Barca a vela rischia di naufragare a Rio Vivo

Nel pomeriggio di lunedì, una barca a vela battente bandiera tedesca ha rischiato di naufragare contro i frangiflutti della spiaggia di Rio Vivo, sospinta dalla burrasca in corso. Provvidenziale l’intervento congiunto dei militari del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Termoli e dei Piloti del porto, che hanno evitato conseguenze ben più gravi. L’allarme è scattato intorno alle ore 18, quando un cittadino ha segnalato ai finanzieri presenti in porto la presenza di un veliero alla deriva, apparentemente senza nessuno a bordo.
Immediatamente è stata inviata sul posto un’unità navale in servizio di prontezza operativa H24, che ha raggiunto l’imbarcazione del Pilota del Porto già impegnato nelle prime manovre di assistenza. Solo con l’avvicinamento delle unità di soccorso è stato possibile scorgere un uomo all’interno del motoveliero, intento ad avviare il motore—che si spegneva ripetutamente—nel tentativo di raggiungere le acque sicure del porto. Grazie al costante supporto del mezzo navale del Pilota, l’imbarcazione è stata infine ormeggiata all’interno della marina di San Pietro, dove i finanzieri hanno effettuato i controlli di polizia di competenza. Il velista, in buone condizioni fisiche ma visibilmente scosso, ha ringraziato i soccorritori, spiegando di essersi addormentato dopo una lunga navigazione in solitaria con il proprio cane, senza accorgersi del peggioramento delle condizioni meteomarine. «Grazie al tempestivo intervento dei servizi tecnici dei Piloti e della Guardia di Finanza, che nello svolgimento dei propri compiti istituzionali è spesso impegnata in operazioni di ricerca e soccorso in mare a salvaguardia della vita umana», si legge nella nota ufficiale, «è stato scongiurato un epilogo ben più grave».

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Imparato ad Atessa, il manager incontra Marsilio e Magnacca

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha visitato ieri lo stabilimento Stellantis di Atessa, accompagnato dall’assessore alle Attività produttive e Ricerca industriale, Tiziana Magnacca, dove è stato ricevuto da Jean-Philippe Imparato, responsabile Enlarged Europe & European brands di Stellantis, e dal direttore dello stabilimento Stellantis di Atessa, Paolo Accastello. L’incontro ha permesso di approfondire le prospettive produttive e industriali del sito, punto di riferimento per il comparto dei veicoli commerciali a livello europeo.
«È stata una visita molto positiva – ha dichiarato il presidente Marsilio – che conferma la centralità dello stabilimento di Atessa nella strategia industriale di Stellantis. La presenza dei vertici europei dell’azienda, che ringrazio per la sua venuta in Abruzzo, testimonia l’attenzione e la volontà di investire in questo sito, nonostante le difficoltà che il mercato dell’auto e in particolare quello dei veicoli commerciali sta attraversando a livello europeo».
Marsilio ha sottolineato che lo stabilimento di Atessa, principale polo europeo per la produzione di veicoli commerciali, rappresenta un patrimonio industriale strategico non solo per l’Abruzzo ma per l’intero Paese.
«Guardiamo al futuro con ottimismo – ha aggiunto Marsilio – la Regione Abruzzo sarà sempre in prima linea per sostenere e valorizzare il settore automotive e tutto il suo indotto, con l’obiettivo di favorire innovazione, occupazione e crescita economica. La collaborazione tra istituzioni e imprese è la chiave per affrontare le sfide della transizione industriale e rafforzare la competitività del territorio».

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Un maxi yacht di 45 metri va in avaria al largo delle Tremiti

La “Tremenda” ormeggiata in sicurezza a Termoli dopo una complessa manovra guidata da Capitaneria, piloti del porto e Marinucci Yachting Club. Una mattinata di grande tensione si è trasformata in un esempio di perfetta collaborazione tra istituzioni e operatori del mare. Giovedì mattina, una nave da diporto internazionale lunga 45 metri, la “Tremenda”, con dieci persone a bordo, ha subito una grave avaria durante la navigazione in Adriatico, al largo delle isole Tremiti. L’allarme è scattato quando l’imbarcazione ha riportato un guasto al sistema di stabilizzazione, costringendo il comandante a richiedere assistenza. Poco dopo la situazione è peggiorata: la nave ha perso la funzionalità dei timoni e, successivamente, un generatore, con la conseguente indisponibilità delle eliche di manovra laterali. Restavano solo le eliche di propulsione principali, insufficienti a garantire una gestione agevole della rotta in condizioni di mare agitato, con onde alte fino a quattro metri. La Capitaneria di Porto di Termoli ha preso in mano il coordinamento dell’emergenza. La centrale operativa ha fornito al comandante le informazioni di accesso più sicure, mentre uomini e mezzi venivano predisposti per un eventuale intervento diretto. Determinante è stato il ruolo del pilota del porto, che ha raggiunto la nave e l’ha guidata lungo una traiettoria di ingresso che consentisse di mantenere la rotta nonostante l’assenza dei timoni. Un lavoro di precisione, reso ancora più complesso dalle condizioni meteo-marine avverse. Alla manovra hanno preso parte anche i mezzi del Marinucci Yachting Club, mobilitati in stretto raccordo con la Capitaneria. Quattro le unità impiegate: il battello pilota, una rescue boat e due gommoni, pronti a intervenire in caso di emergenza durante l’ingresso in porto. Uno dei responsabili è salito direttamente a bordo della “Tremenda” e, sfruttando i motori, le ancore e persino l’effetto “vela” generato dal vento, ha contribuito a posizionare l’imbarcazione in modo da facilitare la delicata fase di ormeggio. Dopo ore di manovre complesse, la nave è stata infine condotta in sicurezza all’interno del porto turistico Marina di San Pietro di Termoli. Qui, con il supporto dei soccorritori, è stata ormeggiata senza conseguenze per l’equipaggio e i passeggeri. «La Capitaneria ci ha sempre assistito con mezzi e uomini – hanno dichiarato dal Marinucci Yachting Club –. Un ringraziamento particolare va alla centrale operativa della Guardia Costiera e a tutto il corpo tecnico dei nostromi, presenti sin dall’inizio dell’emergenza». L’episodio ha messo in luce ancora una volta l’importanza della rete di sicurezza marittima che opera sul territorio. La collaborazione tra Guardia Costiera, piloti del porto e realtà nautiche private come Marinucci Yachting Club si è rivelata decisiva per evitare che un’avaria tecnica potesse trasformarsi in un’emergenza ben più grave. Giovedì mattina, nel cuore dell’Adriatico, l’esperienza, la professionalità e il sangue freddo di tutti gli operatori coinvolti hanno permesso di trasformare una situazione di rischio in un intervento risolto con successo.

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