimo per vincere il campionato. Questo ho fatto, al di là di quanto abbia giocato ho sempre cercato di dare tutto me stesso. Le prestazioni, i gol, vengono da soli ma a questo punto della carriera mi interessava fino a un certo punto: tenevo al fatto che la gente potesse dire che Gonzalez ha dato il massimo che aveva per vincere il campionato».
Siete in semifinale di Poule scudetto: si dice che l’appetito vien mangiando…
«Arrivati a questo punto vorremmo provare ad arrivare fino in fondo. Siamo in semifinale, una bella sfida con la Cavese tutta da giocare, cercheremo di portarla a casa».
Le piacerebbe restare? Ha già parlato con la società?
«Deve finire la stagione, poi si parlerà. Mi farebbe piacere restare, certo, è stato tutto bellissimo qui e con la mia famiglia sono stato benissimo. Le porte sono aperte per parlare».

fds

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