Tragedia a Trivento, 84enne muore schiacciato dal trattore

Stava lavorando a bordo di un trattore nel terreno di sua proprietà quando, probabilmente a causa di una distrazione o per il fondo sconnesso, il mezzo si è ribaltato ed è finito in un dirupo travolgendolo. Vittima dell’ennesimo incidente nei campi un uomo di 84 anni di Trivento. La tragedia è avvenuta in contrada Quercia Piana dove l’anziano, vedovo da qualche anno, viveva da solo. A lanciare l’allarme, nella giornata di ieri, è stato il figlio che non trovandolo in casa ha allertato i carabinieri e i vigili del fuoco. Con molta probabilità – stando alle prime ricostruzioni – l’incidente si sarebbe verificato nella serata di mercoledì. Sul posto sono arrivate le squadre dei vigili del fuoco di Campobasso, insieme ai carabinieri della Compagnia di Bojano. Le operazioni si sono però rivelate molto complicate: il trattore è finito in una zona impervia difficilmente raggiungibile dalle gru del 115. Gli uomini hanno infatti lavorato diverse ore, attendendo anche il supporto di mezzi più idonei per sollevare il mezzo e liberare il corpo dell’uomo. Nella contrada si sono recati anche il sindaco di Trivento Pasquale Corallo e il magistrato di turno. Le cause del decesso, però, appaiono piuttosto chiare e con molta probabilità non sarà necessario disporre l’autopsia.

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Stretta sulla movida a Trivento, all’una di notte stop alla musica dentro e fuori i locali

Dopo le reiterate proteste dei residenti per la musica ad alto volume il comune ha deciso una stretta sui locali della movida. Ieri, infatti, è scattata la nuova ordinanza sindacale che impone fino al prossimo 9 settembre l’interruzione della trasmissione della musica, dal vivo o riprodotta, sia in ambienti interni che esterni ai locali, all’una di notte. Come si spiega nell’ordinanza sindacale nelle ultime settimane sono pervenute al comune numerose segnalazioni di schiamazzi, rumori e altri comportamenti che alterano la quiete pubblica. A rendere insonni le notti dei residenti l’uso smodato di alcool e comportamenti contrari al pubblico decoro come l’abbandono di bicchieri e bottiglie nelle strade, e perfino su porte e finestre delle case, intorno ai locali. Per garantire quindi la tranquillità, il diritto al riposo dei residenti e la qualità della vita nonché il decoro urbano si è dovuto adottare un provvedimento così restrittivo. I titolari e i gestori degli esercizi pubblici muniti di autorizzazione per la diffusione della musica e/o di trattenimenti danzanti sono tenuti quindi ad attenersi alle nuove prescrizioni ed eventuali violazioni verranno perseguite a norma di legge. I trasgressori che non osservino gli orari e le prescrizioni della ordinanza saranno puniti con la sanzione pecuniaria da 25 a 500 euro. In caso di ulteriore violazione nello stesso anno solare il trasgressore sarà punito con la sanzione amministrativa di 500,00 euro mentre in caso di reiterate violazioni sarà disposta la comunicazione di inosservanza al Questore al fine dell’applicazione della misura della sospensione dell’attività di 15 giorni. Ovviamente non sono mancate rimostranze da parte dei titolari dei locali pubblici ed il rischio, paventato anche da alcuni genitori, che i ragazzi dopo l’una di notte si trasferiscano nei paesi limitrofi dove gli orari sono più lunghi. Non è facile conciliare le opposte necessità, la voglia di divertirsi dei giovani da una parte e il riposo notturno di chi la mattina deve andare al lavoro dall’altro, senza contare il legittimo interesse dei proprietari dei locali, ma proteste e segnalazioni ormai erano diventate quotidiane.

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Don Bertrando Gianico e Rita Fossaceca, Trivento gli rende onore

L’Amministrazione comunale di Trivento ha deciso di intestare alcune strade e piazze cittadine a persone che in passato o anche di recente hanno dato lustro al paese. A don Bertrando Gianico, che dopo la seconda guerra mondiale ebbe un ruolo fondamentale nella formazione di centinaia di giovani che arrivavano da tutt’Italia per frequentare il collegio da lui fondato, è stata intestata la rampa di accesso al liceo delle Scienze applicate.
Altra persona ricordata dalla amministrazione comunale la dottoressa Rita Fossaceca, a cui è stata intestata la piazzetta ricavata lungo via B. Mastroiacovo, assassinata in Kenya il 28 novembre 2015 mentre era in missione con la sua onlus per assistere i bambini. Infine, l’area sovrastante il centro polifunzionale, che grazie ad un recente intervento è stata trasformata in un punto di aggregazione con area giochi per i bambini, è stata denominata “Piazzetta del Sorriso”. Sull’intestazione di una strada a don Bertrando Gianico, scomparso il 10 agosto 2001, si discuteva ormai da anni. A chiedere che una strada lo ricordasse i tanti ex convittori che l’anno dopo la sua morte posero sulla facciata dell’ex convitto questa iscrizione: “In questo edificio per molti anni don Bertrando Gianico tenne il convitto ove migliaia di giovani figli di gente umile con studi severi e vita spartana conquistarono il proprio riscatto culturale e civile”. Monsignor Bertrando Gianico (Roccavivara, 12 maggio 1902 – Roma, 10 agosto 2001) nel secondo dopoguerra ebbe l’intuizione e il coraggio di aprire un convitto, che iniziò il suo pieno funzionamento dall’anno scolastico 1948-49, e di istituire la scuola media e l’Istituto Magistrale, dando ai giovani di Trivento e di molti centri l’opportunità di proseguire gli studi dopo le elementari e di iscriversi a facoltà universitarie. Trivento, grazie al convitto maschile che arrivò a contare fino a 230 studenti, a cui si affiancava quello femminile delle Suore degli Angeli, negli anni ‘50 e ‘60 del secolo scorso divenne uno dei principali centri di studio del Molise grazie alla presenza di scuole come l’istituto magistrale, l’agrario e l’istituto tecnico per geometri.
La vicenda umana della dottoressa Rita Fossaceca, medico di Trivento in servizio presso l’Ospedale Maggiore di Novara, è invece storia recente. Il 28 novembre 2015 presso il villaggio di Mijomboni, nelle vicinanze della località di Watamu in Kenya, fu assassinata la sera prima di rientrare in Italia da una banda di rapinatori. Rita, che nel suo ultimo viaggio in Africa aveva portato con sé anche i genitori e lo zio sacerdote, era impegnata da oltre un decennio con la onlus ForLife, da lei cofondata, in iniziative di promozione umana ed assistenza sanitaria a favore dei bambini orfani e dei cittadini del Paese africano. A sottolineare ed encomiare l’altissimo merito civile è stato per primo il Presidente della Repubblica che il 5 dicembre 2015, in occasione della Giornata internazionale del volontariato, le ha conferito la medaglia d’oro al valor civile. Inoltre, l’Asrem le ha intestato il poliambulatorio di Trivento. La piazzetta che porterà il suo nome si trova proprio di fronte l’abitazione dove ancora vivono i genitori e lo zio sacerdote.

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