Crisi umanitaria, avviata a Campobasso la ricognizione degli immobili

Come anticipato dal sindaco di Campobasso Roberto Gravina a margine del vertice in Prefettura per coordinare le misure da mettere in campo per aiutare il popolo ucraino, l’Amministrazione comunale di Campobasso ha pubblicato l’avviso pubblico per raccogliere le manifestazioni d’interesse riferite all’accoglienza delle persone provenienti dall’Ucraina.
«Con l’avviso pubblicato – ha spiegato il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina – l’amministrazione intende avviare una ricognizione tesa al reperimento, sul territorio cittadino, di strutture alloggiative idonee per soluzioni di accoglienza di persone in fuga dall’Ucraina ed in ingresso sul territorio nazionale, tenendo conto della prevalenza tra esse di donne e bambini».
I cittadini che volessero mettere a disposizione propri immobili o strutture (da utilizzare per la prima accoglienza e/o nell’ambito della rete sprar e/o soluzioni similari) sono invitati a formulare apposita manifestazione di interesse per il tramite della PEC comunale:
comune.campobasso.protocollo@pec.it, indicando e/o allegando, almeno: gli estremi (dati personali) del proprietario dell’immobile; gli estremi di ubicazione, consistenza e dati catastali dell’immobile e relative planimetrie.
Si precisa che gli immobili devono essere in condizioni di piena ed immediata abitabilità e conformi alle normative sanitarie e urbanistiche vigenti.
«A seguito della raccolta delle manifestazioni di interesse, – ha aggiunto il sindaco – il Comune e/o l’Ambito Sociale di Zona, proporranno ai proprietari le possibili ipotesi di utilizzo degli immobili e connesse condizioni tecnico-economiche».
Tutto ciò nell’ambito delle previsioni di cui al decreto legge 25 febbraio 2022, n. 15, al decreto legge 28 febbraio 2022, numero 16, alla deliberazione del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2022 e connessi provvedimenti attuativi.

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Stop alle scorribande di Juan Carrito, l’orso confidente è stato catturato: oltre mille firme per la liberazione

Stop alle scorribande di Juan Carrito. Uno degli orsi più “social” della storia del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è stato infatti catturato. Troppo pericolose – per la specie e per l’incolumità pubblica malgrado gli orsi bruni marsicani non siano aggressivi – le incursioni nel centro abitato di Roccaraso, comune che era stato ormai eletto da Juan Carrito come residenza. Al punto dall’esserci tornato pure dopo l’allontamento forzato operato dal Pnalm.
I video e le foto diventati virali su tutti i social hanno mostrato una “brutta” realtà. L’orso era diventato così confidente che non solo non si spaventava alla vista dell’uomo ma addirittura in qualche caso ha “sopportato” di buon grado anche la presenza di cani.
Così, si è optato per gli estremi rimedi. Juan Carrito è stato dunque condotto nella struttura del Parco nazionale della Majella a Palena dove trascorrerà un periodo in cattività, separato dagli altri orsi già presenti nella struttura.
Come riferito da Salviamo l’Orso, «i tecnici del Parco sperimenteranno alcune tecniche di condizionamento dell’animale per cercare di disabituarlo a servirsi dei cassonetti dell’immondizia. Anche le condizioni meteo attuali nelle zone di alta montagna dove era stato pianificato il suo trasloco hanno consigliato questo periodo di cattività che ci auguriamo sia molto breve».
In effetti, la prima scelta era quella di allontanarlo ancora di più dai centri abitati, poi si è deciso di “rinchiuderlo” e successivamente provare a reimmetterlo in natura.
Dure le accuse delle associazioni al Comune di Roccaraso, intimato per mesi a mettere in sicurezza i bidoni dell’immondizia nelle strade del paese. Così come la ‘condanna’ è stata firmata dai cittadini che hanno lasciato cibo incustodito.
Intanto già impazza una petizione online, con oltre mille firme, per chiederne l’immediata “liberazione”.

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Ancora due decessi, tasso all’11,3%: 297 contagi e 279 guariti

Ancora 297 contagi da SarsCov2 in Molise. Sono stati diagnosticati all’esito della refertazione di 2.609 tamponi (molecolari e antigenici), il tasso è all’11,3%.
A Termoli (62), Campobasso (54) e Isernia (12) i numeri di nuovi positivi a due cifre. I contagi attivi salgono a 5.984.
Due i decessi registrati ieri: un 71enne di Casacalenda è morto in terapia intensiva e una 84enne di Montenero di Bisaccia è spirata nel reparto anziano fragile. Mentre, corregge l’informazione l’Asrem, la 85enne di Colletorto deceduta il 5 marzo non è da computare nelle vittime Covid perché negativa. Il totale è, quindi, 577.
Un solo ricovero ieri al Cardarelli, quattro le dimissioni. Due pazienti Covid già assistiti in malattie infettive sono stati però trasferiti in terapia intensiva. Gli ospedalizzati sono 23: 8 in infettive, 12 in anziano fragile Covid e 3 in rianimazione. Tre non sono vaccinati, 7 lo sono con due dosi o dose unica e 13 anche con il booster.
I guariti sono 279,fra cui 99 a Campobasso, 45 a Termoli e 18 a Vinchiaturo. Dall’inizio della pandemia, in Molise, 34.575 persone hanno sconfitto il virus.

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