Muro di contenimento a rischio cedimento, strada ‘off limits’ a Conca Casale

I Carabinieri della Compagnia di Venafro hanno effettuato un sopralluogo a Conca Casale su segnalazione del pericolo di cedimento del muro di contenimento in località “Forcellucce”: l’Amministrazione comunale, tramite relazione dell’ufficio tecnico, ha provveduto a chiudere la strada al transito. «L’ordinanza è temporanea – spiega il geometra Giulio De Simone – nel senso che verranno svolti i dovuti approfondimenti dopodiché si deciderà il da farsi. Al momento, pertanto, la strada è interdetta sia ai veicoli che pedoni».
Il sopralluogo urgente dei militari dell’Arma era scattato anche a seguito di una segnalazione anonima di un cittadino e per questo, con i tecnici del Comune, si era giunti sul posto per constatare l’effettivo imminente pericolo per la pubblica e privata incolumità conseguenti alle condizioni del muro di contenimento posto lungo la strada denominata “Radicosa”.
I Carabinieri, sul posto insieme al geometra del Comune Giulio De Simone, hanno verificato «lo stato dei luoghi, in particolare lo stato fessurativo del muro di contenimento a confine con la strada comunale denominata Radicosa in corrispondenza della particella 25 del foglio 10 e realizzato a seguito dei lavori di costruzione del serbatoio di accumulo dell’acqua potabile e rilevato le caratteristiche del muro in pietra e il quadro fessurativo presente in maniera orizzontale che lascia pensare ad un assestamento del piano di fondazione che non ha compromesso l’iniziale stabilità. Si è ritenuto pertanto opportuno a salvaguardia della privata e pubblica incolumità effettuare ulteriori indagini e accertamenti, monitorando anche l’attuale situazione. In considerazione del fatto che dalle informazioni assunte tale situazione risulta consolidata in quanto rilevata già da oltre sei anni, accertato che la chiusura del tratto di strada interessato dal pericolo di crollo del muro di contenimento non comporta situazioni d’interclusione di fondi essendo presente in zona una viabilità alternativa, considerato che la situazione di pericolo non consente la circolazione in sicurezza sul tratto di strada interessato, si ordina il divieto di transito veicolare e pedonale con decorrenza immediata sulla strada comunale denominato Radicosa, in prossimità del tratto confinante con la particella 25 del foglio 10 per la lunghezza pari al tratto adiacente al muro di contenimento del serbatoio comunale di circa 100 ml. Il presente provvedimento potrà essere dimensionato nel tempo qualora a seguito degli accertamenti eseguiti sarà possibile assicurare il transito in piena sicurezza. In tal caso la strada sarà prontamente riaperta al fine di ridurre il più possibile i dosaggi agli utilizzatori».
Per la comunità di Conca Casale, come assicura il sindaco Riccardo Prete, non ci sono particolari disagi visto che la zona non è molto frequentata e per i proprietari dei terreni in località “Forcellucce” c’è un altro accesso in piena sicurezza.
M.F.

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Montaquila, impianto fotovoltaico pronto da due anni ma ancora ‘fermo’

Un’opera realizzata due anni fa ma non ancora in funzione. Il sindaco di Montaquila Marciano Ricci sollecita l’Enel Distribuzione per l’attivazione dell’impianto fotovoltaico installato al campo sportivo di Roccaravindola. Il primo cittadino, attraverso una missiva, ha rappresentato «la spiacevole situazione di stallo venutasi a creare in riferimento all’attivazione dell’impianto Fotovoltaico realizzato ben oltre due anni fa, in loc. Roccaravindola nei pressi del campo da calcio “M.Castaldi”, e non ancora utilizzabile.
I lavori sono stati ultimati in data 30/06/2021. L’impianto è stato conformemente collaudato e ne è stato sancito, con apposita relazione tecnica del Direttore dei Lavori, il corretto funzionamento.
E’ stato, inoltre, sottoscritto in data 05.04.2023, l’atto di costituzione del diritto di superficie e servitù tra il Comune e l’Enel, previo apposito frazionamento catastale della particella ove andrà installata la cabina. Sono stati inoltre acquisiti i pareri ai sensi del D.lgs. 42/2004
Nonostante il comune si sia adoperato per ottemperare tutti gli obblighi economici, tecnici e burocratici e per soddisfare le richieste pervenute da Enel Distribuzione (la società che dovrà fornire ed installare la cabina di trasformazione), ad oggi, nonostante siano trascorsi oltre due anni dalla fine dei lavori, tale iter non risulta ancora chiuso.
In effetti per completare il caricamento della documentazione sul portale di Enel-Distrbuzione, necessaria all’avvio dei lavori di fornitura ed installazione della cabina, sono, da tempo, in mano ai responsabili distrettuali di Enel, alcuni documenti da regolarizzare soltanto da Enel stessa, essendosi il Comune preoccupato di fornire la documentazione completa, così come richiesto. Tutte le richieste di integrazione formulate da Enel – spiega Ricci – ovvero la parte documentale, le volture, gli atti, i pagamenti, gli assensi dei privati, l’acquisizione dei pareri degli enti di competenza sono state espletate. L’ultimo contatto con i referenti locali di Enel Distribuzione risale a novembre 2023.
La finalità principale dell’impianto è la produzione elettrica ai fini dell’utilizzo della stessa, per gli edifici comunali. Per poter utilizzare l’impianto, e metterlo in “rete”, consentendo un risparmio dei consumi energetici a carico del Comune di Montaquila, in un periodo di ristrettezza economica e con l’urgenza di efficientare i consumi della pubblica amministrazione, è tecnicamente necessaria l’installazione della cabina di trasformazione.
Ad oggi il Comune, purtroppo, resta ancora in attesa della definizione della pratica, con un dispendio economico, che sicuramente non è addebitabile all’Ente locale. In attesa di sollecito ed urgente riscontro».

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Ex Unilever, si dilatano i tempi della riconversione: monta la protesta

Martedì 6 febbraio si ‘marcerà su Campobasso’. Ieri mattina lo hanno deciso in una assemblea con i lavoratori tutte le sigle sindacali. Parliamo della vertenza ex Unilever, della situazione di stallo che si è venuta a creare per la mancata firma di Invitalia. Ieri le assemblee delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Cisal, unitamente alla Rsa di stabilimento P2P/Unilever di Pozzilli, per analizzare lo stato attuale della vertenza sulla riconversione industriale dell’ex stabilimento Unilever. «La preoccupazione dei lavoratori è fortissima- hanno dichiarato i sindacati-, a seguito del procrastinarsi della determina di Invitalia, relativamente alla concessione dei fondi per la messa in opera degli asset tecnici per avviare lo stabilimento alle nuove attività». Dopo ampia e dibattuta analisi sullo stato dell’arte si è convenuto quanto segue: «Nella giornata di martedì 6 febbraio i Lavoratori in massa si recheranno al Consiglio Regionale del Molise per evidenziare la difficoltà che le maestranze hanno in un momento così delicato per il loro futuro occupazionale ed evidenziare l’importanza del supporto delle istituzioni Regionali a corollario della delicata vertenza di Pozzilli. Si sottolinea la necessità di avere da parte della Regione tutto il sostegno necessario in questo difficile momento, dove non giungono risposte di distensione da parte di Invitalia rispetto al progetto. In contemporanea le Segreterie Nazionali chiederanno un incontro con Invitalia a Roma organizzando una mobilitazione di protesta che vedrà presenti i Lavoratori impegnati in un sit-in, presso la sede romana il giorno della calendarizzazione dell’incontro». Ora dunque i sindacati vogliono andare fino in fondo alla vicenda di questa mancata firma di Invitalia, parliamo di risorse pari a 109 milioni di euro che servirebbero per rilanciare la produzione e iniziare il nuovo corso con la nuova proprietà. La firma di Invitalia avvierebbe la procedura in tempo utile per mantenere fede alla data prevista dell’avvio della produzione: 2025. Eppure parliamo di un impianto “riconvertito” progetto con degli elementi innovativi per quanto riguarda macchinari e layout, rendendolo unico nel suo genere in Italia. Si basa fondamentalmente su tre aree impiantistiche integrate tra di loro: selezione primaria sperimentale, linee di lavaggio, impianti di estrusione, unico nel suo genere. Per il momento per i 63 lavoratori della ex Unilever di Pozzilli di positivo c’è solo l’accordo di qualche settimana fa raggiunto tra le parti(proprietà-sindacati e Regione) che prevede- ricordiamolo- che la società Unilever Manufacturing srl procederà a richiedere l’intervento delle integrazioni salariali straordinarie in favore di massimo numero 63 unità lavorative, che, a decorrere dal 2 gennaio 2024, saranno collocate in Cigs a zero ore per un periodo massimo pari a 12 mesi poiché trattasi di impresa operante in area di crisi industriale complessa; la società farà richiesta del pagamento diretto da parte dell’Inps del trattamento di Cigs. E’ scritto nero su bianco nel verbale di esame congiunto. Le Rsa aziendali della Ex Unilever chiedono impegni precisi e puntuali e, soprattutto, risposte chiare per un progetto pubblicizzato dal Mise e dai vertici della vecchia e nuova proprietà.

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