Montaquila. La scuola dei sogni che diventa realtà, tutta la storia in un libro

È stato presentato ieri mattina il libro di Pasquale Damiani “Il Nuovo Polo Scolastico di Montaquila, un sogno che diventa realtà”, un vero e proprio fiore all’occhiello per la comunità locale. L’opera è una raccolta di testimonianze e ricordi, tenuti insieme da un filo logico e cronologico che parte dagli anni ‘60, arricchita da fotografie e documenti che raccontano eventi dell’infanzia vissuti dai giovani montaquilani.
Alla cerimonia, breve ma molto sentita e partecipata, hanno preso parte, tra gli altri, il presidente del Consiglio regionale del Molise, Quintino Pallante, e il presidente della Provincia di Isernia, Daniele Saia.
Nell’introduzione, l’autore ha voluto ringraziare il sindaco di Montaquila, Marciano Ricci, e la sua amministrazione comunale; la Nidaco Costruzioni; la dirigente scolastica Ilaria Lecci; Pasquale Castaldi, Mario Siravo e Nando Di Giacomo, il cui contributo è stato prezioso per la ricerca di ricordi e materiali contenuti nel volume.
«Quando il sindaco Marciano Ricci e l’ingegnere Vincenzo Cotugno mi hanno proposto di scrivere un libro sul nuovo polo scolastico di Montaquila – ha raccontato Damiani – si era ancora alle prime fasi della realizzazione. Mi dissi: ci vorranno almeno tre anni. E invece, in tempi record, in soli otto mesi, la struttura è stata completata e inaugurata lo scorso gennaio dalla Nidaco Costruzioni dell’ingegner Cotugno e dei figli Nicandro e Danilo. Un grazie particolare alla Tipografia Terenzi di Venafro per la realizzazione del volume, soprattutto per l’impianto grafico».
Il nuovo polo scolastico è stato progettato e costruito con estrema cura, massima attenzione al bello, perfetta integrazione nel tessuto urbano, e con un’impronta ecologica e sostenibile, nel pieno rispetto dell’ambiente e del territorio. Un’opera seguita con attenzione dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Ricci, che si è speso personalmente per sbloccare i fondi inizialmente impantanati nei meandri della burocrazia. Fondi arrivati anche grazie alla sensibilità della parlamentare molisana Elisabetta Lancellotta.
La nuova scuola è dotata di una spaziosa palestra a servizio degli alunni della Primaria e della Secondaria. Un’architettura che diventa spunto di riflessione sul ruolo educativo degli spazi: perché l’ambiente influenza i comportamenti. Bambini che crescono in spazi confortevoli, stimolanti e a misura delle loro esigenze saranno adulti più consapevoli.
Nel suo intervento, il sindaco Marciano Ricci ha rivolto un saluto ai dirigenti scolastici, agli insegnanti e a tutte le famiglie di Montaquila e delle sue frazioni, Roccaravindola e Masserie La Corte: «Grazie a tutti coloro che sono co-protagonisti nella crescita delle nuove generazioni. A loro rivolgo l’invito a essere sempre vicini ai ragazzi, a seguirli in questa nuova avventura scolastica, e a fare del dialogo lo spazio creativo per costruire una nuova umanità. Come amministrazione continueremo ad essere sensibili alle esigenze del mondo della scuola. Questo sogno, che i ragazzi hanno condiviso con noi, è diventato realtà grazie alla collaborazione tra il Comune e la Regione Molise. Perché i sogni si realizzano con cose concrete: strutture, servizi e luoghi che solo un’amministrazione può fornire».
A chiudere l’incontro, la dirigente scolastica Ilaria Lecci: «Attraverso le pagine di questo libro non celebriamo solo anni di insegnamento e apprendimento, ma rendiamo omaggio all’impegno di tutti coloro che hanno contribuito con passione allo sviluppo del nostro istituto: dirigenti, personale docente e non docente, famiglie e, soprattutto, studenti, veri protagonisti del percorso scolastico. Nel libro si percepisce lo sforzo di una comunità che ha saputo evolversi, affrontare le sfide e rinnovarsi nel tempo, mantenendo sempre saldo il legame con il territorio e i valori fondanti dell’educazione. L’augurio – ha concluso – è che questo lavoro non sia solo uno sguardo al passato, ma anche uno stimolo per il futuro: uno strumento per riflettere sulla nostra identità scolastica e per proiettarci verso nuovi obiettivi, con lo sguardo sempre rivolto al benessere e alla crescita dei nostri giovani».
ppm

(fotoservizio
Enzo LAURITO)

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Venafro. Il Papa convoca i vescovi, slitta l’orario del pontificale

Una decisione senza precedenti, dettata da una circostanza eccezionale. Il tradizionale pontificale di San Nicandro, uno dei momenti più solenni e partecipati delle festività patronali di Venafro, non sarà celebrato alle 11, come da antica consuetudine, ma alle ore 19.
Un cambiamento che ha radici in un evento straordinario: Papa Leone XIV ha convocato tutti i vescovi della Conferenza Episcopale Italiana a Roma per la mattinata del 17 giugno, proprio nel giorno in cui si celebra il pontificale in onore del patrono San Nicandro. Un incontro dal carattere nazionale e irrinunciabile, che coinvolgerà anche sua eccellenza monsignor Camillo Cibotti, vescovo della Diocesi di Isernia-Venafro e Trivento.
Il comitato feste, insieme al sindaco di Venafro e allo stesso monsignor Cibotti, ha fatto tutto il possibile per rispettare la tradizione. Ma l’assenza forzata del vescovo nella fascia oraria mattutina ha reso inevitabile il cambio di programma. Il pontificale, infatti, non può essere celebrato senza la presenza del presule e non è possibile nemmeno una sua sostituzione da parte di altri prelati, poiché la convocazione del Papa è rivolta a tutti i vescovi d’Italia, senza eccezioni.
Il gesto simbolico della consegna delle chiavi della città al vescovo da parte del sindaco – atto con cui Venafro affida idealmente la propria protezione a San Nicandro – avverrà dunque in serata, alle ore 19, nella suggestiva cornice della basilica dei Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria.
Una modifica che, pur nella sua eccezionalità, non scalfisce il senso profondo della devozione popolare, che da secoli lega il popolo venafrano ai suoi santi patroni.
L’invito, da parte del comitato feste, è quello di partecipare comunque numerosi e con rinnovata fede, a una celebrazione che resta il cuore spirituale della festa, anche se a un orario inconsueto.

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Venafro celebra la bellezza che resiste: premiata Yuko Okuma

Un omaggio alla cultura, alla memoria e alla tutela del patrimonio rurale. Si terrà sabato 31 maggio, a partire dalle ore 10 presso la Sala conferenze del Comune di Venafro (ex Palazzo Armieri), la cerimonia di consegna del premio “Mario Lepore”, istituito dalla Fondazione omonima per ricordare il compianto e mai dimenticato collega, protagonista di un impegno costante sul piano sociale e culturale.
L’edizione 2025 del prestigioso riconoscimento sarà conferita alla scrittrice giapponese Yuko Okuma, autrice di un volume che rappresenta un autentico scrigno di bellezza, memoria e tutela del paesaggio rurale italiano. Un lavoro impreziosito da ricche iconografie che raccontano l’Italia degli ulivi monumentali, dei borghi antichi e dei territori plasmati dal lavoro secolare dell’uomo.
Tra le immagini più suggestive, spiccano quelle dedicate agli olivi secolari del Parco Regionale dell’Olivo di Venafro e della zona di Ururi, testimonianza tangibile del legame profondo tra il paesaggio molisano e la sua vocazione agricola storica. Gli autori, spiegano gli organizzatori, hanno percorso ogni angolo del Paese per documentare anche esemplari poco noti, restituendo una visione corale della bellezza da tutelare.
L’iniziativa è promossa in sinergia con l’Associazione Nazionale Paesaggi Rurali di Interesse Storico (PRIS), organismo nato ad Arezzo il 10 marzo 2023 con l’obiettivo di dare voce a quei territori in cui l’agricoltura è espressione profonda delle radici culturali locali. Alla guida dell’Associazione, oggi iscritta al Registro degli Enti del Terzo Settore, c’è Patrizia Lusi, rappresentante del paesaggio agrario degli olivastri storici del Feudo di Belvedere, in Puglia.
Tra i protagonisti del percorso che ha portato alla nascita del sodalizio, anche Emilio Pesino, già presidente del Parco dell’Olivo di Venafro e oggi consigliere nazionale della PRIS. Grazie al suo impegno, il premio Lepore è divenuto anche un’occasione per rilanciare la centralità di Venafro nel dibattito nazionale sulla tutela dei paesaggi rurali e sull’agricoltura tradizionale come leva per uno sviluppo sostenibile, coerente con l’identità dei luoghi.
L’evento di sabato prossimo rappresenta dunque non solo un momento di celebrazione, ma anche un segnale forte e concreto in difesa del patrimonio agricolo-paesaggistico e delle comunità che lo custodiscono.
Appuntamento, dunque, a Venafro per un evento che promette di lasciare il segno ben oltre i confini del Molise.
M.F.

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