Caffè fra coordinatori, Toma: bene così ma nessuno interferisca

Bene l’incontro dei coordinatori dei partiti nazionali del centrodestra, è il commento del governatore Donato Toma, ma nessuno interferisca con quanto decide il Consiglio.
Non fa nomi o richiami diretti, ma nelle dichiarazioni in merito alla riunione che ha sancito un disgelo evidente nella coalizione il presidente della Regione sembra pensare a Salvini e alle tensioni interne alla Lega, poi sfociate nell’espulsione delle due consigliere elette, e anche alla contrarietà del responsabile di FdI Di Sandro rispetto all’abrogazione della surroga, decisa appunto dalla maggioranza in Consiglio.
Toma però nomi non ne fa. Dice: «È bene che i coordinatori dei partiti si vedano, nel passato era stato chiesto a me di riunire i tavoli politici ma io non sono un coordinatore di partito, devo fare riferimento al mio ombrello politico che è il centrodestra e che è Forza Italia. Sono i coordinatori a doversi muovere ai tavoli giusti, fare sintesi e ricucire i rapporti come si conviene. Nel passato taluni rapporti si sono un po’ scuciti, ma non certo per colpa mia. Perché magari – è la prima stoccata – i leader dei partiti pensavano di poter agire in questa regione senza avvisare il presidente».
Da parte sua, aggiunge, «c’è apertura completa, come c’è sempre stata. Significa che col presidente della Regione se si chiede di parlare si può parlare. Ma significa anche non interferire sulle linee strategiche che il Consiglio regionale ha adottato perché interferendo sulle linee strategiche si tradisce anche il consenso che il cittadino ha dato alla coalizione di centrodestra», è il secondo spunto delle dichiarazioni di Toma.
A suo parere il centrodestra ha fatto bene e può comunque fare meglio. «Penso ci siano le basi per una sintesi proficua per tutto il Molise». Una sintesi sul suo nome? «In politica la sintesi è l’orizzonte», la risposta. Certo la sintesi, completa il ragionamento, si raggiunge «facendo anche ammenda, ognuno, delle proprie colpe», colpe politiche naturalmente. La sintesi, chiude, è l’orizzonte, «poi vedremo su quale nome si farà».

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Da anni al timone di un reparto fondamentale, Santillo diventa primario di ruolo a Pediatria

Dopo aver guidato per anni il reparto di pediatria e neonatologia del Cardarelli da facente funzioni, Vincenzo Santillo è ora primario per concorso di una delle unità operative più importanti dell’ospedale regionale, che offre ad esempio anche il servizio fondamentale di terapia intensiva neonatale.
È lui il vincitore della selezione portata a termine dall’Asrem e ieri ha firmato il contratto nella sede della direzione strategica di via Petrella. «Erano anni che il dottor Santillo coordinava un reparto delicato come quello che si prende cura dei piccoli. I genitori molisani lo hanno conosciuto e ne hanno apprezzato la professionalità e la capacità. Ora – ha commentato il dg Oreste Florenzano – anche lui è ufficialmente “primario”. È il quarto che ho nominato, a breve arriveranno gli altri». È importante il primario di ruolo, aggiunge, perché «si stabilizza il reparto, si crea un gruppo di lavoro affiatato, coeso, nel quale necessariamente tutti vogliono imparare di più, fare meglio, curare in maniera sempre più efficace. È per questo che, appena è stato possibile, la prima cosa che ho voluto fare è stata ridisegnare i nostri ospedali. Pensare ai primari, creare maestri che attirino e formino i medici di domani. È da qui che vogliamo ripartire per rendere la sanità molisana sempre più a misura di cittadini. Per i grandi e, in questo caso, per i più piccoli».

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Avviso dedicato ai medici venezuelani, a disposizione 15 incarichi a tempo

In proroga di fatto da fine gennaio, sono stati formalmente ‘allungati’ fino al 31 marzo i contratti di 22 medici venezuelani reclutati attraverso l’accordo con l’associazione “La piccola Venezia”.
Da mesi prestano servizio in vari reparti dei tre ospedali molisani – Cardarelli, San Timoteo e Veneziale – e numerosi primari hanno chiesto all’Asrem di poter usufruire di loro anche oltre la cessazione dello stato d’emergenza. L’azienda sanitaria, quindi, in considerazione del fatto che sono in corso di svolgimento procedure concorsuali per le discipline in cui i medici venezuelani sono impiegati, e che attraverso quelle già espletate non si è riusciti a trovare il contingente minimo necessario, ha bandito un avviso a tempo determinato (probabilmente fino al 31 dicembre) riservato a loro. È pubblicato da ieri sul sito dell’Asrem (lo sarà per cinque giorni). Gli incarichi a disposizione sono 15 e in varie specializzazioni: medicina, dermatologia, anestesia, chirurgia, pediatria, pneumologia, epidemiologia, gastroenterologia, otorinolaringoiatria.

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