Violenza e liberazione di una donna: l’Aula Magna il 25 diventa un teatro

La violenza domestica subita da una donna e la sua liberazione raccontate dalla voce di un uomo. Insieme all’inaugurazione di una panchina rossa davanti alla Biblioteca d’Ateneo, il monologo di Greta Rodan, “Un volo molto rapido”, è l’evento scelto dall’Università del Molise per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere 2025.
L’iniziativa, promossa insieme alla Prefettura e al Comune di Campobasso, all’Ufficio scolastico regionale, alla Consigliera regionale di Parità, ha come obiettivo – spiegano da via de Sanctis – di favorire la riflessione e accrescere la consapevolezza del fenomeno della violenza.
L’evento si aprirà con i saluti istituzionali e l’inaugurazione, all’ingresso della Biblioteca (Campus universitario Vazzieri – viale Manzoni), della panchina rossa, quale segno di impegno istituzionale e condiviso nel contrasto a ogni forma di violenza. Seguirà l’opera teatrale, scritta e diretta da Greta Rodan. Insieme all’autrice che curerà con una performance il “segno grafico”, sul palco ideale allestito in Aula Magna, l’attore Andrea Cacciavillani (la voce maschile del monologo), Francesco Cipullo al pianoforte, Tiziano Palladino al mandolino e la danzatrice Sabrina De Luca.
La piéce ha un impianto “multistrato”, diversi i registri linguistici e artistici proposti al pubblico che – nelle rappresentazioni che hanno preceduto la messa in scena all’Unimol – è stato trasportato nella storia, partecipando con emozioni contrastanti ma alla fine “educative”, quasi maieutiche.
La scelta dell’ateneo, rivolta principalmente agli studenti, ai ragazzi ma non solo, ha come finalità di offrire ulteriori strumenti di comprensione e di stimolare un coinvolgimento attivo su un tema che tocca profondamente la nostra società, creando uno spazio di ascolto e responsabilità collettiva.
Un’occasione – concludono dall’ateneo – per contribuire insieme alla costruzione di una cultura basata sul rispetto, sull’uguaglianza e sulla dignità di tutte le persone.
Ai saluti istituzionali del rettore Giuseppe Vanoli, della prefetta del capoluogo Michela Lattarulo, della sindaca Marialuisa Forte, della dirigente dell’Usr Maria Chimisso, della Consigliera di parità Giuseppina Cennamo e del Garante di Ateneo degli studenti Vincenzo Cardellicchio, seguirà un’introduzione delle delegate a Inclusione, Disabilità e Pari opportunità, le professoresse Francesca Baralla, Marta De Angelis e Loredana Tullio.

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Campobasso, differenziata nel mirino: «Città sporca e trascurata, sistema da rivedere»

Una città più pulita, un sistema di raccolta dei rifiuti più efficiente e una programmazione chiara sul futuro del riciclo. Sono queste le richieste avanzate da Cantiere Civico, Confederazione Civica e un gruppo di cittadini volontari nel corso della conferenza tenutasi ieri nella sede di Piazza Pepe. Al centro dell’incontro, i risultati della raccolta firme avviata a giugno e proseguita fino a poche settimane fa: oltre mille adesioni che saranno presto portate all’attenzione del Consiglio comunale.
A introdurre i temi è stata l’attivista Marina Manna, che ha ricordato come anni fa un cittadino avesse denunciato per iscritto il problema del degrado sotto l’amministrazione Di Fabio. «Da allora la situazione è peggiorata – ha spiegato -. Qui in sede abbiamo raccolto tantissime lamentele: la più frequente riguarda lo stato della città, sporca e trascurata. La differenziata non è organizzata nel migliore dei modi».
Nel mirino soprattutto la zona dei mastelli: rastrelliere considerate «brutte e d’intralcio», contenitori che spesso restano in strada «ingombranti e antigienici». Un sistema giudicato fallimentare: «Ogni volta che conferiamo l’organico – ha detto Manna – offriamo letteralmente un pasto ai cinghiali. Così non si risolve il problema».
La richiesta dei volontari non si limita alla modifica dell’attuale sistema. «Abbiamo ridotto il dibattito a come raccogliamo i rifiuti – ha affermato Manna – ma il tema è più ampio: perché lo facciamo? Dobbiamo recuperare materiali, ridurre l’impatto sul territorio e sapere cosa accade nella fase successiva. Il riciclo funziona? La Sea ha un piano industriale chiaro? Con un corretto post-raccolta potremmo generare profitti da reinvestire sulla città, fino ad alleggerire la Tari».
Per farlo, però, serve programmazione: «Collaborazione sì, ma con sistemi che non ostacolino la vita quotidiana. Oggi si naviga a vista».
I promotori spiegano che proprio la mancanza di una linea tecnica e politica chiara è tra le ragioni che hanno portato alcuni di loro all’uscita dalla maggioranza.
A prendere la parola anche Stefano Spallone, che ha raccolto personalmente centinaia di segnalazioni dai cittadini: «Almeno 500 criticità sono state trasmesse all’amministrazione, ma senza ricevere ascolto. Campobasso ha perso cinque posizioni negli indicatori sulla qualità della vita: la città è sporca e, in alcuni punti, invivibile».
Spallone ha evidenziato come spesso si attribuisca tutto all’inciviltà dei cittadini: «Esiste, certo, ma non si può ignorare chi prova a segnalare. Molti lasciano i rifiuti davanti all’isola ecologica chiusa: basterebbe aprire anche il sabato per venire incontro a chi lavora tutta la settimana».
Dubbi anche sulla gestione dei mastelli: «Volevamo il decoro o la differenziata? I contenitori si rompono, le buste esplodono non solo per inciviltà ma perché i mastelli sono troppo piccoli. La soluzione? Dare maggiore ascolto ai cittadini».
Non solo centro città: secondo i volontari, anche le contrade soffrono l’assenza di risposte da parte del Comune. «Anche lì le problematiche sono tantissime – ha aggiunto Manna – ma nel centro storico c’è degrado anche dal punto di vista della sicurezza. Lì il porta a porta funzionerebbe davvero, con conferimenti direttamente nelle abitazioni singole».
Criticità anche per la raccolta degli sfalci, limitata alla sola stagione estiva: «Dovrebbe essere effettuata tutto l’anno».
Il fronte civico sottolinea che l’obiettivo non è solo eliminare i mastelli, ma definire una strategia di medio e lungo periodo: «Tracciamo una rotta – ha detto Manna – ma servono un equipaggio competente e un capitano capace».
La raccolta firme, condotta in sede, in piazza e tramite piattaforma online, ha l’obiettivo di riportare il tema al centro delle decisioni pubbliche: «Abbiamo già provato le vie istituzionali senza risultati. Ora lo faremo con il sostegno di oltre mille cittadini e attraverso i nostri esponenti comunali che presenteranno una mozione in Consiglio».
Il giudizio sulle prime risposte arrivate dall’amministrazione resta sospeso: «Ci fa piacere che altri esponenti si stiano muovendo, anche se per ora solo a parole. Ma il punto di raccolta sperimentale non è la soluzione giusta per andare incontro alle esigenze della città. Servirebbe più ascolto e una migliore programmazione». sl

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Molise rurale, chiusura del Psr e nuovi orizzonti: «Fare rete per il futuro dell’agricoltura»

Si sono svolte lo scorso giovedì a Monteroduni le adunanze del Comitato di sorveglianza Psr Molise 2014/2022 e del Comitato regionale del monitoraggio per l’attuazione del Csr 2023/2027, presso l’Azienda agricola “Principe Pignatelli”, oltre alle visite aziendali in realtà che rappresentano emblematici modelli di agricoltura sostenibile, innovativa ed esempi di buone pratiche del settore agroalimentare della regione.
Alle sessioni di lavoro, presiedute dall’assessore regionale alle Politiche agricole ed agroalimentari Salvatore Micone, hanno partecipato i tecnici della Commissione europea Direzione generale dell’Agricoltura e dello Sviluppo rurale, i tecnici del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e ministeriali, il partenariato istituzionale ed socio-economico, le rappresentanze produttive e sindacali, oltre l’Autorità di gestione, la struttura e l’assistenza tecnica dell’Assessorato regionale all’Agricoltura.
Nel pieno coinvolgimento dei partecipanti al tavolo di lavoro, è stata affrontata un’articolata e dettagliata analisi degli obiettivi raggiunti, dei dati registrati nell’impiego delle risorse comunitarie a disposizione, è stata illustrata la rappresentazione di risultati ottenuti a chiusura del Programma di sviluppo rurale 2014/2022, nonché la proiezione delle strategie e delle azioni da mettere in campo nell’attuazione del Programma Csr 2023/2027.
«Abbiamo analizzato la chiusura del Programma di sviluppo rurale 2014/2022 e i risultati raggiunti – ha dichiarato l’assessore Micone – ma in special modo abbiamo colto l’occasione per confrontarci e condividere idee e strategie che possano guidarci nel perfezionamento e sviluppo del nuovo programma. È stato ribadito coralmente che senza dubbio è fondamentale fare un lavoro di rete, continuo e sinergico, dove ogni attore del comparto agricolo e rurale può dare il proprio contributo, migliorando anche gli aspetti di cooperazione con il Masaf e l’Op Agea nella loro nuova veste. Il primo elemento sottolineato è stato quello della condizione ambientale. Il PSR Molise su circa 281 milioni di euro (tra fondi ordinare e fondi EURI) circa il 48% sono finiti in misure ambientali e forestali. Hanno consentito di mettere in sicurezza oltre 2.000 aziende di aree montane e gran parte del territorio pascolivo e forestale della regione preservandolo dai danni ambientali quali gli incendi e salvaguardando la biodiversità. Abbiamo mantenuto oltre 300 aziende biologiche e più di 500 che attuano protocolli di riduzione degli input pubblici. È interessante notare come con le nuove misure questi numeri sono raddoppiati.
Il secondo elemento ha evidenziato che il 25% delle risorse è finito alle aziende agricole e di trasformazione dei prodotti agricolo nella gran parte dei casi ad aziende multifunzionali o attente all’ambiente e alla qualità dei prodotti. Abbiamo sostenuto i settori centrali tra cui il vitivinicolo, quello zootecnico della carne e del latte, quello olivicolo e della cerealicoltura. Sono circa 3000 le domande finanziate per investimenti (di cui 270 di giovani primi insediati) numeri importanti per una piccola regione che conta poco più 5,5 mila aziende attive agricole e della trasformazione. Siamo al 60% del potenziale degli operatori del settore agroalimentare molisano. Stiamo attivando una cooperazione LEADER a chiusura della misura 19 e già con le regole previste nel nuovo intervento SRG 06 così da completarlo negli anni futuri attraverso la quale e con la collaborazione dei GAL vogliamo riattivare e animare i territori rurali e gli operatori economici a collaborare fornendo loro servizi innovativi e strategici e facendo comprendere che solo cooperando si riesce a formulare risposte territoriali e non singole che ci consento di vincere la sfida moderna della transizione. Abbiamo sostenuto investimenti che hanno permesso di fare enormi progressi a tutti i comuni molisani, ossia sistemare le infrastrutture di viabilità interpoderale che consentono un migliore accesso alle aziende. Sono 125 comuni su 136 raggiunti dalle opere di viabilità con oltre 200 mila metri lineari di strade fatte serventi oltre 1.500 agricoltori. Abbiamo risolto il problema di alcuni comuni montani con infrastrutture per l’acqua potabile agli insediamenti civili e a quelli zootecnici. Infine, siamo, probabilmente l’unica regione, ad aver coperto il divario digitale con il completamento dell’infrastruttura banda ultra larga a oltre 1 Giga di velocità. Tutti i comuni rurali oggi, e tutti i cittadini, possono accedere ai servizi internet. Ho ribadito con convinzione che la competizione per una regione come il Molise deve giocarsi in termini di territorio e non di singole aziende economiche. E questo richiede un salto di qualità dei servizi che devono unire gli operatori su obiettivi e soluzioni comuni e, soprattutto, semplificare loro l’accesso agli aiuti o anche alle soluzioni innovative. Servizi di consulenza e formazione sono prioritari e necessari per completare il rilancio della nostra regione. Stiamo lavorando in tal senso ed avvieremo soluzioni innovative come quello della cooperazione o anche un nuovo progetto di informazione e divulgazione tagliato sulle reali necessità delle aziende ma anche cercando di intercettare gli operatori ed i professionisti regionali per avviare nuovi spazi di collaborazione che devono portare loro a raggiungere nuove frontiere di conoscenza adeguate ai fabbisogni delle imprese e noi a ricreare un nuovo rapporto fiduciario con il territorio nell’obiettivo comune non di sopravvivere, ma di creare una crescita complessiva che porti le persone a decidere di vivere e lavorare nei nostri bei comuni rurali. Esiti e visioni che hanno riscosso ampia soddisfazione e totale apprezzamento da parte dei tecnici Ue e ministeriali con cui sono stati condivisi, inoltre, la volontà e l’impegno di voler continuare a collaborare sinergicamente».

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