Trivento. Nicodemo messa alla porta «perché ho chiesto chiarezza e trasparenza»

Fino a tre giorni fa era assessore ai Lavori pubblici e alla Programmazione al Comune di Trivento. La revoca dell’incarico all’ex assessora Angelica Nicodemo, a ridosso delle elezioni amministrative, non è stata però indolore. Lei stessa in una nota inviata in redazione precisa: «Prendo atto di questa decisione ma non riesco a trovare, nelle parole del decreto, la motivazione di questa presa di posizione». L’atto di cui parla Nicodemo è del 21 marzo, giorno in cui il sindaco Pasquale Corallo le revoca l’incarico per affidarlo al consigliere comunale Angelo Vasile. «Durante il mio mandato – evidenzia la Nicodemo – ho sempre chiesto al sindaco Corallo chiarezza in merito alla programmazione cittadina da svolgere e trasparenza nella comunicazione della stessa verso la cittadinanza. Il risultato è stato: nessuna risposta nel merito ma un ennesimo cambio alla guida di uno, se non il più importante assessorato comunale». Va precisato che Angelica Nicodemo era entrata in giunta meno di un anno fa, precisamente il 1 luglio 2023, al posto di Angelo Lomastro, a sua volta dimessosi dall’incarico per motivi strettamente personali.
«Credo fermamente che la trasparenza e la collaborazione siano fondamentali per una efficace amministrazione pubblica – aggiunte Nicodemo – Ho sempre lavorato seguendo questo modus operandi, cercando di coinvolgere tutti gli attori interessati nel processo decisionale e garantire la massima chiarezza nelle azioni intraprese. Che potessero esserci delle frizioni all’interno del gruppo di maggioranza, dei punti di vista diversi tra me e il primo cittadino – l’accusa dell’ex assessore Nicodemo – credo sia una cosa normale durante un mandato amministrativo. Ciò che trovo poco democratico (ovviamente sono bene a conoscenza dei poteri in mano al sindaco e della possibilità di nomina e di revoca; il mio è un aspetto umano: ecco la poca trasparenza) è la mancanza di confronto e di comunicazione diretta della decisione presa». Infine Nicodemo ringrazia «tutti coloro che mi hanno sostenuto in questo percorso, di chi ha creduto in me: da parte mia c’è sempre stata responsabilità e disponibilità verso tutta la comunità di Trivento ma, soprattutto, coerenza programmatica con quanto i triventini decisero di scegliermi come loro amministratrice nel 2019».

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Ddl Calderoli, la Diocesi di Trivento: progetto miope che mina l’unità del Paese

Non tarda ad arrivare la risposta del vescovo di Trivento alla lettera aperta inviata dagli insegnanti di religione (Snadir) ai quattro prelati della chiesa molisana sollecitando una presa di posizione sul Ddl Calderoli (autonomia differenziata) così come ha fatto l’arcivescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia. La nota porta in calce la firma di don Alberto Conti, direttore della Caritas Diocesana.
«Questa Caritas Diocesana di Trivento, in comunione d’intenti con il Vescovo Monsignor Claudio Palumbo e il presbiterio diocesano, non può non registrare, come d’altronde sta avvenendo un po’ ovunque e in particolare nelle aree interne e nel Mezzogiorno, le crescenti preoccupazioni delle popolazioni del nostro territorio rispetto al progetto del Governo Meloni sull’autonomia differenziata già approvato al Senato e ora in discussione alla Camera dei Deputati. Non solo da parte di trenta vescovi del Sud riuniti recentemente a Benevento per la difesa delle aree interne, ma ormai nella stessa Conferenza Episcopale Italiana, attraverso interventi molto chiari dello stesso Cardinale Matteo Maria Zuppi, si stanno sottolineando i pericoli per i più poveri rappresentati dal Disegno di Legge 615 voluto dalla Lega e sostenuto dalle altre forze dell’attuale Governo. In particolare il cardinale Zuppi ha espresso “la preoccupazione sui rischi connessi alle proposte di autonomia differenziata: il timore è che possa indebolire i legami di solidarietà che promuovono la persona e rendono coesa la comunità nazionale”, ricordando che “Non c’è futuro per il Paese senza un progetto per le aree interne: ne va del futuro del Paese e delle aree metropolitane, è questione di qualità della vita nelle aree metropolitane oltre che in quelle interne”. In buona sostanza leggendo questo Disegno di Legge è molto chiara l’idea che lo sottende e permea tutti i suoi articoli: pretendere di trattenere più risorse dal gettito fiscale della propria regione chiedendo di gestire ben 23 materie tra cui alcune delicatissime come la sanità, l’istruzione, le politiche di tutela ambientale come dell’immenso patrimonio storico-artistico. Siamo di fronte al progetto di una borghesia miope che mira a un attacco all’unità del Paese e a una differenziazione dei diritti dei cittadini in relazione alla ricchezza delle regioni. La memoria storica dei Livelli Essenziali di Assistenza nella sanità soprattutto durante la pandemia è sufficiente per rimanere fortemente perplessi di fronte ai Livelli Essenziali delle Prestazioni che si vorrebbero garantire magari su un piano minimo a tutti lasciando a chi ha più risorse e dunque alle regioni facoltose la possibilità di finanziarli a livello di eccellenza. Senza un’uniformità di prestazione dei servizi su tutto il territorio nazionale siamo davvero alla negazione del principio di eguaglianza dei cittadini nei loro diritti fondamentali così chiaramente espresso dalla Costituzione Italiana. Tutto questo non garantirebbe di sicuro l’unità giuridica ed economica del Paese creando una frammentazione delle competenze sul piano regolativo ma anche a livello salariale con premialità che innescherebbero difficoltà e discriminazioni tra popolazioni di regioni diverse. Non possiamo permettere di accrescere diseguaglianze già troppo elevate tra i territori mentre siamo convinti che occorra una gestione nazionale dei servizi fondamentali ai cittadini disegnando piuttosto e al più presto un progetto di accorpamento razionale delle regioni e di sviluppo equo per l’intera Italia smettendo di marginalizzare aree già troppo povere. La Caritas in tutte le sue attività muove la sua azione ispirata al principio evangelico della condivisione; è chiaro quindi che non può assolutamente accettare questo progetto di autonomia differenziata che, opponendosi al concetto di solidarietà e di collaborazione, vorrebbe una società fondata sulle logiche dell’individualismo e della competizione che sono davvero lontane dal messaggio del Vangelo. Don Luigi Ciotti, che ben conosce la fatica di chi continua a vivere nei nostri piccoli paesi di montagna, che si spopolano giorno dopo giorno, ha scritto: “Il disegno di legge sull’‘autonomia differenziata’ rivela una politica che persegue obiettivi diametralmente opposti a quelli del bene comune. Una politica che, invece di unire, divide, che invece di garantire l’universalità dei diritti sociali e civili trasforma quei diritti in beni di mercato, in privilegi economici, tradendo così i princìpi costituzionali, base di quel progetto ideato dai ‘padri’ della Repubblica per eliminare le disuguaglianze sociali ed economiche e per garantire a tutti i cittadini i diritti che rendono tale una democrazia: il diritto al lavoro, alla casa, allo studio, all’assistenza sanitaria. Tradimento che, nella presente circostanza, non ha peraltro nemmeno il coraggio di dichiararsi tale, ricorrendo a un uso manipolato e manipolatorio delle parole”, perché – continua don Luigi – “autonomia differenziata” è “espressione che, all’apparenza, non desta scandalo perché unisce due concetti – ‘autonomia’ e ‘differenza’ – che applicati all’esistenza umana e al contesto sociale rimandano a valori positivi. Tutti dovremmo essere riconosciuti nella nostra diversità e libertà – osserva –. Il punto è che questi concetti vengono qui applicati alla sfera dell’economico e dell’amministrativo, sicché ‘autonomia’ diventa potere di fare senza rendere conto, e ‘differenziata’ maggior potere a chi è già più ricco e forte».

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Trivento. Gianni Stinziani nominato Ufficiale della Repubblica

Gianni Stinziani, presidente dell’associazione di volontariato “Il mondo e noi”, è stato nominato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica.
Questa importante onorificenza gli è stata attribuita «Per la sua determinazione – si legge nella motivazione del Capo dello Stato – nel voler creare una rete nel territorio per aiutare chi vive la gestione quotidiana dei figli con spettro autistico». La cerimonia di consegna delle onorificenze si svolgerà presso il Palazzo del Quirinale il prossimo 20 marzo alle 16.30.
Dopo Maria Mastroiacovo, fondatrice dell’organizzazione di volontariato “Cielo e Terra” che gestisce il centro diurno per disabili “Raggio di luce”, un altro triventino è stato dunque nominato Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica.
Gianni Stinziani, di professione cuoco, è padre di un ragazzo autistico e da diversi anni sta cercando di dare a questi ragazzi assistenza e prospettive per il futuro.
Il Presidente della Repubblica ha conferito, complessivamente, trenta onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per attività volte a contrastare la violenza di genere, per un’imprenditoria etica, per un impegno attivo anche in presenza di disabilità, per l’impegno a favore dei detenuti, per la solidarietà, per la scelta di una vita come volontario, per attività in favore dell’inclusione sociale, della legalità, del diritto alla salute e per atti di eroismo.
Il Presidente Sergio Mattarella ha individuato, fra i tanti esempi presenti nella società civile, alcuni casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani.

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